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La seduta, sospesa alle 9,40, è ripresa alle 10.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Lusetti 1-ter.1.
Ricordo che sull'emendamento in questione è stato formulato un invito al ritiro.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, intendo sottoscrivere l'emendamento Lusetti 1-ter.1.
PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che i presentatori dell'emendamento Lusetti 1-ter.1. non accedono all'invito al ritiro.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lusetti 1-ter.1., non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 267
Votanti 266
Astenuti 1
Maggioranza 134
Hanno votato sì 109
Hanno votato no 157
Sono in missione 89 deputati).
Prendo atto che l'onorevole Cosentino non è riuscito a votare. Prendo, altresì atto, che gli onorevoli Angelino e Gioacchino Alfano non sono riusciti a votare e che avrebbero voluto esprimere voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1-quater.8, sul quale è stato formulato un invito al ritiro.
Chiedo all'onorevole Russo Spena se acceda all'invito al ritiro del suo emendamento.
GIOVANNI RUSSO SPENA. No, Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, illustrerò brevemente gli emendamenti presentati dal mio gruppo che manifestano la nostra volontà di migliorare questo provvedimento su argomenti che - come abbiamo già fatto rilevare - ci appaiono di grande importanza.
Tali emendamenti sono anche il segno di una volontà non puramente oppositiva, ma costruttiva nei riguardi del confronto parlamentare.
In questo emendamento noi prevediamo la sostituzione di alcune parole che vanno dalla frase «l'anticipazione di un
importo» fino alla fine del comma con le seguenti «la concessione di un contributo aggiuntivo pari al 100 per cento di quanto riscosso a titolo di imposta comunale sugli immobili nell'anno precedente». Qual è il senso? Il provvedimento prevede che per i comuni terremotati - mi riferisco al terremoto che in novembre ha colpito la Puglia ed il Molise - vi sia un'anticipazione pari al 50 per cento dell'ICI incassata dagli stessi comuni nell'anno precedente.
Detta somma sarà in seguito, per così dire, recuperata dallo Stato attraverso il taglio corrispondente dei trasferimenti erariali. Ciò significa che per il Governo far fronte ai problemi derivati dal terremoto è un obbligo, un compito, una funzione esclusivamente dei comuni e che, quindi, lo Stato non è coinvolto in questa funzione, in questo compito di ricostruzione.
Il nostro emendamento, invece, prevede che vi sia a favore di quei comuni un trasferimento aggiuntivo dello Stato, pari al 100 per cento dell'ICI dell'anno precedente.
Questo emendamento è di buonsenso ed è il risultato di una diversa, ma modesta manovra finanziaria; credo, quindi, che tutta l'Assemblea potrebbe esprimere al riguardo un voto positivo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-quater. 8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 292
Votanti 290
Astenuti 2
Maggioranza 146
Hanno votato sì 122
Hanno votato no 168
Sono in missione 89 deputati).
Passiamo agli identici emendamenti, Patria 1-quater. 3 e Morgando 1-quater. 21.
Chiedo all'onorevole Patria se acceda all'invito a ritirare l'emendamento formulato dal relatore.
RENZO PATRIA. Signor Presidente, accolgo l'invito formulato dal relatore e preannuncio l'intenzione di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sta bene.
Chiedo ai presentatori dell'emendamento Morgando 1-quater. 21 se accedano all'invito a ritirare il loro emendamento formulato dal relatore.
MICHELE VENTURA. Signor Presidente, accolgo l'invito al ritiro dell'emendamento Morgando 1-quater. 21, di cui sono cofirmatario, preannunciando di volerne trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1-quater. 9.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito a ritirare l'emendamento formulato dal relatore.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, non accedo all'invito a ritirare l'emendamento e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, il provvedimento prevede che i fondi statali a favore delle unioni dei comuni e delle comunità montane siano utilizzati anche per il finanziamento degli enti risultanti dalla fusione dei comuni. Ciò vuol dire che, mantenendo inalterata la somma dei fondi stanziati, nei fatti vi sono meno finanziamenti previsti per l'unione dei comuni e delle comunità montane che svolgono l'esercizio associato delle funzioni e dei servizi comunali. Ci sembra un nonsenso che determinerà effetti molto negativi anche per la funzionalità
delle stesse strutture. Non è possibile che l'unione dei comuni e delle comunità montane, che svolgono in maniera associata le funzioni ed i servizi comunali, non abbiano fondi per espletarli.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-quater.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 311
Astenuti 2
Maggioranza 156
Hanno votato sì 136
Hanno votato no 175).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1-quater.11.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito a ritirare l'emendamento formulato dal relatore.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, il numero dei miei interventi è inversamente proporzionale alla brevità.
Non accolgo l'invito a ritirare l'emendamento e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, vorrei che gli emendamenti che abbiamo presentato, poiché sono di buonsenso e tecnicamente fondati, fossero discussi anche dalle forze della maggioranza e vorrei capire dal Governo cosa ne pensa.
Con tale emendamento prevediamo una copertura finanziaria per gli eventuali maggiori oneri a carico dello Stato derivanti dal complesso della manovra alternativa proposta nei nostri emendamenti che, evidentemente, vanno letti in maniera organica. Tale copertura finanziaria attiene al fondo speciale dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-quater.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 335
Votanti 334
Astenuti 1
Maggioranza 168
Hanno votato sì 143
Hanno votato no 191).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1-quater.10.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito a ritirare l'emendamento formulato dal relatore.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, non accedo all'invito al ritiro e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Con questo emendamento, nel quale prevediamo di sostituire alcune parole relative al comma 9 dell'articolo 1-quater con altre, poniamo un altro problema che ci sembra rilevante.
Il provvedimento, come ormai è abitudine, consuetudine del Governo, prevede che, comunque, le misure proposte non debbano comportare maggiori oneri per lo Stato.
Con il nostro emendamento diciamo che questo è possibile solo se le misure non comportano maggiori spese. Se così non fosse, bisognerebbe allora prevedere maggiori oneri complessivi a carico dello
Stato. Per quale ragione? Mi sembra ovvio sul piano razionale oltre che su quello della manovra economica. Infatti, in caso contrario, il tutto si tradurrebbe in un ulteriore taglio dei servizi. Riteniamo centrale ed importante questo emendamento proprio per questa ragione, perché, se in ogni caso le misure non devono comportare maggiori oneri per lo Stato, e questo non riguarda soltanto le misure che non comportano maggiori spese, non vi è dubbio che vi è una manovra che «strangola» le finanze dei comuni e degli enti territoriali, traducendosi il tutto in un ulteriore taglio ai servizi.
Riteniamo pertanto che questo emendamento debba essere assunto nella valutazione dei colleghi con particolare attenzione incidendo sulla vita stessa e sull'autonomia degli enti locali.
Senza un supporto, anche finanziario, nel rapporto fra la gestione e la comunità, ovviamente la stessa concezione dell'autonomia e dell'indipendenza viene a degradarsi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-quater.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 346
Votanti 345
Astenuti 1
Maggioranza 173
Hanno votato sì 152
Hanno votato no 193).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Morgando 1.quater.22.
Chiedo ai presentatori se intendano accedere all'invito al ritiro formulato dal relatore.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, saremmo disponibili ad accogliere l'invito al ritiro formulato dal relatore e a trasfondere il contenuto dell'emendamento in un ordine del giorno. È chiaro che, se il Governo ci offre un segno di disponibilità rispetto a tale ordine del giorno, noi siamo disponibili al ritiro dell'emendamento. Esso prevede in ogni caso un aumento del fondo ordinario per i trasferimenti agli enti territoriali, comuni e province.
Mi rendo conto che il disegno di legge di conversione di questo decreto-legge deve essere approvato e noi siamo per farlo rapidamente. Se non è possibile quindi, come ritengo, sul piano tecnico per i tempi, modificare il testo, perché il decreto-legge decadrebbe. Se il Governo ci offre la disponibilità, potremmo tranquillamente ritirare l'emendamento in esame, registrando l'impegno del Governo ad affrontare successivamente con altri atti il problema dell'aumento dei fondi per i trasferimenti agli enti locali.
MARCO STRADIOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricollegarmi all'intervento svolto dal collega che mi ha preceduto. Noi abbiamo preparato un ordine del giorno su questo argomento che auspichiamo il Governo accolga; riteniamo infatti che sia fondamentale. Comprendiamo che non possa essere fatto con questo provvedimento, ma è opportuno che in futuro si prenda atto della necessità di incrementare i fondi per gli enti locali. Per questo noi auspichiamo, lo ribadisco, che il Governo accolga il nostro ordine del giorno, in tal caso, siamo disponibili a ritirare l'emendamento; in caso contrario, vogliamo che sia posto in votazione.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i colleghi sanno come questo argomento sia stato oggetto di discussione sia durante il dibattito al Senato sia in quello in Commissione. Sanno altresì come su questa tematica non vi siano assolutamente le condizioni per procedere ad un nuovo calcolo che sarebbe estremamente oneroso per quanto riguarda le casse dello Stato. Non intendo quindi assolutamente percorrere le vie della captatio benevolentiae e devo sinceramente dire ai colleghi che l'ordine del giorno non è accoglibile perché sarebbe un impegno del Governo che non potrebbe essere mantenuto. Devo quindi dire che, se i colleghi insistono per la votazione dell'emendamento, il parere resta contrario.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando 1-quater.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 352
Votanti 351
Astenuti 1
Maggioranza 176
Hanno votato sì 155
Hanno votato no 196).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1-quater.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, con questo emendamento noi prevediamo che, ai fini del concorso dello Stato alla copertura degli oneri contrattuali eccedenti il tasso di inflazione programmato, il fondo ordinario dei trasferimenti agli enti locali territoriali sia incrementato, a partire dall'anno 2003, di 300 milioni di euro.
Qual è la ratio di questo emendamento? Qui noi parliamo del finanziamento dei maggiori oneri che derivano dall'accordo tra Governo e sindacati del febbraio 2002. Questi maggiori oneri, pertanto, devono essere ristorati dal Governo, altrimenti, le già insufficienti risorse degli enti locali territoriali non saranno in grado di sostenere gli oneri dei rinnovi contrattuali. Praticamente, con questo emendamento, noi continuiamo il ragionamento che avevamo iniziato con l'emendamento precedente.
È vero - ci si potrebbe dire - che quella che noi indichiamo è una quota modesta e parziale del nuovo onere contrattuale complessivo, ma ci pare, in ogni caso, che anche questa quota modesta e parziale possa essere importante per quanto riguarda la garanzia dei servizi di cui fruiscono le cittadinanze, le cittadine e i cittadini, e ci pare peraltro che sia possibile stanziare un fondo di 300 milioni di euro emendando questo decreto-legge già oggi nel momento in cui andremo a votare la sua conversione in legge.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, anche su questo emendamento noi riteniamo, come ho già detto durante la discussione sulle linee generali, che il Governo dovrebbe compiere una riflessione, perché non è possibile che si firmi a queste condizioni un contratto collettivo di lavoro. Attenzione: io faccio distinzione tra quella che è la contrattazione decentrata che viene svolta a livello periferico - per cui gli enti locali fanno la loro contrattazione con le forze sindacali in base al loro bilancio - e quello che è, come nel caso di questo emendamento, il contratto collettivo nazionale di lavoro, che viene concertato a livello nazionale e sul quale, quindi, i singoli enti locali non possono intervenire direttamente. Ora, questi contratti,
a nostro avviso, dovrebbero essere coperti da trasferimenti erariali da parte del Governo.
Anche qui, ripeterò quanto ho già detto precedentemente. Mi rendo conto che approvare questo emendamento e, quindi, modificare il testo significa, di fatto, far saltare il decreto-legge e noi non vogliamo assolutamente questo, perché gli enti locali ci hanno detto con molta chiarezza - sia l'ANCI, sia l'UPI, sia l'UNCEM, con un testo scritto che ha inviato alla Commissione - che questo provvedimento deve essere approvato molto rapidamente. Noi vogliamo proprio questo, tuttavia abbiamo presentato un ordine del giorno di contenuto analogo a quello dell'emendamento in esame. Anche in questo caso, noi vorremmo da parte del Governo un segno di apertura, non nell'immediato, ma almeno successivamente - da qui alla discussione del documento di programmazione economico-finanziaria e, quindi, della finanziaria per il 2004 - rispetto a questo problema, che non si esaurirà nell'anno 2003, ma che gli enti locali si ritroveranno a dover affrontare anche negli anni successivi.
Quindi, se volete, si tratta di un punto di principio: dobbiamo stabilire una volta per tutte che le maggiori spese trasferite a livello locale sui comuni e sulle province per decisione del Governo centrale debbano essere coperte dal bilancio nazionale e non scaricate sui bilanci dei singoli enti. Quindi, ripeto, se il Governo non è disponibile ad accettare il nostro ordine del giorno, noi voteremo a favore dell'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, quella dei rinnovi contrattuali per il personale degli enti locali è una problematica aperta nel senso che questo decreto-legge è importante per permettere ai comuni di chiudere i bilanci nei termini, evitando il commissariamento. Per questo motivo, siamo favorevoli alla sua approvazione. Tuttavia, vi è la questione relativa ai rinnovi contrattuali con due ricadute, l'una sull'effettiva carenza di risorse da parte degli enti locali - vi è, pertanto, la necessità di maggiori trasferimenti -, l'altra sul patto di stabilità.
Alcuni comuni sono riusciti ad approvare i bilanci nei termini, rispettando i parametri del patto di stabilità che la legge finanziaria ha indicato per quest'anno, ma, qualora arrivi il nuovo contratto di lavoro - ci sono stime che confermano che comporterà maggiori oneri per gli enti locali pari al 10 per cento, perché tale rinnovo contrattuale tiene conto degli anni 2002 e 2003 e le spese ricadono completamente nel 2003 -, anche comuni che sono riusciti a chiudere bilancio nel rispetto del patto di stabilità si troveranno con questo tipo di problema.
Pertanto, spero che il Governo tenga conto della necessità - abbiamo presentato a tale proposito anche degli ordini del giorno che credo saranno presi in considerazione - di porre mano a tale questione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-quater.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 370
Votanti 369
Astenuti 1
Maggioranza 185
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 206).
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro dell'emendamento Michele Ventura 1-quater.23.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento
Michele Ventura 1-quater.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 365
Votanti 363
Astenuti 2
Maggioranza 182
Hanno votato sì 164
Hanno votato no 199).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Michele Ventura 1-quater.25.
Chiedo all'onorevole Michele Ventura se acceda all'invito al ritiro rivoltogli.
MICHELE VENTURA. Signor Presidente, come poc'anzi ha dichiarato il collega Mariotti, siamo ben consapevoli che questo decreto-legge deve essere convertito in legge. Questa richiesta è giunta da tutte le associazioni delle autonomie che abbiamo ascoltato in questi giorni. Tuttavia, mi consenta di svolgere queste brevi riflessioni.
Abbiamo trovato conferma di quanto abbiamo rilevato durante la discussione della legge finanziaria: le misure previste per comuni e province non erano tali da consentire un normale lavoro da parte di queste importanti istituzioni, nel senso che questo decreto-legge risolve alcune questioni relative alla rinegoziazione dei mutui per gli enti locali ed affronta la questione del riconoscimento degli oneri alle province per funzioni trasferite. Senza queste modifiche, le province non sarebbero rientrate nel patto di stabilità, ossia non sarebbe stato possibile approvare i bilanci con parametri e criteri che si ritrovano nel patto di stabilità interno.
Vorrei far notare ai colleghi che, per la prima volta dopo molti anni, siamo tornati a consentire l'approvazione dei bilanci degli enti locali alla fine del mese di maggio. Abbiamo sollevato questo problema durante la discussione sulle linee generali. È diventato ineludibile, ma proprio per il motivo che non era possibile chiudere, con quanto previsto dalla legge finanziaria, i bilanci entro il 31 dicembre dell'anno scorso. Questa è la situazione nella quale ci troviamo.
Siamo alla vigilia dell'esame del documento di programmazione economico-finanziaria che ci condurrà poi alla legge finanziaria.
L'invito che rivolgiamo a tutti i colleghi è di considerare le autonomie non come uno dei tanti soggetti da audire, dopo che il documento è stato predisposto, ma un luogo rilevante con il quale concordare e concertare le politiche relative ai servizi sociali ed ai patti per lo sviluppo. Vorrei anche sollecitare una riflessione sul fatto che, mentre discutiamo di questioni rilevantissime sul decentramento, sullo Stato federale e quant'altro, ci troviamo di fronte ad una pratica centralistica insopportabile: tale la considerano tutti i comuni e tutte le province, indipendentemente dalle coalizioni che governano gli enti locali.
Ecco perché si impone la necessità di una riflessione pacata, ma seria. Questo decreto-legge non risolve le questioni di fondo che riguardano la vita degli enti locali, ma almeno consente di arrivare alla nuova legge finanziaria. Per questo, come diremo meglio in sede di dichiarazione di voto finale, il nostro orientamento è favorevole, essenzialmente per il fatto che ci si è resi conto, anche da parte della maggioranza, che la situazione prodottasi era insostenibile per i comuni e per le province, ma, soprattutto, per i cittadini amministrati.
Usciamo, signor Presidente, dalla demagogia di ciò che si vuol fare sul federalismo e cerchiamo di avere politiche che rispondano effettivamente agli interessi delle comunità locali! Grazie (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Michele Ventura.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michele Ventura 1-quater.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 367
Votanti 366
Astenuti 1
Maggioranza 184
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 200).
Prendo atto che l'onorevole Cozzi non è riuscito a votare.
Passiamo all'emendamento Russo Spena 1-quater.16.
Chiedo al presentatore se intenda accedere all'invito al ritiro.
GIOVANNI RUSSO SPENA. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, quest'ulteriore emendamento, riguardante la ricontrattazione dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti, indubbiamente deriva, come i precedenti, da quella manovra finanziaria - ne abbiamo lungamente discusso quando abbiamo esaminato il documento di programmazione economico-finanziaria ed il disegno di legge finanziaria per il 2003 - che ha strangolato la possibilità di una funzione sociale e di garanzia dei servizi ai cittadini da parte degli enti locali.
Poiché questo, come abbiamo già denunziato, è uno dei punti più gravi dell'ultima legge finanziaria, con gli emendamenti che il mio gruppo ha presentato all'articolo unico di questo disegno di legge di conversione stiamo tentando in qualche modo di allentare i vincoli e, per tale via, di migliorare le condizioni di gestione dei rapporti fra le comunità ed enti locali territoriali dando a questi ultimi la possibilità di un'erogazione ancora decente e sufficiente dei servizi stessi.
Nel caso di specie, proponiamo di aggiungere all'articolo 1-quater, in fine, un comma 13-bis del seguente tenore: «Gli enti locali territoriali possono trasformare in un nuovo mutuo, a durata trentennale e con il tasso corrente praticato dalla Cassa depositi e prestiti all'atto della richiesta della trasformazione, i mutui contratti con la medesima entro il 31 dicembre 2002».
In effetti, non vi è nulla di particolarmente nuovo: con questo emendamento, proponiamo che si dia attuazione ad un impegno ripetutamente ribadito dal Governo nei confronti di tutti gli enti locali territoriali, sia di centrodestra sia di centrosinistra, più Rifondazione, e delle associazioni. Inoltre, si intende favorire la politica degli investimenti locali in un momento di perdurante difficoltà economica.
Per questi motivi, ci permettiamo di chiedere l'approvazione del nostro emendamento 1-quater.16.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gerardo Bianco. Ne ha facoltà.
GERARDO BIANCO. Signor Presidente, come ha affermato, ieri, in modo molto puntuale e preciso, l'onorevole Sabattini, io sono uno dell'opposizione, non certo una parte dell'opposizione; però, sono uno dell'opposizione che desidera che questo provvedimento venga approvato in maniera rapida perché, anche questo è stato già posto in risalto dall'onorevole Michele Ventura, è molto atteso. In tal senso, mi sono battuto.
Credo comunque di dover dare una spiegazione, perché mi sto astenendo su tutti gli emendamenti. Infatti, è evidente che se dovesse passare qualche emendamento il decreto salterebbe, quindi io mi comporto secondo la logica coerente di chi
vuole che questo provvedimento venga approvato.
Devo dire anche però che le ragioni che sono contenute in questi emendamenti dell'opposizione sono giuste per molti aspetti, e io mi sarei atteso da parte del Governo una maggiore apertura, anche rispetto agli ordini del giorno che sono stati preannunciati.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Ancora non li abbiamo esaminati!
GERARDO BIANCO. Infatti, è vero che alcune cose non si possono fare oggi, ma è altrettanto vero che alcune cose devono comunque essere fatte domani, e molti di questi emendamenti prospettano un'apertura sul domani che da parte del Governo non c'è. Invece, sarebbe opportuno - questo credo che sia il clima giusto tra maggioranza e opposizione - non essere pregiudizialmente contro ed essere invece aperti ad alcune indicazioni giuste che vengono date.
Siccome noi vogliamo approvare il provvedimento, come è stato detto molto bene dall'onorevole Ventura, noi ci muoviamo con grande cautela perché il provvedimento venga approvato e mi aspetterei dall'onorevole sottosegretario, che conosco tanti anni...Pregherei i colleghi di evitare di parlare quando interviene un parlamentare, perché questa è la prassi che dovrebbe essere seguita (almeno così si faceva nella prima Repubblica).
PRESIDENTE. Anche nella seconda.
GERARDO BIANCO. Allora, a questo punto, io mi aspetterei da parte del sottosegretario - conosco la sua sensibilità - un'apertura maggiore su ordini del giorno che sarebbero sacrosanti.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-quater.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 377
Votanti 376
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 202).
Prendo atto che l'onorevole Cozzi non è riuscito a votare.
Passiamo all'emendamento Michele Ventura 1-quater.24. Chiedo all'onorevole Ventura se accetti la proposta di ritirare l'emendamento, avanzata dal relatore.
MICHELE VENTURA. Signor Presidente, con questo emendamento noi poniamo la questione della rinegoziazione dei mutui. Pregherei il sottosegretario di ascoltare il ragionamento che intendo svolgere. Qui esponiamo la questione della rinegoziazione dei mutui anche per le regioni, insieme ad un ragionamento complessivo che riguarda le autonomie. Siamo disposti a ritirare questo emendamento ed abbiamo predisposto un ordine del giorno relativo alla questione della rinegoziazione dei mutui anche per la parte che riguarda le regioni: vorremmo su questo un'assicurazione da parte Governo.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, anticipando per alcuni aspetti la discussione sugli ordini del giorno sui quali è il Governo ha già mostrato la massima apertura, sia in Commissione sia nel corso della discussione generale, vorrei dire ai colleghi che, per quanto riguarda tutti gli ordini del giorno che riguardano l'argomento dei mutui contratti dagli enti locali e anche dalle regioni (anche se siamo in
tema di enti locali in questo decreto) con la cassa depositi e prestiti, il Governo è andato ben oltre l'accoglimento degli ordini del giorno, perché già operativamente, in via amministrativa, questi problemi, che sono avvertiti dagli enti locali e sicuramente tenuti in considerazione dal Governo, stanno per essere risolti. Si tratta di tutta una serie di protocolli di intesa che il Governo sta stilando con le associazioni di categoria, con la cassa depositi e prestiti perché - ripeto - per via amministrativa si possa addivenire a quelle che sono le richieste, che riconosciamo assolutamente legittime e praticabili, degli enti locali.
Quindi, da questo punto di vista, vorrei rassicurare tutti coloro che hanno presentato emendamenti o ordini del giorno su questo argomento, sia della maggioranza sia dell'opposizione. Quindi, è chiaro che l'invito al ritiro per questi emendamenti è fatto proprio con questa convinzione, ma anche con questi dati di fatto: che già stiamo operando per quanto riguarda i mutui contratti dagli enti locali con la cassa depositi e prestiti.
Quando esamineremo gli ordini del giorno sicuramente potremo dare ulteriori risposte.
PRESIDENTE. Qual è la decisione dei presentatori dell'emendamento Michele Ventura 1-quater.24 dopo l'intervento del Governo?
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, ritengo, anche a fronte delle dichiarazioni fatte dal sottosegretario D'Alì, che noi potremo continuare a seguire questa vicenda (sebbene la competenza a discutere e a dare indirizzi alla Cassa depositi e prestiti spetti in via amministrativa soltanto al Governo), molto sentita dalle regioni, dalle province e dai comuni, della rinegoziazione dei mutui.
Considerando quanto ci è stato detto dal sottosegretario, che ha anticipato un consenso ed un accoglimento di ordini del giorno, ritengo che noi possiamo ritirare gli emendamenti che riguardano la rinegoziazione dei mutui. Anche in questo modo, noi intendiamo dare un segnale chiaro sul nostro atteggiamento che non va nel senso di ritardare l'approvazione del disegno di legge di conversione di questo decreto-legge, bensì nella direzione di risolvere i problemi del mondo delle regioni, delle province e dei comuni. Pertanto, aspettiamo il Governo, al temine della trattativa in corso con le organizzazioni degli enti locali; conseguentemente, accogliamo l'apertura del Governo ritirando le nostre proposte emendative.
PRESIDENTE. Onorevole Mariotti, mi dice cortesemente quali sono gli emendamenti che ritirate?
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, ritiriamo gli emendamenti Michele Ventura 1-quater.24, Morgando 1-quater.34 e Morgando 1-quater.37.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all'emendamento Russo Spena 1-quater.17.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
GIOVANNI RUSSO SPENA. No, Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, a me pare che poche volte la discussione su un disegno di legge di conversione di un decreto-legge si sia svolta senza opposizioni pregiudiziali e con tanta capacità di entrare nel merito delle questioni. Il sollecitato confronto con il Governo mi sembra appena allo stadio iniziale; vedremo poi quali saranno gli impegni che l'esecutivo si assumerà.
Il nostro atteggiamento è per il non ritiro dell'emendamento in esame che, anzi, brevemente illustrerò, in quanto lo riteniamo importante e, conseguentemente, invitiamo i colleghi a votarlo. Il nostro atteggiamento, ripeto, non è positivo ma è di astensione, come diremo poi motivando il voto finale; ciò perché prendiamo atto di alcuni passi avanti indispensabili ed ineludibili per il funzionamento
degli enti locali territoriali, che contraddicono la linea stessa che il Governo aveva tentato, anche con durezza e con asprezza, di tenere, su questo aspetto, in sede di esame della legge finanziaria.
La non approvazione, fino ad ora, degli emendamenti che noi ed altri gruppi dell'opposizione abbiamo presentato non ha permesso un miglioramento che riteniamo indispensabile. Con l'emendamento in questione proponiamo che gli enti locali territoriali possano estinguere anticipatamente, e senza penali, i mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti; tra l'altro, questa è un'operazione che favorisce una manovra complessiva perché favorisce la riduzione del disavanzo e del debito. Anche per questo aspetto, l'emendamento in esame a noi pare particolarmente importante.
PRESIDENTE. Sta bene.
Ricordo, però, ai presentatori che se questo emendamento dovesse essere respinto, ciò precluderebbe la presentazione dell'ordine del giorno, avente il medesimo contenuto, preannunciato dall'onorevole Mariotti.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, allora lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che i presentatori accedono all'invito al ritiro dell'emendamento Russo Spena 1-quater.13 testè formulato dal relatore.
Passiamo agli identici emendamenti Mariotti 1-quater.35 e D'Agrò 1-quater.36.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Mariotti 1-quater.35 e D'Agrò 1-quater.36, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 367
Astenuti 9
Maggioranza 184
Hanno votato sì 161
Hanno votato no 206).
Prendo atto che l'onorevole Cozzi non è riuscito a votare.
Ricordo che l'emendamento Alberto Giorgetti 1-quater.5 è inammissibile.
Passiamo all'emendamento Stradiotto 1-quater.27.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
MARCO STRADIOTTO. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, con il presente emendamento si vorrebbe incidere sul patto di stabilità per gli enti locali, sul quale ho già avuto modo di parlare anche in precedenza.
So che il Governo ha intenzione di accogliere un mio ordine del giorno che pone il problema, perché tale problema effettivamente esiste, e se questa è realmente l'intenzione dell'esecutivo, possiamo anche accedere all'invito al ritiro dell'emendamento.
Tuttavia, desideravo spiegare ai colleghi il merito della questione, perché probabilmente dovremmo occuparcene in futuro. Ho già avuto modo di precisare, in precedenza, che numerosi comuni, pur essendo riusciti ad approvare il loro bilancio di previsione entro maggio, nel corso dell'anno troveranno difficoltà nel rispettare il patto di stabilità interno.
Vorrei portare al riguardo alcuni esempi. Il primo riguarda il rinnovo del contratto collettivo dei dipendenti degli enti locali. Esso comporterà maggiori oneri, pari circa al 10 per cento, e si tratta di un problema considerevole per la chiusura dei bilanci.
In secondo luogo, esiste la problematica relativa alle entrate ed alle spese di carattere straordinario. Con il nuovo metodo di calcolo introdotto dal patto di stabilità, infatti, vengono valutati i saldi tra alcune entrate e le spese con riferimento all'anno 2001. Ebbene, vi sono comuni che nell'anno 2001 hanno incassato entrate straordinarie (provenienti, ad esempio, dall'accertamento straordinario dell'ICI) che tuttavia non si ripeteranno nel 2003. Nel corso di quest'anno, pertanto, essi non riusciranno a rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità interno e nel 2004 subiranno penalizzazioni sui trasferimenti.
Per di più, vi è anche la questione degli oneri di urbanizzazione. Per i comuni medi, tali oneri di urbanizzazione (vale a dire le imposte versate dal cittadino quando realizza costruzioni edilizie) non sono uniformi e possono variare da un anno all'altro. È per tale motivo che questo parametro può essere favorevole nel 2001 e sfavorevole nell'anno 2003. Confrontare questi dati può pertanto comportare che tali comuni, pur essendo con i bilanci «in salute», si trovino in difficoltà nel rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità interno. Chiediamo, dunque, che anche le entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione siano scomputate dal calcolo del disavanzo.
Esiste, infine, la questione relativa alle spese connesse all'esercizio di funzioni statali e regionali trasferite o delegate. Tale problema riguarda, in particolare, le province. Nel 2001, infatti, tali enti non esercitavano alcune delle funzioni che sono state loro successivamente delegate, e pertanto si trovano in difficoltà nell'anno 2003 (e lo saranno, ovviamente, nei prossimi anni) a causa di maggiori spese connesse all'esercizio delle deleghe loro assegnate successivamente al 2001. Da questo punto di vista, dunque, anche questo fattore deve essere sicuramente preso in considerazione, intervenendo anche con un provvedimento successivo.
So che il Governo è attento a tali questioni, e vorrei pertanto sapere se l'esecutivo accoglie l'ordine del giorno che ho presentato al riguardo; se fosse così, allora ritireremo il mio emendamento 1-quater.27.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, mi dispiace che si intersechino la discussione sugli emendamenti e quella sugli ordini del giorno. Il Governo è totalmente disponibile a prendere in considerazione questi temi. È chiaro che, per quanto riguarda gli impegni specifici, gli ordini del giorno - lo dico adesso per evitare ogni sorta di equivoco - potranno essere accettati dal Governo qualora nel dispositivo rechino l'impegno contenuto nel primo periodo del dispositivo dell'ordine del giorno Patria n. 9/3905/7, che dovrebbe essere ripetuto all'inizio del dispositivo di ciascun ordine del giorno. Mi riferisco all'impegno «a verificare quali iniziative possano essere adottate, in ogni caso nel rispetto degli impegni assunti in materia di finanza pubblica, al fine di:».
Con questa premessa, il Governo è sicuramente disponibile ad accogliere gli ordini del giorno proposti anche sui temi testé indicati dall'onorevole Stradiotto.
PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che i presentatori ritirano l'emendamento 1-quater.27.
Prendo atto, altresì, che l'emendamento Mariotti 1-quater.28 è stato ritirato.
Passiamo all'emendamento Russo Spena 1-quater.15.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Russo Spena 1-quater.15 formulato dal relatore.
GIOVANNI RUSSO SPENA. No, Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, mi sembra che il Governo in questa apertura di confronto - che pur vi è stata - sia comunque molto cauto. In qualche modo, si assume che in capo al Governo vi sia una discrezionalità assoluta sul tipo di manovra da portare avanti. Noi che siamo contrari al patto di stabilità, anche a quello esterno e internazionale (abbiamo, peraltro, illustrato già nella discussione sulla legge finanziaria per quali motivi siamo contrari al patto di stabilità interno), riproponiamo con questo emendamento alcuni dei punti già illustrati precedentemente con l'emendamento poi ritirato e che attengono alle spese relative ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro 2002-2003 ed alle spese relative ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro 2002-2003. Si tratta di oneri del 10 per cento che devastano le finanze degli enti locali e territoriali. Pertanto, riteniamo che, comunque, un voto dell'Assemblea sia indispensabile per legare il Governo e la riflessione che lo stesso propone di svolgere a punti di approdo comunque già certi e decisi in sede parlamentare.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-quater.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 210).
Prendo atto che l'onorevole Cozzi non è riuscito a votare.
Passiamo all'emendamento Michele Ventura 1-quater.29.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Michele Ventura 1-quater.29 formulato dal relatore.
MICHELE VENTURA. Sì, signor Presidente, accettiamo l'invito al ritiro formulato dal relatore.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo all'emendamento Mariotti 1-quater.30.
Chiedo presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Mariotti 1-quater.30 formulato dal relatore.
ARNALDO MARIOTTI. Sì, signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1-quater.19.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
GIOVANNI RUSSO SPENA. No, Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, con il mio emendamento 1-quater.19 miriamo a ripristinare regole di computo valide sino al 2002 compreso, rendendo quindi omogeneo il confronto con l'anno 2001.
Le entrate e le spese eccezionali non sono prevedibili e, quindi, non possono rientrare nei criteri di calcolo del patto di stabilità interno. Pertanto, riteniamo che anche una precisione scientifica del calcolo stesso incida sul patto di stabilità interno e che, quindi, sia indispensabile ripristinare le regole di computo valide sino al 2002.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento
Russo Spena 1-quater.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 377
Astenuti 8
Maggioranza 189
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 205).
Prendo atto che l'onorevole Cozzi non è riuscito a votare.
Passiamo all'emendamento D'Agrò 1-quater.38.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
LUIGI D'AGRÒ. Signor Presidente, trasfonderò il contenuto dell'emendamento in un ordine del giorno che non chiedo a priori se verrà accettato dal Governo. Dunque, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo all'emendamento Stradiotto 1-quater.32.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
MARCO STRADIOTTO. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo all'emendamento Russo Spena 1-quater.18. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
GIOVANNI RUSSO SPENA. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. In noi desta forti perplessità il fatto che le risorse trasferite per funzioni delegate dallo Stato e dalle regioni siano escluse dalle entrate e non dalle spese. Pertanto, con questo emendamento ne proponiamo l'esclusione dalle spese come già previsto sino all'anno 2002 compreso. Ciò sempre continuando in un'opera - lo dico tra virgolette - di pulizia normativa che permette un regolare funzionamento degli enti locali territoriali.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-quater.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 399
Astenuti 1
Maggioranza 200
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 217).
Prendo atto che l'onorevole Cozzi non è riuscito a votare.
Passiamo all'emendamento Stradiotto 1-quater.31. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
MARCO STRADIOTTO. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo all'emendamento Mariotti 1-quater.33. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
ARNALDO MARIOTTI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo all'emendamento Alberto Giorgetti 1-quater.7. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
MAURIZIO SAIA. Sì, signor Presidente, e trasfonderemo il contenuto dell'emendamento in un ordine del giorno. Nel contempo, approfitto della sensibilità del sottosegretario D'Alì perché credo che il Governo debba affrontare con una certa rapidità tale problema, visto che non siamo riusciti a farlo in finanziaria. Stime sindacali dicono che almeno 2.500-3.000 agenti delle varie polizie locali dovrebbero andare in pensione nell'arco di quest'anno. Ciò accadrebbe in un momento in cui, anche tramite la devolution, stiamo dando più poteri alle regioni e nell'ambito della sicurezza delle nostre città si cerca avere una maggiore presenza di agenti nel territorio. Dunque, bisogna dare la possibilità a molti comuni che rispettano il patto di stabilità di assumere agenti, magari con concorsi già aperti, se non per aumentare gli organici almeno per ripristinare quelli precedenti ai pensionamenti. In caso contrario, vi sarebbe un grande problema di carattere organizzativo e chiediamo al Governo, tramite l'ordine del giorno che presenteremo, di risolvere tale problematica nei prossimi mesi (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
MARCO STRADIOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, l'emendamento in esame ci offre l'occasione di trattare la questione dei vigili urbani che avevamo già affrontato nei mesi scorsi. Alla legge finanziaria, infatti, era stato approvato un emendamento, presentato proprio dall'onorevole Alberto Giorgetti ed appoggiato da noi, che poneva il problema della deroga rispetto al blocco delle assunzioni per i vigili urbani. Non so cosa sia capitato successivamente nella stesura del testo perché, alla fine, quella che tutti noi credevamo fosse la possibilità di assumere i vigili urbani a tempo indeterminato - pur nel rispetto, ovviamente, delle disponibilità finanziarie dei comuni - si è trasformata nella possibilità di assumerli solo a tempo determinato. Si tratta di una problematica importante, e mi rivolgo soprattutto a tutte le forze politiche che hanno proposto, giustamente, il vigile di quartiere e poi propongono norme che impediscono di assumerlo.
Sicuramente, non è possibile farlo con questo provvedimento, ma credo che a tale questione debba essere trovata una soluzione.
ARNALDO MARIOTTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, ripeto cose già dette, ma credo sia giusto farlo e non solo in riferimento all'assunzione dei vigili urbani. Sostengo che il Governo debba concertare con il mondo delle autonomie il patto di stabilità interno senza interferire nelle politiche specifiche degli enti locali.
Pertanto, una volta fatto l'accordo sul tetto di spesa, sulla decisione dell'ente locale di assumere vigili urbani (o, per ipotesi, ragionieri) non vi è competenza del Governo. Questo è il salto di qualità che dobbiamo fare, già con la prossima finanziaria, nel senso di arrivare al momento in cui si presenterà la prossima legge finanziaria con questi aspetti già risolti, come diceva prima il collega Ventura. È, quindi, necessario attivare da subito un tavolo di concertazione ed anche noi, come parlamentari, vogliamo fare la stessa cosa. La Commissione bilancio ha, infatti, deciso lo svolgimento, nei prossimi giorni, di una serie di audizioni con i rappresentanti del sistema delle autonomie locali; ciò al fine di dare un contributo, come Parlamento, prima ancora che il Governo proceda alla formulazione della legge finanziaria. Credo che questa sia la direzione verso la quale dobbiamo avviarci, al fine di riconoscere veramente l'autonomia degli enti locali, in conformità a quanto stabilito dal nuovo testo del titolo V della Costituzione.
Pertanto, va bene il patto di stabilità interno (concertando anche il monitoraggio e tutto quanto il resto), purché non si interferisca sulle singole scelte del comune. Siamo, dunque, d'accordo sulla possibilità di consentire l'assunzione di vigili urbani, ma riteniamo che ciò debba essere possibile anche per altre figure, perché può darsi che qualche comune abbia l'esigenza di assumere personale, ad esempio, per il proprio ufficio tecnico.
Dunque, questo è l'aspetto che dobbiamo affrontare e risolvere; al riguardo, mi auguro che l'apertura che registriamo oggi in questo dibattito sulla conversione in legge del decreto-legge possa continuare, per impostare definitivamente un rapporto corretto tra Stato centrale e Stato periferico.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori degli emendamenti Michele Ventura 1-quinquies.1 e Morgando 1-sexies. 1 ritirano i loro emendamenti.
Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento Russo Spena 1-septies.1.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore e dal Governo.
GIOVANNI RUSSO SPENA. A noi in verità pare - lo dico in maniera un po' dura - che l'articolo che il nostro emendamento si propone di sopprimere sia un articolo clientelare nei confronti dei segretari comunali più «amici», chiamati a svolgere non si capisce quali funzioni presso il Ministero dell'interno. Riteniamo quindi sia giusto un emendamento che sopprima tale articolo. Ovviamente questa soppressione è in funzione di una discussione più ampia che andrebbe fatta in altra sede e non all'interno di questo decreto.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1-septies.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 394
Votanti 264
Astenuti 130
Maggioranza 133
Hanno votato sì 48
Hanno votato no 216).
Prendo atto che gli onorevoli Cozzi e Palmieri non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Poiché il disegno di legge consiste in un articolo unico, si procederà direttamente alla votazione finale.
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