Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 309 del 14/5/2003
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Sull'ordine dei lavori (ore 18,26).

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, vorrei un chiarimento rispetto all'andamento dei lavori poiché, per la quarta volta, abbiamo abbandonato l'esame di un disegno di legge di conversione. Immagino che il Governo abbia emanato il decreto-legge in esame per motivi di urgenza, ma - lo ripeto - per la quarta volta abbiamo abbandonato l'esame del relativo disegno di legge di conversione.
Signor Presidente, vorrei comprendere cosa ella abbia intenzione di fare una volta terminato l'esame degli altri provvedimenti. Per caso, ritorneremo di nuovo ad esaminare il provvedimento sulle quote latte per poi - se non vi è l'accordo - sospenderlo di nuovo?
Signor Presidente, me lo consenta, questo mi sembra un modo di agire contrario alle norme del regolamento e, in particolare, all'articolo 8, relativo al buon andamento dei lavori. Soprattutto, tale agire è contrario al modo in cui si programmano i lavori dell'Assemblea.
In questo caso, si dimostra l'incapacità del Governo - e della maggioranza che lo sostiene - ad andare avanti su importanti questioni come quella affrontata nella giornata odierna, relativa alle misure necessarie per lo sviluppo del settore zootecnico.
Signor Presidente, mi permetto di insistere, almeno a nome del mio gruppo: le chiedo di continuare ad esaminare il provvedimento sulle quote latte e di non procedere all'esame del provvedimento in materia di bilanci degli enti locali, altrimenti credo sinceramente che si metterà a rischio, a repentaglio, l'intera programmazione dei nostri lavori. Si creeranno dei precedenti - mi permetta di dirlo - che


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faranno del regolamento un punto di riferimento molto generico, non più importante per dare certezza ai nostri lavori. Credo che, in tal modo, venga meno l'autorevolezza dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, il Presidente della Camera ha convocato la Conferenza dei presidenti di gruppo e la decisione è stata così assunta, con la contrarietà, come ho già detto, dei gruppi di opposizione. In nessun modo posso essere responsabile, come tutore della regolarità dei lavori dell'Assemblea, delle divisioni della maggioranza.

MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, le chiedo formalmente che l'Assemblea esprima un voto in tal senso. Si è riunita la Conferenza dei presidenti di gruppo; l'Assemblea ha votato nel senso di trasferire il suddetto provvedimento in altra sede, mentre precedentemente era iniziato l'esame del provvedimento in materia di bilanci degli enti locali. Vi è stato, quindi, un voto da parte dell'Assemblea e, pertanto, solo un voto dell'Assemblea può fare in modo che si ritorni ad esaminare il provvedimento in materia di bilanci degli enti locali. Credo che sia un mio diritto chiedere espressamente che vi sia un voto a tale riguardo.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato l'opportunità di rivolgermi a lei, considerato che la questione riguarda le sue decisioni ed i suoi comportamenti. Lei ha deciso di operare nuovamente l'inversione dell'ordine del giorno, adottando la procedura prevista dall'articolo 24 del regolamento: ha convocato d'urgenza la Conferenza dei presidenti di gruppo e, preso atto della mancanza di unanimità, ha stabilito l'inversione dell'ordine del giorno, ai sensi del citato articolo 24.
Questa mattina ho sottolineato che è proprio della funzione del Presidente della Camera la facoltà di assumere queste decisioni in una posizione di «monarchia»; non era ironia, ma un riconoscimento che la dottrina fa dell'unico istituto che ancora conserva questo potere pressoché assoluto. Lei sta creando dei precedenti molto negativi. Infatti, quando il Presidente della Camera consente di variare, con riferimento all'andamento dell'ordine dei lavori, per far fronte a circostanze occasionali, repentinamente, il corso dell'esame dei provvedimenti, espone la Presidenza della Camera, nella sua alta funzione (come lei sa, rispetto le sue decisioni e, quindi, come ho già detto, non posso non accettarle, pur criticandole), ad una pressione della maggioranza dell'Assemblea che, ovviamente, pretenderà questi comportamenti ogni volta che avrà voglia di procedere all'esame di altri provvedimenti.
Creando questi precedenti, lei metterà l'opposizione nella condizione di non avere più certezza del calendario. Questa mattina io per primo, richiamando un comportamento lineare circa il rispetto del regolamento, avevo detto che, forse, sarebbe stato il caso di accettare la proposta, avanzata dall'onorevole Leone, di procedere all'esame del provvedimento concernente i bilanci degli enti locali, senza limitazione. Credo che adesso - me lo consenta - abbia il diritto di dire che avevo ragione.
A quest'ora avremmo già votato il provvedimento relativo ai bilanci degli enti locali ed iniziato l'esame del provvedimento concernente le quote latte.
Le voglio fare osservare quale situazione paradossale si potrebbe ora determinare: se l'opposizione, non quella all'interno della maggioranza, ma quella vera, alla maggioranza, dovesse decidere nell'esame di questo decreto-legge non di fare opposizione, di esprimere voto favorevole, ma di non far concludere l'esame entro le ore 14 di domani, lei si troverebbe nella spiacevole e


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disdicevole condizione di essersi prestato, per amore della maggioranza, a non fare approvare il disegno di legge di conversione di questo decreto-legge entro domani alle ore 14 legittimandoci a dire che, se lei ci avesse ascoltato sarebbe stato approvato almeno un decreto-legge, quello relativo ai bilanci degli enti locali. Tante volte per troppo amore, si finisce per fare danni (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo)!
Prendo atto delle sue decisioni, tuttavia vorrei chiederle di attenersi più strettamente alle procedure regolamentari, perché il suo precedente non esiste quale precedente, perché stiamo discutendo di decreti-legge. Infatti, si è verificato uno scavalcamento nell'ordine del giorno, stiamo cambiando il calendario per la terza volta ed interrompendo un procedimento. Ne parleremo nella Giunta per il regolamento; le dico, anche per venirle in aiuto, che, se lei si attenesse più rigorosamente al regolamento, probabilmente potremmo cogliere anche il risultato di una maggiore efficienza. (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Boccia, ma evidentemente non le sono ancora arrivati i precedenti, perché non li ho ancora mandati. Non è stata definita una modifica del calendario in senso tecnico, bensì una variazione dell'ordine di esame dei progetti di legge. Poiché però tale variazione è stata definita in seguito alla riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo e su richiesta del Governo e della maggioranza, la Presidenza, considerato anche che era già scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti, ritiene di procedere nel senso indicato.

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