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ANTONIO MACCANICO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO MACCANICO. Signor Presidente, ho chiesto la parola alla ripresa pomeridiana della seduta perché, come lei sa, in data odierna, il presidente del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo le ha inviato una lettera con la quale le chiede di vigilare sul comportamento, a dir poco anomalo, che si sta verificando nelle due Commissioni di inchiesta concernenti il dossier Mitrokhin e l'affare Telekom-Serbia.
A sostegno di questa richiesta mi limito a segnalare un'intervista su Libero di ieri, rilasciata da uno dei presidenti di queste Commissioni, nella quale si forniscono informazioni privilegiate, si polemizza duramente con una parte della Commissione, si sospettano comportamenti, si annunciano attività che dovrebbero essere di competenza dell'ufficio di presidenza della Commissione. Tutto ciò, signor Presidente, non conferisce credibilità e prestigio al Parlamento.
Le Commissioni di inchiesta non sono uno strumento di lotta politica fra i partiti: servono al Parlamento per accertare fatti, avvenimenti e le ragioni di ciò che è avvenuto e non certo per la polemica politica. Sottolineo questo episodio affinché lei possa rispondere positivamente alla sollecitazione avanzata dal presidente del nostro gruppo (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Onorevole Maccanico, innanzitutto, per completezza di informazione all'Assemblea, debbo dire che ho ricevuto adesso la lettera del presidente Castagnetti e la stavo esaminando proprio prima di venire in aula. Ne ricevetti un'altra la settimana scorsa da parte del presidente Violante, al quale feci una telefonata per dire che avrei esaminato assieme al Presidente del Senato il contenuto della lettera da lui inviatami. Infatti, come voi sapete, tali Commissioni di inchiesta sono bicamerali.
Peraltro, le Commissioni di inchiesta - ciò è riportato chiaramente anche nel nostro regolamento - sono, come lei sa, autonome nello svolgimento dei loro atti e i Presidenti di Camera e Senato devono stare bene attenti ad evitare ogni interferenza che possa essere considerata intrusiva rispetto all'ambito autonomo delle Commissioni d'inchiesta. Esse, certamente, non possono esser usate come strumento di lotta politica, cosa che personalmente mi fu chiara sin da quando, come vicepresidente della Commissione di inchiesta sul caso Ustica, ebbi a collaborare con il presidente Gualtieri, oggi purtroppo scomparso.
Debbo aggiungere, per completezza d'informazione, che di segno opposto sono state le critiche rivoltemi, sempre per lettera, dall'onorevole Fragalà - anch'egli sollecitava una pronuncia - sullo stesso tema. Le preannuncio una riflessione che proporrò di svolgere congiuntamente al Presidente del Senato, che su questo ha fatto una dichiarazione molto puntuale la scorsa settimana dopo aver ricevuto analoga lettera da parte dell'onorevole Angius, che aveva firmato assieme all'onorevole Violante le lettere ai due Presidenti.
Non c'è dubbio che tali strumenti vadano usati con grande prudenza ed attenzione. Come sapete, le Commissioni d'inchiesta hanno gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria, per cui si tratta di un potere assai ampio. Penso davvero che debbano essere un momento che istituzionalmente non divida ulteriormente maggioranza ed opposizione. Le Commissioni d'inchiesta e l'Ufficio di Presidenza devono auspicabilmente operare in una stretta unità, se non altro operativa, fra tutti i loro componenti.
Comunque, esaminerò anche il suo rilievo, come quello del presidente Castagnetti, e con il Presidente Pera faremo su tale punto - almeno, questa sarà la mia proposta - una riflessione congiunta.
CARLO LEONI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO LEONI. Signor Presidente, stamattina, come lei sa, vi è stato un incidente ferroviario a Roma nei pressi della stazione Tiburtina. Si tratta di un impatto
tra due treni con diversi feriti. La mia richiesta, a nome del gruppo, è che il Governo riferisca in aula o, almeno, in Commissione sulle risultanze della Commissione d'inchiesta appena attivata e sulle cause ancora sconosciute e non accertate di questo incidente particolarmente preoccupante perché avvenuto nell'area urbana della provincia di Roma.
PRESIDENTE. Onorevole Leoni, rivolgerò tale sollecito al Governo che, evidentemente, non appena sarà nelle condizioni di farlo, riferirà in aula o in Commissione, come lei ha chiesto.
Mi vorrei ora rivolgere agli onorevoli Maura Cossutta, Innocenti e Boccia dicendo che nell'intervallo ho esaminato la questione che loro vivacemente, ma con la correttezza che li contraddistingue, hanno sollevato, anche informalmente, prima della fine della seduta. Alla luce dei precedenti, devo dire che mi sembra ineccepibile la decisione presa dal Parlamento, però non ho alcuna difficoltà ad approfondire la questione anche nella Giunta per il regolamento. Nel frattempo, vi indirizzerò una lettera perché voglio rendervi partecipi dei precedenti che gli uffici hanno trovato, che non si limitano solo al mio periodo di Presidenza, ma che anche al precedente.
Devo dire che ero più timoroso al termine della parte antimeridiana della seduta: mi sento confortato dalla lettura dei precedenti che vi darò. Lo dico solo per correttezza anche rispetto ai gruppi che rappresentate che, naturalmente, tengo nella massima considerazione.
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