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PRESIDENTE. L'onorevole Spina Diana ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02286 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8). Le ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione, che non è molto.
DOMENICANTONIO SPINA DIANA. Signor Presidente, nei giorni scorsi i carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno operato l'arresto dei componenti di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di bambini, all'induzione alla prostituzione e, forse, anche alla vendita di organi umani. Fra le persone arrestate figurano alcune cittadine ucraine, che avrebbero venduto bambini appena nati per somme intorno ai 50 mila euro. L'organizzazione, operante prevalentemente nel sud ed in particolare nella provincia di Foggia, induceva alla prostituzione le ragazze dell'est europeo e, in caso di gravidanza, organizzava la vendita dei neonati.
La scoperta di questo ignobile traffico mette in luce la precaria condizione in cui versano molte ragazze, molte giovani donne extracomunitarie, strumentalizzate e ridotte pressoché in schiavitù da criminali senza scrupoli, spesse volte loro connazionali.
Vogliamo sapere quali misure il Governo intenda adottare, nell'ambito delle iniziative intraprese per combattere il fenomeno dello sfruttamento delle persone e dell'immigrazione clandestina, per rafforzare gli strumenti di prevenzione e di contrasto di questa vile forma di criminalità.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, l'episodio citato dall'onorevole interrogante ripropone all'attenzione dell'opinione pubblica la necessità di una più incisiva azione di contrasto del fenomeno della tratta degli esseri umani, crimine particolarmente odioso, connesso con lo sfruttamento sessuale e lavorativo, con le adozioni illegali e con il traffico di organi.
Una parte degli extracomunitari che giungono clandestinamente in Italia diventano
vittime di questa tratta; il fenomeno riguarda soprattutto le donne e i bambini che sono più esposti a questa forma di schiavitù. Il potenziamento degli strumenti giuridici, per ostacolare il vile commercio di esseri umani, per punire coloro che ne traggono profitto assicurando, al contempo, la reintegrazione della dignità umana delle persone offese, è obiettivo prioritario del Governo che sempre è stato in prima linea nella lotta ad ogni forma di sfruttamento minorile anche attraverso specifici programmi di collaborazione tra gli Stati membri contro il traffico degli esseri umani.
Il Ministero dell'interno, d'intesa con l'organizzazione internazionale per l'emigrazione, ha curato il progetto per assicurare il ritorno volontario assistito e la reintegrazione nei paesi di origine delle vittime di tratta; ciò ha consentito, nello scorso anno, il rimpatrio assistito di 80 vittime della tratta e per il 2003 prevede il rimpatrio di un eguale numero di persone. È poi in corso di attuazione il progetto «Prevenzione tratta» che coinvolge quattro paesi dell'Europa centro-orientale che sono particolarmente colpiti dal fenomeno: l'Albania, la Romania, l'Ucraina e la Moldavia.
L'attività di contrasto delle forze di polizia ha consentito la disarticolazione di numerosi sodalizi criminali assimilati dalle autorità giudiziarie alle organizzazioni di tipo mafioso con le quali, fra l'altro, condividono la forza di intimidazione: aspetti, questi, che si sono evidenziati anche nel corso dell'indagine avviata nel marzo 2001 e conclusasi nel primo scorcio dell'anno con l'emissione di 33 ordinanze di custodia cautelare in carcere da parte del GIP di Napoli a carico di altrettanti cittadini nigeriani ritenuti responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso e di riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione.
Nell'ambito della lotta al fenomeno dello sfruttamento l'Arma dei carabinieri ha deferito nel 2002 all'autorità giudiziaria 523 persone di cui 293 in stato di arresto; mentre nei primi tre mesi del corrente anno ne ha deferite 65, di cui 50 arrestate.
In considerazione del carattere transnazionale del fenomeno sono state istituite da tempo apposite conferenze di servizi fra le strutture delle forze di polizia e potenziata la collaborazione internazionale con le polizie dei paesi interessati dall'immigrazione clandestina e con le autorità di quegli Stati. In ambito europeo sono da segnalare le operazioni ad alto impatto promosse di volta in volta dalla Presidenza di turno dell'Unione europea finalizzate all'attuazione di un modello di intelligence comune strutturato al monitoraggio e all'analisi di questi fenomeni. Nella prima decade di maggio si è svolta nelle province di Torino e di Caserta l'operazione denominata «Leda» che ha consentito, fra l'altro, di acquisire preziosi elementi informativi sul modus operandi di questi gruppi criminali, sulle rotte praticate, sui paesi di origine e di destinazione delle vittime.
I fatti citati da parte dagli onorevoli interroganti confermano, quindi, l'attenzione delle forze dell'ordine rispetto al fenomeno. Per concludere, sul piano legislativo desidero rammentare il disegno di legge del Governo recante misure contro la tratta delle persone, attualmente all'esame di questo ramo del Parlamento, e lo schema di disegno di legge di ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite di Palermo sul crimine transnazionale con i due annessi protocolli, approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 4 aprile e di prossima presentazione al Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Antonio Leone, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare. Onorevole Antonio Leone, le ricordo che ha a sua disposizione due minuti.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, esprimo innanzitutto soddisfazione per la risposta fornita dal ministro Giovanardi e, quindi, dal Governo. Va, comunque, rimarcato che quanto accaduto a Foggia è di una gravità non legata soltanto ad un allarme sociale o ad un mero fatto di
cronaca criminale, ma anche a tutta una serie di altri fattori che coinvolgono sia la socialità in genere sia l'economia di quella terra, cioè la provincia di Foggia (la zona della Capitanata).
Noi vogliamo che quanto accade per questo tipo di reati non incida poi sulle preoccupazioni della gente e sui pensieri dei bambini i quali vedono accadere, fuori dalla porta di casa, questi fatti nefasti. Inoltre, non è pensabile che la creazione e l'applicazione di una sola rete di prevenzione e contrasto possa bastare per evitare che un domani possano accadere nuovamente fatti di questa natura.
Ci vuole un intervento forte, dunque, non solo nei confronti della criminalità, ma anche sul tessuto economico e sociale.
È chiaro che nel Meridione si combatte su diversi fronti, tra cui anche quello oggetto di questa interrogazione. Adesso, si va verso l'ennesima scadenza elettorale. Sapere che un Governo è in grado di stare a fianco dei cittadini, chiunque siano i rappresentanti che gli stessi cittadini, in occasione della prossima scadenza elettorale, manderanno a difendere e a presiedere un ente locale come la provincia di Foggia, è evidentemente rassicurante, specie per una provincia, come quella della Capitanata, che si ritrova all'ultimo posto nella graduatoria nazionale.
Quest'ultimo posto non è dovuto soltanto a fattori che non coinvolgono chi ha gestito quella provincia per tanto tempo. Mi riferisco a chi non ha saputo soddisfare, a causa della sua insipienza ed incapacità, le esigenze economiche e sociali di quel territorio per favorire uno sviluppo volto non solo ad arginare la criminalità, ma a consentire anche la crescita economica di un'intera provincia come la Capitanata (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Ringrazio i colleghi che hanno partecipato al dibattito ed il Governo. Sospendo la seduta che riprenderà alle 16,30.
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