La Camera,
a conclusione dell'esame svolto dalle Commissioni di settore, dalla XIV Commissione e dall'Aula;
prende atto delle priorità per il 2003 definite dalla Commissione europea nel proprio programma di lavoro, unitamente alle linee direttrici elaborate nel programma operativo del Consiglio europeo ad opera della Presidenza greca e italiana;
sottolinea come il 2003 rappresenti un anno di fondamentali cambiamenti per l'Unione nel corso del quale dovranno essere portati a compimento con pieno successo i due principali processi di riforma intrapresi negli ultimi anni: da un lato l'allargamento a dieci nuovi Paesi e dall'altro l'approfondimento della dimensione comunitari e la costruzione di una nuova e forte dimensione politica europea, con l'elaborazione del trattato costituzionale ad opera della Convenzione;
auspica che nel corso del secondo semestre del 2003, quando l'Italia assumerà la Presidenza dell'Unione europea, la Conferenza intergovernativa possa concludersi con l'adozione del progetto costituzionale;
a riferire al Parlamento entro il prossimo 10 giugno sul programma e sulle priorità del semestre italiano di Presidenza dell'Unione, anche in ordine alla prossima gestione della Conferenza intergovernativa, chiarendo quale sia la posizione del Governo italiano in merito alla discussione in atto sulla nuova architettura costituzionale dell'Unione e come si intendano affrontare i problemi ancora aperti nell'ambito della ricerca di un compromesso di alto profilo in grado di dare positivo sbocco alle attese e alle speranze suscitate dal lavoro della Convenzione;
a riferire periodicamente alle Camere, lungo tutto l'arco del semestre, sulle iniziative e le proposte in discussione nei diversi settori assicurando un pieno coinvolgimento delle Commissioni parlamentari competenti.
6-00068. Zani, Riccardo Conti, Stucchi, Ciani, Di Teodoro, Damiani, Airaghi.
La Camera,
esaminati il Programma legislativo della Commissione europea per il 2003 ed il Programma operativo del Consiglio per il 2003;
tenuto conto della relazione approvata dalla XIV Commissione e delle relazioni approvate dalle Commissioni di settore;
sottolineata l'importanza di prevedere, per il futuro, forme stabili e continuative per l'esame di tali documenti comunitari
che consentano al Parlamento di disporre di un quadro chiaro e completo sulla futura attività dell'Unione per l'anno di riferimento e di concorrere alla definizione delle linee programmatiche da seguire in sede europea;
preso atto della risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 5 dicembre 2002 sul programma legislativo della Commissione europea per il 2003;
valutate le priorità per il 2003 definite dalla Commissione nel proprio programma di lavoro: un'Europa allargata, stabilità e sicurezza ed un'economia sostenibile e solidale;
tenuto conto delle linee direttrici elaborate dal Consiglio nel programma operativo del 2003, elaborato congiuntamente dalle Presidenze greca ed italiana: la duplice sfida dell'allargamento e della riforma costituzionale, il rinvigorimento della coesione economica e sociale sfruttando la strategia di Lisbona e promuovendo nel contempo uno sviluppo sostenibile, lo sviluppo dello Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia ed un'Unione europea nel mondo che proietti la stabilità;
sottolineato come il 2003 rappresenti un anno di fondamentali cambiamenti per l'Unione, nel corso del quale dovrebbero vedere il coronamento le due principali sfide intraprese negli ultimi anni, ovvero la «riunificazione europea» e l'elaborazione conclusiva del futuro trattato costituzionale europeo;
ricordato altresì che, in una fase di tale rilievo e delicatezza, l'Italia assumerà la Presidenza dell'Unione europea nel secondo semestre del 2003, nel corso del quale si auspica che possa avviarsi e concludersi la Conferenza intergovernativa per l'elaborazione definitiva del trattato costituzionale della nuova Europa a venticinque Stati;
- in un rapporto di stretta collaborazione con il Parlamento - proseguendo lungo la direzione finora seguita volta a sottolineare la necessità di tenere conto di altri indicatori (quale, in particolare, il tasso di disoccupazione), oltre a quello del PIL pro-capite, per la definizione delle regioni da includere nell'«obiettivo 1» in grado di evidenziare situazioni di ritardo economico e di disagio sociale, ad assicurare sostegni alternativi anche alle regioni che dovessero fuoriuscire dall'«obiettivo 1» ed a prevedere adeguate forme di sostegno per le aree - come il centro-nord dell'Italia - in cui sono presenti problemi di riconversione industriale ed occupazionali, facendo in modo che le politiche regionali siano orientate verso interventi diretti ad uno sviluppo competitivo del territorio che dia priorità all'infrastrutturazione ed alla creazione di vantaggi effettivi per gli investimenti esteri a più elevato contenuto qualitativo;
d) a promuovere con forza la realizzazione delle grandi reti infrastrutturali europee, coinvolgendo l'Italia quale fondamentale punto di passaggio dei maggiori flussi di circolazione dell'Europa allargata, soprattutto tramite il completamento dei corridoi n. 5 e n. 8, l'identificazione delle priorità e delle direttrici di traffico e la definizione delle questioni relative all'incremento del tasso di finanziamenti comunitari;
e) a porre una particolare attenzione alla questione dei valichi, individuando soluzioni alternative rispetto alle attuali che consentano di non penalizzare l'Italia, per la quale un restringimento del transito dei mezzi attraverso i valichi costituisce necessariamente una sostanziale limitazione del diritto di circolazione ed una effettiva lesione per la competitività delle imprese e a prevedere il superamento del sistema di ecopunti, tenendo conto della risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 12 febbraio 2003 nella quale si evidenzia la necessità di sostituire l'attuale sistema di ecopunti con una logica di sviluppo sostenibile dei trasporti e l'adozione di misure non discriminatorie;
f) a promuovere la valorizzazione del Mediterraneo quale essenziale via di comunicazione tra Europa, Asia e Africa, nonché a rafforzare tutte le forme di trasporto sostenibile - in grado di coniugare efficienza e rispetto dell'ambiente - intervenendo prioritariamente sulle modalità di trasporto intermodale, sulla prevenzione dei rischi dall'inquinamento marittimo, sull'innalzamento degli standard di sicurezza e sul potenziamento di settori fondamentali quali quelli della cantieristica e del cabotaggio;
g) a portare avanti con vigore la realizzazione di un ambiente più favorevole all'imprenditorialità ed alla competitività europea, rafforzando in particolare lo «spirito di impresa» tramite interventi nei settori dell'istruzione, della formazione, della ricerca, dei servizi finanziari e del regime fiscale ed a garantire l'applicazione di standard produttivi uniformi nella futura Europa a venticinque individuando strumenti che consentano di garantire l'origine del prodotto e la sua tracciabilità - accompagnati da una rigida attività di contrasto dei fenomeni di concorrenza sleale e di importazioni illegali - in modo da coniugare un forte rilancio dell'imprenditorialità europea a forme efficaci di tutela dei consumatori e di standard elevati di sicurezza e di garanzia;
h) ad adoperarsi affinché siano rispettate le scadenze previste per la liberalizzazione dei settori dell'energia e del gas in sede europea, intervenendo altresì tramite specifiche misure volte a superare le asimmetrie che ancora si registrano in taluni settori nel contesto europeo;
i) a porre una particolare attenzione - in un rapporto sinergico con il Parlamento - all'evoluzione delle decisioni che saranno assunte in sede comunitaria per la revisione a medio termine della politica agricola comune, facendo in modo che le nuove linee direttrici correlate all'allargamento consentano la valorizzazione delle specificità nazionali ed evitino il rischio di ripercussioni negative sui settori produttivi nazionali e nel contempo siano volte ad
una politica attenta alle aspettative dei consumatori e degli agricoltori europei nella direzione di una produzione sempre più orientata verso la qualità e la sicurezza alimentare, la tutela dell'ambiente e del territorio e la valorizzazione dell'occupazione, sulla base delle intese di Berlino con cui fu approvata la riforma di Agenda 2000;
l) ad intervenire con vigore affinché, nell'ambito della politica agricola comune, si pervenga a soluzioni adeguate ed attente alle peculiarità nazionali in ordine alle problematiche - tuttora aperte - dell'agricoltura e della pesca, con particolare riferimento alla questione delle quote-latte in merito alla quale vi è la necessità di porre in atto tutte le iniziative possibili per fare in modo che le quote assegnate alla produzione nazionale siano in grado di coprire il fabbisogno interno e per risolvere definitivamente tutti gli aspetti relativi al problema delle multe in relazione alla mancata riscossione del prelievo supplementare per i periodi 1995-96 e 1996-97;
m) ad adoperarsi affinché l'allargamento dell'Unione europea venga realizzato rispettando e valorizzando le identità culturali dei vari Stati;
n) a favorire tutte le iniziative per la promozione di una società europea basata sulla conoscenza, secondo gli obiettivi individuati al vertice di Lisbona, per una società dell'informazione per tutti, attraverso la valorizzazione delle politiche europee della ricerca e dei programmi volti a diffondere le nuove tecnologie e la diffusione delle comunicazioni mobili di terza generazione, della televisione digitale e della banda larga, di importanza fondamentale per la piena concorrenzialità comunitaria;
o) ad intervenire, nell'ambito dell'attuazione del VI Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico affinché siano garantiti il rispetto della dignità dell'essere umano nelle applicazioni della biomedicina e siano impediti finanziamenti europei a favore della ricerca su embrioni umani e sulle cellule staminali derivanti da embrioni umani mentre vengano favorite le linee di ricerca sulle tecniche che implicano l'estrazione di cellule staminali da individui adulti o dal cordone ombelicale dei neonati;
p) a rafforzare le politiche per favorire il processo di stabilizzazione ed associazione dei Balcani e per rafforzare la cooperazione regionale nel Mediterraneo, con i paesi dell'ex Unione Sovietica e con i nuovi vicini dell'Europa allargata;
q) a fare in modo che sia sempre tenuta in considerazione la principale esigenza di rafforzare il processo di legittimazione democratica della nuova Europa, assicurando adeguate forme di coinvolgimento, da una parte, delle Assemblee legislative nazionali e, dall'altra, di tutti i cittadini.
6-00069. Stucchi, Riccardo Conti, Di Teodoro, Airaghi, Guido Giuseppe Rossi.
La Camera,
premesso che:
nel 2004 si svolgerà la Conferenza intergovernativa per valutare i risultati del dibattito sul futuro dell'Unione europea e provvedere alle corrispondenti modifiche del Trattati;
la Convenzione, istituita dal Consiglio europeo di Laeken del dicembre 2001 con il compito di esaminare le questioni essenziali relative all'attuale fase costituente avrebbe dovuto terminare i propri lavori entro un anno dal suo insediamento;
i nuovi scenari internazionali, dopo l'attacco alle Torri gemelle, la grave minaccia del terrorismo internazionale e le divisioni nella recente crisi irachena, hanno reso più difficile il raggiungimento dell'obiettivo di un'Europa politica che si esprima a livello internazionale con una sola voce e che sappia interpretare il suo ruolo nell'ambito dell'Alleanza atlantica, nei rapporti con gli Stati Uniti d'America e con l'Organizzazione delle Nazioni Unite;
il Consiglio europeo informale tenutosi ad Atene nel mese di aprile ha registrato un disteso clima di dialogo anche grazie al lavoro svolto dalla Presidenza greca che è riuscita, nonostante le difficili circostanze, a mantenere un confronto sereno e costruttivo;
ad Atene si è compiuto un processo storico di unificazione dell'Europa, artificiosamente divisa a Yalta nel 1945 e di nuovo unita con la firma dei Trattati di adesione di Cipro, della Repubblica ceca, dell'Estonia, dell'Ungheria, della Lettonia, della Lituania, di Malta, della Polonia, della Repubblica slovacca e della Slovenia;
ad Atene il Presidente della Convenzione Giscard d'Estaing ha annunciato la presentazione del risultato finale dei lavoro della Convenzione e del progetto di costituzione il 20 giugno prossimo nel corso del Consiglio europeo di Salonicco;
nel mese di luglio inizierà il semestre di presidenza italiana nel corso del quale si dovranno, tra l'altro, affrontare i delicati temi legati alla redazione della Carta costituzionale europea in un'Europa a 25 membri;
il semestre di presidenza italiano cade quindi in una fase storica estremamente delicata e complessa che dovrà condurre alla preparazione della prossima Conferenza intergovernativa per il varo della costituzione e per la realizzazione di un'unione sempre più stretta dei popoli europei;
gli scenari internazionali richiedono che l'Europa si impegni per una revisione degli assetti della Nato e una riforma delle Nazioni Unite che possano rafforzarne il ruolo, adeguarne gli statuti al contesto internazionale al fine di consentire loro di assolvere la missione di mantenimento della pace e della sicurezza nel mondo;
il programma legislativo e di lavoro della Commissione ed il programma operativo del Consiglio dell'Unione europea contengono un'ampia gamma di interventi nei settori di competenza dell'Unione europea;
tra gli obiettivi e le azioni indicate nei documenti vi sono alcuni interventi e settori sui quali si ritiene che il semestre di Presidenza italiano debba qualificare la propria azione;
tali priorità, è certo, faranno parte del programma politico che la Presidenza italiana presenterà nella prima seduta del Parlamento europeo che si terrà all'inizio del mandato;
la nascita dell'Unione monetaria ha rappresentato uno strumento di successo nel processo di integrazione ma nell'attuale contesto congiunturale l'applicazione rigida del Patto di stabilità potrebbe compromettere anziché rafforzare la stabilità economica dell'area dell'euro;
a porre in essere iniziative dell'Unione europea per adeguare gli ordinamenti dell'Onu e della Nato al mutato scenario internazionale promuovendo, nell'ambito del processo di riforma dell'Onu, l'istituzione di un seggio permanente dell'Unione europea nel Consiglio di Sicurezza, rafforzando e rinnovando il partenariato transatlantico per la creazione di una comunità atlantica;
a perseguire, come priorità strategica, il rafforzamento delle relazioni tra Unione europea ed i Paesi dell'America Latina ed in particolare con i Paesi con i quali vi sono forti legami storici, culturali e politici che tradizionalmente li uniscono all'Europa;
a sostenere in sede europea gli obiettivi previsti dagli impegni derivanti dalla risoluzione n. 6-00030 sulla crisi Argentina approvata dalla Camera dei deputati il 25 settembre 2002 anche al fine di sostenere l'introduzione nel sistema comunitario di un meccanismo di preferenze
tariffarie per i prodotti provenienti dall'Argentina quale misura per favorire la ripresa economica del Paese;
ad accelerare i negoziati per la liberalizzazione degli scambi commerciali tra l'Unione europea e i blocchi regionali dell'America latina, con particolare riguardo al Mercosur e alla Comunidad Andina de Naciones (CAN) attraverso la creazione di un'Associazione interregionale che rafforzi e sviluppi le azioni effettuate dell'ambito dell'Accordo quadro interregionale di cooperazione commerciale ed economica firmato nel 1995 a Madrid ed entrato in vigore nel 1999;
a promuovere azioni a livello comunitario per contrastare il dumping sociale ed il lavoro minorile, tenuto conto degli impegni derivanti dall'approvazione alla Camera, nella seduta 30 gennaio 2003, della risoluzione n. 6-00047 sul lavoro minorile. In particolare ad intraprendere azioni volte a verificare il rispetto degli standard di protezione sociale in ambito europeo, con particolare attenzione alla fase dell'allargamento in atto a 25 Stati membri e, nelle relazioni esterne, rispetto ai rapporti commerciali con Stati extra-comunitari ponendo particolare attenzione a promuovere la responsabilità sociale delle imprese;
ad adoperarsi affinché le politiche regionali comunitarie tengano conto degli svantaggi per le imprese e per gli Enti pubblici che operano in aree geografiche confinanti con paesi extra-comunitari, come ad esempio la Svizzera, per i costi sostenuti per la formazione professionale di persone che una volta acquisite le competenze specialistiche trovano occupazione a condizioni più favorevoli in questi paesi;
a sviluppare un modello di Welfare europeo basato su livelli elevati di protezione sociale e che riconosca il ruolo della famiglia quale elemento base per le politiche di coesione sociale.
6-00070 (nuova formulazione) . Volontè, Ciro Alfano, Emerenzio Barbieri, Dorina Bianchi, Brusco, Cozzi, D'Agrò, D'Alia, Degennaro, De Laurentiis, Di Giandomenico, Filippo Maria Drago, Giuseppe Drago, Follini, Giuseppe Gianni, Grillo, Anna Maria Leone, Liotta, Lucchese, Maninetti, Mazzoni, Mereu, Mongiello, Naro, Peretti, Ranieli, Romano, Rotondi, Tabacci, Tanzilli, Tucci.
La Camera,
visto il programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2003;
visti gli obiettivi strategici della Commissione per il 2000-2005 e preso atto delle linee generali della Presidenza Italiana dell'Unione Europea;
considerando che il programma legislativo costituisce uno strumento istituzionale per programmare e coordinare le attività dell'UE in modo efficace, trasparente e conforme al principio di sussidiarietà;
considerando che i meccanismi giuridici e la ripartizione istituzionale delle competenze non possono bastare per interessare i cittadini alla costruzione europea;
considerando che il programma di lavoro della Commissione e della Presidenza Italiana dovrebbe rispondere alle aspirazioni dei cittadini UE al fine di garantire il progresso economico, la giustizia sociale, la coesione economica e sociale;
ritenendo che gli obiettivi prioritari del programma della Commissione si iscrivano nel prosieguo delle politiche comunitarie attuate finora che hanno ampiamente contribuito alla disaffezione dei cittadini nei confronti della costruzione europea
1) ad impedire che la politica estera e di sicurezza comune si trasformi nella militarizzazione dell'azione esterna dell'Europa,
soprattutto attraverso la costituzione di una «Forza di Reazione Rapida» sotto il controllo NATO;
2) a fare della promozione dei diritti politici, civili, economici, sociali e culturali - così come definiti dai pertinenti Codici ONU - una delle priorità della politica estera europea;
3) a chiedere la revisione delle «prospettive finanziarie» del bilancio dell'Unione Europea per permettere il finanziamento di politiche sociali ed economiche capaci di far fronte all'impatto dell'allargamento dell'Unione Europea nei Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale;
4) a promuovere in Europa il rafforzamento finanziario delle politiche di Coesione Sociale e soprattutto dei Fondi Strutturali, in particolar modo dopo il 2006;
5) a non mettere in causa i «servizi di interesse generale SIG», ovvero i servizi pubblici, impedendo la liberalizzazione dei settori principali - soprattutto energia e trasporti - e garantendone la qualità attraverso investimenti pubblici europei: l'esperienza di paesi come Francia e Germania dimostra infatti che un'altra politica dei servizi pubblici è possibile;
6) a concludere il processo di elaborazione del pacchetto di direttive sulla sicurezza marittima («pacchetto Prestige») per rispondere alle preoccupazioni legittime delle popolazioni europee e per armonizzare il passaggio di beni e merci nelle acque dell'Unione Europea;
7) a fare dell'elaborazione della «direttiva valichi» per l'attraversamento dei valichi europei, e soprattutto alpini, una delle priorità della Presidenza italiana, proponendo il contenimento del passaggio del numero di TIR e altri «mezzi pesanti», alla luce dei drammatici incidenti del tunnel del Monte Bianco e del Gottardo;
8) a impedire che il rilancio e la promozione delle grandi reti infrastrutturali europee si trasformi nella devastazione del patrimonio ambientale e paesaggistico europeo, con particolare riferimento ai contenuti e alle modalità di finanziamento dell'asse Lione-Torino nonché al cosiddetto «corridoio n.5»;
9) a garantire che i paesi candidati all'UE e gli Stati membri possano beneficiare di un sostegno particolare per salvaguardare o ripristinare i loro servizi pubblici che costituiscono dei punti forti essenziali per il loro sviluppo economico e sociale;
10) ad attivarsi perché siano adottate le misure necessarie per garantire la coesione economica e sociale nell'UE ampliata attraverso un aumento delle dotazioni finanziarie a favore dei paesi, delle regioni e dei settori più interessati;
11) esprimendo la sua preoccupazione per il contenuto altamente vincolante delle clausole di salvaguardia imposte ai paesi candidati, ad attivarsi affinché queste clausole siano definite con i restanti paesi interessati e non siano utilizzate per rimettere in causa i servizi pubblici e le leggi sociali;
12) ad insistere sulla necessità di riservare una maggiore attenzione alla dimensione sociale dell'ampliamento e di associare più strettamente i soggetti sociali degli Stati membri e dei paesi candidati;
13) a promuovere la revisione del programma della Commissione sulle regioni frontaliere;
14) ad adottare nuove iniziative affinché l'ampliamento consenta di migliorare le relazioni tra l'UE e i suoi nuovi vicini, garantendo una maggiore stabilità e lottando contro le disparità di sviluppo;
15) a rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata e contro la frode e ad adottare misure più efficaci per combattere il riciclaggio dei capitali e l'evasione fiscale;
16) a contribuire all'organizzazione di una conferenza internazionale di lotta
contro il riciclaggio di capitali che potrebbe portare a nuove norme fondate sulla trasparenza della vita economica (con l'abolizione in particolare del segreto bancario) e la soppressione di tutti i paradisi fiscali, anche quelli nell'UE;
17) a rivedere le proposte per una «gestione efficace delle frontiere esterne» che sono fondate esclusivamente sugli aspetti di sicurezza e di repressione, trasformando le vittime dei paesi poveri in accusati e assimilando i rifugiati e i richiedenti asilo ad immigrati illegali;
18) a promuovere politiche d'immigrazione e di asilo che rispettino i diritti dell'uomo e siano fondate sulla libera circolazione delle persone e il miglioramento del diritto d'asilo, della tutela dei rifugiati e delle condizioni di accoglienza dei migranti;
19) ad aumentare i mezzi del Fondo europeo per i rifugiati e a rafforzare la cooperazione con i paesi terzi; a far sì che questa cooperazione con i paesi terzi non sia fondata sulla «gestione dei flussi migratori», ma contribuisca allo sviluppo della loro economia, al miglioramento dell'accesso al sapere, all'aumento degli scambi tra i popoli e alla promozione dei trasferimenti di tecnologie adeguate;
20) a mantenere il rifiuto nei confronti di una politica europea di sicurezza e di difesa fondata sulla dimensione militare in stretto rapporto con la NATO e sull'aumento dei bilanci militari degli Stati membri e dei paesi candidati - ritenendo che la politica di sicurezza debba essere anzitutto fondata sulla prevenzione dei conflitti nel rispetto del diritto e dei principi della Carta delle Nazioni Unite;
21) a riconoscere che l'entrata di nuovi paesi nell'UE necessiti, da una parte, l'applicazione di politiche sociali che consentano di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori dipendenti e di lottare contro il dumping sociale e, dall'altra, la revisione delle politiche economiche e monetarie, ridefinendo in particolare i compiti e i poteri della Banca centrale europea;
22) tenendo conto delle incertezze economiche e delle preoccupazioni sociali, a rivedere il Patto di Stabilità per trasformarlo in un autentico patto per la crescita, l'occupazione e la formazione e a promuovere le spese pubbliche sociali;
23) deplorando che la Commissione si impegni a perseguire le liberalizzazioni decise dai Consigli europei di Lisbona e Barcellona e rifiutando di trarre le lezioni dalle recenti esperienze (ferrovie in Gran Bretagna, energia in California, telecomunicazioni in Francia e Germania, ecc.), ad attivare una valutazione pluralistica e contraddittoria delle conseguenze delle liberalizzazioni in materia di occupazione, condizioni di lavoro, servizi resi agli utenti e assetto territoriale e ad assumere le conseguenti e necessarie determinazioni;
24) prendendo atto degli impegni a favore della promozione dell'impiego e dell'attuazione della strategia europea per l'occupazione, ad opporsi alle misure fondate sulla flessibilità e la precarizzazione del lavoro;
25) a rifiutare l'applicazione del «metodo aperto di coordinamento» al settore delle pensioni e ad opporsi a qualsiasi rimessa in causa del principio di ripartizione in materia di pensioni e ad ogni indebolimento della protezione sociale pubblica; si pronuncia a favore del mantenimento e dello sviluppo di una protezione sociale fondata sulla solidarietà e indipendente dagli interessi commerciali e dagli obiettivi di redditività finanziaria;
26) a far sì che il Consiglio e la Commissione si impegnino più attivamente a favore della parità tra uomini e donne; ad elaborare nuove proposte riguardanti la disoccupazione femminile, la dimensione femminile della povertà e le disparità di trattamento;
27) prendendo atto del lancio di un Libro verde sui servizi d'interesse generale, impegna il Governo a che questo Libro porti all'attuazione di una direttiva concernente gli obiettivi e le modalità di organizzazione dei servizi d'interesse generale
che devono sottrarsi alle norme della concorrenza e fondarsi sui principi di continuità, solidarietà, parità di accesso e di trattamento di tutti gli utenti, nonché a svolgere un ruolo a favore dell'assetto territoriale e della protezione dell'ambiente;
28) a completare il pacchetto fiscale attualmente all'esame del Consiglio attraverso l'istituzione di un'imposta sui movimenti di capitali a breve termine (tipo imposta Tobin) onde contribuire a frenare la speculazione;
29) a proporre il lancio di un prestito europeo per finanziare grandi programmi comunitari nel settore delle infrastrutture, delle reti di comunicazione e delle nuove tecnologie;
30) a rafforzare le misure per l'integrazione delle questioni ambientali in tutte le altre politiche comunitarie e per la piena applicazione delle conferenze internazionali, a garantire una migliore valorizzazione delle conquiste della ricerca e delle tecnologie in materia ambientale, nonché un aumento degli sforzi finanziari a favore delle tecnologie pulite;
31) compiacendosi dell'obiettivo del 3 per cento del PIL fissato per l'investimento nella ricerca in Europa, ad elaborare proposte concrete per raggiungere questo obiettivo che devono fondarsi su una migliore cooperazione degli istituti di ricerca e delle università e su una maggiore partecipazione dei ricercatori all'elaborazione, alla messa in atto e al controllo dei programmi di ricerca;
32) a rafforzare i programmi di aiuto nel settore culturale per salvaguardare e promuovere la diversità e la ricchezza delle culture dei paesi d'Europa, soprattutto dopo il primo allargamento;
33) ad attivarsi perché venga sospeso il processo di liberalizzazione deciso dall'OMC a Doha, che contribuisce ad aggravare le disparità sul piano mondiale; esprimendo inoltre preoccupazione per le recenti proposte di liberalizzazione dell'UE nel settore dei servizi che riguardano l'approvvigionamento idrico, il trattamento dei rifiuti, l'energia, i trasporti, i servizi postali; ad informare le Camere su ogni tappa dei negoziati;
34) a contribuire con maggiore efficacia all'annullamento del debito dei paesi in via di sviluppo e di svolgere un ruolo più attivo nei negoziati internazionali, per contribuire a fissare prezzi equi sul mercato mondiale e impedire il deterioramento delle condizioni di scambio.
6-00071. Bertinotti, Deiana, Titti De Simone, Giordano, Alfonso Gianni, Mascia, Mantovani, Pisapia, Russo Spena, Valpiana, Vendola.