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La seduta, sospesa alle 17,15, è ripresa alle 17,40.
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi chiedo scusa ma, come esplicitamente vi riferisco - tra noi, infatti, non vi sono segreti - ero impegnato in questioni connesse all'ordine del giorno. Ha facoltà di parlare, onorevole Innocenti.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per sottoporre alla sua attenzione una sollecitazione rispetto ad una richiesta che è stata avanzata nei giorni scorsi dai capigruppo dell'Ulivo in ordine alla necessità di chiedere al Governo di riferire al Parlamento circa gli ultimi sviluppi della presenza italiana in Iraq.
Anche stamani abbiamo letto sui giornali dichiarazioni rilasciate da autorevoli esponenti del Governo. Vi sono alcune indiscrezioni riguardo, addirittura, provvedimenti che, tra qualche giorno, dovrebbero essere trasmessi alle Camere le quali, tra l'altro, sono all'oscuro di tutto.
Non insistere affinché il Governo si presenti celermente - nella giornata di domani - a riferire in merito credo sia la scelta peggiore che si possa fare. Quindi, le rivolgo un pressante appello da rivolgere, a sua volta, nei confronti del Governo affinché accolga questa sollecitazione.
PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, la voglio rassicurare sul fatto che la Presidenza, una volta ricevuta la lettera - che, mi sembra, sia stata firmata da tutti i capigruppo dell'opposizione -, si è attivata, anche perché tutti leggiamo i giornali e veniamo a conoscenza delle più fantasiose ipotesi che la stampa elabora all'ordine del giorno.
Personalmente ho parlato con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dottor Gianni Letta, chiedendogli se, sostanzialmente, rispondessero a verità alcune indiscrezioni di cui ero venuto a conoscenza. Il sottosegretario Letta mi ha riferito che, allo stato - la conversazione, comunque, non è avvenuta nella giornata odierna, bensì appena ho ricevuto la vostra lettera -, non vi erano mutamenti di quadro rispetto a ciò che era stato definito in Parlamento. Il sottosegretario Letta mi ha altresì assicurato - naturalmente rappresentando il Presidente del Consiglio dei ministri - che, se vi fossero stati dei mutamenti di quadro, naturalmente, il Governo avrebbe immediatamente allertato le Camere, rilasciato comunicazioni e richiesto, al riguardo, una pronuncia parlamentare.
Voglio anche ricordare ai colleghi dell'opposizione - ma anche a tutti gli altri colleghi, poiché questo è problema che riguarda il rapporto tra Parlamento e Governo - che, comunque, sarà espresso un voto riguardo al provvedimento concernente le spese per la missione il quale, in ogni caso, rappresenterà un momento di verifica politica.
Ad ogni modo, non mi sfugge che quello che lei ha posto è un problema diverso, così come non me ne sfuggono le implicazioni. Mi procurerò di sollecitare nuovamente il Governo, cosa che ho già fatto dopo aver ricevuto la lettera fattami pervenire dai capigruppo dell'opposizione. Nelle prossime ore, quindi, vi farò sapere le evoluzioni che, eventualmente, subirà il quadro della situazione.
Vorrei ora rivolgere una domanda, non ingenua, al relatore, presidente della XIII Commissione, onorevole de Ghislanzoni Cardoli, circa il disegno di legge di conversione n. 3841. Poiché su questo provvedimento stiamo procedendo con una qualche difficoltà, vorrei chiedere all'onorevole de Ghislanzoni Cardoli se preveda
che, nei prossimi minuti, le difficoltà si acuiranno o se siano state semplificate, risolte. In quest'ultimo caso penso che potremmo fare appello al buonsenso e andare avanti nell'esame del provvedimento, ma se le difficoltà non si sono ancora appianate, nel pieno rispetto da parte della Presidenza del comportamento di tutti i gruppi parlamentari - poiché non debbo dare giudizi -, ritengo sia inutile, a questo punto, continuare nell'esame del provvedimento. Quindi, proporrei di sospenderne per qualche ora la trattazione, anche perché abbiamo diversi decreti in scadenza e penso che, nella giornata di oggi, potremmo, più utilmente, occuparci dell'esame del secondo decreto all'ordine del giorno.
GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Relatore sul disegno di legge di conversione n. 3841. Signor Presidente, come relatore non ho difficoltà a dirle che possiamo tranquillamente andare avanti nell'esame del provvedimento.
In ogni caso, signor Presidente, mi rendo conto di quanto lei ha appena detto riguardo alla necessità di esaminare gli altri provvedimenti in scadenza. Quindi, mi rimetto alle valutazioni del Governo circa il prosieguo di questo dibattito.
PRESIDENTE. Qual è la posizione del Governo al riguardo?
TERESIO DELFINO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, non sfugge al Governo la situazione così come è stata anche rappresentata nel corso dell'esame del provvedimento di questa mattina, né quanto lei ha fatto presente rispetto agli altri decreti-legge. Poiché il Governo ha bisogno, come ha annunciato, di approfondire alcune questioni che sono state poste nel corso del dibattito, ferma restando l'improrogabile necessità di convertire il decreto-legge e, quindi, di tornare ad esaminare il provvedimento fin da domani mattina, il Governo stesso aderisce alla possibilità di sospendere per qualche ora l'esame del provvedimento per procedere alle verifiche che si era impegnato a svolgere nel corso della seduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi scusi onorevole Vito, vorrei l'attenzione dei capigruppo.
In merito a tale problema, vorrei essere chiaro, il Presidente non avanza alcuna proposta di rinviare l'esame del provvedimento. Il Presidente ha portato in aula un problema che appare chiaro nella sua evoluzione politica. Il presidente della Commissione ed il sottosegretario hanno confermato la mia impressione che, difficilmente, si potrà proseguire utilmente nell'esame del provvedimento. È chiaro che qualcuno deve formulare, se è interessato a farlo, la richiesta di rinvio dell'esame a domani mattina perché ciò non rientra nel compito del Presidente.
Se qualcuno formulasse la proposta di rinviare l'esame del provvedimento a domani mattina, concederò in merito a tale richiesta la parola ad un oratore a favore e ad uno contro.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, da un po' di tempo si procede con un certo disordine e, pertanto, conviene avere le idee chiare. Non ho capito una questione - lei mi perdonerà - e, pertanto, mi pare opportuno che si faccia chiarezza fino in fondo.
La prima questione è la seguente: ho chiesto di intervenire dopo il suo annuncio svolto in risposta all'intervento del collega Innocenti. Mi consenta, signor Presidente, ma non ho capito se il fatto che il Governo ritenga che vi sia compatibilità o, come lei ha detto, ritenga di muoversi nell'ambito del quadro precedentemente definito corrisponda anche ad una sua valutazione oppure se lei ancora si riservi di compierla. Questo è molto importante.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, la interrompo subito. Ho riferito ciò che ho
saputo dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. È chiaro che è una valutazione del Governo, non la mia; d'altronde, in questa fase, non debbo esprimere una valutazione (sarebbe ininfluente).
Poiché vi sono indiscrezioni di stampa, ho chiesto al Governo se corrispondessero alla realtà o se vi fosse un impegno che va oltre. Il Governo ha risposto che, se gli impegni, che in futuro dovesse assumere, dovessero andare ultra le mozioni votate in Parlamento, sarà sua cura avvertire immediatamente lo stesso. Non debbo esprimere giudizi; riferisco all'Assemblea l'esito di una conversazione che non è privata, perché si è svolta tra il Presidente della Camera ed il rappresentante del Governo.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, la ringrazio. Per me è esauriente sapere che lei si riserva, anche come Presidente della Camera, di giudicare se la valutazione del Governo sia congrua o meno. Questo mi rassicura.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Boccia, se facciamo questo ping-pong. Certamente è come lei dice. Il problema è che io non posso esprimere questa valutazione per articoli di stampa, perché, se li seguissi, ridicolizzeremmo tutto.
ANTONIO BOCCIA. In questo caso, non vi è disordine. Condivido perfettamente la sua posizione.
Sulla seconda questione, vorrei dirle, sempre nello spirito di servizio con il quale lei ha posto la questione stamani all'Assemblea, precisando cioè che si trattava di un segno di responsabilità ed in tal senso ha inteso sentire cosa ne pensino i gruppi parlamentari, che siamo di fronte ad un gruppo della maggioranza - e non è la prima volta - che fa opposizione rispetto ad un provvedimento della maggioranza e del Governo. Si tratta di un'opposizione chiaramente ostruzionistica.
Noi dell'opposizione non possiamo in alcun modo essere penalizzati da precedenti che dovessero essere costituiti sulla base dell'opposizione che svolge un gruppo di maggioranza. Non vorrei che si creassero precedenti che successivamente possano essere richiamati quando sarà l'opposizione a svolgere - lo facciamo raramente - il proprio ruolo.
Signor Presidente, la questione è delicata: anche questo suo richiamo in qualche modo introduce, rispetto ad un atteggiamento che l'opposizione in futuro potrebbe avere, una fattispecie che potrebbe metterci nelle condizioni di dover o desistere od essere subalterni rispetto ad una valutazione dell'Assemblea.
La regola è che, avendo cominciato l'esame degli emendamenti, non è possibile in questa fase sospendere l'esame del provvedimento. Pertanto, non possiamo introdurre un precedente che potrebbe essere reclamato. Allora, altro che statuto dell'opposizione! Stiamo esaminando gli emendamenti e lei sa che sul complesso degli emendamenti si parla all'inizio e che non vi sono articoli nell'esame del decreto-legge. Non abbiamo articoli da approvare e quindi non vi sono momenti nei quali si può procedere all'inversione dell'ordine del giorno. La pregherei, dunque, di riflettere sul fatto che si determina un precedente negativo nell'esame, da parte dell'Assemblea, dei decreti-legge.
Mi consenta, ad adiuvandum, di ricordarle che lei, nella serata di ieri, in un momento concitato anche da parte dei «fratelli di alleanza» dei Democratici di sinistra-l'Ulivo che prima con Violante e successivamente con Ruzzante hanno avuto qualche titubanza sul come si dovesse procedere, ha concluso, stabilendo di procedere nell'esame, sulla base dell'intesa per cui si esamina questo provvedimento sino al termine e si riprende successivamente l'esame degli altri provvedimenti. Ci sarebbe, pertanto, in questo caso un ripensamento da parte della Presidenza rispetto ad una decisione non soltanto assunta, ma anche conclamata dinanzi all'Assemblea.
Vi sono, dunque, almeno due motivi per continuare l'esame di questo provvedimento. Mi consenta poi di addurre un terzo motivo, ovvero la nostra opinione. Noi riteniamo che, pur in presenza di
un'opposizione così dura, forte, per qualche verso - me lo perdonino i colleghi della Lega nord Padania - ostruzionistica, ciò faccia parte tuttavia della vita parlamentare. Ci sono modi regolamentari per arrivare alla conclusione dell'esame del provvedimento nei tempi stabiliti. Non vedo, quindi, perché si debba procedere a stravolgimenti.
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal momento che ho sentito che vi sono altri capigruppo che intendono avanzare proposte nel merito e dal momento che sono perfettamente concorde circa le obiezioni avanzate dal collega Boccia - mi limito ad associarmi ad esse -, ritengo si sia di fronte ad un caso di una delicatezza procedurale molto puntuale.
Si interrompe l'esame di un provvedimento quando siamo nella fase successiva alla discussione sulle linee generali, ed in particolare nella fase di esame degli emendamenti.
Si tratta, tra l'altro, di un decreto-legge, di un provvedimento quindi che ha i requisiti di necessità e di urgenza, in un contesto politico in cui siamo di fronte ad un ostruzionismo - sempre legittimo, figuriamoci, come forza di opposizione ne rivendichiamo pienamente il diritto, quando si ritiene di doverlo fare - da parte di un gruppo di maggioranza, neanche esterno, ma che è parte organica, che ha propri ministri all'interno del Governo. Qui si propone di chiudere su questo argomento e passare ad altro: non credo si possa far finta che questo non sia un problema politico di grande rilievo, perché dimostra una incapacità totale a portare avanti i provvedimenti del Governo da parte della maggioranza! Ma interverremo eventualmente nel merito, nel caso in cui esistano delle proposte, e le valuteremo poi conseguentemente. Vale come prenotazione successiva, Presidente, se viene formulata la proposta...
MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, vorrei intervenire brevemente su due questioni. La prima è quella sollevata dal collega Innocenti, affinché il Governo venga a chiarire la questione della missione dei militari. Per noi era già chiaro molto tempo fa, ma credo sia indispensabile!
Noi riconosciamo, Presidente, la sua sensibilità istituzionale e la sua attenzione e, quindi, l'incontro con Letta va benissimo. Il problema è che qui non si tratta di indiscrezioni o di notizie giornalistiche, ma di dichiarazioni di ministri di questo Governo! Non è che il sottosegretario può parlare con lei e poi i ministri del Governo parlano in un altro modo.... Sono ministri di questo Governo e sono Governi di altri Stati che dicono tutt'altro! Per noi, quindi, risulta indispensabile che il Governo venga a riferire.
Il problema del decreto-legge e delle risorse è una cosa, il problema di comprendere il ruolo dell'Italia rispetto all'Iraq, in questo delicatissimo momento, credo sia decisivo. Quindi, noi non siamo d'accordo a banalizzare, ma chiediamo con urgenza che il Governo venga a riferire.
Per quanto riguarda l'altro provvedimento, questa maggioranza - già è successo ieri - finalmente ha le sue difficoltà (e ce ne ha parecchie, qui, in Commissione giustizia). Noi non faremo nulla per risolvere queste difficoltà. C'è un calendario dei lavori dell'Assemblea, c'è un provvedimento all'ordine del giorno: si proceda con questo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Boccia darà atto al Presidente che al Presidente della Camera compete anche, con un minimo di buonsenso, la preoccupazione di regolare la funzionalità dell'andamento dei lavori dell'Assemblea, indipendentemente dalle giuste, anche necessarie, peraltro consuete, polemiche tra maggioranza e opposizione o, come nel
caso specifico, in presenza di difficoltà all'interno della maggioranza nel raggiungere un accordo su un provvedimento. La mia è stata una preoccupazione di buonsenso, perché vedevo arenato il lavoro dell'Assemblea.
Ciò premesso, vorrei essere chiaro su un punto. Lei solleva una questione giusta, quando dice: non vorrei che, in base a situazioni che si verificano nella maggioranza, vi fosse una sorta di pregiudizio nel precedente che si crea per l'opposizione. Evidentemente, non è certo intenzione del Presidente creare questo precedente. Peraltro, io sono sempre molto attento al rispetto che è dovuto all'opposizione. Lei sa che in passato, quando ci sono state questioni di rapporti tra maggioranza e opposizione, abbiamo tante volte convocato la Conferenza dei capigruppo, prendendo atto che non si poteva andare avanti su un singolo provvedimento. Nel caso specifico, io avrei potuto convocare la Conferenza dei capigruppo; ho portato la questione in aula, alla luce del sole. Non è che vi fosse niente di speciale, bisognava prendere atto e verificare a che punto si fosse. Io concordo con lei e con l'onorevole Innocenti che non si può, in questo momento, invertire l'ordine del giorno.
La Giunta per il regolamento, in data 24 ottobre 1996, assunse una posizione chiara, dichiarando che le richieste di inversione dell'ordine del giorno devono essere effettuate quando si è esaurita la trattazione di un punto all'ordine del giorno e quando si stia per passare al punto successivo. Dunque, su ciò che non vi è alcun dubbio.
Se invece la richiesta è quella di un rinvio, il discorso è completamente diverso al punto che, ieri, ciò è accaduto con riferimento al provvedimento sulla revisione dei processi. Tale richiesta è ammissibile perché si riferisce alla materia di cui è in corso la discussione e non ad un passaggio da un punto all'altro dell'ordine del giorno. È chiaro che, allo stato dei fatti, nessuno ha avanzato la richiesta di rinvio, quindi, si procede nell'esame di questo provvedimento.
Ho posto l'Assemblea di fronte alle proprie responsabilità; più di così non posso fare. Se non vi sono novità, sono costretto ad andare avanti su questo punto.
ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Signor Presidente, credo che la ricostruzione dei fatti che lei, poco fa, ha reso all'Assemblea sia corretta. Tuttavia, dobbiamo renderci conto tutti che siamo di fronte ad una situazione un po' più complessa derivante dal fatto che la Conferenza dei presidenti di gruppo ha manifestato la volontà di sospendere i lavori della Camera durante la settimana precedente le elezioni amministrative. È un impegno che tutti noi siamo interessati a mantenere. Sappiamo anche che il mantenimento di questo impegno è legato all'approvazione, nel corso di queste due settimane che precedono la sospensione dei lavori, dei disegni di legge di conversione di ben cinque decreti-legge, tra l'altro, riguardanti aspetti settoriali e specifici. La situazione è diversa da decreto-legge a decreto-legge.
In questa fase, stiamo esaminando il provvedimento sulle quote latte e non so se l'esame dello stesso si concluderà nel corso di questa giornata o di questa settimana.
D'altra parte, Presidente, anche da parte dell'opposizione, in Commissione - mi riferisco al decreto-legge in materia ambientale -, sono state presentate proposte emendative che potrebbero essere approvate dalla Camera dei deputati qualora questo decreto-legge fosse approvato in Assemblea in tempo utile per tornare all'altro ramo del Parlamento prima della sospensione dei lavori parlamentari per le elezioni amministrative.
Il punto, Presidente, non è formale, perché, anche dopo la pronuncia del giugno 1996, vi sono stati numerosi precedenti di inversione dell'ordine del giorno, approvati, comunque, con i voti dell'Assemblea.
Ma non è questo il punto, Presidente. Si tratta di capire se, valutate le circostanze, nella conclusione dei nostri lavori della giornata odierna (quindi, non immediatamente), si riesca, comunque, ad esaminare un provvedimento attorno al quale non credo siano emersi contrasti, quale quello riguardante il Comitato degli italiani all'estero, e se esista una concordia da parte di maggioranza ed opposizione per inserire all'ordine del giorno di questa settimana il provvedimento - come è stato richiesto in Commissione Ambiente - che necessita di modifiche da apportare per trasmetterlo al Senato. Sono questioni diverse rispetto a quelle riguardanti la procedura. Se c'è l'accordo nel voler approvare, alla conclusione dei lavori di oggi o domani, la conversione in legge del decreto-legge riguardante il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero, già iscritto all'ordine del giorno, e se c'è un'unanimità di consensi tra maggioranza ed opposizione, si può inserire all'ordine del giorno di domani questo decreto-legge uscito dall'esame della Commissione Ambiente se si valuta davvero la necessità di introdurre queste modifiche.
Per il resto, crediamo (abbiamo visto, poco fa, anche il ministro per i rapporti con il Parlamento) che questa sia una situazione tipica con riferimento alla quale è il Governo che deve dare indicazioni alla maggioranza e all'Assemblea. Il Governo deve fornire indicazioni e comunicare se preferisca continuare con l'esame. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, sa che ci sono questi decreti-legge in attesa di conversione in legge. Conosce lo stato dei lavori ed i problemi politici. Il Governo deve comunicare, dunque, se preferisce fare un'inversione o continuare con l'esame di questo provvedimento.
Per quanto ci riguarda, possiamo solo segnalare che l'esame di un altro decreto-legge potrebbe essere concluso rapidamente e che vi è una richiesta possibile di inserire già nell'ordine del giorno di domani l'esame di un altro decreto-legge al fine di consentire l'introduzione di alcune modifiche prima del voto del Senato.
PRESIDENTE. Onorevole Elio Vito, concordo con lei e la ringrazio anche di aver ricordato che le sospensioni previste per le attività parlamentari sono legate all'esame dei decreti-legge.
Devo aggiungere, con molta onestà - appare chiaro a tutti -, che la difficoltà di procedere nell'esame di questo decreto-legge non è emersa a causa di un rapporto particolarmente aspro tra maggioranza ed opposizione, ma per altre questioni. Credo, quindi, che la cosa migliore sia procedere nell'esame del provvedimento e fare, questa sera, se è possibile - come anche lei proponeva -, il punto della situazione in modo conclusivo.
Andiamo avanti perché sono le 18! Più tardi sentiremo anche il Governo - è arrivato in aula il ministro Giovanardi -, ma, per ora, se non viene avanzata una proposta di rinvio, che dovrebbe comunque essere posta in votazione, non mi sento di fare altro, anzi non posso perché non sono il padrone della Camera.
MAURA COSSUTTA. Lo chiedesse Forza Italia il rinvio!
PRESIDENTE. Ho capito, ma non l'ha chiesto! L'onorevole Vito, correttamente, ha svolto un'altra riflessione.
Onorevoli colleghi, il discorso è chiuso!
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