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RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, intervengo per porre alla sua attenzione il problema derivante dal fatto che ieri sera, nell'esaminare nella parte terminale dei nostri lavori il provvedimento al primo punto dell'ordine del giorno di oggi, lei chiuse la seduta verificando che al momento non vi erano ulteriori deputati che chiedevano di intervenire sul complesso degli emendamenti e che i deputati della Lega nord Padania che avevano chiesto di intervenire rinunciavano a farlo. Come tale, dette la parola al relatore del provvedimento per esprimere i pareri sugli emendamenti che rinviò questo adempimento ad altra seduta perché non era in grado di poterlo fare.
Qui si pone un problema nel senso che, non essendo stati espressi i pareri, a nostro giudizio, rimane ancora possibile chiedere di intervenire nell'ambito del complesso degli emendamenti. Questo è un punto sul quale c'è già una prassi consolidata in questo ramo del Parlamento. Stamani siamo ad un'altra seduta, con un punto all'ordine del giorno, i pareri non sono stati espressi e come tale - anche in altre circostanze è stato consentito -, così come io richiedo di fare per il nostro collega Crisci, chiedo che si possa intervenire per illustrare gli emendamenti che il nostro gruppo ha presentato su questo provvedimento. Altrimenti, qui si porrebbe la questione di un'altra interpretazione regolamentare e già negli ultimi tempi ne abbiamo avute di diverse che innovano sul piano della prassi creando dei precedenti che, a mio parere, possono essere poi nel futuro utilizzati anche in modo molto discrezionale. Io credo che di tutto abbiamo bisogno meno che di interpretazioni che lascino ambiti di discrezionalità molto vasta: noi dobbiamo avere bisogno di certezze di punti di riferimento definiti e compiuti nell'applicazione delle norme del regolamento. Questo è sempre stato così e almeno su questo punto siamo riusciti sempre ad ottenere l'iscrizione per coloro che volevano parlare sul complesso degli
emendamenti fino a un attimo prima che il relatore pronunciasse il proprio parere sugli stessi emendamenti.
Pertanto, signor Presidente, le chiedo di poter dare la parola al collega Crisci sul complesso degli emendamenti e comunque il nostro gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo chiede che questa questione sia riportata anche all'interno della Giunta per il regolamento in una delle sue prossime riunioni per poter stabilire con esattezza un'interpretazione certa della norma.
PRESIDENTE. Per quanto mi riguarda, non posso accogliere la sua richiesta che però sottoporrò al Presidente.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, non credo che la questione possa essere liquidata in questo modo, nel rispetto, come lei sa. Tra l'altro, questa mattina c'è la circostanza che presiede lei e io non mi permetterei mai...
PRESIDENTE. No, onorevole Boccia, c'ero anche ieri sera e c'erano alcune intese. Elimini il rispetto per me, visto che non ce n'è.
ANTONIO BOCCIA. Era per dire che per me è un'aggiunta...
PRESIDENTE. Ho altrettanto rispetto: quindi lo elimini. Io sono il Presidente dell'Assemblea in questo momento, quindi elimini il rispetto: faccia la parte sua che io faccio la mia.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, lei mi deve consentire: io sono libero di accrescere il mio rispetto per il fatto che è lei a presiedere la seduta. In ogni caso, le vorrei porre una questione che va un po' al di là della circostanza e della contingenza.
Vi sono stati dei precedenti in base ai quali si è consentita la ripresa degli interventi sul complesso degli emendamenti quando la seduta precedente non si era esaurita.
Signor Presidente, le sue decisioni finiscono per divenire dei precedenti, quindi è meglio che si faccia chiarezza, si dicano le cose come stanno e si estrinsechi la situazione. Ciò per non creare un precedente che, in seguito, potrebbe divenire occasione per impedire che una determinata procedura si verifichi anche per il futuro.
Signor Presidente, comunicandole tutto il mio rispetto, le chiederei la cortesia di risolvere la questione nel massimo della trasparenza, in maniera che ciò che facciamo non venga a costituire un precedente che, ovviamente, finirebbe per danneggiare anche l'opposizione; ciò in maniera da definire quello che sta accadendo nella chiarezza dei comportamenti.
Signor Presidente, le chiedo cortesemente una parola di chiarezza e non altro, in maniera da evitare - come giustamente faceva rilevare in precedenza il collega Innocenti - di trovarci, in prospettiva, in una situazione molto antipatica.
Signor Presidente, la capisco ed ha la mia solidarietà, ma forse è bene che venga estrinsecata la questione in maniera da trovarci, in prospettiva, in una situazione migliore.
PRESIDENTE. Ieri sera, il Presidente, avendo constatato la mancanza di ulteriori deputati che chiedevano di parlare, ha, sostanzialmente, preso atto della conclusione della fase relativa agli interventi sul complesso degli emendamenti.
A quel punto, la parola è stata data al relatore affinché esprimesse il parere sulle proposte emendative presentate, quindi, di conseguenza, la seduta successiva deve riprendere da quel punto.
Se vi sono obiezioni al riguardo e se qualcuno dovesse correttamente rivolgersi al Presidente od alla Giunta per il regolamento, ne prenderò atto come parlamentare.
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, mi scusi ma ho posto la questione in oggetto non per cercare di sollevare obiezioni circa la sua decisione di ieri sera; voglio chiarire questo elemento, ci mancherebbe altro.
Vi è un riconoscimento, una presa d'atto di ciò che lei ieri sera ha detto, ma la mia obiezione, sollevata in precedenza, era relativa al fatto che il relatore non aveva espresso il parere sulle proposte emendative presentate. Vi è un collegamento tra gli interventi sul complesso degli emendamenti e la dichiarazione resa dal relatore riguardo ciascun emendamento. Ciò che voglio dire è che gli interventi sul complesso degli emendamenti servono a fornire degli elementi a tutti i colleghi, in modo particolare al relatore per consentirgli di esprimere i relativi pareri.
Se il relatore non ha ancora espresso i relativi pareri, questo significa che sussiste ancora un margine di ricerca, di approfondimento, e ciò vuol dire che non è ancora compiuto il giudizio del relatore in ordine alle proposte emendative: così mi è sembrato di capire. In caso contrario, non comprendo per quale motivo si sia rimandata alla seduta odierna l'espressione dei pareri, anziché occuparsene ieri sera.
Quindi, vi è ancora spazio per poter fornire elementi al relatore attraverso i nostri interventi, consentendogli così di esprimere un parere sulle proposte emendative. Tutto ciò è utile per il buon andamento dei nostri lavori, perché tutti questi elementi rappresentano fasi importanti che servono a concretizzare un punto del regolamento, laddove si vanno a ricercare tutti i contributi affinché, successivamente, vi sia un esame approfondito del provvedimento.
Pertanto, qualora decidesse di non dare ulteriormente la parola ai deputati che le chiedono di intervenire, si inibirebbe a qualsiasi collega di contribuire a tale processo. È ovvio, se ne prenderà atto. Lei ha detto che avrebbe riferito al Presidente; se il Presidente, eventualmente dopo una brevissima sospensione dei nostri lavori, si esprimesse al riguardo, credo che saremo tutti più certi in merito all'andamento dei lavori nel prosieguo della seduta. Se lei decidesse diversamente, ovviamente ne prenderemo atto.
PRESIDENTE. Confermo la mia opinione e quindi vi sarà modo da parte di ogni collega di agire al riguardo. Il Presidente è stato informato di ciò che ho deciso e quindi mi assumo le mie responsabilità.
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