...
si vanno intensificando le ricerche relative all'impatto nocivo dell'ambiente sulla salute, che hanno portato ad isolare alcuni elementi presenti in qualità variabili in tutta la crosta terrestre e, quindi, anche nei materiali da costruzione che da questa derivano (cementi, tufi, laterizi, graniti ed altri);
uno di questi elementi è il radon, un gas chimico radioattivo appartenente alla famiglia dei cosiddetti gas nobili o inerti che non reagiscono all'ambiente circostante: tale gas viene generato dal processo di decadimento nucleare del radio, che, a sua volta, proviene dall'uranio;
mentre il radio e l'uranio sono elementi solidi, il radon, essendo un gas, è in grado di muoversi e fuoriuscire dal terreno (o dai materiali da costruzione, o anche dall'acqua) ed entrare negli edifici, attraverso le fessure dei pavimenti o dai passaggi dei servizi idraulici, sanitari ed elettrici, ove si accumula;
all'aria aperta, essendo diluito dalle correnti d'aria, raggiunge basse concentrazioni e si disperde rapidamente, mentre in un ambiente chiuso, come quello di una abitazione, il radon può accumularsi e raggiungere alte concentrazioni;
l'organizzazione mondiale della salute (Who), tramite l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), ha classificato il radon nel gruppo 1, in cui sono elencate quelle sostanze per cui vi è un'evidenza certa di cancerogenicità sull'uomo;
in modo analogo si è espressa l'agenzia per la protezione dell'ambiente americana;
la grandezza che viene presa come riferimento per la misurazione della qualità di radon presente è espressa in Bequerel per metro cubo;
in Italia è stata effettuata un'indagine dal servizio sanitario nazionale sull'esposizione al radon nelle abitazioni e il valore di concentrazione medio è risultato di 75 Bequerel per metro cubo, mostrando, nell'ambito delle varie regioni, una situazione molto diversificata;
tale valore è relativamente elevato rispetto alla media mondiale, valutata intorno a 40 Bequerel per metro cubo;
per quanto riguarda la legislazione, nello stabilire i limiti dei livelli di riferimento, occorre distinguere tra ambienti di vita domestici e ambiente di lavoro e, inoltre, tra costruzioni già esistenti e edifici in costruzione: non potendo prevedere, infatti, quale sarà la concentrazione futura, la legge dovrebbe definire a quali valori i parametri progettuali debbano attenersi;
la maggior parte dei Paesi industrializzati ha emesso delle raccomandazioni, che spingono la popolazione ad attuare azioni di risanamento degli edifici quando la concentrazione supera determinati livelli ritenuti rischiosi per la salute, promuovendo azioni di prevenzione;
in Italia, invece, ancora non vi è alcuna normativa, nè una specifica raccomandazione sul radon negli ambienti di vita -:
se, considerato quanto sopra esposto e sulla base delle attuali conoscenze, secondo le quali l'esposizione al radon nelle case rappresenta con certezza un considerevole problema per la salute pubblica, il Governo non ritenga di dover affrontare con urgenza la situazione, proponendo una regolamentazione supportata da valutazioni scientifiche per misurare le concentrazioni e stabilire i limiti, fornendo così precise informazioni ed attivando concreta assistenza della popolazione;
con quali provvedimenti intenda introdurre una normativa per incentivare un'azione di prevenzione alle infiltrazioni di radon e di correzione, laddove attraverso le misurazioni i valori della presenza del gas risultino al di sopra del livello consentito. (3-01842)
(27 gennaio 2003)