...
finalizzato alla dichiarazione di decadenza dalla carica di consigliere comunale...»;
già dalla prima seduta di consiglio comunale di Bozzolo (Mantova) per la convalida degli eletti, tenutasi il 25 giugno 1999, si aveva la surroga del consigliere Marzio Donini, il quale aveva in precedenza presentato le proprie dimissioni - non indirizzate ad alcun organo specifico e con sottoscrizione non autenticata - assunte al n. prot. 6244;
lo stesso veniva, quindi, surrogato dal consigliere Enrico Poli, nella stessa seduta, come risulta dal verbale di deliberazione del consiglio comunale n. 31 del 25 giugno 1999, ove veniva specificato che «...poiché le dimissioni sono immediatamente operative è stata partecipata la convocazione al primo degli esclusi della lista Uniti per Bozzolo...»;
con la detta surroga la lista uniti per Bozzolo esauriva i propri candidati, pertanto, da lì in avanti (come oggi) in caso di dimissioni o decadenza di uno dei consiglieri di tale lista non si poteva (e non si potrà addivenire ad alcuna altra surroga; cosa che puntualmente si verificava;
in data 8 gennaio 2000 il consigliere Lidia Anghinoni, capogruppo di Uniti per Bozzolo, presentava le proprie dimissioni - anche queste con sottoscrizione non autenticata - ed il sindaco le rendeva note al consiglio solo in data 4 febbraio 2000, nel contempo comunicando che il nuovo capogruppo sarebbe stato Francesco Melegoni;
quanto sopra risulta dal verbale di deliberazione del consiglio comunale n. 1 del 4 febbraio 2000;
dai diciassette membri originari, il consiglio comunale si riduceva, così, a 16 consiglieri per, poi, ridursi ulteriormente - dalla seduta del 17 maggio 2001 - a 15, a causa della prematura scomparsa del consigliere Attilio Rossi, sempre della lista Uniti per Bozzolo;
successivamente, il 30 ottobre 2001 si verifica il cosiddetto «ribaltone», vale a dire un «rimpasto» di giunta con contestuale migrazione dai banchi delle minoranza a quelli della maggioranza dei consiglieri di Progresso e Libertà (appartenenti alla «Lega Nord»). Sino a quel momento la giunta era formata da soli assessori interni (consiglieri comunali) nella seguente composizione:
1. Maini Gilberto sindaco - Uniti per Bozzolo;
2. Rotelli Vico vice sindaco - Uniti per Bozzolo;
3. Sanni Libero - Uniti per Bozzolo;
4. Casyagna Marisa in Ghidorsi - Uniti per Bozzolo;
5. Grazioli Veronica in Canalini - Uniti per Bozzolo;
La nuova giunta, nata dal detto «rimpasto», presentava, invece, la seguente formazione:
1. Maini Gilberto sindaco - Uniti per Bozzolo;
2. Loatelli Irvano vice sindaco - Uniti per Bozzolo;
3. Sanni Libero - Uniti per Bozzolo;
4. Anghinoni Nunzia (esterno) - Forza Italia;
5. Bettoni Giovanni (esterno) - Forza Italia;
nonostante quanto fosse accaduto, gli ex assessori Grazioli, Rotelli e Castagna, proprio per tener fede al loro mandato elettorale restavano, comunque, consiglieri comunali, ma la Grazioli partecipava sempre meno alle adunanze del consiglio comunale, sino a non più parteciparvi per lunghissimi lassi di tempo;
a fronte della cospicua serie di assenze dalle assemblee consigliari della Grazioli, il consiglio comunale si riduceva a 14 membri; a tal proposito, si rammenta che lo statuto comunale vigente sino a tutto il 31 ottobre 2002 prevedeva che «...i consiglieri che non intervengono a quattro sedute consecutive senza giustificazione sono dichiarati decaduti dal consiglio (cfr. articolo 8, comma 9) e che il nuovo statuto è ancora più restrittivo;
in data 18 febbraio 2003, poi, causa forti contrasti all'interno della coalizione politica di governo dell'ente locale, si dimettevano i consiglieri Vico Rotelli, Francesco Melegoni e Francesco Aporti, dimissioni registrate al prot. n. 1736;
tali dimissioni venivano presentate al comune di Bozzolo - ribaltando la linea precedentemente assunta con riguardo alle dimissioni sopra ricordate - con note aventi rispettivamente prot. 1757-1758-1759, comunicava ai predetti consiglieri che le loro dimissioni «...non sono conformi al dettato dell'articolo 38 del testo unico degli enti locali e dell'articolo 22 dello statuto comunale...» in quanto sarebbero «...state indirizzate all'organo incompetente...»; i consiglieri venivano, quindi, ...resi edotti circa la necessità che le dimissioni venissero formulate «...a norma di legge e di statuto» affinché queste avessero «...l'efficacia prevista dalla legge...»;
in data 19 febbraio 2003 con prot. n. 1782, i consiglieri Vico Rotelli e Francesco Melegoni ripresentano le dimissioni - che erano consegnate da Vico Rotelli - indirizzandole al consiglio comunale; conseguentemente, nella seduta di consiglio del 20 febbraio 2003 il sindaco comunicava le dimissioni di tutti e tre i consiglieri che, infatti durante l'appello non venivano nemmeno chiamati. Segno evidente, questo, della manifestazione di volontà e della dichiarazione di scienza dell'organo consigliare nel suo complesso sulla piena procedibilità, efficacia e validità delle predette dimissioni. E si noti bene che venivano apertamente considerate tali anche quelle del consigliere Aporti, nonostante lo stesso non le avesse ripresentate. Pertanto, il consiglio comunale si riduceva ulteriormente a 11 membri effettivi;
con sommo stupore in data 28 febbraio 2003, con note rispettivamente prot. n. 2133 e 2134, il vice sindaco Irvano Loatelli comunicava a Francesco Melegoni e Francesco Aporti che le loro dimissioni, presentate il 18 febbraio 2003 con prot. 1736 ed in data 19 febbraio 2003 con prot. 1782, si ritenevano, apoditticamente, - dopo che le stesse si erano oramai ampiamente consolidate anche con la presa d'atto del Consiglio Comunale - «...prive d'efficacia in quanto presentate per interposta persona, con pregiudizio della effettiva garanzia in ordine all'autenticità dell'atto ed alla attualità della volontà di determinare l'effetto dimissionario...» arrivando a specificare che «...Per dare giuridica rilevanza alla volontà di dimettere il mandato elettivo è necessaria la materiale e personale consegna del documento al protocollo con la connessa identificazione da parte del personale addetto...»;
con altrettanto sommo stupore durante il consiglio comunale del 16 marzo 2003 (ed in prima convocazione in data 5 marzo 2003) nella lettura dell'appello, venivano nuovamente chiamati i nomi di Francesco Melegoni e Francesco Aporti in quanto venivano ritenuti ancora in carica. Per di più, insistendo nella illegittima strada intrapresa dal comune di Bozzolo, a mezzo del segretario comunale, il 17 marzo 2003, si rendeva noto al Melegoni che era stato avviato nei suoi confronti «...il procedimento amministrativo d'ufficio
nel contempo, sempre illegittimamente, ricompariva il consigliere Grazioli che, come se nulla fosse accaduto, con l'assenso del sindaco, in modo illegittimo, per la già intervenuta decadenza, tornava a sedere in consiglio;
appare la manifesta contraddittorietà del comportamento del sindaco, del vice sindaco e del consiglio comunale che prima avallano l'efficacia e la validità delle dimissioni avanzate da Rotelli Melegoni e Aporti e, poi, per ragioni facilmente intuibili, cercano di ribaltare la situazione una volta resosi conto che non vi sarebbe stato più spazio per andare avanti nel mandato elettorale, oramai privo di ogni valenza politica, giuridica ed amministrativa, anche a fronte della circostanza che i consiglieri i minoranza avevano annunciato, tramite la stampa locale, le loro prossime dimissioni;
in data 15 marzo 2003 i consiglieri Gianni Morini, Davide Albertini e Ildebrando Volpi, della lista «Centro sinistra Bozzolo» presentavano le proprie dimissioni dal consiglio comunale, che, conseguentemente, si riduceva ad 8 membri effettivi (non potendo certo considerarsi sanante la successiva apparizione in consiglio della Grazioli, ampiamente decaduta da ogni mandato per le ripetute e consecutive assenze, come già ampiamente evidenziato);
sempre in pari data, però, i consiglieri Albertini, Morini, e Volpi, ricevevano una comunicazione a firma del sindaco del comune di Bozzolo, nella quale si sosteneva la inefficacia ed improcedibilità delle dimissioni dei medesimi consiglieri;
a tal proposito, però, ancora una volta, non si può fare a meno di sottolineare la contraddittorietà dei comportamenti tenuti dal sindaco del comune di Bozzolo, che sino ad allora, aveva ritenuto valide ed efficaci tutte le dimissioni presentate dai consiglieri sotto qualsiasi forma e senza alcuna formalità - considerate valide anche dal consiglio comunale - e che oggi si aggrappa a qualsiasi appiglio pur di non lasciare il posto sino ad oggi occupato. È evidente che il sindaco, secondo un corretto, e non contraddittorio, modo di procedere avrebbe dovuto provvedere alla surroga dei consiglieri di minoranza; ma siccome ben sapeva che tale surroga non avrebbe sortito alcun effetto e che, conseguentemente, si sarebbe arrivati alla realizzazione della fattispecie prevista dall'articolo 141, comma 1, lettera b) n. 4, del testo unico degli enti locali, ha preferito contestare in modo fuorviante la legittimità delle dimissioni da ultimo inoltrate dai vari consiglieri, anziché chinare il capo di fronte all'evidenza dei fatti;
essendo tali modi di operare manifestamente illegittimi, conseguentemente, risulta indubbio che, ad oggi il consiglio comunale di Bozzolo sia composto dal sindaco più 7 consiglieri;
il sindaco e la esigua schiera di consiglieri rimasti sono, a fronte di tutti gli eventi testé riportati, privi di ogni legittimazione politica e giuridica e non possono nemmeno garantire la funzionalità dell'ente stesso;
ora a fronte di quanto sinora esposto, conseguentemente alla graduale riduzione dei componenti dell'organo consigliare sino a otto membri effettivi (compreso il sindaco), è evidente che «...non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per... riduzione dell'organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del consiglio...» (che nel caso di specie è, comunque, di nove membri a fronte dei diciassette componenti originari) -:
se, verificati i fatti esposti, non ritenga necessario e urgente avviare le procedure previste dalla normativa vigente per lo scioglimento del consiglio comunale.
(2-00719)«Ruggeri, Boccia».
il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 recante «Riforma della disciplina relativa al settore del commercio», contiene i princìpi generali in materia di esercizio dell'attività commerciale, essendo la disciplina di dettaglio rimessa al legislatore regionale e che l'autorizzazione allo svolgimento dell'attività di commercio su aree pubbliche è rilasciata dal Comune;
il fenomeno dell'abusivismo commerciale ambulante ha assunto, in particolare nella città di Roma, una dimensione impressionante e non più accettabile, in dispregio di tutte le normative statali e regionali che disciplinano il commercio nei luoghi pubblici;
in molti casi il commercio ambulante abusivo è gestito da organizzazioni criminali presenti sul territorio che spesso sfruttano immigrati che non hanno altre occupazioni lavorative;
emerge anche un problema di tutela degli interessi sociali ed economici delle imprese di commercio che operano, legalmente e con le autorizzazioni previste dalla legge, sulle aree pubbliche. Si deve, infatti ricordare, che il commercio ambulante ha storicamente svolto un ruolo e una funzione ben definiti e consolidati nel tempo, sia inteso come canale alternativo e integrativo al dettaglio fisso, sia raffigurato in chiave di servizio sociale o come fattore calmieratore dei prezzi;
dette forme di commercio ambulante abusivo comportano spesso anche la violazione di leggi penali e tributarie -:
quali iniziative il Ministro dell'interno e il Ministro dell'economia e delle finanze, per quanto di loro competenza, hanno adottato o intendano adottare per contrastare le illegalità connesse al fenomeno dell'abusivismo commerciale ambulante messo in atto da cittadini italiani e stranieri i quali, in violazione delle normative statali e regionali, evadono il fisco, commettono reati di contraffazione di prodotti di pregio e invadono le aree pubbliche, creando intralcio alla viabilità automobilistica e pedonale, determinando in taluni casi situazioni di pericolo che rendono perfino difficoltosi gli interventi dei mezzi di soccorso e delle forze dell'ordine;
se intendano sollecitare le autorità comunali e regionali competenti al fine di intensificare i controlli di loro spettanza.
(2-00717) «Fiori».
durante il terzo incontro ministeriale sulla tutela della salute e il bioterrorismo tenuto a Città del Messico i ministri partecipanti, tra cui anche il nostro Ministro della salute, hanno messo a punto un piano di sicurezza globale contro il bioterrorismo, che prevede una strategia comune e coordinata per aumentare il livello di tutela della popolazione e migliorare la capacità di pronto intervento in caso di incidente;
tra le iniziative e gli strumenti concordati, i Ministri hanno sottolineato l'interesse di tutti i paesi a incrementare le riserve nazionali di vaccino contro il vaiolo;
la guerra contro l'Iraq aumenta notevolmente i rischi di attacchi terroristici -:
se vi siano sospetti di qualche natura su eventuali attacchi bioterroristici e come intendano informare la popolazione sui sospetti e pericoli che questo tipo di interventi lascia intravedere;
quale sia il piano del Governo nel caso in cui si verifichi emergenza vaiolo;
quali siano le strategie nelle tecniche di isolamento per pazienti con il vaiolo e altre infezioni virali altamente contagiose;
come intendano contenere, nel caso si verifichi un attacco bioterroristico o anche incidente biologico, l'infezione da vaiolo;
quali iniziative intendano intraprendere in ordine alla gestione e comunicazione dei rischi in caso di incidenti chimici;
se siano iniziati corsi di addestramento per medici ed infermieri di pronto soccorso, nonché per i medici di famiglia affinché ognuno di loro sia in grado di riconoscere un caso di vaiolo e di antrace e segnalarlo tempestivamente.
(4-06024)
nel comune di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova da due decenni non è presente una compagnia di carabinieri, con gravissime conseguenze sulla sicurezza dei cittadini dei comuni dell'alto mantovano e sul controllo generale del territorio, proprio connotato da alti tassi di reati, di presenza di delinquenza e di congestione dei flussi migratori extracomunitari;
l'alto mantovano è l'unica zona della provincia a non avere un contingente massiccio e autonomo di militari dell'Arma;
esiste una convenzione fra l'amministrazione comunale e un'impresa costruttrice, in base alla quale l'impresa ha già costruito un immobile da adibire alla nuova caserma, con l'impegno del ministero dell'interno di sottoscriverne il relativo contratto di locazione -:
se corrisponda al vero che il ministero non abbia intenzione di far arrivare a Castiglione delle Stiviere la compagnia dei carabinieri e non abbia intenzione di stipulare il contratto di locazione della nuova caserma dei carabinieri.
(4-06026)
la prevista realizzazione nel comune di Acerra di un grande impianto di incenerimento che penalizzerebbe una zona già altamente industrializzata e caratterizzata da numerosi insediamenti industriali inquinanti, ha suscitato allarme e forti proteste da parte della popolazione interessata tali da poter mettere a rischio l'ordine pubblico e la tranquilla convivenza civile e sociale;
da oltre un mese il sito in cui è prevista la realizzazione dell'impianto suddetto è stato occupato permanentemente da cittadini in agitazione per cui si sta determinando una situazione pericolosa e difficilmente controllabile;
lo scorso anno si sono verificati episodi di intimidazione gravi nei confronti di maestranze che iniziavano le opere preliminari relative alla costruzione dell'inceneritore -:
se non si ritenga necessario ed urgente sospendere qualunque attività anche preliminare per la realizzazione dell'impianto suddetto al fine di evitare incidenti gravi che sono molto probabili visto il livello della tensione e delle proteste che si sono determinate nel territorio da oltre un anno.
(4-06033)
negli ultimi anni si sono verificati alcuni improvvisi ed inspiegabili trasferimenti di operatori di pubblica sicurezza e della Digos addetti ad attività investigative importanti riguardanti gli uffici di Mesagne e Brindisi;
questi trasferimenti hanno rallentato o vanificato investigazioni concernenti indagini estremamente delicate relativi agli intrecci politico-amministrativo presenti nel territorio di Mesagne, nonché riguardanti la certezza della legalità del territorio;
peraltro vi è stata una campagna denigratoria nei confronti dell'attività di tali uffici -:
quali iniziative di propria competenza intenda adottare per garantire che l'attività dei predetti uffici possa svolgersi con regolarità ed efficienza.
(4-06037)