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C)
F.I.L.T., F.I.T. e U.I.L.T. trasporti, ha proposto l'immediata lettura di un comunicato attraverso gli impianti sonori a bordo treno e nelle stazioni dell'intera rete ferroviaria, per l'intera giornata e con frequenza di 3 ore;
in data 20 marzo 2003 il direttore delle relazioni industriali delle Ferrovie dello Stato, dottor Giuseppe Depaoli, in risposta alle segreterie nazionali di
oggetto del comunicato è stato l'avvio delle ostilità in territorio iracheno, ovvero, come è stato più volte riportato agli altoparlanti, sulla presunta illegittimità di tale decisione;
a tale determinazione si sarebbe pervenuti a seguito della rinuncia da parte del sindacato di effettuare uno sciopero generale di 3 ore, sostituito con una fermata di 15 minuti per i lavoratori in esercizio -:
se l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato s.p.a. fosse al corrente ed abbia condiviso le disposizioni del dottor Depaoli;
quali altri organi competenti siano stati consultati e se la decisione sia frutto di scelte collegiali o di un singolo;
se non si reputi tale decisione lesiva della libertà e delle possibilità di utilizzare i medesimi strumenti anche da parte delle altre organizzazioni sindacali, che, nella fattispecie, non sono state coinvolte e risultano, pertanto, discriminate dal poter esprimere un loro giudizio sull'intervento armato in Iraq;
se non si reputi, altresì, che questa disposizione possa aver creato un precedente importante e delicato per l'azienda, che si vedrà costretta, d'ora in avanti, a consentire lo stesso trattamento e l'utilizzo del medesimo strumento ogni qual volta dovrà mediare i termini di una mobilitazione sindacale.
(2-00701)
«Bornacin, Bocchino, Meroi, Migliori, Coronella, Ascierto, Angela Napoli, Zacchera, Anedda, Messa, Menia, Nespoli, Saia, Arrighi, Losurdo, Maggi, Leo, Castellani, Lo Presti, Scalia, Raisi, Gianni Mancuso, Cannella, Lamorte, Alboni, Paolone, Lisi, Riccio, Landi di Chiavenna, Zaccheo, Buontempo, Fatuzzo, La Starza, Onnis».
(1o aprile 2003)