Allegato B
Seduta n. 290 del 1/4/2003

TESTO AGGIORNATO AL 2 APRILE 2003


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AFFARI ESTERI

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere, premesso che:
il Governo degli Stati Uniti ha accusato la Russia di forniture recentissime di componenti d'arma a Saddam Hussein, cosa che si aggiunge agli elementi noti da tempo, e cioè che le maggiori potenze del mondo hanno nel corso degli anni tenuto aperto con il regime irakeno un ricco commercio di armi, comprese quelle di distruzione di massa;
l'Iran è uno dei tre Stati indicati come «canaglie» dal governo degli Stati Uniti, che insieme a quello inglese sta guidando l'invasione dell'Iraq;
i ministri russi Ivanov e Rumiantsev hanno parlato il 24 marzo 2003 di una «Iran-connection», in particolare di una compagnia anglo-olandese che avrebbe fornito recentemente a Teheran un'intera partita di centrifughe per l'arricchimento di uranio, cioè per la produzione di materiale utile a produrre bombe atomiche -:
se il Governo italiano, tanto più in quanto il Presidente del Consiglio vanta rapporti personali di amicizia e confidenza con i Presidenti Bush e Putin, disponga di informazioni a proposito della accusa statunitense e della grave denuncia russa, o se in ogni caso intenda procurarsele;
se non intenda rivolgersi all'Onu e all'Unione europea per chiedere l'attivazione di procedure di accertamento ed eventuali decisioni di contrasto alla ulteriore proliferazione di commerci d'armi, convenzionali e nucleari.
(2-00698)
«Mussi, Abbondanzieri, Bielli, Buffo, Burlando, Cennamo, Crucianelli, Dameri, Finocchiaro, Fluvi, Gasperoni, Giacco, Guerzoni, Innocenti, Lolli, Lucidi, Martella, Melandri, Motta, Nannicini, Olivieri, Pennacchi, Preda, Ruzzante, Sciacca, Soda, Tolotti, Turco, Vertone, Zani, Bandoli, Cialente, Folena, Fumagalli, Grignaffini, Grillini, Sabattini, Trupia, Zanotti».

Interrogazione a risposta immediata:

DEIANA, TITTI DE SIMONE, VALPIANA, PISA e PINOTTI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
una corte islamica nigeriana ha condannato alla lapidazione Amina Lawal, per aver avuto una figlia al di fuori dei vincoli del matrimonio;
l'esecuzione della lapidazione è stata soltanto posticipata di due mesi per permettere che la condannata porti a termine l'allattamento della sua creatura;
attualmente si è in attesa della sentenza d'appello prevista per il 3 giugno 2003;
una precedente condanna alla lapidazione comminata a un'altra donna, Safiya Husseini, per lo stesso motivo e sempre in Nigeria, fu fermata dalla mobilitazione dell'opinione pubblica mondiale e dalle pressioni diplomatiche di moltissimi Paesi, tra cui l'Italia;
l'affermarsi oggi di forme brutalmente integraliste di interpretazione e applicazione della sharia islamica - soprattutto in alcune zone dominate da un nuovo fondamentalismo islamista - colpiscono con particolare ferocia le donne, mettendone a rischio in radice fondamentali diritti, a partire da quelli alla sopravvivenza fisica, alla sicurezza della vita, alla sessualità, alla maternità, alla felicità del vivere quotidiano;
spesso le donne che soffrono di queste situazioni di violazione dei loro diritti vengono portate alla ribalta della scena pubblica soltanto per giustificare atti di


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guerra camuffati da interventi umanitari, come è successo per le donne afgane prigioniere del burqua, mentre di norma né i media, né diplomazie occidentali se ne occupano adeguatamente;
l'attuale guerra della Casa Bianca contro l'Iraq non farà che inasprire le spinte al fondamentalismo islamista, come drammatica reazione al fondamentalismo bianco e cristiano, che fa da sfondo ideologico alla teoria della guerra preventiva contro i rogue States;
già molte voci in Europa si sono levate per chiedere la salvezza di Amina Lawal, a cominciare da un nuovo appello dell'Europarlamento, firmato da tutti i gruppi politici europei, che hanno ribadito la loro «opposizione categorica alla condanna a morte, poiché rappresenta l'estrema violazione del diritto alla vita garantito dal diritto internazionale»;
in favore di Amina si è aperta una campagna internazionale, che fa pressione sul Governo centrale di Obasanjo -:
che cosa il Governo intenda fare per mettere in atto tutte le iniziative necessarie per chiedere la revoca della condanna di Amina Lawal e per intervenire sul piano diplomatico presso il Governo nigeriano, affinché non avvengano ulteriori episodi di violazione dei diritti umani.
(3-02145)

Interrogazione a risposta orale:

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
mentre il mondo intero assiste sgomento ai sanguinosi sviluppi della guerra avviata dagli Stati Uniti d'America e dalla Gran Bretagna in territorio iracheno, si avverte l'incombente minaccia di un pericolosissimo allargamento del conflitto;
sta infatti acuendosi lo scontro fra Stati Uniti d'America e Siria;
dopo le pesanti accuse del Ministro della difesa statunitense Donald Ramsfeld al governo siriano, soprattutto di aver fornito equipaggiamenti militari all'Iraq, seguite dalle ulteriori accuse di sostegno al terrorismo, il Ministro degli esteri siriano Farouk al Sharaa ha replicato con grande durezza, affermando che gli americani «sono miopi e ignorano tutto della storia e della cultura della regione. Ecco perché sono rimasti scioccati quando, invaso l'Iraq, non sono stati accolti dalla popolazione con rose e fiori bensì con una tenace resistenza» (cfr. Il Giornale di martedì 1o aprile 2003 alla pagina 4);
le diplomazie accidentali hanno registrato con una certa sorpresa la posizione della Siria, le cui relazioni con l'Iraq non sono mai state straordinariamente buone, tanto che è nel ricordo di tutti la partecipazione siriana, a fianco degli Stati Uniti d'America, alla guerra del Golfo nel 1991 contro l'Iraq;
la tensione è acuita dalle accuse israeliane, rivolte al governo siriano, secondo cui le armi irachene di distruzione di massa, non rinvenute dagli ispettori delle Nazioni Unite, sarebbero nascoste in territorio siriano;
la guerra in atto sembra dunque aver modificato, in senso inverso a quello auspicato dagli Stati Uniti d'America, l'equilibrio politico-diplomatico della regione;
tale profonda modificazione rende legittima la preoccupazione per un possibile allargamento del conflitto in atto;
occorre che i Paesi non belligeranti - e fra essi l'Italia - attivino iniziative non soltanto per favorire prospettive di cessazione delle attività militari, ma anche per prevenire la minaccia di un ulteriore allargamento del conflitto, tenuto conto dell'aumento delle tensioni fra Siria e Stati Uniti d'America -:
se il Governo italiano non ritenga di dover attivare iniziative politico-diplomatiche per contenere le nuove tensioni dell'area medio-orientale, con specifico riferimento allo scambio di accuse fra Stati Uniti d'America e Siria, che rischiano di favorire un drammatico coinvolgimento di


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altri Paesi in un conflitto già di per sé troppo sanguinoso.
(3-02137)

Interrogazioni a risposta scritta:

BUEMI. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro per gli italiani nel mondo, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
l'Ainee (Associazione italiani nati all'estero esperanza) ha denunciato, tramite il suo presidente Francisco Antonio Sposato, la grave situazione di un bambino di 7 anni, attualmente residente in Argentina;
tale bambino, di nome Patricio, è affetto da una malattia congenita che lo obbliga a vivere con serie difficoltà motorie;
come conseguenza di tale rara malattia, la sua situazione è stata aggravata da una stenosi nella regione infraglottidea che ha reso necessaria una tracheotomia, con la quale il bambino dovrà convivere per il resto della sua vita;
secondo i medici locali vi sarebbe un solo modo per rendere migliore la vita al piccolo Patricio, ma le cure di cui ha bisogno le potrebbe ricevere solo in un centro clinico di Bologna;
Patricio oltre ad essere argentino è, per discendenza, anche un cittadino italiano ed è per questo motivo che i suoi genitori si sono rivolti al Console generale italiano in Argentina, dottor Placido Vigo, affinché vi sia un aiuto, da parte del nostro Paese, per aiutare il loro bambino;
la situazione sarebbe attualmente bloccata per motivi burocratici legati alla necessaria trascrizione di atti da parte della nostra amministrazione e il conseguente riconoscimento di Patricio come cittadino italiano -:
se sia a conoscenza della situazione e se non si ritenga necessario, vista l'urgenza del caso in questione, un intervento immediato per sbloccare la situazione e consentire, in questo modo, al piccolo Patricio di ricevere tutte le cure necessarie.
(4-05894)

MALGIERI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
fonti indipendenti hanno reso noto che il 29 ottobre 2002 nel carcere di Buon Ma Thoutin in Vietnam sono stati uccisi con iniezione letale Y-Suon Mlo, Y-Het Nie Kdam e Y-Won Ayun, attivisti dei Montagnard, una minoranza etnica degli altopiani centrali vittima di continue repressioni i cui esponenti sono stati ascoltati il 9 ottobre 2002 dal Comitato per i diritti umani della Camera dei deputati presieduto dall'interrogante; il 31 gennaio 2003 il Montagnard Y-Su Nien, dopo essere stato arrestato dalle autorità vietnamite perché professava la religione cristiana e rivendicava i diritti del suo popolo, è morto in seguito all'iniezione di agenti chimici;
in entrambi i casi il Governo vietnamita si è rifiutato in varie sedi, tra le quali il Comitato sui diritti umani dell'Onu, di dare informazioni circa le modalità dell'arresto, le accuse mosse ai Montagnard e se ci sia stata una qualche forma di processo;
tali episodi sono soltanto gli ultimi di una lunga serie di persecuzioni e violazioni dei diritti umani che dal 1975 a oggi hanno ridotto la popolazione degli altopiani centrali del Vietnam da 3.000.000 a circa 700.000 unità;
il Governo vietnamita dal febbraio 2001 ha imposto una durissima legge marziale, vigente tuttora, per reprimere qualunque tentativo di manifestazione pacifica di dissenso negli altopiani centrali e per evitare qualunque tentativo di espatrio dei Montagnard;
criterio fondamentale per l'attuazione della cooperazione prevista da un apposito accordo tra l'Unione europea e il Vietnam è proprio il rispetto dei diritti umani;


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con particolare riguardo ai rapporti bilaterali tra Italia e Vietnam, i due Paesi sono legati da un accordo ventennale per la promozione e la protezione degli investimenti, da un accordo per la cooperazione scientifica e tecnologica rinnovato nel luglio 2002 e dalla sottoscrizione di un memorandum d'intesa del 1997 che prevede regolari sessioni di un gruppo di lavoro misto;
nel maggio e nel novembre 2002 anche un funzionario dell'ambasciata italiana ad Hanoi ha fatto parte del gruppo di rappresentanti dell'Unione europea che ha visitato gli altopiani centrali del Vietnam per valutare la gravità della situazione in cui versano i Montagnard per il mancato rispetto dei diritti religiosi e di libertà d'espressione;
il signor Ksor Kok, presidente della Montagnard Foundation, un'associazione di esuli appoggiata dal partito radicale transnazionale e da numerose organizzazioni non governative, ha presentato nel corso della ricordata audizione al Comitato permanente sui diritti umani della Camera dei deputati, in tutta la loro drammaticità, le insostenibili condizioni in cui versano le minoranze etniche vietnamite -:
quali misure diplomatiche intenda adottare per contribuire a fare luce sulla fine dei quattro Montagnard indicati in premessa e per richiamare il Governo vietnamita al rispetto dei diritti umani degli stessi Montagnard e delle altre minoranze etniche presenti nel Paese;
se non ritenga necessario riconsiderare, come opportuna forma di pressione sulle autorità di Hanoi, il sostegno assicurato dall'Italia alla richiesta del Vietnam di entrare a far parte dell'Organizzazione mondiale del commercio;
se non ritenga di prendere posizione contro le frequenti accuse di terrorismo mosse dal Governo vietnamita in sede Onu contro la Montagnard Foundation, la cui unica colpa è di denunciare con mezzi assolutamente pacifici la repressione attuata dal regime di Hanoi.
(4-05896)