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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Paniz.
MAURIZIO PANIZ, Relatore. Desidero ringraziare i colleghi che sono intervenuti,
perché tutti hanno dimostrato di cogliere perfettamente nel segno gli obiettivi che il Governo si è posto con questo decreto-legge e che il relatore, naturalmente, sostiene.
Mi permetto di fare alcune brevi considerazioni. In primo luogo, il Governo ha già presentato il 4 ottobre 2001 il disegno di legge A.C. 1706, attualmente all'esame della Commissione giustizia, recante disposizioni in materia di svolgimento di competizioni sportive, si tratta di una proposta che affronta organicamente alcuni dei temi toccati oggi in quest'aula.
In secondo luogo, è vero che il presente decreto-legge non coglie perfettamente l'ambito dei rapporti con le società sportive, ma non è vero, come è stato affermato, che nessuno vuole penalizzare tali società: quando i comportamenti dalle stesse adottati sono riprovevoli, infatti, intervengono proprio alcuni dei momenti sanzionatori previsti in questo provvedimento. È vero, tuttavia, che si tratterà di affrontare nuovamente la materia in maniera più organica, a prescindere dalla contingenza di un provvedimento che deve sovvenire ad esigenze di carattere assolutamente temporaneo.
Non mi sembra, infine, che la tematica dei biglietti venduti in più sia di poco conto; spesso, tale pratica lede il diritto del cittadino che vuole partecipare ad una competizione sportiva, poiché si trova con il proprio posto occupato, e da lì nasce una serie di fenomeni di reazione, che innescano quei meccanismi che intendiamo sanzionare. Ritengo corretta l'osservazione dell'onorevole Buontempo, e credo che, anche su questo punto, una valutazione più completa della dinamica del problema potrà portare, in prospettiva, ad affrontarlo in futuro in maniera adeguata.
Da ultimo, mi sembra di dover condividere in pieno le osservazioni dell'onorevole Fanfani in ordine alla visione della legittimità, sotto il profilo costituzionale, del provvedimento in esame, attraverso una corretta lettura del concetto di flagranza che non ci porta fuori dal terreno costituzionale, ma ci consente di dare una lettura moderna ad una disposizione consolidata nel tempo, le cui finalità sono, obiettivamente, di grande momento, soprattutto oggi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.
MARIO PESCANTE, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Mi pare di aver colto, da parte di tutti coloro che sono intervenuti, la volontà di incidere profondamente su questa vicenda, seppur con tempi diversi e proposte diverse, alcune delle quali saranno presentate come proposte emendative.
Vorrei fare due rapide precisazioni, signor Presidente. La prima è stata già fatta, per le vie brevi, al collega Buontempo: mi dispiace che il discorso sia stato personalizzato, ma poiché mi è stato detto che vi è un esplicito riferimento al mio nome, credo sia stato inevitabile che abbia voluto fare riferimento alla differenza sul sistema in base al quale abbiamo tutti i voti. Per quanto mi riguarda, ritengo che i voti siano non solo del mio partito o di Alleanza nazionale, ma anche di altri, e magari anche di qualche sportivo che non apparteneva ai nostri partiti. Comunque, bando alle polemiche personali, e tengo a precisare che, quando ho parlato di «tifoseria becera», mi riferivo a certe trasmissioni televisive che vanno alla ricerca di una audience becera: questo è il chiarimento che tenevo a dare, e che ho ribadito oggi per evitare, anche in questa sede, l'insorgere di polemiche.
Per quanto riguarda l'intervento del presidente Siniscalchi, invece, vorrei rispondere che in verità non ho affermato che questo decreto-legge non avrebbe effetti sulla regressione, tutt'altro: ho detto che avrà effetti sulla regressione, ma non ci si può illudere che uno sradicamento del fenomeno avverrà esclusivamente attraverso questo provvedimento. Condivido anch'io il desiderio di incidere ancora più profondamente nel sistema, tuttavia c'è un problema di tempi e di fenomenologia: una certa fenomenologia, che noi vogliamo - questa sì - circoscrivere, delimitare e se
possibile sradicare, riguarda un tipo di violenza che avviene non perché lo stadio non sia sicuro o perché vi sia una specie di presunta connivenza tra società e tifosi. Si tratta di problemi che esistono e vanno sicuramente analizzati e affrontati.
Prendo spunto dalla dichiarazione rilasciata dal presidente Siniscalchi per dire che ritengo che si debba dar seguito al disegno di legge citato. Tuttavia, qui c'è un problema di urgenza non tanto nei confronti del problema rigorosamente circoscritto agli stadi e ai tifosi i quali più che violenti sono esagitati, quanto perché esiste una categoria di teppisti criminali e perché c'è una diffusione di droga. Questa mia affermazione l'ho ricavata dall'intervento svolto dal ministro Pisanu, e questo aspetto è stato anche evidenziato in questa sede dal collega Buontempo il quale auspicava che al riguardo si svolgesse un'indagine.
C'è quindi una «teppaglia canagliesca» costituita da tifosi che spesso nulla a che fare con i cosiddetti ultrà. A me dispiace vedere confuse queste due categorie anche perché gli ultrà non sono costituiti da criminali e da teppisti. Confonderle sarebbe sbagliatissimo! In caso contrario, si finirebbe per creare un'alleanza innaturale tra gli ultrà, spesso esuberanti e qualche volta anche violenti, e una minoranza, che tende a divenire sempre meno minoranza, costituita da centinaia di persone che vanno allo stadio per compiere, volutamente e strategicamente, degli atti criminali, e che, ripeto, non ha nulla a che vedere con gli ultrà.
Ritengo che la migliore risposta possa essere tratta dall'intervento svolto dal collega Fanfani, senza nulla togliere all'onorevole relatore la cui autorevolezza giuridica è sicuramente superiore o almeno pari alla mia, che ci induce a riflettere su alcune considerazioni e, in particolare, sulla riduzione dei tempi. Il fatto di aver fotografato attraverso un video un soggetto non vuol dire infatti disporre dell'indirizzo, del nome e del cognome dello stesso ma è necessario anche che si svolgano delle indagini per arrivare alla sua identificazione e per andarlo a scovare. È, quindi, impensabile che tutto ciò si possa fare nelle sei ore che fanno seguito al compimento dell'atto anche perché, come detto, la foto non ci fornisce immediatamente il nome, il cognome e l'indirizzo del soggetto che ha compiuto quell'atto.
PRESIDENTE. Onorevole Pescante, la invito a concludere.
MARIO PESCANTE, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Concludo Presidente. Dagli interventi che si sono svolti ricavo un messaggio assai forte nella direzione di proseguire il discorso finalizzato ad abbattere la violenza che si verifica in occasione di competizioni sportive, ed anche per i passaggi successivi che necessitano di un tempo maggiore ma che, in ogni caso, devono accompagnare il provvedimento in esame il quale da solo non sarebbe sufficiente.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
Sospendo la seduta che riprenderà alle ore 15.
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