Allegato A
Seduta n. 280 del 13/3/2003


Pag. 12


...

(Sezione 2 - Risoluzione)

La Camera,
premesso che:
il pressante appello del Pontefice, fatto nel corso del suo discorso fatto alla Camera dei deputati il 14 novembre, ha rilanciato il tema della caduta delle nascite nel nostro paese;
secondo il Population Aging 2000, il rapporto presentato all'ONU nel corso della seconda assemblea sull'invecchiamento mondiale, svoltasi recentemente a Madrid, l'Italia vanta la percentuale più alta di persone sopra i 60 anni, pari al 25 per cento, seguita da Giappone, Germania e Grecia con il 24 per cento;
il nostro paese vanta, altresì, il triste primato della più bassa percentuale di minori di 15 anni (14,1 per cento) e si è calcolato che nel 2050 i pensionati saranno il 65 per cento della popolazione;
il numero medio di figli per donna è pari a 1,25, rapporto insoddisfacente, in quanto la realtà dei fatti ci dimostra che di fronte ad una speranza alla vita che si avvicina agli 80 anni, un tasso di natalità che sfiori i due figli per donna è solo sufficiente a contrastare il declino e l'invecchiamento della popolazione, se associato a flussi migratori contenuti;
le 544 mila nascite del 2001, se raffrontate a quelle della Francia e l'Inghilterra (circa 200 mila in più) che hanno una popolazione totale simile alla nostra, confermano un preoccupante squilibrio;


Pag. 13


in Italia il fenomeno della denatalità assume anche caratterizzazioni territoriali tra il Nord, nel quale tale condizione ha un trend negativo costante già da tempo, e il Sud, che, comunque, si conferma l'area territoriale nella quale si concentra il maggior numero di giovani (17,3 per cento - dati Istat);
la denatalità si caratterizza come una conseguenza negativa dei mutamenti sociali ed economici verificatisi nel corso degli anni, che hanno rallentato il processo di autonomia dei giovani dalle proprie famiglie;
l'articolo 31 della Costituzione recita: «La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo»;
è stato da ultimo trasmesso alle Camere, ai fini dell'espressione del parere da parte della Commissione parlamentare per l'infanzia, il piano d'azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, ai sensi dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1997, n. 451, che, in particolare, valorizza il diritto alla famiglia, inteso come diritto complesso, nel quale confluiscono anche i diritti dei più piccoli ad essere educati, nutriti e ad avere condizioni di vita idonee al loro sviluppo psicofisico;
il Presidente della Repubblica ha espresso chiaramente tale preoccupazione quando ha affermato che: «Una società che fa pochi figli è una società che non ha fiducia nel futuro. Dovremo dare ai giovani una maggiore fiducia e cresceranno anche le nascite»;
in molti paesi europei, lo Stato ha favorito il consolidarsi di una tendenza che, nel corso degli anni, ha portato le donne alla scelta dei due figli, attraverso interventi mirati nel settore degli asili nidi e degli alloggi a favore delle coppie giovani;
in Italia, l'atteggiamento dei Governi è oscillato tra la necessità di una promozione di politiche di welfare in favore della famiglia e l'inconsistenza delle misure adottate, quasi a confermare la marginalità della famiglia come soggetto sociale. Si è assistito, cioè, al varo di misure che non avevano carattere di organicità;
il sistema pensionistico statale, diffuso in tutta l'Unione europea, si basa su una sorta di contratto tra generazioni, in base al quale i contributi di coloro che lavorano oggi pagano le pensioni di quelli che sono andati a riposo ieri. Con l'abbassamento della natalità viene ad incrinarsi quel rapporto tra pensionati e lavoratori ed il rischio sarà quello che di avere in Italia la classica situazione della piramide rovesciata, contraddistinta da una vasta popolazione di anziani che grava su una ristretta popolazione di giovani con effetti economici disastrosi;
i costi di funzionamento del servizio sanitario aumenteranno inevitabilmente se si pensa che un paziente di 85 anni ha un costo di 11 volte superiore a quello di un bambino dai 5 ai 15 anni;
le preoccupazioni delle ripercussioni di questi cambiamenti in campo previdenziale, sanitario e soprattutto del lavoro erano già presenti nella relazione demografica della direzione generale «Occupazione, relazioni industriali e affari sociali» pubblicata dalla Commissione europea nel 1995;

impegna il Governo

a prendere le opportune iniziative perché il parto non sia un evento medicalizzato, che si svolge in contesti propri della cura delle malattie, ma avvenga in condizioni ed ambienti che ne mantengano la dimensione naturale;
a prendere, in particolare, iniziative per facilitare il compito dei genitori nei primi anni di vita dei figli, ivi comprese la possibilità di assistenza in casa dopo il parto, quella di svolgere lavoro a tempo


Pag. 14

parziale e secondo orari flessibili e quella di poter usufruire facilmente dei servizi di asilo nido nelle vicinanze dell'abitazione o di asili aziendali presso il luogo di lavoro, anche nell'ambito della pubblica amministrazione;
a fornire alla famiglia un nuovo sistema di prestazioni e benefici volti ad un potenziamento dell'istituzione familiare e diretto a favorire un incremento del tasso di natalità, in linea con il principio di sussidiarietà, fondato su sostegno e integrazione, ma non sostituzione della famiglia nello svolgimento della sua funzione sociale;
ad attivare ogni utile iniziativa per un profondo coinvolgimento dell'opinione pubblica sull'argomento, che veda partecipi, accanto al mondo della politica, anche quello dell'economia e della cultura al fine di garantire al nostro paese uno sviluppo durevole ed una crescita equilibrata e sostenibile;
a dare piena e concreta applicazione all'articolo 16 della legge n. 328 del 2000, al fine di sostenere la genitorialità con una moderna rete di servizi tesi ad incrementare la natalità responsabile;
a dare piena attuazione alle disposizioni contenute nella legge n. 328 del 2000, concernenti i livelli essenziali ed uniformi delle prestazioni sociali, aumentando all'uopo se necessario, le risorse del fondo sociale nazionale;
a garantire la piena applicazione della normativa della legge n. 53 del 2000 nella parte relativa ai tempi delle città, in modo da incentivare l'organizzazione dei tempi dei servizi, dei negozi e dei trasporti, che siano finalizzati a favorire politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia;
ad indirizzare le politiche di welfare al fine di dare priorità agli interventi per le famiglie, che hanno figli o che ne vogliono avere, predisponendo interventi di sostegno per la cura e l'accompagnamento alla crescita dei figli;
a promuovere e sostenere la scelta verso la maternità attraverso azioni positive capaci di superare l'esistente penalizzazione che le lavoratrici madri subiscono nei percorsi di carriera e di lavoro;
a sostenere ulteriormente politiche per la casa a favore delle giovani coppie, come già indicato nel comma 2 dell'articolo 46 della legge finanziaria 2003, al fine di rispondere al desiderio di formazione di nuove famiglie;
a sostenere le famiglie che hanno figli portatori di handicap con la modifica della normativa vigente in materia di congedi parentali in senso più favorevole per i genitori;
a promuovere politiche di ricongiungimento familiare per i lavoratori extracomunitari, nonché a promuovere politiche di integrazione per i bambini stranieri, secondo la recente legislazione in materia di immigrazione;
a ripensare il sistema fiscale e redistributivo, già a partire dalla legge delega sulla riforma fiscale, in funzione della «equità fiscale orizzontale» per tutte le famiglie in base al numero dei figli;
a potenziare politiche a favore delle famiglie disponibili ad accogliere e adottare bambini senza famiglia;
a riconoscere l'utilità sociale del lavoro di cura svolta all'interno del nucleo familiare.
(6-00054)
(Testo modificato nel corso della seduta) «Volontè, Burani Procaccini, Lisi».