Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 275 del 5/3/2003
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Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n. 3664 (ore 16,05)

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 3664)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione n. 3664.


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Ricordo che questa mattina è stato votato, da ultimo, l'emendamento 1.40 della Commissione. Sono così preclusi gli emendamenti da Parolo 1.23 ad Abbondanzieri 1.10.

GASPARE GIUDICE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARE GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in relazione al parere espresso stamattina dal Comitato pareri della Commissione bilancio da me presieduto e su sollecitazione di alcuni firmatari di questi emendamenti, desideravo precisare che l'articolo 1-ter prevede l'attribuzione di ulteriori contributi ai soggetti che abbiano subito danni ai beni mobili per gli effetti derivanti dagli eventi dell'autunno del 2000, a valere sulle risorse di cui al decreto legge n. 279 del 2000.
Il Comitato pareri ha richiesto la soppressione di tale norma ai sensi dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione in quanto il Governo ha rilevato che le risorse di cui al predetto decreto sono già state distribuite con apposita ordinanza di protezione civile. In relazione all'articolo aggiuntivo 1-ter.05 a firma del collega Patria, si prevede l'attribuzione del contributo previsto dall'articolo 4-bis, commi 4 e 5, del decreto-legge n. 279 del 2000 anche a coloro che non abbiano presentato la richiesta di indennizzo nei termini di legge, a valere sulle risorse di cui al predetto articolo 4-bis.
In merito a tale emendamento, il Comitato pareri ha espresso parere contrario in quanto le risorse di cui al predetto decreto-legge n. 279 del 2000, secondo quanto rilevato dal Governo, sono già state ripartite. Invito quindi l'onorevole Patria a predisporre un ordine del giorno in relazione a questo articolo aggiuntivo.
Infine, l'emendamento 1.41 della Commissione prevede tra l'altro la possibilità per le regioni e le province autonome di trasformare i rapporti di lavoro stipulati con parte del personale tecnico ed amministrativo in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Il Comitato pareri ha richiesto chiarimenti al Governo in merito ai possibili effetti che da tale emendamento potrebbero derivare sulla finanza degli enti territoriali. Poiché nella seduta odierna il Governo ha sostenuto che dall'emendamento derivano nuovi o maggiori oneri a carico degli enti territoriali, il Comitato pareri ha espresso in tal senso parere contrario.
Volevo precisare le motivazioni in maniera tale da fornire risposte ai colleghi.

TOMMASO FOTI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto della risposta resa dall'onorevole Giudice come presidente del Comitato pareri della Commissione bilancio. Devo dire che in sede di esame del provvedimento il Governo non aveva sostenuto la tesi, evidentemente sostenuta in Commissione bilancio, in ordine alla possibile onerosità dell'emendamento 1.41 della Commissione. In ragione di ciò, essendo confermato il parere contrario della Commissione bilancio, ritiro l'emendamento in questione; risultano così preclusi i subemendamenti Parolo 0.1.41.1,0.1.41.2 e 0.1.41.3.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Abbondanzieri 1.11. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro.

FAMIANO CRUCIANELLI. Signor Presidente, chiederei, se è possibile, giacché siamo di fronte ad un emendamento di una certa importanza, un attimo di attenzione al rappresentante del Governo - anche perché il sottosegretario Ventucci è sempre molto cortese - ed allo stesso relatore, onorevole Foti, che poco fa è intervenuto ponendo una questione seria, quando ha detto che i soldi sono pochi e ha sfidato anche l'opposizione a reperire queste risorse.
Signor sottosegretario e relatore, con questo emendamento non si pone un problema


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di soldi. Noi siamo di fronte ad un emendamento che sconta il fatto che le risorse sono esigue. Questo emendamento pone un altro problema: pone un problema di certezza, un problema di credibilità per il futuro. Signor sottosegretario, le risorse possono essere poche ma, se a fronte di scarse risorse noi abbiamo anche un'assenza di prospettiva e di futuro, è evidente che poniamo i cittadini di queste aree in una pessima condizione.
Io faccio riferimento alla situazione che meglio conosco, che è quella del Molise. I dati li abbiamo tutti quanti: sappiamo che il 60 per cento di questi 700 milioni dovrà andare agli alluvionati del nord, al Molise e alla Sicilia. Presumibilmente, se si farà una ripartizione, non è difficile capire quante risorse finiranno alle zone terremotate del Molise e della Puglia: saranno risorse esigue.
Allora vorrei porre questo quesito: cosa osta, cosa impedisce di accettare un emendamento nel quale semplicemente si chiede che il Governo stabilisca formalmente un'intesa istituzionale con le regioni per dare certezza al futuro, affinché la ricostruzione e lo sviluppo del futuro siano garantiti, in qualche misura, dal Governo? Se questo non avverrà, io mi chiedo: in quali condizioni noi poniamo questi cittadini? O essi saranno spinti alla ribellione, perché non hanno né una certezza per l'oggi né una prospettiva per il domani, oppure - che è la cosa più probabile - saranno lasciati a se stessi e abbandoneranno ancora di più queste terre.
Chiedo allora al Governo e al relatore: qual è il problema? Perché non si può approvare un emendamento che non pone un problema di risorse oggi, ma stabilisce invece delle certezze per quanto riguarda il futuro di questi cittadini?
Chiedo, quindi, alla cortese attenzione del relatore e del sottosegretario una risposta, perché mi pare che qui non vi sia un problema di compatibilità finanziaria (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, ringrazio anch'io l'onorevole Crucianelli per la sua cortesia, ma in maniera semplice - e non semplicistica - vorrei dire che la proposta emendativa in questione non fa altro che appesantire quanto il Governo vuole eliminare, cioè la parte procedurale. Questi sono tutti interventi che vengono attuati attraverso ordinanze e, come già detto dal relatore stamane, noi abbiamo inviato a Bruxelles il dossier consegnatoci dagli enti locali (comuni, province regioni) con l'accordo della protezione civile, per utilizzare i fondi previsti per queste calamità. È evidente che i soldi per la prima fase sono quelli che sono disponibili secondo i conti dello Stato, ma noi aspettiamo di poter utilizzare a breve le risorse del fondo comunitario.
Quindi, tutto ciò verrà attuato con ordinanze, evitando procedure che prevedono intese e che, come lei mi insegna, sono farraginose e assai più lunghe di quelle previste per le ordinanze firmate dal Presidente del Consiglio dei ministri.

FABRIZIO VIGNI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, ho ascoltato la risposta del sottosegretario che però, francamente, continuo a non capire o almeno a non condividere.
Infatti, lo scopo dell'emendamento non riguarda soltanto la previsione di strumenti - in questo caso le intese con le regioni - al posto di altri strumenti, come le ordinanze, ma, ben prima, ha lo scopo di fornire certezze sulla prosecuzione degli interventi di ricostruzione. In particolare, si prevede che attraverso piani pluriennali


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di spesa il Governo garantisca la piena attuazione ed il completamento degli interventi di ricostruzione.
Siamo preoccupati del fatto che, fino ad oggi, il Governo abbia «navigato a vista» su questo tema. Durante la discussione del disegno di legge finanziaria, il Presidente del Consiglio ha accennato alla possibilità di istituire una sorta di tassa di scopo (o in altre parole una «leggina» di solidarietà); successivamente è stato predisposto il decreto-legge al nostro esame utilizzando le risorse previste per la legge obiettivo.
La nostra impressione è - lo ripeto - che si stia navigando a vista e la preoccupazione degli amministratori e delle popolazioni che vivono in quei territori è legata alla mancanza di certezza di continuità degli interventi e soprattutto dei finanziamenti. Questo è il senso dell'emendamento. Vorrei ricordare che in Commissione l'onorevole Foti si è persino rimesso al parere della Commissione, ritenendolo quindi non «eversivo» rispetto all'impianto del provvedimento.
Insistiamo quindi nella votazione dell'emendamento Abbondanzieri 1.11 del quale raccomandiamo l'approvazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Grazie Signor Presidente, vorrei cercare di convincere il sottosegretario che non si tratta di un emendamento coercitivo. Nell'emendamento è scritto le «regioni possono» e non le «regioni debbono», perché abbiamo svolto le seguenti considerazioni: le regioni interessate dall'applicazione della prima parte del comma 3 dell'articolo 1 sono diverse tra di loro ed hanno problemi diversi (la Sicilia è interessata dal terremoto e dal fenomeno lavico, il Molise dal terremoto e le regioni del nord Italia dall'alluvione) ed il termine «possono» sta a dimostrare che si ha «in testa» la situazione, la ricostruzione, rispetto alla quale si rintracciano i percorsi e si cercano finanziamenti. Questo è un atto di garanzia nei confronti delle popolazioni amministrate.

TOMMASO FOTI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI, Relatore. In risposta all'intervento del collega Vigni, vorrei dire che non trovo nulla di «eversivo» nel suo emendamento. Però come i colleghi Vigni, Abbondanzieri e Mariani sanno, avendo partecipato ai lavori della Commissione, abbiamo valutato l'introduzione della facoltà da parte delle regioni di accedere a tale procedura come un'ulteriore opportunità; non si tratta di un obbligo.
Il sottosegretario Ventucci, unitamente a me, si è rapportato con gli uffici della Protezione civile e la risposta di ordine tecnico, non politico, fornitaci è che tale opportunità rischierebbe comunque di creare complicazioni di ordine procedurale. Soltanto in ragione di questa valutazione, poiché si insiste sulla stessa formulazione che ci è stata sconsigliata, dopo essermi rimesso al parere della Commissione, in Assemblea esprimo un parere contrario all'emendamento.
Sarebbe stato diverso se l'emendamento fosse stato riformulato in maniera tale da superare quegli ostacoli di ordine burocratico che, altrimenti, risulterebbero dall'approvazione dell'emendamento, non tanto perché esso obblighi a seguire una procedura, quanto perché, posto che la procedura è facoltativa, se questa non deve essere seguita, l'emendamento è inutile, mentre, ove si voglia seguire la procedura, l'appesantimento che ne deriverebbe si risolverebbe in un danno e non in un vantaggio per i soggetti interessati.

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Crucianelli. Ne ha facoltà.

FAMIANO CRUCIANELLI. Signor Presidente, non riesco a capire l'obiezione.


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Peraltro, è difficile capire perché l'obiezione tecnica non è davanti a me. Non riesco proprio a capire quale mostruosità tecnica impedisca alla procedura suggerita di rivelarsi politicamente efficace. Qui c'è un dato squisitamente politico!
Mi rivolgo a tutti i colleghi, non soltanto a quelli molisani, perché sono interessate dieci regioni, non solo il Molise. Non riesco a capire quale impedimento burocratico e procedurale possa rappresentare la previsione di un'intesa istituzionale di programma, sottoscritta dal Governo da una parte e dalla regione dall'altra, che contenga impegni precisi sul futuro della ricostruzione e dello sviluppo di quella determinata area! Non riesco a capire se il Governo, come asserisce il sottosegretario, si muova realmente nella logica di rispettare gli intendimenti positivi più volte manifestati: se le ordinanze sono pronte o, comunque, saranno pronte, non capisco quale conflitto burocratico possa venire a determinarsi. Allora, rischia di trovare senso il dubbio che, in realtà, non si vogliono avere vincoli politici, ma, come ha giustamente rilevato il collega Vigni, si vuole navigare a vista. Vedremo quali saranno le risorse, ma gli impegni diventano talmente generici da perdere di credibilità.
Questo emendamento, a mio parere, avrebbe dovuto presentarlo il Governo medesimo perché, in un momento in cui c'è scarsità di risorse - tale è il momento attuale -, è il Governo stesso che ha interesse a fare alle regioni il seguente discorso: ci impegniamo per il futuro e, per dare credibilità e forza a questo impegno, sottoscriviamo un atto formale, non un generico impegno da rispettare mediante ordinanze.
È un impegno politico molto serio quello che viene chiesto; non capisco, pertanto, perché si intenda l'emendamento come impedimento burocratico a tutto ciò (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 1.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 343
Maggioranza 172
Hanno votato
153
Hanno votato
no 190).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Burtone 1.30.
Chiedo ai presentatori se intendano accedere all'invito a ritirarlo.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. No, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, altre volte, in quest'aula, abbiamo sottolineato che l'eruzione vulcanica dell'Etna del 2002 non è stata caratterizzata soltanto dalla notevole presenza di flusso lavico, di magma, che ha travolto e distrutto case ed infrastrutture turistiche e stradali. V'è stata una caratteristica nuova nell'ultima eruzione: la proiezione, nel cielo, di una grande quantità di sabbia lavica che si è abbattuta su tutti i comuni dell'Hinterland catanese e che ha raggiunto anche le province di Messina e Siracusa.
La conseguenza più grave è stata quella di aver danneggiato fortemente i settori produttivi. Per quanto concerne l'agricoltura, abbiamo presentato uno specifico emendamento (più avanti, dirò, al riguardo, alcune cose).
Mi limito a fare alcune considerazioni sui danni negli altri settori produttivi; infatti, la chiusura, per oltre un mese, dell'aeroporto di Catania ha determinato una profonda crisi nei comparti del commercio, dell'artigianato e dell'industria.


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Il 27 dicembre, il Presidente del Consiglio, in veste quasi vacanziera, ha compiuto una verifica diretta, e si è detto allarmato della situazione economica determinata a Catania.
Il Presidente del Consiglio ha parlato di risorse immediate, di una legge di solidarietà per la città di Catania. Dopo il Presidente del Consiglio, sono giunti, l'11 ed il 12 gennaio, il ministro Prestigiacomo ed il viceministro Micciché, che hanno incontrato i rappresentanti delle categorie produttive; ed hanno parlato anche loro di risorse disponibili; precisamente, hanno dichiarato, dopo aver ascoltato le categorie produttive, i sindaci dei comuni della provincia, di avere una visione più chiara delle necessità e dei bisogni e che, entro pochi giorni, le amministrazioni interessate ed i soggetti, che intendano fare valere diritti sui danni subiti, dovranno presentare le loro richieste, che saranno riunificate in un unico documento che il Governo sottoscriverà pubblicamente, formalizzando l'impegno per Catania.
Il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, si è detto soddisfatto; ha affermato che, dopo la visita di Berlusconi, appena una quindicina di giorni addietro siamo già alla fase operativa di quella legge speciale per Catania, che avevamo invocato.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, tali dichiarazioni si commentano da sole; non parlo delle dichiarazione del sindaco, perché se non ci fosse da piangere, sicuramente, ci sarebbe da ridere: della legge di solidarietà, che è stata richiamata, neppure l'ombra si intravede. Il ministro Prestigiacomo ed il viceministro Micciché sanno che, con tale provvedimento, ci sono risorse limitatissime per la ricostruzione; sanno, i ministri, che non c'è alcuna risorsa per il rilancio dei settori produttivi; ed i parlamentari di Alleanza Nazionale, di Forza Italia, dell'UDC, eletti in Sicilia, sanno che, per la ricostruzione, non ci sono le minime disponibilità per le aree colpite dalla calamità naturale; e nulla - nessuno euro - ci sarà per il rilancio dei settori produttivi.
Ebbene, noi non vogliamo limitarci alla critica; vogliamo fare delle proposte. La nostra proposta emendativa, signor relatore, che abbiamo messo in discussione, propone una cosa molto semplice: un'intesa istituzionale di programma, per il rilancio dei settori produttivi pesantemente colpiti. È la stessa proposta che il ministro Prestigiacomo ed il viceministro Micciché hanno formalizzato nel consiglio provinciale di Catania.
Noi abbiamo soltanto formalizzato tale proposta, ed invitiamo i colleghi parlamentari, anche della maggioranza, ad essere coerenti con le promesse fatte.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Burtone 1.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 356
Votanti 354
Astenuti 2
Maggioranza 178
Hanno votato
157
Hanno votato
no 197).

Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro dell'emendamento Realacci 1.31.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 1.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 365
Votanti 364
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato
159
Hanno votato
no 205).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Abbondanzieri 1.12.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, credo sia utile una precisazione: stiamo discutendo dei commi 5 e 6, che non riguardano gli interventi nelle zone colpite da calamità naturali, ma concernono interventi di monitoraggio sulla realizzazione delle cosiddette grandi opere connesse con la legge obiettivo.
Se abbiamo presentato emendamenti soppressivi - lo dico in risposta all'onorevole Foti che nella sua relazione nel corso della discussione sulle linee generali ha più o meno detto che l'opposizione vuole in ogni modo contestare la legge obiettivo, vuole sabotarla (ma non è così anche perché quella legge si sta sabotando da sola, visto che avete fatto passare un anno e mezzo o due perdendo tempo per la realizzazione delle opere che, altrimenti, avrebbero potuto già essere avviate) - lo abbiamo fatto non perché riteniamo del tutto inutile un'azione di attento monitoraggio, ma perché abbiamo ritenuto questa materia del tutto estranea rispetto ai contenuti del decreto-legge. Poiché è regola, in genere fatta rispettare alla Camera, di ritenere inammissibili tutti gli emendamenti di iniziativa parlamentare non attinenti alla materia (e così è stato in questa occasione, anche per emendamenti presentati da parlamentari di maggioranza) a noi è sembrato giusto non usare due pesi e due misure e dunque chiedere che anche il Governo rispettasse questa regola sulla coerenza della materia.
Solo questa è la ragione dei nostri emendamenti soppressivi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 1.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 366
Maggioranza 184
Hanno votato
153
Hanno votato
no 213).

Prendo atto che l'onorevole D'agrò non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro dell'emendamento Abbondanzieri 1.13.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 1.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 369
Maggioranza 185
Hanno votato
159
Hanno votato
no 210).

Prendo atto che l'onorevole D'agrò non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro dell'emendamento Abbondanzieri 1.14.

MARISA ABBONDANZIERI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, l'emendamento chiude la partita relativa alla legge obiettivo.
Vorremmo far presente al Parlamento che, ormai, per quanto riguarda la legge obiettivo siamo di fronte ad un interminabile collage; credo, infatti, che quasi tutti i provvedimenti in materia di lavori pubblici e di finanza approvati contenevano questioni riguardanti la legge obiettivo tanto che, alla fine, qualcuno non solo


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perderà la dimensione ma, forse, il ministro Lunardi perderà anche il senso dell'operazione che avrebbe voluto o che vorrebbe fare proprio perché gli innesti su quella legge sono stati molti e anche le parole sono state troppe.
Vorrei ricordare che noi abbiamo assistito alle modifiche della legge n. 109 del 1994, all'istituzione dei bracci operativi di Patrimonio e Infrastrutture, ad una finanziaria che attinge dalla legge obiettivo per diverse questioni, compresa quella delle calamità naturali, dunque ci sembrava sbagliato cogliere l'occasione di un decreto-legge riguardante altri problemi per inserire norme di accelerazione che poi, prevalentemente, sono relative alla prima fase, quella che giudico tra le più delicate della legge obiettivo in quanto riguardante la formulazione delle proposte, l'affidamento degli incarichi (che non si sa chi li dà), le commissioni, i monitoraggi vari. Vorrei esemplificare con un'immagine efficace: un esercito di cavallette pronte a gettarsi sui soldi che vengono messi a disposizione dalla legge obiettivo.
Quindi, avremmo voluto una discussione più approfondita sulla questione e non gli ennesimi tentativi, in modo particolare del ministro Tremonti, che ci rifila una volta un comma, una volta un altro comma, per avere, in realtà, in questo caso, ancor più le mani libere. Ma, avere le mani libere non sempre significa realizzazione degli obiettivi; le mani libere potrebbero voler dire, semplicemente, che c'è chi fa gli affari più importanti e ci sono i territori che rimangono indietro.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 1.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 372
Votanti 371
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato
162
Hanno votato
no 209).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo ora alla votazione dell'emendamento 1-ter.1, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento. Tale emendamento nasce da una condizione posta dalla Commissione bilancio che, ai sensi della norma regolamentare sopra citata, si trasforma automaticamente in un emendamento. Su tale proposta emendativa vi è il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1-ter.1 (da votare sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento), accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 373
Astenuti 3
Maggioranza 187
Hanno votato
209
Hanno votato
no 164).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Vi è ora una lunga serie di proposte emendative dichiarate inammissibili. Passiamo pertanto all'articolo aggiuntivo Parolo 1-ter.014.

UGO PAROLO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo solo per annunciare che, a nome dei presentatori, ritiro questo articolo aggiuntivo


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nella speranza che quanto in esso proposto possa poi trovare soddisfazione in altri provvedimenti.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Parolo 1-ter.018.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

UGO PAROLO. Signor Presidente, a nome dei presentatori ritiro anche questo articolo aggiuntivo.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, intendo fare mio l'articolo aggiuntivo 1-ter.018 a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo. Condividiamo infatti il contenuto di questa proposta emendativa ed invitiamo pertanto l'Assemblea, in particolar modo i deputati del gruppo della Lega nord, ad esprimere su di esso un voto favorevole.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Parolo 1-ter.018, ritirato dai presentatori e fatto proprio dall'onorevole Ruzzante a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 375
Votanti 372
Astenuti 3
Maggioranza 187
Hanno votato
159
Hanno votato
no 213).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Burtone 1-ter.024.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio precedente intervento ho evidenziato come, purtroppo, a seguito dell'evento calamitoso dell'eruzione vulcanica, in provincia di Catania non si siano avuti solamente danni materiali, con la distruzione di infrastrutture, del patrimonio abitativo e di tanti beni culturali, ma vi sia stato anche un blocco delle attività produttive. Mi sono permesso di rilevare, non trovando ascolto nella maggioranza, i gravi problemi nei comparti del commercio, del turismo e dell'artigianato. Mi soffermo ora brevemente su quelli evidenti nel settore agricolo: il settore orticolo è stato azzerato, con una produzione totalmente annientata dalla cenere lavica; danni ingenti si sono avuti anche nell'agrumicoltura: infatti, i prodotti agrumicoli sono stati fortemente danneggiati da fatti fitopatologici, che ne hanno compromesso la produzione. Ebbene, colleghi, più volte in Assemblea abbiamo parlato del settore agrumicolo ed abbiamo rilevato le difficoltà conseguenti alla siccità ed alle gelate. Questo è un settore in grande sofferenza: la chiusura di tante aziende, la perdita di posti di lavoro purtroppo caratterizzano da anni questo comparto importantissimo per la Sicilia.
Nel luglio scorso il Parlamento ha approvato la legge omnibus, la quale avrebbe dovuto dare una prima risposta a tali necessità. Purtroppo non abbiamo ancora ricevuto un solo euro degli aiuti che erano stati previsti. Il 18 dicembre, però, in quest'aula, in risposta ad una interrogazione dell'onorevole Strano, il ministro Alemanno si era impegnato - proprio per rispondere ai danni conseguenti alla caduta


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di cenere lavica, ai danni all'agrumicoltura - ad attivare la legge n. 185, una legge complessa, burocratizzata, riteniamo quasi insufficiente. Era stato però detto che questa sarebbe stata una prima risposta.
Ebbene, possiamo dire che, ad oggi, non sono state neppure delimitate le aree interessate e, quindi, l'ennesima promessa di un ministro di questo Governo è stata disattesa. Vorremmo, pertanto, avanzare una proposta. Abbiamo presentato un articolo aggiuntivo ed abbiamo previsto delle risorse. In questo momento, nel mondo agricolo vi è una forte agitazione e le associazioni di categoria hanno più volte lamentato il disinteresse del Governo nazionale e regionale. Ancora una volta, rivolgiamo un appello ai nostri parlamentari dell'opposizione, ma soprattutto a quelli della maggioranza che nelle scorse settimane hanno dimostrato grande disponibilità a venire incontro anche ai settori produttivi, in modo particolare a quelli agricoli.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, vorrei associarmi alle considerazioni svolte dall'onorevole Burtone. Nel corso degli ultimi mesi la nostra terra ha subìto una serie di gravissime calamità. È inutile ricordare al rappresentante del Governo (il ministro Alemanno non è in aula, ma mi rivolgo comunque al sottosegretario presente) che la siccità ha causato ingenti danni, in particolare al settore agrumicolo. La pioggia di cenere lavica, finalmente dichiarata calamità naturale, dopo moltissime insistenze ha di fatto compromesso irrimediabilmente il raccolto di questi mesi.
Anche su sollecitazione di richieste provenienti dai banchi della maggioranza, in particolare da colleghi catanesi di Alleanza nazionale, abbiamo ricevuto attestazioni da parte del ministro Alemanno di un interesse e di una volontà di far conseguire alla dichiarazione di calamità naturale risorse, stanziamenti ed un piano che ovviamente non guardi soltanto ai danni di ieri ma che (come è stato detto anche nel corso della discussione sulle linee generali) in qualche modo tenga conto del fatto che la proiezione di cenere lavica rischia di diventare, purtroppo, per il cambiamento intervenuto nella natura delle emissioni del vulcano Etna, un fatto costante destinato a ripetersi nel tempo.
Ovviamente, nessuno parla di provvidenze di natura assistenziale, ma certamente credo che in quest'aula abbiamo il dovere di proporre il ristoro dei gravi danni che si sono prodotti, una delimitazione esatta dell'area che eviti, da una parte, le disuguaglianze ma, dall'altra, anche speculazioni sui danni già verificatisi e quelli che ulteriormente si dovessero verificare, insomma un approccio serio rispetto ad una questione seria.
Questo è il senso dell'articolo aggiuntivo che abbiamo proposto, che presenta quindi un carattere di prima approssimazione rispetto a questo problema anche sotto il profilo delle risorse di cui chiediamo lo stanziamento.
Ci augureremmo, non soltanto da parte dei deputati della Sicilia orientale che si sono interessati a questa vicenda, ma anche da parte del Governo e dell'intera maggioranza, un cenno positivo di riscontro a tale richiesta che è ragionevole e, soprattutto, fondata su dati oggettivi e sulla necessità di un approccio non episodico e non assistenzialistico, ma di previsione dei danni ulteriori che potrebbero verificarsi e dei sussidi per questa parte dell'economia che nel nostro territorio riveste un ruolo assai rilevante.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 1-ter.024, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 375
Votanti 372
Astenuti 3
Maggioranza 187
Hanno votato
163
Hanno votato
no 209).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto che i presentatori dell'articolo aggiuntivo Burtone 1-ter.022 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 1-ter.022, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 377
Votanti 374
Astenuti 3
Maggioranza 188
Hanno votato
165
Hanno votato
no 209).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 1-ter.023, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato
169
Hanno votato
no 205).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Patria 1-ter.05.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

RENZO PATRIA. Signor Presidente, intendo aderire all'invito del relatore e del presidente del Comitato pareri e, quindi, ritiro il mio articolo aggiuntivo 1-ter.05, pregando il Governo di accettare un ordine del giorno che presenteremo.

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo aggiuntivo Guido Giuseppe Rossi 1-ter.06. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

UGO PAROLO. Signor Presidente, ritiriamo l'articolo aggiuntivo con l'intesa che tali problematiche procedurali possano essere recepite nelle ordinanze di protezione civile.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'articolo aggiuntivo Di Gioia 1-ter.07 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Di Gioia 1-ter.07, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato
174
Hanno votato
no 215).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, si procederà direttamente alla votazione finale.

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