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La seduta, sospesa alle 13,30, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata alle quali risponderanno il ministro della salute, il ministro dell'economia e delle finanze, il ministro delle infrastrutture e trasporti, il ministro per i rapporti con il Parlamento ed il ministro del lavoro e delle politiche sociali.
PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, il ministro Sirchia sa come me e meglio di me che la sanità ospedaliera pubblica in Italia è di qualità molto elevata, ma che, spesso, tale qualità rischia di venire mortificata dall'essere inserita in strutture vetuste e fatiscenti.
strutture edilizie, di impianti e di tecnologie, una buona sanità per il nostro paese, all'altezza almeno della qualità degli operatori del servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE. Il ministro della salute, professor Sirchia, ha facoltà di
GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della salute. Signor Presidente, la legge n. 67 del 1988 ha stanziato 30 mila miliardi di vecchie lire per il programma di interventi tecnologici e strutturali nel settore sanitario. Successivamente, la legge finanziaria 2001 ha elevato detto stanziamento a 34 mila miliardi.
PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, signor ministro, per alcuni versi mi devo dichiarare soddisfatta e per altri meno.
Per questo, la finanziaria del 1989, aveva previsto la costituzione di un fondo specifico per l'edilizia sanitaria di 30 mila miliardi di lire, che avrebbero dovuto essere assegnate alle regioni per permettere, agli ospedali ed alle aziende ospedaliere pubbliche, di offrire, a livello di
A noi risulta che, a tutt'oggi, tale fondo non sia stato completamente distribuito, e che, mentre con la finanziaria 2001, per esempio, veniva incrementato di circa 4000 miliardi, nell'ultima finanziaria esso non sia stato rifinanziato.
Desidererei sapere se si intenda rifinanziare il fondo per l'edilizia sanitaria, e se c'è, quindi, un progetto di riqualificazione dell'edilizia sanitaria pubblica.
Gran parte di tali stanziamenti non è stata ancora utilizzata dalle regioni. Non avrebbe quindi senso stanziare altri fondi, mentre è importante accelerare l'utilizzo di quelli esistenti.
L'impegno del Ministero della salute è stato, pertanto, rivolto principalmente a stimolare le regioni per realizzare le nuove iniziative. Infatti, a partire dall'attuale legislatura, il programma complessivo ha registrato una sensibile accelerazione.
È da ricordare che, finora, sono stati sottoscritti accordi di programma per un valore complessivo di 6 miliardi e 600 milioni di euro, per oltre 1300 opere. Di queste sono risultate, effettivamente, cantierabili 570, per oltre 2,2 miliardi di euro, pari ad oltre 4300 miliardi di vecchie lire.
Negli ultimi 20 mesi, sono stati ammessi a finanziamento 350 interventi per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro. Quindi, oltre il 50 per cento delle ammissioni a finanziamento è avvenuto a partire dal primo luglio 2001. Tra l'altro, sono stati avviati, attraverso la programmazione negoziata e con le risorse del programma, la costruzione di centri di eccellenza, prevalentemente nel meridione, ed il rafforzamento della rete territoriale.
In relazione all'impegno del Governo di assicurare la prosecuzione del programma, è stato richiesto alle regioni di fornire una puntuale individuazione del loro fabbisogno finanziario per il 2003.
Il Ministero sta, nel frattempo, effettuando una verifica sulla capacità di spesa delle regioni e sui ritardi nell'attuazione dei singoli programmi. Ciò consentirà di formulare una proposta di riprogrammazione e riassegnazione delle risorse, da sottoporre alla Conferenza Stato - regioni, al fine di garantire la disponibilità finanziaria necessaria, per sottoscrivere i residui accordi di programma con le regioni ed individuare l'effettivo fabbisogno, da coprire con appositi stanziamenti pluriennali, in occasione delle prossime manovre finanziarie.
Sono soddisfatta perché sento da lei che, finalmente, stiamo superando una serie di lungaggini burocratiche e di difficoltà, che hanno portato a far sì che il programma triennale sia slittato ben più in là dei tre anni previsti.
Non posso invece dichiararmi soddisfatta per la parte in cui dichiara che sarebbe stato inutile rifinanziare il fondo poiché non sono state ancora consumate tutte le risorse. Tutti sappiamo di quante risorse ci sia bisogno e quanto sia necessario che le nostre strutture ospedaliere, soprattutto i centri di eccellenza, in particolare nelle regioni che già hanno dato avvio ai programmi di ristrutturazione, possano avere la speranza concreta di poter proseguire con i programmi di ristrutturazione.
Non si possono fare le nozze con i fichi secchi, lo sappiamo bene tutti; non si può avere una sanità pubblica di eccellenza se non vi sono anche strutture e tecnologie adatte.
Dunque, mi auguro che questo Governo, realmente, creda nella sanità pubblica e possa destinare ulteriori finanziamenti a questo programma.


