Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 275 del 5/3/2003
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La seduta, sospesa alle 10,40, è ripresa alle 11,05.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n. 3650.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 3650)

ANTONIO PEPE, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEPE, Relatore. Desidero precisare il parere precedentemente espresso. L'invito al ritiro riguarda l'emendamento Benvenuto 1.1, la prima parte del quale, in cui si chiede di prorogare gli ecoincentivi al 30 giugno 2003, potrebbe essere trasfusa in un ordine del giorno.

PRESIDENTE. Il Governo?

MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Onorevole Benvenuto, accoglie l'invito rivolto dal relatore?

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, il senso dell'emendamento 1.1, da me presentato, è di definire una proroga degli incentivi per favorire l'acquisto di auto di piccola e media cilindrata ed il rinnovo del parco automobilistico dell'usato. Abbiamo presentato l'emendamento tenendo conto che nelle previsioni originarie si anticipava che gli incentivi adottati con il decreto-legge del luglio 2002


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avrebbero riguardato 379 mila auto nuove e 410 mila auto usate. La previsione si è rivelata errata, come è stato confermato ieri anche dall'onorevole Contento; gli effetti hanno riguardato 118 mila auto nuove e 17 mila auto usate e si prevede che, con questo decreto-legge, ricorreranno all'agevolazione 105 mila auto nel corso di questo trimestre.
Proponiamo il differimento dei termini, perché riteniamo che il provvedimento abbia una sua importanza; si tratta dell'unica proposta governativa di politica industriale che fa seguito alle indicazioni giunte dalla risoluzione votata, quasi all'unanimità, dalle Commissioni attività produttiva riunite della Camera e del Senato. Auspichiamo, inoltre, che si verifichi un intervento più organico.
Se il Governo conferma la disponibilità ad accettare un ordine del giorno che proroghi fino al 30 giugno gli effetti del decreto-legge, consentendo un arco temporale più ampio, sono disposto a ritirare l'emendamento ed a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.
Per quanto riguarda la copertura, abbiamo presentato un altro emendamento sull'approvazione del quale insisteremo.

MARIO LETTIERI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Grazie, signor Presidente. Sono state evidenziate anche in sede di discussione generale la limitatezza della portata del provvedimento e la scarsa incisività temporale. Lo stesso Governo mi sembra abbia condiviso l'esigenza di giungere ad una proroga ulteriore fino al 30 giugno.
Gli effetti che si prevedono per le agevolazioni riguarderebbero 8 mila nuove macchine e 17 mila macchine usate al fine di rispettare l'esigenza di un rinnovo complessivo del parco macchine circolante nel nostro paese, particolarmente obsoleto, ma anche per dare maggiore sicurezza, limitare il numero degli incidenti e raggiungere effetti positivi sulla situazione ambientale. Nelle città ormai l'aria è irrespirabile e le emissioni pericolose sono causate soprattutto dalle automobili più vecchie. È necessario trovare una soluzione che porti ad un'estensione temporale in modo da allargare la platea dei beneficiari.
Debbo dare atto al sottosegretario Contento che già in altra occasione egli si dichiarò favorevole ad accettare l'esenzione relativa all'imposta provinciale di trascrizione; se tale esenzione è concessa da questo provvedimento ciò è anche frutto di una proposta che il gruppo della Margherita ha a suo tempo avanzato. Quando c'è da dare atto al Governo di avere agito in maniera positiva, non ho difficoltà a farlo, in particolare quando il mio interlocutore è l'onorevole Contento.
Sulla base della disponibilità ad accettare l'eventuale ordine del giorno valuteremo se ritirare o meno l'emendamento Benvenuto 1.1.

GIANPIETRO SCHERINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANPIETRO SCHERINI. Signor Presidente, utilizzerò questo intervento per inquadrare velocissimamente il contenuto del provvedimento che ci apprestiamo ad approvare, riguardante il differimento di misure agevolative in materia di tasse automobilistiche.
Il decreto-legge al nostro esame dispone l'applicazione, per il periodo 13 gennaio-31 marzo 2003, delle norme di agevolazione per l'acquisto di autoveicoli provvisti di dispositivi antinquinamento (catalitici) introdotte, per il periodo 8 luglio 2002-31 dicembre 2002, dal decreto-legge n. 138 del 2002. Quest'ultimo prevedeva che, in caso di acquisto di autoveicoli nuovi con potenza massima dei 85 chilowattora, a fronte della consegna di un autoveicolo non conforme alla normativa comunitaria sull'inquinamento intestato all'acquirente o ad uno dei familiari conviventi, fosse concessa l'esenzione dal pagamento dell'imposta provinciale di trascrizione, della tassa automobilistica (per


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circa tre anni), dell'imposta di bollo, nonché degli emolumenti dovuti agli uffici del pubblico registro automobilistico. Vi è, pertanto, una discontinuità temporale nella fruizione dell'agevolazione prevista, non potendone beneficiare coloro che hanno perfezionato l'acquisto nel periodo dal 1o al 12 gennaio 2003.
È previsto un limite massimo di spesa pari a 31,9 milioni di euro per l'anno 2003 ed a 11,4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004 e 2005. Un decreto del ministro dell'economia e delle finanze, da emanare di concerto con il ministro dell'interno entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, provvederà all'individuazione delle modalità di attribuzione delle agevolazioni al fine di garantire il rispetto del limite massimo di spesa previsto.
Passando all'esame del testo, l'articolo 1, comma 2, stabilisce che alle minori entrate derivanti dalle disposizioni in oggetto si provvede utilizzando parte delle risorse previste dall'autorizzazione di spesa di cui agli articoli 13, comma 5, e 14, comma 8, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (finanziaria per il 2001), relativi, rispettivamente, al regime fiscale agevolato diretto a favorire le nuove iniziative imprenditoriali ed al regime fiscale agevolato a favore delle attività marginali, ossia delle attività in relazione alle quali, pur risultando applicabili gli studi di settore, il contribuente persona fisica ha conseguito ricavi o compensi non superiori ai limiti individuati da appositi decreti. Il comma 3 ridetermina, di conseguenza, in 3 milioni di euro i nuovi limiti di spesa per le agevolazioni che li hanno visto ridotti; tale taglio viene giustificato in relazione al limitato utilizzo riscontrato per l'anno 2002.
Nel corso dell'esame al Senato, è stato aggiunto al comma 3 un periodo con il quale viene demandata ad un decreto del ministro dell'economia e delle finanze l'individuazione delle modalità per l'attribuzione del credito di imposta per le nuove iniziative imprenditoriali e per le attività marginali ai fini del rispetto della spesa massima stabilita. Com'è stato poc'anzi evidenziato dal collega, ha votato a favore del testo del decreto-legge, in Commissione, anche l'opposizione.

PRESIDENTE. L'onorevole Benvenuto è dunque disposto a ritirare il suo emendamento. Il Governo è disposto ad accettare l'ordine del giorno?

MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, come avevo anticipato, il Governo si dichiara fin d'ora disponibile ad accettare un ordine del giorno in cui venisse trasfuso il contenuto dell'emendamento Benvenuto 1.1; ovviamente attendo di vedere anche il contenuto, ma solo per precauzione, poiché mi fido dei colleghi parlamentari.

PRESIDENTE. Ho capito, ma, visto che l'onorevole Benvenuto è noto per la sua correttezza, non credo che presenterà un ordine del giorno eversivo.

MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Presidente, mi associo alla sua considerazione. Non ho dubbi neanch'io.

PRESIDENTE. Sta bene. L'emendamento Benvenuto 1.1 s'intende così ritirato.
Prendo atto che l'onorevole Benvenuto insiste per la votazione del suo emendamento 1.2.
Passiamo ai voti.
Aspettiamo un po', colleghi, l'onorevole Patria, che ha anche i suoi anni (è qui da qualche ventennio), per cui non vorrei che scivolasse
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 337
Maggioranza 169
Hanno votato
143
Hanno votato
no 194).

Prendo atto che gli onorevoli Mongiello e Nicotra non sono riusciti ad esprimere il loro voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione voto l'onorevole Nigra. Ne ha facoltà.

ALBERTO NIGRA. Signor Presidente, intervengo molto brevemente. L'emendamento Benvenuto 1.3 di fatto si prefigge lo scopo di superare quelle che sono - seppure in presenza delle modifiche già apportate al testo originario - le discrepanze tra la condizione di coloro che hanno acquistato un'auto nuova con il primo provvedimento o che l'hanno acquistata e l'acquisteranno con questo secondo provvedimento e che ricadono nel periodo intermedio.
Come è noto, all'inizio di questa vicenda le persone che si erano trovate ad immatricolare il proprio autoveicolo tra il 1o e il 12 gennaio venivano escluse sostanzialmente dai benefici previsti per gli altri consumatori. Sono state in parte ripristinate alcune garanzie ed incentivazioni per questi soggetti, con questo emendamento di fatto si estendono completamente i benefici che già sono stati previsti per tutti gli altri, cioè sostanzialmente si elimina un danno, che altrimenti rischierebbe di continuare a pesare su questa piccola ma significativa porzione di persone che, non per loro volontà, verrebbero escluse dai benefici così come previsti dal decreto-legge.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, invito un attimo non solo il relatore e il presidente della Commissione finanze ma tutti colleghi a valutare bene la portata di questo emendamento. Si tratta di una piccola giustizia da compiere verso quei cittadini che nei 12 giorni che vanno dal 1o al 13 gennaio hanno acquistato un'auto nuova e che sarebbero esclusi dal beneficio. In Commissione vi è stata una discussione abbastanza serena, il relatore ha accolto le proposte di modifica parzialmente, per cui avremmo una graduazione di benefici tra chi ha acquistato dopo il 12 gennaio e chi ha acquistato invece dal 1o gennaio, il quale otterrebbe una agevolazione inferiore. Mi sembra una incongruenza che era già nel testo del decreto-legge governativo (è stato un errore del Governo presentarlo in quel modo); non commettiamo anche noi questo errore. Poi sulla copertura finanziaria avremo da dire qualche altra cosa.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 352
Maggioranza 177
Hanno votato
152
Hanno votato
no 200).

Prendo atto che l'onorevole Mongiello non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nigra. Ne ha facoltà.

ALBERTO NIGRA. Signor Presidente, intervengo telegraficamente perché l'emendamento Benvenuto 1.4 di fatto, come l'emendamento Benvenuto 1.3, si


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prefigge lo stesso obiettivo. Se l'emendamento Benvenuto 1.3 serviva ad eliminare il danno, l'emendamento Benvenuto 1.4 serve di fatto a ridurlo per quei consumatori che, acquistando un'auto nuova, siano compresi all'interno di quel periodo che viene escluso dai benefici (che invece sono estesi a tutti gli altri).
Ovviamente, invitiamo i colleghi a prendere seriamente in considerazione questo emendamento e a votarlo perché altrimenti, come è già avvenuto con l'emendamento Benvenuto 1.3, corriamo il rischio che una parte di questi consumatori rimanga totalmente esclusa dai benefici previsti per tutti gli altri con un danno nei loro confronti che, a nostro giudizio, sembra particolarmente ingiusto date le circostanze che lo hanno prodotto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 355
Maggioranza 178
Hanno votato
151
Hanno votato
no 204).

Prendo atto che l'onorevole Mongiello non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, intervengo per invitare il relatore e il Governo a sopprimere una disposizione che crea una particolare forma di ingiustizia.
Con il Governo e con il relatore siamo riusciti a risolvere il problema del vuoto che si era determinato tra il vecchio decreto-legge e il nuovo per quegli acquirenti che avevano acquistato un'auto nuova o usata nel periodo che va dal 1o al 12 gennaio. Se qualcuno ha pagato, in perfetta buona fede, perché non prevedere la restituzione delle somme? Ciò non sarebbe particolarmente oneroso mentre il fatto che una parte molto limitata di cittadini non potrà ottenere il rimborso delle somme versate ci sembra una disposizione iniqua e sbagliata.
Per queste ragioni chiediamo al Governo e al relatore di prendere in considerazione questo emendamento. Se si deve fare una sanatoria allora la si faccia completa e per tutti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 364
Votanti 365
Astenuti 1
Maggioranza 182
Hanno votato
152
Hanno votato
no 211).

Prendo atto che l'onorevole Mongiello non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, intervengo anche sull'emendamento 1.7 a mia firma.


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Il Senato ha introdotto una disposizione che prevede un tetto per l'utilizzo di queste agevolazioni, il cui rispetto sarà garantito da un decreto del Ministero delle finanze da emanare entro 30 giorni dalla definitiva conversione del decreto-legge al nostro esame.
Ora stiamo prevedendo una proroga; il Governo accetta di prorogare fino al 30 giugno. Come potrà essere emanato il decreto ministeriale 30 giorni dopo la conversione del decreto-legge al nostro esame se - oggi siamo al 5 marzo - arriveremo alla conversione definitiva del decreto verso l'8 o il 9? Il Governo corre il rischio di emanare un decreto quando ormai le agevolazioni saranno già state utilizzate (entro il 31 marzo) perché il decreto medesimo andrebbe oltre questa data.
Dunque, l'emendamento che vi proponiamo è per una legislazione chiara, semplice e soprattutto per una legislazione che non si presti a creare contenziosi e confusioni dal punto di vista normativo. Ecco perché chiediamo con l'emendamento 1.6 la soppressione di questa disposizione oppure, con l'emendamento 1.7, una indicazione più realistica di quindici giorni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 365
Maggioranza 183
Hanno votato
158
Hanno votato
no 207).

Prendo atto che gli onorevoli Giuseppe Gianni, Bornacin e Mongiello non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Adesso, se vedo qualcuno che vota per due...
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevoli colleghi, ciascuno voti per sé!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 330
Maggioranza 166
Hanno votato
143
Hanno votato
no 187).

Prendo atto che gli onorevoli Mongiello e Giuseppe Gianni non sono riusciti e votare
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, l'onorevole Contento, presente anche durante l'esame di questo provvedimento, era già venuto in aula quando l'Assemblea esaminò il decreto n. 138 del 2002, quando cioè si affrontò il problema di carattere generale relativo ad una revisione dello strumento dei crediti di imposta. Al di là delle opinioni su quel provvedimento, siamo oggi di fronte ad un disegno di legge la cui copertura, di nuovo, prende di mira gli stessi crediti di imposta. Stiamo parlando in particolare di due forme di credito di imposta, una riguardante le nuove iniziative imprenditoriali di lavoro autonomo, che hanno diritto ad un credito per l'acquisto di mezzi informatici, tra l'altro ai fini di un collegamento in rete con l'agenzia delle entrate, e non solo; il secondo riguardante attività economiche marginali, che hanno una scarsa capacità economica ma che, tramite appunto i crediti d'imposta, vengono incentivate ad


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attivare un collegamento per via informatica con l'agenzia delle entrate, e non solo.
Tale forma di copertura per il presente provvedimento viene giustificata con una presunta scarsa utilizzazione di questi incentivi: ciò, francamente, sembra sbagliato, innanzitutto perché tale scarso utilizzo non è dimostrato; non sono stati infatti presentati dati che lo confermino: anzi, chiedo al sottosegretario Contento di dirci ciò che il Governo è in grado di portare, come elementi di fatto, per giustificare questa forma di copertura. A noi non risulta che sia possibile parlare di un utilizzo limitato e, di conseguenza, ci sembra che si vada incontro a due rischi: il primo è quello di essere fuori copertura; il secondo è quello di limitare l'utilizzo di questo strumento.
In ogni caso, poiché i crediti di imposta sono una forma di incentivo all'attività economica (in questo caso particolare si tratta di investimenti in attività informatiche), non si capisce perché, anziché cercare di incentivarne l'utilizzo, si scelga la via più comoda, quella del taglio, quella di raschiare il fondo del barile pur di trovare risorse per la copertura di questo decreto-legge.
Insisto quindi per l'approvazione del provvedimento e chiedo in particolare al sottosegretario ed al relatore di valutare la possibilità di adottare la copertura alternativa da noi suggerita, che ci sembra essere più accettabile in quanto non a carico di fondi di incentivazione in materie delicate come quella degli investimenti. Ecco la ragione per la quale insisto per l'approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, il problema della copertura finanziaria di questi maggiori oneri è una questione sulla quale non so se la Commissione bilancio abbia già espresso il prescritto parere: fino a ieri sera, infatti, tale parere ancora non era stato reso. Il nostro emendamento evidenzia la necessità di non sottrarre neanche un euro ai fondi destinati al credito di imposta. Al di là della portata quantitativa, è il principio ciò che conta perché toccare i fondi destinati alle agevolazioni ed alla promozione delle piccole imprese per la loro modernizzazione è davvero un errore grave che il Parlamento compie. Che ciò lo abbia voluto e deciso il Governo già con il decreto n. 138 dell'8 luglio 2002, è un fatto che non ho difficoltà a definire assai grave: quel provvedimento segnò infatti l'inizio di un blocco che ha prodotto danni economici rilevanti nel Mezzogiorno. Il credito di imposta si è dimostrato uno strumento efficace e valido sia per gli investimenti sia per le nuove assunzioni (il bonus occupazionale). Non dimentichiamo che, a seguito del blocco del credito di imposta - strumento che ancora deve ripartire, onorevole sottosegretario, lo ripeto, ancora deve ripartire: sono infatti più di sette mesi che tale strumento è bloccato - si sono create situazioni di crisi aziendale, blocco di investimenti e legittime proteste da parte del mondo imprenditoriale.
La stessa Confindustria, audita alcuni mesi fa in Commissione, ha evidenziato, invece, la necessità di rilanciare questo strumento di agevolazione. È vero che quello dell'informatizzazione delle piccole e medie imprese riguarda un aspetto cosiddetto marginale. Tuttavia, mi domando: quando il Presidente del Consiglio in campagna elettorale si presentò con le famose tre «i» (inglese, informatica ed innovazione) era un atto di propaganda? Egli fece sognare alcuni, perché tracciava un'idea di grande innovazione e modernità. Alla prova dei fatti, quella resta una promessa e gli atti e le scelte del Governo vanno in tutt'altra direzione.
Credo che non possiamo colpire gli artigiani e le piccole imprese che intendono modernizzarsi utilizzando il sistema informatico. Mi domando: il ministro Stanca dov'è? Ha dato l'assenso su questo provvedimento del Governo? Mi auguro che il Parlamento compia un atto di saggezza ed approvi il nostro emendamento che tende a ripristinare una giusta situazione.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 366
Maggioranza 184
Hanno votato
158
Hanno votato
no 208).

Prendo atto che gli onorevoli Mongiello e Giuseppe Gianni non sono riusciti a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, l'emendamento Benvenuto 1.9 cerca almeno di limitare i danni di una copertura non provvida. Intanto, come ho detto già in precedenza, il Governo non ha fornito dati, malgrado ciò fosse stato richiesto anche durante i lavori al Senato...

PRESIDENTE. Onorevole Grandi, qual è il problema?

ALFIERO GRANDI. Sto aspettando il Governo...

PRESIDENTE. Sono in corso consultazioni...

ALFIERO GRANDI. Io aspetto diligentemente il Governo, signor Presidente.

PRESIDENTE. Non esageri: lei è dell'opposizione!

ALFIERO GRANDI. Ma lo aspetto, naturalmente. Non vorrei mai colpire l'onorevole Contento alle spalle!

PRESIDENTE. Non vorrei che lo aspettasse troppo! Prego, onorevole Grandi.

ALFIERO GRANDI. Come dicevo, il Governo ancora non ha fornito dati, malgrado fossero stati richiesti anche nel corso del dibattito al Senato e, in particolare, durante la discussione che si è svolta su questo provvedimento alla Camera. In sostanza, il Governo dovrebbe dirci qual è il numero dei soggetti che si sono avvalsi e di quelli che potrebbero avvalersi di questo provvedimento che - lo ricordo - riguarda acquisti di mezzi informatici. Si tratta di acquisti di mezzi informatici, in particolare, per mettersi in raccordo con il Ministero dell'economia e delle finanze, cosa molto importante per le piccole aziende, per quelle di nuova attività e per i lavoratori autonomi di settori marginali, perché potrebbero essere incentivati a sgravare l'attività del Ministero dell'economia e delle finanze, dovendo compiere loro stessi meno procedure burocratiche.
Quindi, come può il Governo dire che vi è stato un limitato utilizzo di tali strumenti? Se ha i dati ce li fornisca! Inoltre, quali sono le iniziative per far sì che vi sia non un limitato utilizzo ma un congruo utilizzo di questo finanziamento? Mi chiedo, di conseguenza, se da parte del Governo vi siano state (credo, però, che ciò non sia accaduto) iniziative per il miglior utilizzo possibile di questo intervento.
Aggiungo che, tra l'altro, il Governo è tenuto ad adottare determinati atti, proprio in forza del decreto-legge in esame. Si tratta di un decreto-legge già in vigore e non mi si venga a dire che per fare ciò si aspettava la conversione in legge dello stesso, perché quando si è trattato degli immobili pubblici dell'ETI, di quelli delle manifatture e di altri enti, di cui si è discusso in aula pochi giorni fa, il Governo ha adottato un decreto il 24, ha stipulato il rogito il 27 ed ha incassato i soldi entro il 31 per migliorare i saldi di bilancio. Quindi, in una settimana, il Governo ha dimostrato di essere capace di compiere, in vigenza di un decreto-legge non convertito in legge, atti che poi, in effetti,


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abbiamo soltanto molto parzialmente potuto riscattare. Il decreto-legge in esame prevede entro 30 giorni l'adozione di un decreto ministeriale in grado di dettare le condizioni e le procedure ma di quest'ultimo non si ha notizia.
Se questo decreto ministeriale fosse stato già emanato, oggi potremmo meglio sapere quali siano gli argomenti, i numeri, i dati ed il giudizio su tale norma. Inoltre, potremmo sapere se in materia di attività informatica sia insufficiente, ad esempio, semplicemente sgravare gli acquisti per le piccole aziende e se vi siano riflessioni più complesse da fare. Non sappiamo nulla: il Governo semplicemente mette una mano nella cassa, prende i primi soldi che trova e con questi finanzia. Non ha importanza se si tratti di credito di imposta, se riguardi l'informatica, se riguardi le piccole aziende. Pur di trovare copertura tutto va bene.
Con questo non possiamo essere d'accordo e per tali ragioni insisto sull'approvazione dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, vorrei ribadire le ragioni del nostro emendamento che tenta di porre rimedio ad una scelta sbagliata fatta dal Governo. Mi rendo conto che vi siano difficoltà di natura finanziaria: i conti pubblici del nostro paese non vanno bene, al di là dell'ottimismo di maniera. Tuttavia, non si possono compiere scelte in maniera indiscriminata senza selezionare i capitoli di spesa da cui prendere i necessari finanziamenti per la copertura.
Credo sia un grande errore colpire le piccole aziende, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti. Infatti, il processo di informatizzazione delle piccole aziende non solo serve a metterle in rete ed a farle emergere su mercati più ampi, ma anche a dare un aiuto all'intero sistema relazionale tra agenzia delle entrate e mondo delle professioni e del lavoro autonomo con vantaggio per il sistema fiscale del nostro paese.
Non vorrei che dell'informatica il Governo continuasse a fare belle e dotte esposizioni in televisione - come qualche volta fa il ministro Stanca - senza, poi, dare i finanziamenti adeguati, anzi togliendoli. I dati sull'utilizzazione non ci sono stati forniti in maniera completa. In realtà, sulla mancanza di dati questo Parlamento dovrebbe ribellarsi perché non è solo per l'utilizzo degli stanziamenti destinati all'informatizzazione che mancano i dati. Pensate alla Tremonti-bis: è dal 30 giugno 2002 che il ministro è ripetutamente chiamato a fornire i dati a questa Assemblea e, finora, non è mai voluto venire e non ha fornito alcun dato neanche in Commissione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 356
Maggioranza 179
Hanno votato
157
Hanno votato
no 199).

Prendo atto che gli onorevoli Mongiello e Giuseppe Gianni non sono riusciti a votare.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Gambini 1.01.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nigra. Ne ha facoltà.

ALBERTO NIGRA. Signor Presidente, con questo articolo aggiuntivo proponiamo la soppressione graduale dell'imposta provinciale di trascrizione per gli autoveicoli usati, in luogo della mera sospensione fino a tutto marzo 2003 come prevede il decreto-legge stesso. Tenendo conto che l'imposta provinciale di trascrizione sull'acquisto di un veicolo usato è pari a 193,49


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euro, cioè 3,51 euro per kilowatt per ciascun autoveicolo e che le vetture usate acquistate con gli incentivi sono pari a circa 816 mila unità, l'onere di una riduzione del 25 per cento dell'imposta provinciale di trascrizione nel 2003 sarebbe pari a 39,5 milioni di euro, nel 2004 a 79 milioni di euro e nel 2005 a ben 158 milioni di euro. Molti di voi ricorderanno che anche nel corso dell'indagine conoscitiva sull'auto effettuata dalla Commissione attività produttive lo scorso anno, emerse come nel mercato dell'acquisto dell'usato vi siano importanti effetti positivi sul rinnovo del parco auto nel suo insieme, come è dimostrato da molti paesi europei dove ciò avviene con maggiore facilità rispetto al nostro.
Non solo si favorisce un rinnovo più veloce del parco auto, ma si mette in moto un meccanismo virtuoso che di fatto accelera il ricambio degli autoveicoli, in qualche modo liberando il mercato dell'auto da una certa staticità.
Quello che di fatto ci proponiamo - seppur attraverso una graduale scomparsa di questa imposta - è esattamente questo: mettere cioè in moto un meccanismo virtuoso che consenta di liberare il mercato sia attraverso gli strumenti già contenuti in questo provvedimento (che possono produrre effetti positivi, come abbiamo detto ieri, non certo se utilizzati per un arco temporale così limitato, ma se estesi ad un periodo di tempo più lungo, ma sarà un tema sul quale avremo modo di ritornare a breve), sia attraverso gli effetti benefici che potrebbero scaturire da una riduzione delle difficoltà burocratiche con le quali oggi si confrontano i clienti che vogliono acquistare un autoveicolo sul mercato dell'usato, essendo tali adempimenti burocratici nel nostro paese ancora particolarmente lunghi, complessi ed onerosi.
Concludo dicendo che l'accoglimento di questo articolo aggiuntivo favorirebbe ciò che appunto dobbiamo prefiggerci in relazione agli obiettivi di questo decreto-legge, cioè in relazione a quegli obiettivi più generali, dei quali abbiamo approfondito l'importanza nel corso della discussione svoltasi ieri. Quando diciamo che questo è un provvedimento limitato, ne abbiamo la dimostrazione proprio discutendo di queste proposte emendative che stiamo cominciando ad esaminare. Esse dimostrano come questo pacchetto, oggi limitatissimo, potrebbe in realtà essere arricchito e rafforzato, contribuendo così a favorire il raggiungimento degli obiettivi che qui ci prefiggiamo: rendere più dinamico il mercato dell'auto nel nostro paese e favorire, attraverso tali misure, un sostegno, seppur indiretto, alla nostra industria nazionale dell'auto, che ovviamente ne potrebbe risentire in misura positiva.
Invitiamo quindi i colleghi della maggioranza ed il Governo a rivedere i loro pareri contrari su questa e sulle altre proposte emendative che seguiranno, favorendo così il raggiungimento dello scopo che tutti noi riteniamo importante raggiungere rapidamente: ridare fiato all'industria nazionale dell'auto per l'importanza che essa riveste nel tessuto industriale del nostro paese e nell'ottica della collocazione del nostro paese all'interno del novero dei paesi più industrializzati del mondo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Gambini 1.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 381
Votanti 380
Astenuti 1
Maggioranza 191
Hanno votato
170
Hanno votato
no 210).

Prendo atto che l'onorevole Cialente non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che avrebbe voluto esprimerne uno favorevole.


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Prendo altresì atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Gambini 1.02.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Con riferimento a questo articolo aggiuntivo rilevano tre aspetti. In primo luogo, ritengo che questo articolo aggiuntivo dovrebbe essere accolto dal Governo per ragioni di principio. In esso si parla di soppressione dell'imposta provinciale di trascrizione per autoveicoli usati. Fra non molto, sarà all'attenzione dell'Assemblea il disegno di legge di iniziativa del ministro Tremonti, che propone di riordinare il sistema fiscale. Ricordo che con tale provvedimento ci si propone di semplificare i cespiti di imposta. Ebbene, questo articolo aggiuntivo sarebbe un'anticipazione di un'idea presente in tale provvedimento. Non accogliere l'idea quando è possibile farlo, e quando qualcuno la propone, tradisce o una sorta di pregiudizio o forse, come è più probabile, l'idea del mantenimento. Questa è la prima ragione per cui insisto sull'approvazione di questo emendamento.
In secondo luogo, vorrei far rilevare che stiamo parlando di veicoli usati. Voi sapete molto bene che una delle ragioni per cui il nuovo fa fatica ad essere venduto in un settore in difficoltà come quello automobilistico (per il quale vi sono le misure sulle quali abbiamo ragionato nei commi precedenti dell'articolo) sta nel fatto che coloro che devono prendersi in carico un veicolo usato poi non sanno letteralmente cosa farsene.
È del tutto evidente che il consumatore, in una fase in cui il reddito non gli esce dalle tasche, fa fatica a comprare il nuovo, quando colui che deve vendere non è in grado di fargli delle agevolazioni sull'usato. Parliamo di un usato che, evidentemente, è in grado di essere utilizzato in condizioni ambientalmente accettabili, cioè alla pari di altri veicoli nuovi. Di conseguenza, bisogna cercare di incentivare il ricambio, affinché l'usato abbia di nuovo un mercato e il nuovo possa mantenere il mercato; infatti, non esiste un mercato del nuovo senza il mercato dell'usato.
Quindi, questo è un emendamento che cerca di incentivare la ripresa dei consumi in un settore che ha evidenti difficoltà. Citare le difficoltà della FIAT, nell'opinione pubblica e in particolare nell'opinione pubblica specializzata dal mercato azionario al rating, è fin troppo facile.
Aggiungo un terzo capitolo che, per certi versi, è ancora più rilevante. Infatti, in questo momento, le province italiane - parlo delle province, ma potrei parlare anche dei comuni - sono tutte fuori dal patto di stabilità. E lo sono malgrado un accordo - di cui ho copia - fatto con il sottosegretario Vegas il 18 luglio 2002, durante il quale vi era un impegno del Governo a rivedere le modalità con cui viene fatto e, di conseguenza, contabilizzato il decentramento dei poteri alle province, le quali si trovano a non poter prevedere contemporaneamente in entrata e in uscita il trasferimento di fondi corrispondenti a nuove funzioni. Quindi, le province sono tutte fuori dal patto di stabilità e tutte incorrono nei conseguenti rigori di bilancio (blocco delle assunzioni, restituzione delle disponibilità di investimento e così via).
Ritengo dunque che il Governo debba mantenere l'impegno assunto, uscendo da un'incertezza nella quale ha continuato a trascinarsi da luglio ad oggi. In sostanza, occorre creare le condizioni affinché sia corretto non solo l'articolo 24 della finanziaria 2002, ma anche l'ulteriore richiamo, contenuto nella finanziaria 2003, che sta creando un vero e proprio problema politico a tutte le province, di qualunque colore sia l'amministrazione che le dirige.
Il problema è già stato posto in Commissione bilancio alla Camera e in Commissione bilancio al Senato, dunque colgo questa occasione per porlo all'Assemblea e al sottosegretario Contento, che rappresenta il Governo in questa sede.
Attraverso un provvedimento adeguato - che, a mio avviso, non può essere rappresentato da un mero decreto attuativo


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della legge finanziaria, che ritengo insufficiente a modificare una esplicita norma contenuta nella finanziaria 2002 e nella finanziaria 2003, a meno che il Governo non ci dimostri che ciò è possibile -, invito il Governo - con decreto-legge o attraverso un emendamento ad uno dei provvedimenti che stiamo discutendo - a trovare una rapida soluzione. Affermo ciò perché questa questione delle province italiane costituisce il caso più eclatante di grave contraddizione creata da provvedimenti che per le modalità di bilancio sono stati adottati in contrasto con il titolo V della Costituzione.
Aggiungo che il ragioniere generale dello Stato, in una recente circolare, ha ribadito pedissequamente le norme contenute nelle finanziarie 2002 e 2003, con la conseguente creazione di una situazione sconcertante.
Dunque, rivolgo un appello accorato al Governo affinché provveda in tal senso. In assenza di provvedimenti, dovremo in ogni modo far sentire una voce critica del Parlamento alla quale, mi auguro, si uniranno anche i parlamentari della maggioranza.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Gambini 1.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 384
Astenuti 1
Maggioranza 193
Hanno votato
169
Hanno votato
no 215).

Prendo atto che l'onorevole Spina Diana non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Quartiani 1.04.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, la nostra proposta emendativa introduce un articolo aggiuntivo e prevede l'adozione di incentivi con lo scopo di agevolare l'acquisto di vetture nuove a basso impatto ambientale, ossia vetture alimentate a metano, GPL, trazione elettrica, ovvero a doppia alimentazione, e lo fa con un incentivo di 2.500 euro, condizionato alla rottamazione di un veicolo usato inquinante. Si prevede un contributo statale per tutti coloro che acquistino in Italia un veicolo nuovo di fabbrica alimentato a metano, a GPL o a doppia alimentazione nel periodo che va dal 1o giugno 2003 al 31 dicembre 2004. L'incentivo viene erogato a condizione che al momento dell'acquisto sia consegnato al venditore un autoveicolo che non è conforme alla norma comunitaria e che nell'atto di acquisto sia espressamente dichiarato che il veicolo consegnato è destinato alla rottamazione. Quindi, entro 15 giorni si provvede a cancellare dal pubblico registro automobilistico per demolizione il veicolo usato e le imprese costruttrici e importatrici del veicolo hanno il diritto al rimborso recuperando l'importo come credito d'imposta.
A questo punto, considerando che nel 2001 sono state vendute quasi due milioni e mezzo di vetture nuove e che le vetture cosiddette ecologiche, quelle alimentate a GPL, metano ed elettriche, rappresentano lo 0,55 per cento del totale venduto, l'obiettivo dell'articolo aggiuntivo che proponiamo di introdurre è di raddoppiare il numero dei veicoli ecologici venduti in Italia portandolo all'1 per cento delle nuove vetture circolanti. È evidente che il beneficio complessivo sul sistema delle imprese produttrici, compreso l'indotto del settore auto, sarebbe sensibile, ma ancora più forte e importante sarebbe l'effetto sulla vivibilità delle città e dell'ambiente delle realtà urbane del nostro paese, così


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come l'effetto positivo che si determinerebbe sulla situazione attuale di crisi di alcuni siti produttivi: in particolare, penso alla realtà del sito ecologico-produttivo dell'Alfa Romeo di Arese. A questo proposito, chiedo ai colleghi della maggioranza - in particolare, ai colleghi della Lombardia e milanesi, ma anche ai parlamentari che si sono costituiti in comitato a sostegno dell'Alfa Romeo di Arese - di considerare questo proposta emendativa, in realtà, come un contributo significativo anche per la soluzione dei problemi di quella importante area produttiva dell'auto ecologica. Anche la presidenza regionale della Lombardia e di altre regioni italiane impegnate sul fronte della mobilità e dell'inquinamento, che più volte nel corso di quest'anno hanno dovuto provvedere con un blocco totale del traffico a Milano e in altre città lombarde e italiane, trarrebbero sicuramente conferma del loro operato e della loro iniziativa.
Credo che incentivare l'uso del metano e del GPL per autotrazione significhi in qualche modo lavorare per invertire una tendenza di mercato che negli ultimi due anni ha penalizzato il settore, tant'è che la vendita di GPL per autotrazione è diminuita del 10 per cento e le vendite per le apparecchiature in questo settore del 40 per cento. È così che noi, invece, con responsabilità in quest'aula, possiamo contribuire a risolvere in parte i problemi della vivibilità delle nostre città e del sistema produttivo italiano e, contemporaneamente, a dare un importante contributo alla soluzione dei problemi dell'inquinamento e della salute per i cittadini nel nostro paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, intervengo perché questo articolo aggiuntivo pone un problema di carattere strutturale. È ormai acquisito anche dal Governo che ci troviamo di fronte ad una situazione di declino industriale. Si sono avviate positivamente tra tutte le organizzazioni sindacali e la Confindustria delle trattative al riguardo. Il ministro delle attività produttive ha convocato le organizzazioni sindacali per la fine del mese di marzo.
Vi è una concreta questione relativa ad una politica industriale preventiva agli investimenti che riguarda un'area particolarmente delicata come quella di Arese. Si tratta di garantire un futuro competitivo ad Arese attraverso misure che concilino lo sviluppo con la difesa e la valorizzazione dell'ambiente. Ecco perché chiediamo al Governo di non portare avanti solamente una politica di carattere congiunturale, ma di avere il coraggio, la forza di affrontare i problemi del nostro paese con delle soluzioni e delle indicazioni di carattere strutturale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, questo articolo aggiuntivo non contrasta affatto con la ratio complessiva di questo provvedimento, che è quella di agevolare il rinnovo del parco macchine, con l'obiettivo di migliorare le condizioni ambientali determinate dalle emissioni di gas di scarico. Se questo è l'obiettivo primario, inserire agevolazioni per l'acquisto di veicoli nuovi a GPL, a metano o a trazione elettrica mi sembra sia del tutto coerente.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA (ore 11,55)

MARIO LETTIERI. Vorrei ricordare che in questi giorni i sindaci di Milano, di Firenze, di Roma, di Matera stanno predisponendo divieti ed oneri per l'ingresso nei centri storici poiché, in effetti, la situazione che si è venuta a determinare nelle nostre città sta diventando insostenibile.
Bisogna fare in modo che si utilizzino sempre di più combustibili meno inquinanti; è anche in quest'ottica che va considerato


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il sostegno alle industrie. È stato fatto riferimento all'Alfa Romeo di Arese, ma bisogna potenziare la ricerca nei confronti di tutto il settore auto e della FIAT. Infatti l'obiettivo finale da raggiungere è l'utilizzo dell'idrogeno per l'autotrazione e questo nostro articolo aggiuntivo rappresenta un ulteriore passo in questo direzione. Venendo incontro alla logica secondo cui il buono non è mai nemico dell'ottimo, credo che questo articolo aggiuntivo possa essere considerato positivamente anche dai colleghi della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, vorrei anch'io sottolineare l'importanza dell'articolo aggiuntivo che stiamo discutendo perché attraverso di esso sarebbe possibile coniugare in maniera intelligente l'esigenza di tutelare l'ambiente e le nostre città dall'inquinamento degli autoveicoli con la possibilità di promuovere lo sviluppo, la crescita e la diffusione di autoveicoli a metano e a GPL. Ciò avrebbe un significato preciso poiché il settore della produzione di auto a metano è l'unico nel quale l'industria italiana abbia un vantaggio competitivo nei confronti dell'industria automobilistica degli altri paesi europei e dell'industria automobilistica mondiale.
Se facessimo crescere in maniera adeguata la vendita di autoveicoli a metano ed a GPL, non solo riusciremmo a tutelare maggiormente l'ambiente, l'atmosfera delle nostre città, ma riusciremmo anche ad aumentare la possibilità di crescita dell'industria automobilistica italiana guidandola nella direzione dell'innovazione e delle nuove tecnologie ambientalmente compatibili. Perciò ci sembra necessario che questo tema venga affrontato; inoltre vorrei aggiungere che le altre proposte emendative che abbiamo presentato in precedenza indicano una strada possibile, che integra quella rappresentata dagli interventi tampone proposti dal Governo. Infatti si va ad intervenire in maniera strutturale sugli assetti del mercato e dell'industria automobilistica italiana.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Quartiani 1.04, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 389
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato
172
Hanno votato
no 217).

Poiché il disegno di legge consiste in un articolo unico, si procederà direttamente alla votazione finale.

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