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LAPO PISTELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAPO PISTELLI. Signor Presidente, lei sa che la Convenzione europea ha iniziato il suo rush finale. Questa mattina un noto giornale ha dedicato un'ampia pagina relativamente agli emendamenti che, a nome del Governo, il Vicepresidente del Consiglio avrebbe presentato sui primi sedici articoli del progetto di Costituzione. Ogni emendamento è sicuramente opinabile nel contenuto e noi sappiamo che tutti i membri della Convenzione (sia quelli espressi dai governi sia quelli espressi dai parlamenti) non hanno un vincolo di mandato imperativo. Comunque, dalla lettura di quel testo, si nota una discontinuità - termine eufemistico - rispetto alla tradizionale impostazione di politica europea seguita da questo paese.
Non oso suggerire, ma solleciterei, in qualche modo, il Presidente della Camera a pensare se sia opportuno prevedere nel calendario dei lavori un dibattito sugli atteggiamenti e sugli orientamenti che il Governo e le rappresentanze del nostro Parlamento terranno in questi ultimi mesi di Convenzione. Sappiamo di essere tutti distratti da altre questioni, ma vorremmo riconoscerci davvero, dopo giugno, nel testo di Costituzione che verrà sottoposto all'esame della conferenza intergovernativa. I membri della Convenzione che non hanno un vincolo di mandato imperativo, ma non sono neanche tutti dei solisti.
VALDO SPINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo altresì che ella è anche membro supplente in rappresentanza di questa Camera dei deputati alla Convenzione.
VALDO SPINI. Signor Presidente, vorrei ricordare che dal 6 novembre parlamentari rappresentanti di vari gruppi hanno depositato alla Camera una mozione, affinché i rappresentanti italiani potessero vagliare tra di loro le possibilità di convergenza o divergenza. Il 6 novembre è molto lontano, il tempo vi è stato, quindi giovedì e venerdì questi emendamenti verranno discussi. Se si vuole mantenere quello spirito di colleganza fra i rappresentanti italiani, credo che questo confronto parlamentare - opportunamente chiesto dall'onorevole Pistelli - debba avvenire. Altrimenti - è ovvio - ognun per sé e Dio per tutti. Comunque, proprio perché so che lei ha particolarmente a cuore questa scadenza, credo sia imperativo che, su questi temi, vi sia un confronto in Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'argomento in questione è molto delicato, quindi penso che su di esso debba essere data la possibilità di intervenire ad un rappresentante per gruppo.
LAURA CIMA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAURA CIMA. Signor Presidente, in tutte le audizioni avutesi sia nella Commissione esteri sia nella Commissione affari comunitari al Senato - sono state tantissime -, presenti il Vicepresidente Fini, il ministro Buttiglione e lo stesso
ministro Frattini - in due audizioni di seguito -, tutti i nostri rappresentanti alla Convenzione ci hanno assicurato che, rispetto alla precedente posizione italiana, nulla sarebbe cambiato: semmai, vi erano alcuni nodi politici ancora aperti.
In questo caso, la proposta italiana per quanto riguarda i 12 emendamenti sui primi 16 articoli credo abbia comportato qualcosa di molto diverso rispetto al fatto di entrare nel dibattito. Le cito l'eliminazione delle telematiche della pace, della protezione ambientale, della parità tra donne e uomini, il federalismo. Mi chiedo cosa stiamo facendo e che senso abbiano le riunioni del Parlamento con i nostri rappresentanti.
Le chiedo, signor Presidente, non solo di intervenire al fine di attivare un dibattito approfondito, ma anche di capire il motivo per cui nel passato il Parlamento non sia stato avvisato che la delegazione italiana stava preparando tali emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho già convocato per giovedì prossimo la Conferenza dei presidenti di gruppo. Non mancherò in tale sede di sollevare la questione che, opportunamente, l'onorevole Pistelli ha posto e che ha suscitato - non ne dubitavo perché l'onorevole Spini ha una grande sensibilità su tale tema - l'attenzione degli onorevoli Spini e Cima.
È chiaro che l'onorevole Gianfranco Fini ha presentato i suoi emendamenti nella veste di rappresentante del Governo, ma gli onorevoli Follini e Spini sono i nostri rappresentanti. Pertanto, giovedì vedremo con i capigruppo in che modo sarà possibile venire incontro a quella che mi sembra sia un'esigenza giusta.
Peraltro, devo rilevare (poiché è presente l'onorevole Cè) che questa esigenza in passato fu sollevata anche dal gruppo della Lega nell'ambito della Conferenza dei presidenti di gruppo. Giovedì cercheremo di risolvere la questione.
GOFFREDO MARIA BETTINI. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GOFFREDO MARIA BETTINI. Signor Presidente, chiedo che il Parlamento discuta su ciò che sta accadendo intorno al consiglio di amministrazione della RAI ed alla decisione di trasferire la direzione di RAI 2 a Milano: è una decisione di una gravità senza precedenti - così mi pare - e che ha suscitato varie reazioni di protesta in diversi settori politici.
La ritengo grave nel metodo: non si è mai visto un consiglio di amministrazione così pervicace e sprezzante fino al punto di decidere, in due sole persone, questioni strategiche e rilevanti, per nulla riferibili ad un'ordinaria amministrazione. È grave nel merito...
PRESIDENTE. Non è possibile, è improprio questo intervento e, forse, è anche paradossale che la interrompa io con questa brutalità. È improprio perché il Parlamento non può esprimersi in ordine alle scelte assunte da un consiglio di amministrazione di una società come la RAI. Infatti, lei sa - onorevole Bettini, lei è sensibile ai problemi del suo territorio, ma è anche un attento giurista - che vi è un limite di ammissibilità delle nostre interrogazioni e questo limite si rinviene proprio in ordine alle competenze di una società come la RAI su cui non possiamo intervenire. Pertanto, concluda in dieci secondi il suo intervento.
GOFFREDO MARIA BETTINI. La ritengo grave nel merito perché prevalgono alcune decisioni, improvvisazione e superficialità. Ritengo si tratti di una questione politica di grandissima rilevanza e penso che il Parlamento ed il Governo debbano esprimersi chiaramente intorno a questo argomento (Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania - Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ne abbiamo già parlato nella Conferenza dei presidenti di gruppo. Non apriamo un dibattito su tale argomento.
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