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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Grazie Presidente, al di là dei presenti vi sono molti strumenti audiovisivi che ci seguono e poi i nostri colleghi domattina leggeranno i resoconti, quindi saranno edotti su quello che dirò.
È opportuno premettere che il libro bianco sul welfare, recentemente presentato dal ministro del lavoro e delle politiche sociali, ha posto al centro degli interventi di carattere sociale la famiglia, tenuto conto del ruolo cruciale che essa ricopre per lo sviluppo della coesione sociale e per il mantenimento delle relazioni intergenerazionali. La famiglia infatti, come ribadito dallo stesso ministro, ha una valenza trasversale nel quadro delle politiche sociali, soprattutto in relazione agli interventi in settori rivolti ai minori, agli anziani e alle persone disabili. Tra le iniziative assunte in questo contesto, in particolare per il sostegno alla natalità, si prevedono alcune misure di sostegno alle giovani coppie, che sono state individuate come i soggetti verso i quali indirizzare gli interventi immediati da attuare.
Pertanto, allo scopo di dotare le coppie di recente formazione di sostegni volti a conciliare le scelte procreative con le esigenze di carattere sociale e lavorativo e data la carenza di servizi per la prima infanzia, l'articolo 70 della legge n. 448 del 2001 ha istituito un fondo per gli asili nido, per un ammontare complessivo di 300 milioni di euro, di cui 50 per il primo anno, che è stato ripartito fra le regioni con apposito decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali. L'articolo 91 della legge finanziaria per il 2003 ha istituito un fondo di rotazione per l'assegnazione di risorse alle aziende, finalizzato alla realizzazione di nidi nei luoghi di lavoro, come richiesto e come messo in evidenza anche dall'onorevole Burani Procaccini. L'obiettivo ultimo è quello di sollecitare una maggiore sensibilizzazione di tutti i soggetti per favorire un incremento delle nascite, anche attraverso una reale conciliazione dei tempi professionali e familiari. Allo scopo di una maggiore diffusione delle opportunità connesse a tale disposizione di legge, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sta mettendo a punto un piano di comunicazione e di informazione sulla realizzazione dei nidi nei luoghi di lavoro, in stretta collaborazione con regioni e comuni.
Si ricorda inoltre che è attualmente all'esame del Parlamento il disegno di legge recante nuove norme in materia di servizi socioeducativi per la prima infanzia, volto a delineare un quadro generale dei servizi per la prima infanzia da attuare sul territorio. Con la legge finanziaria per il 2003 è stato inoltre previsto che una quota del Fondo per le politiche sociali sia destinata alle famiglie di nuova costituzione, con particolare riguardo al rimborso delle spese per l'acquisto della prima casa e per il sostegno alla natalità. Allo scopo di definire i criteri di accesso ai mutui agevolati, è stata istituita una commissione mista di funzionari per la definizione delle procedure e delle modalità di utilizzo delle risorse stanziate con tali disposizioni.
Inoltre, al fine di attivare una rete articolata a livello nazionale di enti locali, per recepire le informazioni sulle tematiche familiari legate al territorio, si sta attivando un osservatorio nazionale sulla famiglia, al quale sono stati chiamati a partecipare tra l'altro 25 comuni rappresentativi dell'intero territorio nazionale, selezionati avendo riguardo anche alle diverse entità della comunità cittadina, con
l'obiettivo di costruire insieme una rete a valenza nazionale alla quale ognuno dei componenti potrà apportare il proprio contributo.
Vorrei in particolare porre l'attenzione, nell'ambito della tematica generale della famiglia, sui nuclei familiari con persone disabili a carico. In tale ambito, uno degli obiettivi prioritari che si pone il Governo è quello di semplificare le procedure connesse alla fruizione dei diversi benefici. In considerazione delle gravi problematiche che insorgono nel momento in cui viene a mancare il supporto familiare al disabile grave, è intenzione del Governo sostenere maggiormente le strutture e i servizi residenziali. Vorrei rammentare, in proposito, che si è appena conclusa la seconda conferenza sulla disabilità, tenutasi a Bari dal 14 al 16 febbraio ultimo scorso, che ha analizzato attraverso un confronto tra esperti (parti sociali e rappresentanti di associazioni di familiari e di categorie) le varie tematiche legate a tale condizione.
Con specifico riferimento al punto della mozione relativo all'incentivazione di una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, al fine di agevolare l'impegno professionale dei genitori, vorrei far presente che per quanto riguarda il part-time, con decreto legislativo n. 100 del 2001 sono state apportate modifiche alla disciplina generale dell'istituto. Con il decreto legislativo n. 151 del 2001, in base al principio di non discriminazione, sono state riconosciute ai lavoratori a tempo parziale i medesimi diritti dei dipendenti a tempo pieno, per quanto riguarda la durata dei congedi di maternità, paternità e parentali. La legge delega in materia di lavoro, recentemente approvata dal Parlamento, ha previsto l'adozione, di concerto con il ministro per le pari opportunità, di misure volte a facilitare il ricorso a prestazioni di lavoro a tempo parziale per favorire l'incremento del tasso di occupazione femminile.
Si intende, inoltre, favorire l'inserimento al lavoro delle donne, specialmente se uscite dal mercato del lavoro a causa della necessità di adempiere a compiti familiari, attraverso l'utilizzo dei contratti di lavoro a contenuto formativo.
Lo stesso Libro bianco, nella parte riguardante il sostegno alle famiglie, prevede tra gli altri obiettivi quello di dare alle neomamme l'opportunità di seguire dei corsi di formazione o riqualificazione professionale, per rendere loro più facile l'ingresso nelle aziende. Va detto in proposito che il contratto part-time è prevalentemente utilizzato dalle donne che rappresentano il 17,8 per cento del totale dell'occupazione femminile, mentre in Europa circa un terzo delle donne occupate lavora part-time.
Si rappresenta inoltre che l'articolo 9 della citata legge n. 53 del 2000, concernente misure a sostegno della flessibilità di orario, al fine di promuovere forme di articolazione della prestazione lavorativa volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, ha previsto l'erogazione di finanziamenti a favore delle aziende che applichino accordi contrattuali con azioni positive sulla flessibilità di orario. I relativi criteri di erogazione dei finanziamenti sono stati individuati con decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il ministro delle pari opportunità. Infine, faccio presente che il ministro del lavoro e delle politiche sociali sta provvedendo alla predisposizione del decreto di riparto tra le regioni delle risorse del fondo per l'armonizzazione dei tempi delle città, di cui all'articolo 28 della citata legge n. 53.
Da ultimo, occorre evidenziare che il Governo ritiene che la forma fiscale debba divenire uno strumento importante in favore delle politiche familiari. Introdurre un modello di fiscalità capace di assorbire una parte consistente del mantenimento dei figli appare quindi una condizione necessaria, in particolare per quelle classi di reddito basso e medio in cui l'effetto combinato delle maggiori imposte e dei costi aggiuntivi per i figli a carico rischia di costituire un vero e proprio deterrente economico tale da scoraggiare la natalità.
Il Governo è impegnato, nel quadro della diminuzione complessiva della pressione
fiscale media, ad incentivare il ristabilimento dell'equità orizzontale, inteso come la rimodulazione dell'imposta anche secondo la dimensione del nucleo familiare.
Occorre, infine, ricordare che il tema del ruolo della famiglia nel contesto della lotta all'esclusione sociale e della conciliazione tra vita professionale e familiare rappresenterà una delle priorità della prossima Presidenza italiana all'Unione europea.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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