Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 268 del 19/2/2003
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(Parere del Governo)

PRESIDENTE. Invito il ministro degli affari esteri, onorevole Frattini, ad esprimere il parere sulle mozioni e sulla risoluzione presentate.

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Signor Presidente, esprimo parere contrario sulle mozioni Bertinotti ed altri n. 1-00111, Rizzo ed altri n. 1-00141 e Diliberto e altri n. 1-00156 (Nuova formulazione).
Esprimo parere contrario alla mozione Violante ed altri n. 1-00157, spiegando anche che, al di là di alcune proposizioni non condivisibili, non c'è neanche una parola sul documento dell'Unione europea del 17 febbraio. Forse perché era precedente.

MARCO BOATO. È stata presentata dieci giorni prima!

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. L'ho detto.

ROBERTO GIACHETTI. Sta' zitto!

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Colleghi, stavo dicendo: forse perché presentata prima (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Non metta dubbi alla provvidenza.

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Esprimo parere contrario alla mozione Mastella ed altri n. 1-00158.
Per quanto riguarda la mozione Volontè ed altri n. 1-00161, essa pone una questione che ho rapidamente accennato nel mio intervento: il problema della pressione internazionale per l'esilio di Saddam Hussein. Come ho accennato, non solamente l'Italia attraverso interventi diretti, che sono stati fatti dal nostro Presidente del Consiglio e da chi vi parla, volti a sondare la disponibilità di alcuni paesi ad esercitare una pressione in questa direzione, ma anche alcuni grandi paesi arabi con un'azione autonoma, in primo luogo richiamo il recentissimo esperimento non riuscito dell'Arabia Saudita, hanno tentato di esplorare questa via; in molti hanno provato. La risposta che è arrivata, anche pubblicamente, è stata univoca: la soluzione dell'esilio non è - e dico non è - assolutamente presa in considerazione dal leader Saddam Hussein, che è ovviamente l'interessato che dovrebbe accettarla.
Premesso questo, occorre dire che la mozione pone un problema importante, sul quale il Governo dice che non ha difficoltà a confermare di essersi già impegnato; quindi non è una soluzione che il Governo vede negativamente (tanto non la vede negativamente che ha già fatto qualcosa) ma, siccome la risposta è inequivocabilmente negativa, ho la preoccupazione che enfatizzare una soluzione di cui già sappiamo lo scontato esito possa innescare una complicazione in più.


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Detto questo, io mi rimetto al voto dell'Assemblea, proprio perché il Governo non ha nessunissima obiezione, ma - lo ripeto - la risposta io personalmente ce l'ho già (me l'ha data Tarek Aziz, che forse è l'interprete un po' più autentico rispetto a quello che possiamo fare noi).
Esprimo infine parere contrario sulla mozione Rutelli ed altri n. 1-00162 e parere favorevole sulla risoluzione Vito n. 6-00051.

PRESIDENTE. Avverto che sono state ritirate le mozioni Violante ed altri n. 1-00157, Mastella ed altri n. 1-00158, Rizzo ed altri n. 1-00141 e Diliberto ed altri n. 1-00156.

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Signor Presidente, chiedo veramente scusa, io ho espresso un parere sulla mozione dell'onorevole Volontè sull'erroneo presupposto che le mozioni non potessero essere ritirate né potessero essere sottoscritte da altri che non le avessero già sottoscritte. Qualora - ma è un mio errore - la mozione potesse essere ritirata definitivamente, le risposte e le spiegazioni che ho dato indurrebbero ovviamente il Governo a sollecitare il ritiro di questo documento. Ho erroneamente creduto - ma mi dicono che non è così - che la mozione, se ritirata, non potesse essere fatta propria da altri esponenti del Parlamento; in questo caso, ho detto che lascio libertà di voto. Ove si potesse ritirare, lo ripeto, con effetto definitivo, il Governo, per le ragioni che ha spiegato, preferirebbe il ritiro (L'onorevole Fioroni si alza in piedi ed esibisce la pagina di un quotidiano).

PRESIDENTE. Onorevole Fioroni, non è il caso che lei esibisca il giornale, un uomo della sua esperienza, della sua misura! La prego.
Chiedo ai presentatori se aderiscano alla richiesta di ritirare la mozione Volontè ed altri n. 1-00161 in relazione alle spiegazioni fornite dal Governo. È una loro facoltà, ovviamente.

LUCA VOLONTÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, non è nostra intenzione dividere l'Assemblea su una mozione come questa. Tutti sappiamo che è dovuta all'appello degli amici che l'hanno proposta. È un documento firmato da 270 parlamentari di tutti gli schieramenti politici; era un contributo all'unità dell'Assemblea ed anche uno stimolo all'azione del Governo (L'onorevole Fioroni si alza in piedi ed esibisce la pagina di un quotidiano).
Collega, se avesse la cortesia!
Le assicurazioni fornite, anche in quest'aula, dal ministro Frattini, che non sono solo per il passato ma anche per il futuro, ci soddisfano, e proprio per evitare che su questo documento, nato per creare unità, si crei una divisione, accogliamo l'invito al ritiro della mia mozione n. 1-00161 (Applausi dei deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Volontè.

ENZO BIANCO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO BIANCO. Signor Presidente, poiché ritengo che l'iniziativa promossa da Marco Pannella, che ha raccolto un così vasto consenso nel Parlamento, sia un'iniziativa non ancora destinata al fallimento, nel senso che è possibile, sino all'ultimo, spingere fortemente affinché Saddam Hussein vada in esilio, faccio mia la mozione, pur non condividendo un passaggio dove si dà un giudizio negativo sul pacifismo.


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Chiedo, pertanto che venga votata la mozione Volontè ed altri n. 1-00161

PRESIDENTE. Onorevole Enzo Bianco, capisco la sua intenzione ma, per poter fare questo utilizzo della mozione altrui, occorrerebbe che fosse un presidente di gruppo a chiederlo oppure dieci deputati. Non so se ciò avverrà. Non perché lei non abbia la personale autorevolezza ma per motivi regolamentari che lei comprende benissimo.

LUCA VOLONTÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, per capirci. Il ministro Frattini ha detto chiaramente che la sua posizione iniziale era di rimettersi all'Assemblea, nell'ipotesi, non confermata dal regolamento, che la mozione potesse essere fatta propria da alcuni deputati. Non vorrei che, una volta verificato che il regolamentano non consente di fare propria la mozione altrui, qualcuno si alzasse per farla propria, perché, in questo caso, anche il parere del ministro Frattini sarebbe stato diverso.

PRESIDENTE. Mi pare che il problema possa essere risolto facilmente. Dieci deputati o un presidente di gruppo potrebbero fare propria la mozione. Poiché nel frattempo devono svolgersi le dichiarazioni di voto, vediamo se esiste questa possibilità; forse un presidente di gruppo lo chiederà, altrimenti lei ha già fatto ciò che doveva fare e cioè esprimere un favorevole avviso rispetto a questa iniziativa e poi l'ha ritirata su richiesta del Governo.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Presidente, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo chiedo di sottoscrivere la mozione Volontè ed altri n. 1-00161 e insistiamo per la votazione della stessa.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, a nome del gruppo della Margherita chiedo di sottoscrivere la mozione Volontè ed altri n. 1-00161 e insistiamo per la votazione.

PRESIDENTE. Bene, sarà un condominio, va benissimo.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. L'onorevole Boato anche, immagino! Prego onorevole Boato.

MARCO BOATO. Signor Presidente, io sono un sottoscrittore dell'iniziativa che va sotto nome di Marco Pannella e dei radicali. Avevo evitato di sottoscrivere la mozione anche se avevo considerato singolare, apprezzabile ma singolare, che un solo gruppo, l'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, avesse tradotto in uno strumento parlamentare questa iniziativa visto che ci sono circa 120 deputati di questa Assemblea, 60 della maggioranza e 60 dell'opposizione, che hanno dato l'adesione a quella iniziativa. Trovo però singolare, lo dico con rispetto, che il gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro prima la presenti solo con le firme dei propri componenti e senza raccogliere le firme dei 120 parlamentari che avevano già sottoscritto tale proposta, e poi la ritiri.
Ora, dopo i colleghi Violante e Boccia, e su sollecitazione dei colleghi Intini, Villetti ed altri, anche il gruppo dei Verdi sottoscrive questa mozione. Sarà pertanto opportuno che essa sia sottoposta al voto dell'Assemblea.
Il metodo con cui tutto questo è avvenuto è però abbastanza sconcertante, perché un gruppo si è appropriato di una iniziativa che riguardava 120 deputati (60 appartenenti alla maggioranza e 60 appartenenti all'opposizione). È legittimo appropriarsene, ma poi ritirarla mi sembra francamente sconcertante. Ripeto: a questo


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punto ritengo opportuno porla in votazione (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevole Boato, voglio dirle che l'appropriazione non è indebita perché un documento firmato da molti deputati, compreso chi le parla, può essere fatto proprio da un gruppo, il quale non ha assolutamente il dovere di raccogliere ulteriore adesioni. Si tratta di una iniziativa politica che qualcuno ha creduto di porre in essere ed altri no: è questa la verità.

PINO PISICCHIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PINO PISICCHIO. Signor Presidente, intervengo perché anche noi del gruppo dell'UDEUR-Popolari per l'Europa intendiamo sottoscrivere questa mozione, innanzitutto per un motivo di coerenza, dato che molti di noi, io per primo, hanno sottoscritto l'accorato appello di Marco Pannella; voglio inoltre precisare che ci eravamo astenuti dal presentare noi stessi una mozione di analogo contenuto perché avevamo concordato con gli altri gruppi del centrosinistra di non farlo. Nel momento in cui vedo, con piacere, che altri gruppi dell'Ulivo compiono la scelta di sottoscrivere tale mozione, mi sembra un gesto di coerenza da parte nostra il fatto di sottoscriverla (Applausi dei deputati del gruppo Misto-UDEUR-Popolari per l'Europa).

IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Alleanza nazionale non conosceva l'intenzione del collega Volontè di presentare questa mozione. Per la verità, non ne facciamo neanche un dramma, perché si tratta di una mozione che ricalca un documento largamente condiviso da numerosi parlamentari appartenenti a tutti i gruppi.
Per essere sincero, se dovessi esprimere la mia vera opinione, non mi sembrava che quel documento fosse idoneo ad essere trasformato in una mozione, perché rappresentava più un appello e non è che un appello debba trasformarsi automaticamente in una mozione che impegna il Governo. Casomai, bisognerebbe impegnare Saddam Hussein, non il Governo!
Tuttavia, non mi pare che un momento di grande unità, un momento di grande sforzo unitario, possa essere messo in discussione da una questione che mi sembra proprio minimale.
Proprio per rasserenare il clima, la mozione presentata dal collega Volontè - che invito il Presidente a riconsiderare, se lui lo vorrà, anche dell'onorevole Volontè - viene sottoscritta anche dal gruppo di Alleanza nazionale. Così, almeno, siamo tutti d'accordo (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

LUCA VOLONTÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, ho affermato di voler ritirare la mia mozione a seguito di alcune dichiarazioni del ministro, che nessuno ha messo in discussione, circa la possibilità o meno da parte di altri gruppi di farla propria. A questo punto, modificando quanto precedentemente ho detto, le chiederei di «mantenere in vita» la mozione n. 1-00161 che mi vede quale primo firmatario. Sono lieto che, anche a seguito di questo incidente di interpretazione regolamentare, si sia ritrovata con un così ampio consenso quell'unità che ha portato a redigere il documento su cui si basa la nostra mozione (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. A seguito delle dichiarazioni dell'onorevole Volontè la mozione


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Volontè ed altri n. 1-00161, con la firma di tutti gli altri colleghi che l'hanno testé sottoscritta, non si intende ritirata.

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