Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 268 del 19/2/2003
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(Replica del Governo)

PRESIDENTE. Passiamo alla replica del rappresentante del Governo.
Avverto che al testo della risoluzione Elio Vito ed altri n. 6-00051 sono state apportate alcune integrazioni di cui do lettura: al primo capoverso della premessa, dopo le parole: «Governo italiano» sono aggiunte le parole: «che qui integralmente si richiamano» e al dispositivo, dopo le parole: «sin qui svolta» sono


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aggiunte le seguenti: «in piena sintonia con il menzionato documento del Consiglio europeo».
Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, onorevole Franco Frattini, ministro degli affari esteri, che esprimerà altresì il parere sugli atti di indirizzo presentati.

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Signor Presidente, mi scusi, devo esprimere il parere sui documenti presentati prima o dopo la mia replica?

PRESIDENTE. Al suo buon cuore, signor ministro.

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. La ringrazio, signor Presidente. Svolgerei dapprima la mia replica alle osservazioni e considerazioni dei colleghi che sono intervenuti e poi, conseguenzialmente, il parere sugli atti di indirizzo presentati.

PRESIDENTE. Mi pare una buona soluzione.

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. La ringrazio, signor Presidente. Colleghi e colleghe, come il Presidente del Consiglio ha esposto stamattina al Senato e oggi pomeriggio qui alla Camera, abbiamo cercato di convincere - e credo ci siamo riusciti - i nostri principali, storici alleati, gli Stati Uniti d'America ed i partner europei, che il vincolo euroatlantico ed, insieme, la coesione europea sono un valore assoluto e aggiuntivo, sono cioè un elemento che rafforza il messaggio di tutta la comunità internazionale per il disarmo dell'Iraq, che deve essere totale ed immediato.
Abbiamo parlato a lungo - come credo tutti sappiano - con i nostri amici arabi della sponda sud del Mediterraneo, paesi che considerano l'Italia e questo Governo come punto di riferimento, forse il principale punto di riferimento per la ricerca di una soluzione pacifica alla crisi e, più in generale, per un dialogo euromediterraneo che non sia solamente economico e politico ma che sia, forse ancor prima, un dialogo interculturale.
A loro, ai nostri amici arabi, abbiamo chiesto di esercitare la persuasione e la pressione su Saddam Hussein, fino ad esplorare la possibilità di un esilio del dittatore che sarebbe certo una soluzione rapida ed indolore, ma che temo, non sarà la soluzione finale. Posso soltanto dire che a me personalmente il Vice Primo ministro dell'Iraq, che ho incontrato a Roma, ha detto esplicitamente che Saddam Hussein non andrà mai in esilio.
Mi permetto di esprimere un'osservazione ed una preoccupazione, avendo ascoltato molti degli interventi dei colleghi dell'opposizione: alcuni di loro francamente hanno parlato - non lo dico per amor di polemica - come se il documento dell'Unione europea del 17 febbraio scorso non vi fosse stato. Alcuni ne hanno parlato quasi archiviandolo con una frase sfuggente. Altri non lo hanno neppure citato. L'onorevole Intini, coraggiosamente, ne ha ripreso le conclusioni e le ha condivise. Credo che chi ha espresso riflessioni critiche verso il Governo - ovviamente aveva tutto il diritto politico di farlo - lo abbia fatto, qualche volta, come se questa difficile settimana di lavoro che ha portato al documento del Consiglio europeo non vi fosse stata. Ma questa settimana di lavoro c'è stata; quel documento oggi è una realtà davanti agli occhi di tutti!
Solo per rispondere per un momento alla considerazione aspramente critica del collega Minniti, che stimo, vorrei dire che il Governo italiano - ed anche chi vi parla - ha lavorato personalmente alla stesura di quel documento; sono grato a coloro che anche pubblicamente, nella Presidenza greca, hanno dato atto, sulla stampa non solamente italiana, del contributo italiano alla stesura del documento. Non lo abbiamo detto soltanto noi. Lo ha riconosciuto, con grande chiarezza e lealtà, la Presidenza di turno dell'Unione europea (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).


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Oggi, il Governo ha chiesto al Parlamento un voto di sostanziale conferma politica del valore delle conclusioni di Bruxelles, di una linea che riproduce qui la decisione unanime dei Capi di Stato e di Governo dell'Unione europea.
Vi abbiamo detto, colleghi dell'opposizione, di dare a quest'azione, che è un'azione complessa, il conforto di tutto il Parlamento perché le conclusioni europee rispondono anche a ciò che proprio voi, in questo Parlamento, ci avevate chiesto: anzitutto unire l'Europa con una sola voce. Oggi, siamo esattamente a questa situazione (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro)! Abbiamo un'Europa unita con una sola voce!
Abbiamo lavorato convincendo i nostri amici della Francia e della Germania, come stamani ha spiegato in Senato il Presidente del Consiglio, che era interesse comune di tutti paesi europei, anche per rafforzare il nostro rapporto transatlantico, avere una voce comune ed i nostri amici francesi e tedeschi hanno votato insieme a noi questo documento. Ora, colleghi dell'opposizione, ci dite che voterete contro un progetto di risoluzione... (Commenti del deputato Bindi)... prego i colleghi di avere un attimo di pazienza, finirò presto...

PRESIDENTE. E anche un po' di tolleranza per chi parla e replica. Mi pare che replicare sia dovere del Governo e che ciascuno abbia il diritto di poter ascoltare.
Onorevoli colleghi, state calmi, vi prego!

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Vedete, voi avete letto il progetto di documento che la maggioranza ha definito. Quel documento, nelle sue poche righe, si limita a dire: condividiamo, confermiamo ed attuiamo il documento europeo. Non si dice altro che questo. Voi oggi votate contro quel documento.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, state calmi!

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Vedete, credo che, nelle dichiarazioni di voto, ognuno potrà spiegare e chiarire, come io sto cercando di fare, la propria linea e la propria tesi.

ROBERTO GIACHETTI. Sì, ma non imbrogliare!

MARCO BOATO. C'è anche un testo scritto di una risoluzione!

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. Io credo (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo) ... scusate, cerco di spiegarmi, cerco di concludere (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo)...

PRESIDENTE. Onorevole Frattini, lei vada pure avanti.
Pregherei i colleghi di usare la cortesia di ascoltare con l'attenzione con la quale sono stati ascoltati, finora, tutti gli altri colleghi. Se qualcuno non vuole farlo, può anche uscire!

FRANCO FRATTINI, Ministro degli affari esteri. La ringrazio molto, signor Presidente.
Stavo dicendo che prendiamo atto della decisione che è stata espressa. Credo si debba soltanto aggiungere che, ove mai vi fosse, ma io vi chiedo davvero di riconsiderare la vostra decisione, il voto contrario, sarebbe un voto che segue alla consapevolezza - che voi colleghi dell'opposizione avete - che anche il Segretario generale delle Nazioni Unite è stato ascoltato dal Consiglio europeo, pochi minuti prima che noi si prendesse quella decisione; e le parole del Segretario generale, raccolte dal documento europeo, avevano, ad esempio, confermato l'importanza, come deterrenza verso il regime, della pressione militare. Questi sono documenti, sono fatti, non sono opinioni - che voi


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avreste titolo a respingere - del Governo e di chi vi parla: sono i documenti registrati nei lavori di Bruxelles!
Allora, in conclusione, io vi chiedo, e davvero vi prego, di riconsiderare la vostra scelta. Essa sicuramente vi confermerebbe nella volontà - tutta politica, ma, se mi permettete, molto interna - di non votare mai, per principio, a favore di ciò che il Governo e la maggioranza propongono. Oggi, però, la soluzione e la situazione sono diverse: oggi, la nostra è un'azione nell'interesse di tutto il paese, confermata e rafforzata da un documento unanime dei quindici Capi di Governo dell'Unione europea!
Non è una questione di politica interna, non è una questione di parte quella in ordine alla quale vi chiediamo di rafforzare l'azione di questo Governo: non fareste un favore a noi, ma alla dignità di questo paese! Grazie (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega nord Padania e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI, cui si associano i membri del Governo - Congratulazioni).

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