Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 268 del 19/2/2003
Back Index Forward

Pag. 31


...
(Dichiarazioni di voto).

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Constato l'assenza dell'onorevole Grillo, che aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto: s'intende che vi abbia rinunciato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scaltritti. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, approfitto della dichiarazione per il gruppo di Forza Italia per fare alcune precisazioni in merito a quanto è avvenuto nel corso del dibattito su queste mozioni. Ovviamente, noi convergiamo sulle valutazioni espresse dal sottosegretario su queste mozioni, che dimostrano anche l'apertura che su questo tema, sul settore ittico, Forza Italia e i suoi rappresentanti nel Governo hanno sempre avuto, fin dall'inizio della scorsa legislatura, mantenendo sempre una coerenza con la capacità di elaborare progetti e di assumere la responsabilità della realizzazione di un programma che potesse dare risposte ai cittadini e agli operatori economici in base alle loro reali attese. Questo lo abbiamo fatto nella scorsa legislatura, chiedendo una delega piena sulla pesca ad un rappresentante del Governo e questo lo chiedemmo fin dall'inizio del primo Governo della XIII legislatura, all'allora ministro Pinto; purtroppo, non ottenemmo risposta, come non la ottenemmo da nessuno dei tre governi della scorsa legislatura.
Si trattava di una possibilità che la sinistra - allora maggioranza oggi minoranza - già aveva avuto di realizzare un programma concreto per restituire al settore della pesca un'identità politica. Noi abbiamo realizzato questa possibilità nella XIV legislatura conseguendo quegli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. A livello comunitario - grazie all'opera del sottosegretario Scarpa Bonazza Buora - abbiamo portato avanti, con gli amici della pesca, un'azione politica decisiva nella minoranza di blocco. Abbiamo ottenuto degli incredibili successi; il fatto di poter prorogare i finanziamenti alle nuove costruzioni fino a tutto il 2004 ed i finanziamenti agli ammodernamenti fino a tutto il 2006 significa molto per il settore ittico. Significa cioè avere anche la possibilità di realizzare quella modernizzazione, attraverso la quale il settore potrà svilupparsi in futuro.
Attraverso la riforma della politica comune della pesca, i cui regolamenti sono stati emanati ai primi di gennaio, ci sono stati anche riconosciuti - lo ripeto, anche


Pag. 32

grazie all'opera del nostro sottosegretario - importanti vantaggi nell'ambito delle pesche speciali. Soprattutto abbiamo sanato tutte quelle infrazioni che ci venivano contestate e che ponevano l'Italia in una condizione di inferiorità rispetto agli altri paesi europei: mi riferisco ai fermi biologici, alle mucillagini ed alla legge n. 30 del 1998. Abbiamo risolto queste infrazioni proponendo un progetto di riforma della pesca. Questo progetto, signori della minoranza, venne presentato dal sottosegretario e fu votato all'unanimità nel parlamentino della pesca. Si trattava di un progetto condiviso da tutte le categorie e da tutte le realtà appartenenti al settore e che era stato sottoposto anche all'esame di Fischler. Tale progetto ha qualificato la progettualità e la capacità di Governo dell'Italia in questo settore e ci ha dato credibilità per superare quelle infrazioni.
Oggi ci troviamo a discutere ancora della legge n. 30 del 1998, ma abbiamo una soluzione anche per questo problema. Ciò anche grazie ad un confronto costruttivo promosso dal nostro sottosegretario con Prodi. Quest'ultimo non deve dimenticare che durante il Governo di centrosinistra Forza Italia collaborò con la presentazione di emendamenti - alcuni dei quali mi videro come primo firmatario -, attraverso i quali si cercava di attribuire vantaggi fiscali al settore della pesca. Tali vantaggi sono andati in infrazione, ma oggi bisogna difendere le possibilità di sviluppo del settore.
Sarebbe il caso di abbassare i toni riguardo a questo argomento; infatti, non credo si debbano lanciare accuse o portare avanti operazioni demagogiche. Noi dobbiamo trovare - come d'altronde abbiamo sempre fatto - una collaborazione, soprattutto oggi che abbiamo una capacità di Governo applicata. Come diceva il sottosegretario, il nostro è un Governo del fare che sta dando risultati, che non fa parole e che mantiene promesse. Ciò lo abbiamo fatto all'inizio di questa legislatura e lo stiamo facendo attraverso le soluzioni proposte, nonostante vi siano delle difficoltà nel reperimento delle risorse, e questo anche a causa del bilancio che abbiamo ereditato e della complessa situazione internazionale. Voglio anche ricordare che, a proposito delle blue boxes, venne previsto un finanziamento all'articolo 65 della legge finanziaria per l'anno 2002. Inoltre, per ciò che concerne il prolungamento degli ammodernamenti fino al 2006, è da prendere in considerazione anche un contributo della Comunità europea. Questi ammodernamenti daranno la possibilità di effettuare un controllo e di applicare anche una politica di liberalizzazione della pesca. Questa liberalizzazione deve consentire la pesca nel rispetto delle zone di riproduzione ed accrescimento delle specie bersaglio. Bisogna far operare le imprese in una situazione di reddito rispettando le risorse e l'ambiente.
Colleghi, credo sia il caso di assumerci una responsabilità di governo, di maggioranza e di minoranza. Chiediamo all'opposizione di collaborare per dare a questo settore il futuro che esso merita e per concretizzare quell'impegno che, soprattutto il gruppo di Forza Italia, ha manifestato coerentemente nella XIII, così come nella XIV legislatura (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, vorrei, in primo luogo, ringraziare il sottosegretario perché si è dimostrato concorde quanto meno con la parte dispositiva della nostra mozione. Ritengo importante l'iniziativa del dibattito sulle mozioni relative alla pesca, in vista di appuntamenti importanti che avranno luogo nei prossimi mesi: mi riferisco alla Presidenza italiana dell'Unione europea (vi saranno, quindi, nuove responsabilità internazionali ed un nuovo ruolo per quanto riguarda la politica comunitaria) ed alla conferenza internazionale mediterranea che si svolgerà probabilmente in autunno (ottobre o novembre) nel nostro paese (anche in tal caso potremo esercitare un ruolo importante).
Credo che questi due appuntamenti siano molto indicativi di quanto possiamo


Pag. 33

fare soprattutto nell'opera di correzione e di condizionamento della politica dell'Unione europea che, per quanto riguarda il settore della pesca e dell'acquacoltura, nel nostro paese è stata condizionata dai paesi nordici o atlantici e non è stata adeguata alle condizioni di tutti i paesi mediterranei.
L'espressione «politica del fare» mi lascia qualche dubbio; dobbiamo creare le condizioni per un nuovo sentire comune dei paesi dell'Unione europea per quanto riguarda i problemi ittici.
Tra gli appuntamenti importanti - è il terzo - vi sarà l'adozione del settimo piano triennale della pesca che costituirà un'occasione - questa sì - per una politica del fare, per scelte concrete e precise per il settore.
Credo che dobbiamo anche affrontare la questione attinente alle modalità con cui arriveremo a tali appuntamenti: quali scelte, quali proposte si adotteranno e quale percorso si seguirà? Non credo che possa essere sufficiente la soddisfazione per una scelta (che non voglio certo banalizzare) del Presidente del Consiglio, contrariamente ai precedenti governi, secondo la quale i problemi della pesca potranno essere risolti, prevedendo una delega al sottosegretario, perché ciò può significare molto, ma anche niente.
Non è questo il percorso, non sono queste le scelte, ma ci vuole ben altro! Credo che nella discussione generale (è stata importante, al di là del fatto che molti colleghi erano assenti in quest'aula) sia stata attribuita grande valenza alla scelta della delega per quanto riguarda la pesca. Posso anche prendere atto delle parole espresse dal sottosegretario, con delega per la pesca, che ha rivendicato alla sua persona, a livello comunitario, un'azione ferma e forte (maschia e virile, come ha affermato). È senz'altro un'azione importante, ma tutto ciò non credo sia sufficiente.
In tale contesto, non dobbiamo dimenticare l'azione ed il percorso intrapreso dai precedenti governi di centrosinistra. Non è sufficiente affermare che siamo in Europa per soddisfare i nostri interessi. Certo, vi è anche questa caratteristica, ma siamo in Europa (e credo che lo spirito debba essere diverso nei prossimi appuntamenti europei) perché crediamo - non in maniera vaga e generica, ma precisa - negli ideali comunitari.
Noi vogliamo un'Europa che sappia intraprendere questo percorso. Non vogliamo solo l'Europa degli interessi, ma anche quella dei valori, della solidarietà e della speranza da garantire anche a questo settore pieno di difficoltà.
La nostra mozione indica, con molta concretezza, al Governo un percorso da seguire, riconoscendo la centralità della cooperazione. Ciò è importante perché l'80 per cento della flotta del nostro paese fa riferimento ad esperienze aggregative ed il settore - anche questo aspetto è rilevante - è fortemente aggregato.
Sono importanti, quindi, la concertazione e la cooperazione. È importante anche in questo caso in tutto il settore agricolo ed anche in quello della pesca; è importante supportare le filiere, tutelare le rappresentanze del movimento cooperativo in questo settore. Inoltre, è importante una politica che permetta l'ammodernamento della flotta peschereccia, ma importante è anche la riconversione. È altresì, importante riorganizzare il settore e credo che una scelta importante, che vorrei sottolineare, da parte dei governi del centrosinistra sia stata quella della legge di orientamento, della multifunzionalità, allargando le maglie di queste imprese della pesca. Ne sono derivate allora la pesca per turismo, l'ittiturismo, l'acquacoltura, le politiche di qualità, la tracciabilità, i marchi di produzione, dando sicurezza ai consumatori; allora, è necessario - si tratta di uno dei punti indicati nella nostra mozione che il rappresentante del Governo ha accettato -, modernizzare il sistema di commercializzazione e di distribuzione del pescato, un sistema vecchio e superato. È importante ancora gestire le emergenze di questo settore.
Già nel corso della discussione relativa ai provvedimenti sul fermo pesca, tenutasi qualche mese fa - sempre in ritardo -,


Pag. 34

avevamo chiesto di guardare al passato, ma anche al futuro. Per quanto riguarda il passato, pensiamo che per il 2002 la dotazione finanziaria non sia sufficiente e che per il 2003 non sia possibile pensare esclusivamente ad una politica di liberalizzazione entro le 40 miglia. Si dovrà necessariamente pensare a qualcos'altro, dal momento che, come vediamo, questi provvedimenti rischiano di creare una notevole confusione nel settore.
Un altro importante elemento presente in questo settore è quello della ricerca. Vorrei rassicurare il rappresentante del Governo che per ricerca non intendo gli impianti di vongole cinesi nel golfo di Manfredonia; non intendo assolutamente per ricerca altri esperimenti destinati solamente ad utilizzare i finanziamenti. Per quanto riguarda i giovani, oggi abbiamo un settore nel quale l'età degli addetti ai lavori è eccessivamente elevata. Credo che queste imprese debbano essere sollecitate ed agevolate per investire sui giovani.
Infine, un problema di non poco momento è quello relativo alle risorse. Devo dire che le risorse di cui questo settore necessita sono tante ed abbiamo verificato che queste, rispetto a quelle previste dalle leggi finanziarie approvate dal centrosinistra, sono diminuite. Avevamo iniziato questo percorso difficile cercando di arrivare a forme di concertazione stretta con le associazioni, valorizzando la filiera e riconoscendo anche le difficoltà delle diversità delle varie associazioni che in questo settore forse sono più marcate che in altri settori.
Tuttavia, crediamo nello strumento della concertazione perché quello che di positivo è stato fatto in questo settore è dovuto a tale strumento. Noi non avevamo il sottosegretario con delega alla pesca; tuttavia, avevamo iniziato questo percorso, mettendo a disposizione del settore risorse, che non erano ridotte, e riuscendo, attraverso la concertazione ad iniziare un percorso unitario nel settore, condividendo anche le politiche governative.
Credo che questo debba essere fatto anche dall'attuale Governo e penso che il rappresentante del Governo debba rapportarsi con gli addetti ai lavori, favorendo la concertazione in questo settore. Credo che, per far decollare questo settore e per fargli assumere una dignità europea, non serva andare avanti con le divisioni, perché esse sono sempre negative.
La nostra mozione vuole indicare degli impegni, impegni che riguardano il «fare», perché credo che il Governo debba anche operare, ma in un quadro comunitario e in un quadro internazionale difficili (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Banti. Ne ha facoltà.

EGIDIO BANTI. Signor Presidente, mi pare che la discussione - peraltro molto utile - parta da un punto di riferimento largamente condiviso: la gravità delle condizioni del settore della pesca nel nostro paese. Su questo, non solo il documento delle forze di opposizione - che potrebbero essere portate a sottolineare difficoltà e contraddizioni del Governo -, ma anche il documento della maggioranza è esplicito: siamo in una situazione di grande difficoltà, soprattutto per i ritardi e i limiti dei finanziamenti delle operazioni di rinnovamento del settore.
Nello stesso tempo, è necessario lavorare perché l'Italia, nell'ambito del fronte mediterraneo - che in Europa è particolarmente esposto sotto il profilo delle attività di pesca - possa rimanere all'altezza delle tradizioni di un tempo. Non credo ci sia da meravigliarsi per il fatto che, nell'ambito europeo, facciano da padroni - si fa per dire - i grandi paesi del nord, le grandi marinerie...

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Non più!

EGIDIO BANTI. Certo, non più, ma tradizionalmente è così.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Era così quando governavate voi!


Pag. 35

EGIDIO BANTI. Ripeto, io non credo ci sia peraltro da meravigliarsi e non credo neanche che essi non abbiano le loro ragioni. Non si può paragonare il Mediterraneo al mare del nord e nemmeno al mar Baltico. Il Mediterraneo ha delle sue specificità particolari, rispetto alle quali è necessario, anche in sede europea, continuare, in maniera convergente, a far valere degli argomenti che non possono essere identici a quelli che vengono addotti per la pesca nell'oceano Atlantico o nei mari settentrionali.
Il Mediterraneo, che a noi piace immaginare anche come un mare di pace, di dialogo, di confronto, ma anche come un mare che porta ricchezza - e la pesca è ricchezza sotto molti aspetti - deve essere, da questo punto di vista, oggetto di particolari politiche di integrazione. È per questa ragione che noi guardiamo con grande interesse alla conferenza interministeriale mediterranea che si aprirà in concomitanza con il semestre di Presidenza italiana dell'Unione europea.
Per noi è importante riuscire ad arrivare in maniera costruttiva, collega Scaltritti, a questi appuntamenti, senza divisioni, che possono esservi nella valutazione dei singoli atti o dei singoli provvedimenti, ma che non possono inficiare l'esigenza che l'Italia faccia da battistrada in questa conferenza e svolga un ruolo di assoluto protagonismo. Noi vogliamo che si arrivi a questo, non semplicemente per un malcelato orgoglio di patria - che potrebbe anche avere poco senso -, ma perché riteniamo che sia questa la strada per dare risposte concrete alle categorie della pesca e alle vaste categorie dell'indotto (commerciale e non solo), che gravitano ancora intorno alla pesca in un paese che è, in gran parte, affacciato sul mare.
In questo senso ringraziamo il sottosegretario per l'apprezzamento del testo della nostra mozione. Ovviamente accogliamo, come è stato già detto dal collega Rava e da altri colleghi, le proposte che sono state avanzate e credo che ci apprestiamo, con consenso unanime, a sottolineare l'esigenza di una politica di intervento.
Certo, signor sottosegretario, nei confronti del Governo noi continuiamo ad insistere rispetto a questioni che travalicano la stessa competenza del sottosegretario delegato, perché ci rendiamo conto che la legge finanziaria si fa in uffici e in palazzi sostanzialmente diversi rispetto a quelli del Ministero delle politiche agricole e forestali; ed è il problema della finanziaria che ci preoccupa, a fronte di politiche che, certo motivate dalle difficoltà complessive che il paese attraversa, rischiano di creare sconcerto o comunque di mantenere irrisolte forti difficoltà, non tanto nelle indicazioni generali - che, come dimostrerà il voto che ci accingiamo a dare, sono condivise -, ma nella possibilità pratica di mettere a disposizione delle categorie della pesca strumenti finanziari diretti e indiretti (finanziamenti diretti e credito) in grado di completare nei tempi stabiliti - e prendiamo atto che vi sono stati degli slittamenti opportuni - quelle operazioni di ammodernamento della flotta e, in particolare, di adeguamento delle piccole unità da pesca (che costituiscono la grande maggioranza delle unità da pesca del nostro paese) rese necessarie dalle normative europee ed internazionali.
In questo senso, la sottolineatura presente nella nostra mozione circa la centralità della cooperazione peschereccia non vuole essere semplicemente una concessione di carattere ideologico ad una tradizione, peraltro, molto forte e molto importante del nostro paese.

PRESIDENTE. Onorevole Banti...

EGIDIO BANTI. Specialmente per quanto riguarda le piccole unità di pesca e le piccole flotte pescherecce che vanno da un porto all'altro nei nostri mari, l'attività di cooperazione e la sinergia che si determina tra gli operatori sono indispensabili con riferimento alla possibilità di ottenere risultati e miglioramenti.
Gli altri aspetti sono già stati affrontati anche da colleghi della mia parte politica, ossia l'Ulivo; ne condivido le osservazioni e le sottolineature fatte. Confermo, dunque,


Pag. 36

il voto favorevole sulla mozione Franci n. 1-00160, nel testo riformulato, ed annuncio un voto favorevole anche sulla mozione presentata dalla maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Albertini. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE ALBERTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nei prossimi mesi, durante il semestre di Presidenza italiana, si svolgerà la conferenza internazionale mediterranea. Sarà un'importante occasione per porre al centro dell'attenzione i problemi della pesca e dell'acquacoltura. Sono settori investiti da un radicale processo di ristrutturazione e di trasformazione a seguito di alcune disposizioni dell'Unione europea. Basti ricordare, tra l'altro, che, entro il 2005, saranno progressivamente eliminati i sostegni finanziari. Ma le tegole in testa al comparto non sono terminate.
Gli indennizzi per il fermo pesca incontrano ritardi e sono stati radicalmente ridimensionati dal decreto-legge «taglia spesa»; gli sgravi fiscali e previdenziali, previsti dalla legge n. 30 del 1998, non si applicano al settore nonostante promesse più volte formulate. Per queste ragioni, le mozioni all'attenzione dell'Assemblea sono opportune e tempestive perché accendono i riflettori su una serie di problematiche di grande complessità.
In questi mesi che precedono la conferenza, è fondamentale attivare nuove relazioni con le nazioni rivierasche del Mediterraneo al fine di definire una politica complessiva in grado di prospettare soluzioni ai molti problemi aperti come la tutela ambientale, la pesca, la portualità, il cabotaggio, l'ammodernamento della flotta e quant'altro.
Si sente il bisogno di una sorta di grande «piano regolatore» del Mediterraneo che guidi e coordini le politiche dei singoli governi. Tutte queste sono azioni utili per aprire una vera e propria vertenza in sede europea affinché la pesca mediterranea assuma il ruolo e l'attenzione che gli compete, anche, se serve, in contrasto con la pesca del nord dell'Europa.
In questa cornice, assume un rilievo tutto speciale la definizione del piano triennale della pesca nel quale è importante tratteggiare nuove funzioni per la pesca che consentano forme di integrazione del reddito.
Inoltre, occorre potenziare le iniziative volte ad elevare la qualità, anziché la quantità, anche con riferimento alla filiera del settore agroalimentare. Le mozioni in esame servono ad alzare l'attenzione e la considerazione di puntare i riflettori su vari settori.

PRESIDENTE. Onorevole Albertini...

GIUSEPPE ALBERTINI. Sto per concludere, Presidente. È altrettanto importante prevedere una delega specifica al sottosegretario.
Per tutte queste ragioni, il gruppo dei Socialisti democratici italiani esprimerà un voto a favore delle mozioni alla nostra attenzione, convinto che questo confronto parlamentare favorirà e avvicinerà alcune soluzioni alle tante problematiche che interessano il settore della pesca e dell'acquacoltura italiana (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Socialisti democratici italiani).

PRESIDENTE. Prego tutti di rimanere nei tempi stabiliti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guido Dussin. Ne ha facoltà.

GUIDO DUSSIN. Signor Presidente, delle due mozioni, una trae spunto da un problema di ordine sanitario, che sicuramente penalizza anche i nostri itticoltori, mentre l'altra fa un richiamo alla Comunità europea. Si chiede di indire una conferenza nazionale della pesca quale momento unitario di riflessione per impostare una politica di rilancio. La titolarità della definizione delle linee politiche che si propone di voler seguire a seguito


Pag. 37

della suddetta conferenza nazionale, ricade nelle competenze comunitarie, e non in quelle nazionali. È ovvio che serve più efficacia proprio in questo punto. Vogliamo ribadire proprio questo aspetto.
Sarebbe opportuno, nonché più produttivo, un maggiore e più significativo impegno sul fronte comunitario (che, d'altronde, è già stato promosso). Evitando la facile critica, occorrerebbe andare con il Governo là dove si prendono le decisioni (com'è stato fatto nell'ultimo anno) perché la discussione va portata in quella sede. Pertanto, chiediamo al Governo di impegnarsi ad avviare una consultazione tra i vari addetti del settore, in modo tale da contare sulla concertazione più ampia possibile.
Voteremo a favore di entrambe le mozioni, la seconda nel testo riformulato, ritenendo che ciò sia propedeutico all'avvio di un'appropriata discussione in occasione dei prossimi appuntamenti all'interno degli impegni che l'Italia dovrà assumere con riferimento sia alla conferenza mediterranea sia alla Presidenza di turno dell'Unione. Il nostro voto, ripeto, sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, nel dichiarare di voler aggiungere la mia sottoscrizione alla mozione a prima firma Franci, preannuncio che i Verdi voteranno a favore di entrambe le mozioni.
Siamo grati all'onorevole Cristaldi per aver sollevato il problema per primo, ma condividiamo tutte le premesse della citata mozione Franci ed altri n. 1-00160, in particolare quelle nelle quali si evidenzia: che gli impegni assunti dal Governo in sede di discussione della legge finanziaria non hanno trovato, finora, concretizzazione; che la gestione delle misure relative al fermo di pesca hanno fatto registrare ritardi negli indennizzi per il 2001, mentre per il 2002 la dotazione finanziaria disponibile è stata ridotta del 50 per cento e, per il 2003, il tema dell'arresto temporaneo non è ancora stato neppure affrontato; che siamo in ritardo per quanto concerne il settimo piano triennale della pesca, slittato a dicembre 2003.
Mi pare degno di rilievo che anche la mozione Cristaldi ricordi come sia necessario ripristinare la politica del riposo biologico per assicurare il ripopolamento ittico e valorizzi i metodi mediterranei di pesca, sicuramente molto più compatibili con l'ecosistema di altri, legali o illegali, praticati nel resto del mondo.
Credo sia anche molto importante che il ciclo alimentare legato al settore della pesca e dell'acquacoltura garantisca la sicurezza sanitaria. Probabilmente, il Governo dovrebbe esercitare un maggiore controllo sulle farine animali che, bandite dall'alimentazione dei bovini, vengono usate, spesso, nell'acquacoltura: non vorrei che ci trovassimo la trota o qualche altro pesce di allevamento «pazzo»! È un rischio, questo, che il Governo deve attentamente tenere sotto controllo.
Non ripeto le altre considerazioni per accogliere l'invito del Presidente alla sintesi. Credo che questo sia un momento importante, soprattutto perché unitario, per la valorizzazione della nostra pesca e della vita dei nostri mari. Grazie, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franci. Ne ha facoltà.

CLAUDIO FRANCI. Signor Presidente, vorrei utilizzare i pochi minuti di cui dispongo per sottolineare l'utilità del dibattito svoltosi nella seduta di lunedì, anche se vi è stata qualche asprezza che, comunque, nel confronto, non è fuori luogo.
Vorrei ricordare all'onorevole Scaltritti, il quale è intervenuto in precedenza, che tutto il lavoro da noi svolto nel corso di quest'anno e mezzo non è mai stato improntato a pregiudiziali ideologiche, ma ha avuto l'obiettivo di far maturare un positivo confronto che agevolasse la soluzione dei problemi del settore.
Noi partiamo - e il senso della nostra mozione credo che alla fine sia questo -


Pag. 38

da un dato, che credo sia largamente condiviso, rappresentato dalla crisi che ormai da tempo investe questo settore, nel quale sono in atto processi di ristrutturazione, nel quale è necessario attivare un processo di modernizzazione e sono necessarie politiche di sostegno anche per favorire una diversificazione produttiva ed una multifunzionalità delle attività. Sappiamo che questa operazione non è competenza esclusiva del Governo, ma chiama in causa il ruolo dell'Europa, chiama in causa anche il rapporto con le regioni nei prossimi mesi. Questa è la consapevolezza che abbiamo.
Accompagniamo questa consapevolezza ad un'altra: ci sono degli appuntamenti che non possono essere persi e che debbono essere costruiti. Mi riferisco alla Presidenza italiana dell'Unione europea italiana, alla conferenza interministeriale mediterranea che si terrà a novembre. Questi appuntamenti vanno costruiti, noi riteniamo, con l'impegno del Parlamento, delle sue Commissioni agricoltura, in un confronto sereno con le associazioni del mondo della pesca, siano esse sindacati, siano cooperative, perché questo mondo non ha bisogno di ulteriori divisioni, ma di un processo costruttivo che accompagni la riconversione, la riqualificazione e l'ulteriore sviluppo.
Riteniamo che il Parlamento debba concorrere anche al lavoro di definizione del settimo piano triennale, come alla definizione delle linee sui regolamenti comunitari che il Governo ha conquistato - e nella parte del mio intervento lasciata agli atti era indicato questo elemento -, relativo sia alle pesche speciali sia alle risorse per l'ammodernamento della flotta fino al 2000 da utilizzarsi fino al 2004. Allora, è all'interno di questo processo che noi vediamo la necessità di una iniziativa adeguata da parte del Parlamento, delle sue Commissioni, di un confronto attivo con le regioni, con le associazioni presenti nel settore, non ultimo con il mondo della ricerca.
Ritengo che in questo campo - e i toni usati dal sottosegretario nel dibattito di lunedì credo siano stati eccessivi - certe distorsioni ci possano essere. Noi siamo favorevoli ad una ricerca al servizio di una pesca responsabile nel Mediterraneo, far crescere la consapevolezza di questo, ma anche far comprendere la nostra specificità ai paesi nord europei; è in questo senso che va utilizzata. È per questo che, sottolineando l'apprezzamento positivo che il Governo ha dato, annuncio il voto favorevole alla nostra mozione (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Grua. Ne ha facoltà.

SAVERIO LA GRUA. Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, la manifestata condivisione da parte del sottosegretario alla mozione presentata da Alleanza nazionale e predisposta egregiamente dal collega Cristaldi è l'ennesima riprova dell'attenzione particolare che il Governo e questa maggioranza danno ad un settore come quello della pesca, che vive momenti di grave difficoltà. La crisi del settore è stata determinata da diversi fattori concorrenti, tra cui vanno evidenziati, in particolare, l'importazione sempre crescente di prodotti ittici, l'inquinamento del nostro mare, le condizioni di vetustà di gran parte della nostra flotta peschereccia, i sistemi di commercializzazione non adeguati all'evoluzione del commercio nei paesi concorrenti. A ciò deve aggiungersi la politica dell'Unione europea che negli ultimi anni ha rivolto la sua attenzione ai sistemi di pesca diversi da quelli adottati nel Mediterraneo e il fatto che si è abbandonato il sistema del riposo biologico finalizzato al ripopolamento ittico senza il quale i pescatori italiani incontreranno sempre maggiori difficoltà nell'espletamento della loro attività lavorativa, che diventerà ogni giorno di più sempre meno remunerativa.
Per questi motivi, con la nostra mozione abbiamo voluto impegnare il Governo ad indire una conferenza nazionale sulla pesca per individuare un'efficace


Pag. 39

strategia di difesa e di rilancio del settore, diretta all'ammodernamento della flotta peschereccia, ad intensificare e migliorare i controlli sanitari, specie sui prodotti importati, per tutelare i consumatori, garantendo agli stessi la qualità e la sicurezza alimentare dei prodotti ittici immessi sui mercati di vendita, ad aggiornare i sistemi di commercializzazione e a semplificare le procedure burocratiche, dando vita, altresì, ad una attività e ad un'iniziativa di cooperazione con i paesi rivieraschi, diretta ad una gestione comune delle risorse ittiche nel Mediterraneo.
Ultimo, ma non certamente secondario obiettivo che intendiamo prospettare al Governo con la nostra mozione, è rappresentato dalla sicurezza del lavoro degli operatori del settore ai quali vanno garantiti approdi sicuri ed adeguati sistemi di controllo che possano rendere meno rischioso il loro lavoro in mare.
Per le ragioni che abbiamo brevemente illustrato chiediamo, quindi, che al voto favorevole di Alleanza nazionale si unisca quello degli altri gruppi parlamentari, convinti, come siamo, che dall'approvazione della nostra mozione possano scaturire effetti positivi per il rilancio del settore della pesca (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.

MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, intervengo soltanto per ricordare che mentre tutti, parlando di pesca professionale, ricordano, ovviamente, la pesca in mare, esistono però anche centinaia di pescatori delle acque interne, nei laghi, che pure sono pescatori professionisti. Ritengo si debba parlare anche questo quando si affrontano i problemi della pesca e quindi, in qualche maniera, coinvolgerli. Alcuni di questi pescatori, ad esempio quelli che operano sul lago Maggiore, da alcuni anni, affrontano il problema dell'inquinamento da DDT che blocca in parte l'attività. Si tratta di emergenze che toccano pescatori professionisti e che penso debbano essere considerate anche dal Governo e dagli estensori delle diverse mozioni. So che da questo punto di vista il sottosegretario è particolarmente attento ed interessato e mi auguro, quindi, di poter continuare su questa strada anche per la tutela di questi legittimi interessi.

CARLA CASTELLANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLA CASTELLANI. Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere la mia firma alla mozione Cristaldi n. 1-00145.

PRESIDENTE. Sta bene.
Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per sottolineare quanto il Governo sia grato alla sua maggioranza ed anche all'opposizione per il supporto importante, intelligente ed attivo che ha ritenuto di volere e dover dare in questa fase cruciale per la pesca del nostro paese.
È un momento cruciale - è stato ricordato da tutti gli intervenuti - perché tra pochi mesi si aprirà il semestre di Presidenza italiana, perché occorre dare contenuti, occorre costruire i testi giuridici del piano d'azione mediterraneo, perché nell'ambito del semestre di Presidenza italiana si terrà a Venezia, alla fine di novembre, voluta dal nostro Governo, la conferenza euromediterranea per la pesca cui si è unita anche l'agricoltura per dare sostanza a tutta una serie di richiami e di proposte provenienti dal variegato mondo della pesca.


Pag. 40


Perché io non ritengo di dover garantire la centralità del sistema cooperativo? Non perché io non creda nel sistema della cooperazione, solamente uno sciocco potrebbe sostenere che per l'agricoltura e per la pesca la cooperazione non sia centrale, in quanto lo è di fatto, con cifre importantissime e rilevantissime sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista sociale. La cooperazione è garantita dalla nostra Costituzione, dunque ci vuole ben altro che un modestissimo sottosegretario alla pesca per garantirla. Il riconoscimento è totale ed avviene tutti giorni. Ciò che noi chiediamo però, ciò che il Governo si sente sommessamente di chiedere è che riprenda, con tutte le parti del variegato mondo della pesca, un confronto basato sui fatti, sulla verità, sulla lealtà, sulle cose.
Deponiamo le asperità polemiche che, certamente, non rafforzano la nostra pesca in un momento così importante come quello che stiamo attraversando.
Dunque, l'appello che mi sento di rivolgere non solo a chi ci sostiene ma anche a chi si oppone alla nostra azione di Governo è di recuperare unitarietà di intenti, di non dividerci nelle Commissioni parlamentari allorché si parla di questioni di pesca e di fare insieme un buon lavoro in piena collaborazione con le importanti associazioni, tutte, della pesca.
Rilevo anche - lo faccio volentieri - che nel settore della pesca esiste un rapporto straordinariamente buono con tutte le organizzazioni non solo cooperative, ma anche armatoriali e sindacali. I rapporti con CGIL, CISL, UIL e UGL, nel settore della pesca, sono straordinariamente buoni. Le premesse sono eccellenti per lavorare bene nell'interesse di un settore cruciale per l'economia nazionale.

Back Index Forward