Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 268 del 19/2/2003
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2026-B)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzoni. Ne ha facoltà.

ERMINIA MAZZONI. Intervengo brevemente, signor Presidente, solo per preannunciare il voto favorevole del gruppo dell'UDC su un provvedimento ritenuto necessario da tutto il Parlamento (e anche il voto unanime sull'articolato lo dimostra). Credo quindi vi sia poco da aggiungere, anche rispetto agli interventi che già si sono prodotti in quest'aula in sede di prima lettura: questo testo infatti ci torna nuovamente dal Senato, che ce lo restituisce parzialmente modificato.
L'unico appello che spero arrivi in maniera forte al Senato è che il Senato riesca a comprendere la motivazione della nostra modifica (rispetto all'intervento operato in quella Camera), che è ampiamente motivata e giustificata dalla realtà concreta che si vuole affrontare con questo testo normativo. Ritengo sia essenziale questo intervento legislativo perché esso mira fondamentalmente a tentare di gestire un fenomeno che crea un forte allarme sociale. Si verifica infatti un'insidiosa scomposizione dei rapporti sociali, che impone l'intervento del legislatore. Attraverso questo intervento normativo, che inasprisce un reato già previsto nel nostro ordinamento e ne prevede uno nuovo, si tenta di educare il cittadino, che esprime delle forme di ribellione sociale eccessivamente insidiose e sicuramente inaccettabili: lo Stato tenta quindi di educare


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il cittadino con questo intervento sanzionatorio più forte. Esso tenta di instillare nuovamente nel cittadino anche - mi permetto di dire - quello spirito di solidarietà cristiana, che in alcuni casi sembra mancare. Ritengo quindi sia utile approvare, e in tempi rapidissimi, questo provvedimento legislativo per colmare una lacuna che nel nostro ordinamento si evidenzia in maniera particolarmente dannosa per la vita quotidiana di tutti quanti noi (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Siniscalchi. Ne ha facoltà.

VINCENZO SINISCALCHI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo è fortemente favorevole all'approvazione di questo provvedimento legislativo, dovuto all'iniziativa degli onorevoli Fanfani e Castagnetti e sul quale vi è stato un lavoro attento da parte del relatore Perlini. Tuttavia il nostro voto favorevole non può nascondere una profonda perplessità in ordine alle caratteristiche strutturali di questo potenziamento del reato di omissione di soccorso all'interno del nostro ordinamento.
Certo, le stragi del sabato sera, l'episodio gravissimo della via del Mare - quando un mezzo militare passò oltre senza minimamente fermarsi in occasione di una strage avvenuta sulla strada poco prima - sono elementi da porre alla base di questo sostanziale inasprimento della sanzione nei confronti di chi, in occasione di un incidente - sia che contempli danni soltanto alle cose, sia che contempli danni alle persone -, fa finta di niente, prosegue, non avverte la necessità, non dirò di prestare assistenza - che è un capitolo specifico previsto in queste norme -, ma quanto meno di operare quegli interventi immediati che consentano di contenere gli effetti più gravi del danno.
Tuttavia, in tutta questa legislazione, vi è una lacuna profonda, che non è riferibile solamente al testo, ma ad una mancata cultura della legalità stradale, ad una mancata cultura della legalità in rapporto alla conduzione dei mezzi. Ad esempio, cosa fa la scuola nei confronti di questo importante problema? Qual è l'intervento della pubblica istruzione nei confronti di un adeguamento anche culturale di questi fatti?
Ecco perché affermiamo che non si tratta soltanto di un voto che premia un inasprimento di pena, in quanto l'inasprimento di pena in quanto tale, da che mondo è mondo, ha più un valore simbolico che sostanziale, reale. E sappiamo che questo deterrente non ha vero significato nel diritto penale. Anzi, siamo convinti assertori di un diritto penale minimo che non appesantisca.
Tuttavia - ripeto -, nello spirito di contenere e di promuovere aperture nei confronti della diffusione di una maggiore cultura della legalità anche in questo campo - penso, ad esempio, ad una lacuna tra le tante che, sotto questo profilo, poteva essere colmata anche all'interno della legge delega Moratti approvata ieri - riteniamo che da questa approvazione debba nascere non soltanto l'inserimento della pena maggiore per chi non si ferma o per chi non presta assistenza, ma la possibilità di una campagna, il meno possibile pubblicitaria e il più possibile incidente sulla cultura generale, che passi attraverso la scuola e che contribuisca ad un inizio di riforma e di recupero nei confronti dei devastanti incidenti che tante volte seminano di morte le nostre strade.
In questo spirito, al fine di evitare - come ho detto nel primo intervento - particolari ritardi, il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo esprimerà un voto favorevole su questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, in qualità di proponente del presente


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provvedimento, ho recepito con soddisfazione e con personale apprezzamento il consenso che tutti i gruppi politici hanno espresso sulla proposta di legge in esame.
Si tratta di un provvedimento che interviene su un fenomeno di sostanziale inciviltà, constatabile quotidianamente nell'esperienza di tutti noi. Quando una persona ferita viene abbandonata per strada si è di fronte ad una fattispecie che già trova sanzione nel nostro ordinamento; infatti, è un comportamento censurabile che va contro tutta la cultura solidaristica della quale è permeata la nostra tradizione. E ancor più grave è quando ciò avviene da parte di coloro che hanno causato il ferimento.
Proprio per tale motivo si è ritenuto di intervenire aggravando il sistema sanzionatorio in ordine ad un fenomeno che, in questi ultimi periodi, ha trovato una sostanziale e preoccupante espansione.
Lo abbiamo fatto sotto due profili. Quanto al primo, abbiamo aggravato la sanzione penale e abbiamo consentito, tra l'altro, al magistrato, anche in deroga ai principi generali in materia di arresto in flagranza e di provvedimenti cautelari, di intervenire con misure repressive nei confronti dei responsabili. In secondo luogo, abbiamo operato incidendo direttamente sulla sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida, che riteniamo essere provvedimento in grado di disincentivare massimamente gli autori di questi reati.
Ogni tanto, nelle civiltà e negli Stati, si verificano fenomeni che sono enunciativi di un processo di disgregazione dei valori di fondo. Questo è uno di quelli. Ed è stata proprio la considerazione dell'aggravarsi di questo fenomeno che ci ha indotto ad intervenire con una norma che il recepimento comune di tutto il Parlamento denuncia essere patrimonio altrettanto comune della sensibilità di tutti.
Esprimo soddisfazione e annuncio il voto - ovviamente - favorevole dei deputati del gruppo della Margherita.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

ITALICO PERLINI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ITALICO PERLINI, Relatore. Signor Presidente, sarò brevissimo. Innanzitutto, a parte gli uffici, vorrei ringraziare tutti i gruppi che hanno collaborato nell'esame del testo di questo provvedimento.
Vorrei soltanto precisare che l'esigenza di carattere sociale, evidenziata dal collega Fanfani, è ciò che sta alla base di questo problema, che abbiamo affrontato con molta sensibilità e serietà.
Debbo anche precisare che le variazioni da noi apportate al testo che è pervenuto dal Senato non sono state oggetto soltanto di una presa di posizione senza motivazioni. Abbiamo ritenuto - e su questo punto c'è stata un'ovvia convergenza - che, alla luce anche di recenti provvedimenti adottati da questo ramo del Parlamento e in un contesto generale e sistematico delle norme, dovesse pervenire un segnale forte in relazione a questo reato che implica una particolare dose di inciviltà e di mancata educazione. In questo senso, convengo con l'onorevole Siniscalchi che rileva la mancanza di informazione e di cultura e la necessità di perseguirle. Pensiamo di trovare una soluzione al problema nel corso della discussione di un provvedimento sugli incidenti stradali che è già all'esame della Commissione: in quella sede potrà trovare collocazione anche questo dibattito. Quindi, vorrei fare un'assicurazione per quanto riguarda il problema giustamente sollevato dall'onorevole Siniscalchi.
Per questi motivi, i deputati del gruppo di Forza Italia voteranno a favore del provvedimento.

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