Allegato A
Seduta n. 268 del 19/2/2003

TESTO AGGIORNATO AL 20 FEBBRAIO 2003


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MOZIONI BERTINOTTI ED ALTRI N. 1-00111, RIZZO ED ALTRI N. 1-00141, DILIBERTO ED ALTRI N. 1-00156, VIOLANTE ED ALTRI N. 1-00157, MASTELLA ED ALTRI N. 1-00158, VOLONTÈ ED ALTRI N. 1-00161 E RUTELLI ED ALTRI N. 1-00162, SUGLI SVILUPPI DELLA CRISI IRACHENA


(Sezione 1 - Mozioni)

La Camera,
premesso che:
il Governo degli Stati Uniti d'America ha annunciato che promuoverà una guerra contro l'Iraq, indipendentemente dalle decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
la guerra annunciata, per esplicita dichiarazione dei Governi degli Usa e della Gran Bretagna, avrebbe un carattere «preventivo» e sarebbe finalizzata esplicitamente alla rimozione dell'attuale Governo iracheno;
sia la natura «preventiva» sia le finalità dichiarate della guerra proposta dagli Usa contro l'Iraq sono totalmente incompatibili con lo statuto dell'Onu che, in nessun caso, può promuovere o autorizzare un intervento militare che non segua ad un'invasione di un Paese nei confronti di un altro;
il Governo iracheno ha accettato, senza porre alcuna condizione, un'ispezione Onu in applicazione delle relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza;
l'insistenza dei Governi degli Usa e della Gran Bretagna ha già suscitato dubbi ed esplicite contrarietà in importanti Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza, nonché una ferma reazione del riconfermato Governo tedesco, che ha ribadito l'assoluta indisponibilità a partecipare alla guerra contro l'Iraq, comunque promossa;

impegna il Governo:

a sostenere in tutte le sedi internazionali e nei rapporti bilaterali la propria contrarietà alla guerra contro l'Iraq;
ad annunciare la propria indisponibilità a partecipare direttamente (con truppe italiane) o indirettamente (concedendo l'uso delle basi Nato ed Usa presenti sul territorio nazionale) a qualsiasi intervento militare, comunque motivato, contro l'Iraq.
(1-00111)
«Bertinotti, Giordano, Mantovani, Deiana, Titti De Simone, Alfonso Gianni, Mascia, Pisapia, Russo Spena, Valpiana, Vendola».
(25 settembre 2002)

La Camera,
premesso che:
sono in corso massicci preparativi di guerra da parte di Usa e Gran Bretagna in vista di un prossimo attacco all'Iraq, con un enorme dispiegamento di uomini e mezzi;
tali preparativi proseguono indifferentemente dalle valutazioni degli organismi internazionali e, inoltre, sugli ispettori


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Onu vengono esercitate pressioni che potrebbero inficiarne l'autonomia di giudizio;
il Ministro della difesa italiano, ricevuta richiesta statunitense di sorvolare lo spazio aereo del nostro Paese per voli militari operativi, ha concesso l'autorizzazione, informando solo successivamente e per lettera il Parlamento;
l'utilizzo di basi militari di appoggio situate sul territorio italiano e il sorvolo dello spazio aereo del nostro Paese per azioni collegate al conflitto imminente costituirebbero una partecipazione diretta e di fatto del nostro Paese ad una guerra i cui reali obiettivi sono ben diversi da quelli sostenuti dall'amministrazione americana guidata dal presidente Bush;

impegna il Governo

a non concedere l'autorizzazione all'utilizzo di basi militari italiane o straniere situate sul nostro territorio per azioni collegate alla probabile guerra contro l'Iraq;
a non concedere l'autorizzazione al sorvolo dello spazio aereo italiano per voli stranieri collegati alle azioni militari contro l'Iraq.
(1-00141)
«Rizzo, Diliberto, Armando Cossutta, Bellillo, Maura Cossutta, Nesi, Petrella, Pistone, Sgobio, Vertone».
(14 gennaio 2003)

La Camera,
premesso che:
la guerra contro l'Iraq si può evitare e quindi si deve fare tutto il possibile per evitarla;
la posizione dell'Italia può risultare decisiva sia per evitare la spaccatura dell'Europa, sia per favorire l'obiettivo del disarmo di Saddam Hussein, attraverso soluzioni politiche che valorizzino il ruolo delle Nazioni Unite;
agli ispettori dell'Onu dev'essere riconosciuto il tempo che essi ritengono necessario per effettuare una seria e convincente ricognizione e successiva distruzione degli arsenali non convenzionali dell'Iraq;
il Governo italiano, anche per le specifiche responsabilità di membro attuale della troika e di prossimo presidente dell'Unione europea, deve impegnarsi per ripristinare una linea unitaria dell'Europa e a muoversi all'interno della medesima;
il Governo italiano deve concorrere insieme agli altri partner europei a ripristinare una cooperazione politica tra Usa e Unione europea e deve operare perché l'Onu possa gestire la crisi con pienezza di poteri e risolverla evitando la guerra;
perciò il Governo italiano ha commesso un grave errore quando ha impedito la riunione dei capi di Governo europei, preferendo perseguire, insieme ad altri sette Paesi, una dichiarazione di solidarietà agli Usa, anziché all'Onu;
è stato, altresì, un grave errore della coalizione mondiale costituitasi dopo l'11 settembre 2001 non perseguire l'obiettivo precedente ad ogni altro: portare pace nell'area israelo-palestinese;
viene valutata positivamente la risoluzione votata dal Parlamento europeo il 30 gennaio 2003;
il regime irakeno è un regime dittatoriale e la lotta contro il terrorismo è assolutamente necessaria per la difesa dei fondamentali principi di libertà e di democrazia;
proprio per questo occorre evitare che attorno ad esso si creino pericolose solidarietà, come potrebbe accadere se la lotta al terrorismo fosse basata sull'uso irragionevole della forza;
non esistono le condizioni che legittimino un attacco armato all'Iraq;


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impegna il Governo

nel rispetto dei principi della Costituzione repubblicana e nel rispetto dei trattati internazionali, a non fornire alcun sussidio per operazioni di guerra, ivi compresi l'uso delle basi, il sorvolo dello spazio aereo nazionale e l'utilizzo delle infrastrutture del territorio nazionale;
ad intraprendere una tessitura diplomatica e a dire no ad una guerra il cui svolgimento e le cui conseguenze sarebbero drammatiche.
(1-00156)
(Nuova formulazione) «Diliberto, Pecoraro Scanio, Rizzo, Boato, Armando Cossutta, Bulgarelli, Bellillo, Cento, Maura Cossutta, Cima, Nesi, Lion, Pistone, Zanella, Sgobio, Vertone».
(6 febbraio 2003)

La Camera,
premesso che:
si fa propria la risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 30 gennaio 2003 e si esprime la propria opposizione nei confronti di ogni azione militare unilaterale, ritenendo che un attacco preventivo non sarebbe conforme al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite, portando così ad una crisi più profonda con il coinvolgimento di altri Paesi della regione;
l'informativa al Consiglio di sicurezza dell'Onu del Segretario di Stato Usa Colin Powell non ha fornito elementi risolutivi tali da acclarare una violazione della risoluzione 1441;
sono da censurare i comportamenti e le scelte del Governo caratterizzate insieme dalla rottura del tradizionale profilo europeista della politica estera italiana, culminata nella lettera di alcuni Paesi europei al Presidente degli Usa, e da un'ambigua e supina acquiescenza alle presenti scelte politiche dell'amministrazione degli Stati Uniti d'America;

impegna il Governo

ad adoperarsi per una soluzione pacifica della crisi in atto, sostenendo l'azione delle Nazioni Unite, secondo i contenuti della risoluzione del Parlamento europeo richiamata in premessa, con l'obiettivo di verificare il disarmo iracheno e di evitare la guerra;
ad adoperarsi, in tutte le sedi ed in rapporto con i Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, affinché sia prolungato e rafforzato il mandato degli ispettori per tutto il tempo necessario a dare concreta attuazione alla risoluzione 1441.
(1-00157)
«Violante, Castagnetti, Boato, Intini, Pistone, Cima».
(6 febbraio 2003)

La Camera,
premesso che:
sono da apprezzare tutte le iniziative, come quella franco-tedesca, volte a ripristinare - senza dover ricorrere all'uso delle armi - le condizioni di legalità e del diritto internazionale nella regione irachena e si devono guardare con favore gli sforzi dell'Unione europea in tale direzione, nonché è da condividere il riferimento al ruolo imprescindibile degli organismi internazionali e, in particolare, dell'Onu;
è da condividere l'autorevole appello del Papa a considerare non ineluttabile la guerra ed a riaffermare le ragioni della pace, perché esse prevalgano nelle determinazioni che saranno assunte dagli organismi internazionali e dai Governi degli Stati interessati;
si confermano i tradizionali sentimenti di amicizia nei confronti del popolo


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americano, duramente provato dal terrorismo, e la convinta fedeltà ai principi ispiratori del Patto atlantico;
si ribadisce l'assoluta indisponibilità ad aderire e a sostenere iniziative di intervento militare al di fuori dei deliberati dell'Onu;

impegna il Governo

a perseguire ogni utile iniziativa, in seno all'Unione europea e alla comunità internazionale, volta a consentire la rimozione della minaccia alla pacifica convivenza, dovuta ai comportamenti del regime di Bagdad, attraverso strumenti diversi dall'intervento bellico.
(1-00158)
«Mastella, Pisicchio, Ostillio, Cusumano, Mazzuca Poggiolini, Luigi Pepe, Potenza, Boato».
(12 febbraio 2003)

La Camera,
premesso che:
il punto di partenza per una soluzione politica della questione irachena risulterebbe essere l'esilio del dittatore Saddam Hussein, soluzione che cancellerebbe la necessità di un intervento armato degli Stati Uniti;
tale soluzione non è solamente e principalmente alternativa alla guerra ma lo è anche alla attuale, drammatica situazione dei diritti democratici, di libertà politica e umani;
lo stesso biografo del dittatore, il francese Pierre Jean Luizarde, ha espresso la convinzione che Saddam Hussein potrebbe optare proprio per questa scelta;
l'ipotesi di una amministrazione fiduciaria internazionale controllata dall'ONU, con un mandato a tempo, garantirebbe le condizioni del pieno rispetto ed esercizio dei diritti e delle libertà per gli uomini e le donne irachene, così come sancito dalla Carta dei Diritti fondamentali delle Nazioni Unite;
tale ipotesi, lanciata in un appello da Marco Pannella e che ha ricevuto già l'adesione di oltre duecento parlamentari italiani, non ha avuto sinora un adeguato supporto dai sostenitori della pace, per i quali l'unica alternativa alla guerra é solamente la pace e non anche la libertà, il diritto, la democrazia:

impegna il Governo

a sostenere presso tutti gli organismi internazionali e principalmente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'ipotesi di un esilio del dittatore iracheno e sulla baso dei poteri conferitigli dalla Carta dell'ONU della costituzione di un Governo provvisorio controllato che ripristini a breve il pieno esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali di tutti gli iracheni.
(1-00161)
«Volontè, Ciro Alfano, Barbieri, Dorina Bianchi, Brusco, Conte, Cozzi, D'Agrò, D'Alia, Degennaro, De Laurenttis, Di Giandomenico, Filippo Maria Drago, Giuseppe Drago, Follini, Giuseppe Gianni, Grillo, Anna Maria Leone, Liotta, Lucchese, Maninetti, Mazzoni, Mereu, Mongiello, Montecuollo, Naro, Peretti, Ranieli, Romano, Rotondi, Tabacci, Tanzilli, Tucci, Collè, Enzo Bianco, Boato, Villetti, Intini, Pisicchio, Mastella, Ostillio, Mazzuca Poggiolini, Cusumano, Potenza, Giachetti, Buemi, Violante, Roberto Barbieri, Innocenti, Montecchi, Calzolaio, Magnolfi, Ruzzante, Adduce, Benvenuto, Bersani, Bogi, Bolognesi, Burlando, Cabras, Capitelli, Chiti, Cordoni, Crisci, Crucianelli, Finocchiaro, Grandi, Lucà, Lucidi, Melandri, Minniti, Ottone, Pennacchi,


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Rognoni, Sasso, Sereni, Spini, Turco, Visco, Zani, Abbondanzieri, Agostini, Albonetti, Amici, Angioni, Bandoli, Battaglia, Bellini, Bettini, Bielli, Bonito, Borrelli, Bova, Buffo, Buglio, Caldarola, Carboni, Carli, Cazzaro, Cennamo, Chianale, Chiaromonte, Cialente, Coluccini, D'Alema, Dameri, De Brasi, De Luca, Alberta De Simone, Diana, Di Serio D'Antona, Duca, Fassino, Filippeschi, Fluvi, Folena, Fumagalli, Galeazzi, Gambini, Gasperoni, Giacco, Giulietti, Grignaffini, Grillini, Guerzoni, Kessler, Labate, Leoni, Lolli, Lulli, Lumia, Luongo, Mancini, Manzini, Maran, Paola Mariani, Raffaella Mariani, Mariotti, Marone, Martella, Maurandi, Mazzarello, Motta, Mussi, Nannicini, Nieddu, Nigra, Oliverio, Olivieri, Panattoni, Petrella, Piglionica, Pinotti, Pisa, Pollastrini, Preda, Quartiani, Raffaldini, Ranieri, Rava, Nicola Rossi, Rossiello, Rotundo, Rugghia, Sandi, Sandri, Sciacca, Sedioli, Siniscalchi, Soda, Stramaccioni, Susini, Tidei, Tocci, Tolotti, Trupia, Michele Ventura, Vianello, Vigni, Zanotti, Zunino, Castagnetti, Loiero, Monaco, De Franciscis, Duilio, Gambale, Giachetti, Mantini, Molinari, Morgando, Potenza, Santagata, Sinisi, Stradiotto, Tanoni, Acquarone, Annunziata, Banti, Giovanni Bianchi, Gerardo Bianco, Bimbi, Bindi, Boccia, Bottino, Bressa, Burtone, Camo, Carbonella, Cardinale, Carra, Ciani, Colasio, Cusumano, Delbono, De Mita, Fanfani, Fioroni, Fistarol, Franceschini, Frigato, Fusillo, Gentiloni Silveri, Iannuzzi, Ladu, Letta, Lettieri, Santino Adamo Loddo, Tonino Loddo, Lusetti, Maccanico, Marcora, Marini, Mastella, Mattarella, Meduri, Merlo, Micheli, Milana, Mosella, Ostillio, Papini, Parisi, Pasetto, Luigi Pepe, Pinza, Piscitello, Pisicchio, Pistelli, Realacci, Reduzzi, Rocchi, Ruggeri, Ruggieri, Rusconi, Ruta, Rutelli, Soro, Squeglia, Tuccillo, Vernetti, Villari, Volpini, La Russa, Bocchino, Briguglio, Cristaldi, Franz, Nespoli, Messa, Raisi, Lisi, Cardiello, Airaghi, Saglia, Foti, Ronchi, Alboni, Amoruso, Anedda, Armani, Arrighi, Ascierto, Bellotti, Benedetti Valentini, Bornacin, Buontempo, Butti, Canelli, Cannella, Carrara, Caruso, Castellani, Catanoso, Cirielli, Cola, Giorgio Conte, Giulio Conti, Coronella, Delmastro Delle Vedove, Fasano, Fatuzzo, Fiori, Fragalà, Gallo, Gamba, Garnero Santanchè, Geraci, Ghiglia, Alberto Giorgetti, Gironda Veraldi, La Grua, Lamorte, Landi di Chiavenna, Landolfi, La Starza, Leo, Lo Presti, Losurdo, Maceratini, Maggi, Malgieri, Gianni Mancuso, Luigi Martini, Mazzocchi, Menia, Meroi, Migliori, Mussolini, Angela Napoli, Onnis, Paolone, Patarino, Antonio Pepe, Pezzella, Porcu, Ramponi, Riccio, Rositani, Saia, Scalia, Selva, Serena, Sospiri, Strano, Taglialatela, Trantino, Villani Miglietta, Zaccheo, Zacchera».

La Camera,
nella presente situazione in cui appare possibile pervenire alla definitiva eliminazione delle armi di distruzione di massa eventualmente detenute dall'Iraq, senza ricorso alla guerra;


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apprezzando la decisione del Consiglio di sicurezza dell'ONU di proseguire le ispezioni;
valutando positivamente il documento approvato dal Consiglio europeo il 17 febbraio 2003;
sottolineando il valore straordinario della partecipazione popolare alle manifestazioni per la pace svoltesi in tutto il mondo, che interpretano un larghissimo orientamento delle opinioni pubbliche di tutti i paesi;
condividendo il richiamo del Capo dello Stato ai consolidati capisaldi della politica estera, della Repubblica ed alla Costituzione;
riconoscendo il grande valore morale delle dichiarazioni e iniziative della Santa Sede;
confermando la contrarietà alle dottrine e ipotesi di «guerre preventive»;
disapprovando la conduzione politico-diplomatica della crisi nelle scorse settimane da parte del Governo;

impegna il Governo

a sostenere il rafforzamento delle ispezioni delle Nazioni Unite volte all'effettivo smantellamento degli armamenti proibiti eventualmente identificati dalle ispezioni stesse;
a non dare per scontato uno scenario di guerra che non c'è e che va scongiurato e dunque a non fornire alcun supporto politico, diplomatico, operativo e logistico a qualunque azione che configuri un coinvolgimento dell'Italia in direzione della guerra;
a operare per rendere piena ed efficace l'unità politica e strategica dell'Unione europea anche alla luce delle indicazioni contenute nel documento conclusivo del Consiglio europeo del 17 febbraio 2003 e per rendere piena la responsabilità delle Nazioni Unite nella risoluzione della crisi irachena;
ad assumere nuove e concrete iniziative per riprendere il processo di pace in Medio Oriente e risolvere il conflitto israelo-palestinese;
impegna, infine, il Governo
a non assumere in ogni caso alcuna determinazione circa gli sviluppi futuri della crisi irachena senza la preventiva autorizzazione del Parlamento.
(1-00162)
«Rutelli, Fassino, Intini, Pecoraro Scanio, Rizzo, Pisicchio, Boato».