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PRESIDENTE. L'onorevole Guido Dussin ha facoltà di
GUIDO DUSSIN. Signor Presidente, ci sono problemi di attraversamento dei valichi alpini, rappresentati sul versante francese dalla minaccia di chiusura, da parte delle autorità transalpine, di alcuni valichi, quali il Monginevro e il Colle della Maddalena, e sui versanti svizzero e austriaco da penalizzazioni di carattere economico (ecopunti e pedaggi), oltre ai già noti problemi strutturali e alla mancata realizzazione o al mancato adeguamento di alcuni passaggi di comunicazione con il centro Europa. Da tale stato di cose conseguono gravi danni economici al comparto dell'autotrasporto italiano e, più in generale, all'intera economia nazionale, svantaggiata sul terreno della competitività e impedita nelle sue possibilità di esportazione.
PRESIDENTE. Il ministro per le politiche comunitarie, onorevole Buttiglione, ha facoltà di
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, devo complimentarmi con i proponenti di questa interrogazione per averla indirizzata al ministro per le politiche comunitarie e non al ministro degli affari esteri, perché questo è un tema comunitario. Poi, leggendo l'elenco dei firmatari trovo al secondo posto il nome dell'onorevole Sergio Rossi, il quale è un fine conoscitore di questioni comunitarie, e capisco perché è stata fatta questa giusta scelta. Noi diciamo che la questione valichi non è una questione bilaterale fra l'Italia e la Francia, fra l'Italia e la Svizzera, fra l'Italia e l'Austria e così via. Noi diciamo che è una questione comunitaria, perché tocca due
delle quattro libertà fondamentali sulle quali è costruito il mercato interno.
PRESIDENTE. Era solo un affettuoso richiamo. Il tempo è il peggior tiranno che esista, dopo Saddam.
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Condensando tutto in breve, noi siamo contro gli ecopunti. Ieri, ho parlato con il commissario Loyola de Palacio insistendo sul fatto che gli ecopunti non vanno bene, e che devono essere aboliti. Ieri abbiamo riportato, credo, una significativa vittoria. Sono partito da Strasburgo prima del voto parlamentare, ma mi pare che ci fosse una larga maggioranza sulla nostra posizione. Basta con gli ecopunti, sostituiamoli con un sistema che penalizzi chi inquina. Tra l'altro, la gran parte degli autocarri italiani non inquinano perché abbiamo adottato misure per il rinnovo del nostro parco.
PRESIDENTE. Onorevole ministro, la prego concludere.
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. No al Tropfenzähler. Con una lettera alla Commissione abbiamo iniziato una procedura per aprire una trattativa con la Svizzera, che viene meno all'impegno del trattato per lo spazio economico comune europeo. Occorre vigilanza verso la Francia con cui andiamo d'accordo, ma da cui ogni tanto arrivano notizie che ci preoccupano e poi il lungo discorso della generale costruzione di un sistema logistico italiano. Ma qui mi taccio altrimenti il Presidente mi caccia via.
PRESIDENTE. No, onorevole ministro, l'ho lasciata parlare un minuto di più, perché come vecchio ministro delle politiche comunitarie ritengo che lei meriti solidarietà per l'ufficio che ricopre.
GUIDO DUSSIN. Signor Presidente, ringrazio il ministro anche per i modi e soprattutto per l'interessamento che ha manifestato presso la Comunità europea. È ovvio che questa è una questione prettamente e strettamente europea di sua
competenza. Ovviamente, tutto il Governo dovrà essere su questa linea e del resto vi è la nostra volontà e la nostra ricerca della libertà e della possibilità che la democrazia si compia anche nella comunicazione delle merci: non basta comunicare solamente le idee, ma bisogna comunicare in senso più ampio. In questo caso, noi auspichiamo che le merci possano viaggiare velocemente e celermente proprio per dare a uno Stato moderno, come il nostro e come l'Europa dovrebbe essere, quel benessere che tutti quanti noi vogliamo e auspichiamo. Lo capiamo benissimo, e per questo vogliamo il corridoio n. 5 da Kiev fino al Portogallo e una ferrovia leggera che possa collegare attraverso i nostri valichi per non trovarci rinchiusi in una situazione fisica all'interno delle nostre Alpi. Noi della pianura padana vogliamo che le nostre merci possano accedere velocemente.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Pertanto, vi è la violazione di alcuni principi fondamentali della Comunità economica europea, quali la libertà di concorrenza e la libera circolazione delle merci e delle persone. Chiediamo, quindi, quali iniziative il Governo abbia inteso e intenda intraprendere in sede comunitaria per far rispettare i principi sopra esposti e, nel contempo, tutelare i legittimi interessi nazionali. Questa è la nostra richiesta. La ringrazio.
Il mercato interno è costruito sulla libertà di movimento delle persone, delle merci, delle informazioni e dei servizi. Ora, le informazioni e i servizi viaggiano per via telefonica o tramite Internet; le persone e le merci passano per i valichi. Attraverso dodici valichi passa il 50 per cento del commercio estero dell'Italia. Quando uno di questi valichi si chiude, per noi è un'emergenza nazionale. Non è una questione bilaterale. È una questione di libertà fondamentali. È una questione europea.
Insisto su questo aspetto, perché il Governo Berlusconi ha tentato di impostarla come questione europea, ottenendo qualche vantaggio rispetto alle impostazioni precedenti su base soltanto bilaterale. Ricorderete la chiusura del valico del monte Bianco. In quell'occasione, siamo andati a Bruxelles in delegazione, chiedendo un incontro non con il commissario per i trasporti ma con una delegazione della Commissione europea, e abbiamo ottenuto una forte pressione da parte della Commissione che ci ha permesso di riaprire il valico del monte Bianco.
Quando qualche settimana fa si è sparsa la notizia, che io a prima vista ho valutato come tendenziosa e infondata, che la Francia aveva intenzione di chiudere non uno ma due valichi alpini (che poi - ahimè - si è rivelata non tanto tendenziosa e non tanto infondata), noi siamo riusciti a parare il colpo perché, di nuovo, abbiamo minacciato un immediato ricorso alla Commissione europea. Si tratta di una questione di libertà, non di una questione di autotrasporto. Si tratta di una questione di competitività, perché i costi dell'autotrasporto, l'incertezza sui termini di consegna, le perdite per i materiali deperibili dovute alla lunghezza del viaggio che si protrae, sono tutti fattori che, a parità di condizioni, fanno perdere il produttore italiano nella competizione con il produttore che si trova al di là delle Alpi ... Signor Presidente, era un invito a chiudere?
L'onorevole Guido Dussin, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di
Apprendiamo con soddisfazione la questione degli ecopunti che lei sta per porre in Europa e le diamo una mano fin d'ora affinché questo problema possa essere risolto per tutti i nostri operatori del mondo del trasporto, ma anche per le nostre aziende, perché così potremo abbassare e di molto i costi delle stesse merci, in alcuni casi nella misura di oltre il 40 per cento.
Oltre a far questo si risolvono anche i problemi dell'inquinamento e tante altre questioni fondamentali. Migliorare i valichi rappresenta un altro punto importante; ciò non riguarda il suo dicastero, ma, sicuramente, proseguendo su questa strada potremo raggiungere grandi successi.
È per questo motivo che ci riteniamo soddisfatti della sua risposta.
Ringrazio il Governo ed i colleghi che sono intervenuti.
Sospendo brevemente la seduta che riprenderà alle 16,10.


