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PRESIDENTE. L'onorevole Grignaffini ha facoltà di illustrare l'interrogazione Tocci n. 3-01919 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3), di cui è cofirmataria.
GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, signor ministro, il mondo della ricerca italiana ha bisogno di cinque cose concrete: risorse per arrivare al 3 per cento del PIL, come indicato dalla comunità europea; fiducia, attenzione e sostegno
da parte delle forze politiche per avere norme chiare e certezze sugli assetti istituzionali; autonomia; dimensione europea; accesso ai giovani. È il contrario di quello che è contenuto nelle vostre finanziarie, in più voi in questi giorni avete presentato decreti legislativi per il riordino del CNR senza avere consultato la comunità scientifica e imponendo l'arbitrio di una struttura burocratica, come quella dei dipartimenti, che è direttamente di nomina governativa. Il Governo controlla anche la finalità, la progettualità della ricerca. Ancora, il commissariamento del CNR, è stato impugnato da una sentenza del TAR del Lazio.
Signor ministro, migliaia di ricercatori oggi sono in piazza, hanno consegnato i loro strumenti di lavoro, un minuto di silenzio è stato fatto all'assemblea generale del CNR nei giorni scorsi; le chiedono di essere consultati e anche noi lo chiediamo; le chiedono di sospendere i decreti quanto meno in attesa delle verifiche dell'indagine conoscitiva promossa dal Parlamento che molte cose potrebbe dirci sullo stato della ricerca in Italia.
PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dottoressa Moratti, ha facoltà di
LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei innanzitutto ribadire che il Governo è profondamente convinto dell'importanza di un ampio confronto con la comunità scientifica sul riordino degli enti di ricerca. La consultazione della comunità scientifica è stata avviata già nell'aprile dell'anno scorso quando sono state presentate le linee guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo. In quell'occasione è emersa l'esigenza delle riordino del sistema della ricerca nel suo complesso finalizzato a realizzare una migliore sintonia tra l'organizzazione degli enti e gli obbiettivi definiti dalle linee guida.
da parte della VII Commissione del Senato, che peraltro ha già espletato la prima fase di audizione del ministro, del viceministro e del direttore generale. Naturalmente, dei suggerimenti e delle proposte che emergeranno dai risultati dell'indagine conoscitiva si terrà conto nella stesura definitiva dei decreti.
PRESIDENTE. L'onorevole Tocci ha facoltà di
WALTER TOCCI. Signor Presidente, signor ministro, con tutto il rispetto, a sentire le sue parole cadono le braccia. Stamane qui davanti al Parlamento migliaia di scienziati italiani hanno protestato, hanno manifestato la loro insoddisfazione e anche l'offesa ricevuta dal Governo per non essere stati consultati. Lei, ministro, ha licenziato il presidente del CNR senza neppure fare una telefonata; lei passa per una persona educata le domando: fa la stessa cosa quando licenza la sua colf, non le fa neppure una telefonata? Voi non vi rendete conto che state portando allo stremo gli enti di ricerca italiani. La informo che, a giugno, in molti laboratori dove si fanno ricerche avanzate, i responsabili non sapevano come pagare le bollette del telefono. Il CNR, in queste settimane, ha dovuto rinunciare a progetti internazionali e state facendo fare una brutta figura ai nostri scienziati e quindi al nostro paese. I nostri scienziati sono costretti a dire ai loro colleghi europei: non possiamo continuare a lavorare con voi perché il Governo finanzia la ricerca. Si informi! Il progetto internazionale del grande telescopio delle Canarie non vedrà più la partecipazione italiana se non verrà finanziato l'istituto nazionale. Avete bloccato le assunzioni, abbiamo ricercatori anziani, di circa cinquant'anni, in questo momento nei laboratori italiani ci sono giovani valenti, di grande genialità, di grande passione: state sbattendo in faccia a questi giovani tutte le porte, devono, ancora una volta, emigrare all'estero per fare ricerca.
PRESIDENTE. Onorevole Tocci, la invito a concludere.
WALTER TOCCI. Concludo, Presidente.
In questa ottica, il ministero ha proceduto ad un'attenta considerazione del sistema della ricerca sulla base della delega conferita al Governo dalla legge n.59 del 1999, riaperta dalla legge n.137 del 2002, e ha provveduto prima di tutto al riordino dei maggiori enti: CNR, INAF e ASI.
Il riordino è finalizzato ad attribuire a ciascun ente una missione più chiara, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni. Il riordino è necessario, inoltre, per assicurare un più forte raccordo tra enti, università e mondo produttivo; per favorire l'integrazione delle strutture di ricerca su base multidisciplinare, condizione necessaria per l'inserimento nelle reti di ricerca europee; per realizzare un più efficiente utilizzo delle risorse, per dare una nuova centralità ai ricercatori, per sviluppare una cultura manageriale e di progetto.
Sugli schemi dei decreti legislativi di riordino degli enti di ricerca è stato avviato il confronto con la comunità scientifica. A questo fine, si è svolto un incontro il 23 gennaio con i presidenti degli enti, i presidenti del CUN, della CRUI e del CIVR, e con le organizzazioni sindacali. Non essendo gli schemi di regolamento ancora approvati dal Consiglio dei ministri, nel corso dell'incontro ne sono state illustrate, in modo dettagliato, le linee fondamentali. Gli schemi sono ora pubblicati sul sito Internet del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, e di questo sono stati informati tutti i presenti alla riunione, e invitati a formulare osservazioni. La fase di confronto è destinata quindi a proseguire con modalità diverse fino alla conclusione dell'iter, che prevede un parere del Parlamento e l'esame definitivo da parte del Consiglio dei ministri.
L'approvazione dei decreti è urgente; il riordino va attuato entro il 30 giugno di quest'anno. Scaduto infatti tale termine, senza che il Governo abbia provveduto, l'articolo 34 della legge finanziaria 2003 prevede la soppressione e la conseguente messa in liquidazione degli enti.
L'esame parlamentare sui decreti di riordino procederà, pertanto, parallelamente alla prosecuzione dell'indagine conoscitiva
Sullo schema riguardante il CNR, vi è stata una forte contestazione da parte presidente Lucio Bianco. Di qui l'esigenza del commissariamento, per assicurare una direzione dell'ente coerente con gli obiettivi perseguiti dal Governo con il riordino.
L'esigenza del riordino è del resto condivisa da una larga parte della comunità scientifica. Si è costituito un comitato per la riforma della ricerca in Italia, cui partecipano tutti i presidenti degli enti di ricerca, eccetto quelli del CNR e dell'INFM, con l'obiettivo di svolgere quel ruolo propositivo e costruttivo che ho più volte auspicato. La stessa senatrice Levi Montalcini, che in un primo momento aveva criticato l'impostazione, ha ora riconosciuto la necessità dell'intervento.
Parlate di efficienza eppure fate il contrario! Abbiamo l'istituto nazionale di fisica della materia, un gioiello che tutti ci invidiano, all'avanguardia nelle frontiere più avanzate della ricerca scientifica: dalle nanotecnologie alla quantum information eppure volete sopprimerlo. Ogni Governo europeo porta in palmo di mano i suoi centri di ricerca voi, invece, avete intrapreso una campagna di denigrazione del CNR.
Consulti i dati; le pubblicazioni scientifiche del CNR sono, in rapporto al numero del personale, le migliori rispetto all'istituto Max Palnck Institut e al CNRS francese. State affossando la ricerca ma noi ve lo impediremo, consulteremo tutta la comunità scientifica, avanzeremo le nostre proposte, ogni giorno, qui in Parlamento, utilizzando tutti gli strumenti, faremo avanzare un altro modo. Difendere la ricerca italiana significa assicurare un futuro degno al nostro paese (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).


