Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 264 del 12/2/2003
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La seduta, sospesa alle 10,35, è ripresa alle 10,50.

Si riprende la discussione del disegno di legge n. 3387 ed abbinate.

(Ripresa esame di una questione sospensiva - A.C. 3387)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla questione sospensiva Bressa ed altri n. 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 394
Astenuti 1
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 217).

Prendo atto che l'onorevole Garagnani non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che avrebbe voluto esprimere voto contrario.
L'Assemblea può, dunque, procedere all'esame degli articoli del disegno di legge n. 3387 e degli emendamenti.

ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, intervengo su un tema che tra l'altro è già stato discusso in precedenza ed ora ci troviamo di fronte ad una scelta.
Volevo far presente, signor Presidente, che questa mattina la Commissione bilancio è stata convocata alle ore 8 per esprimere il parere sul provvedimento in esame; tale parere dalle 8 è stato posticipato alle ore 8,30 per poi giungere in aula alle ore 10 con un nulla di fatto.
Mi pare che la questione sollevata ieri pomeriggio, all'inizio dei nostri lavori, dal presidente Violante, avesse appassionato l'Assemblea portando ad un dibattito in cui sono intervenuti gli onorevoli Boccia, lei stesso ed altri, proprio sul parere che la V Commissione avrebbe dovuto esprimere; si trattava a mio avviso di una questione fondata. In sostanza, era già evidente che ci si avviava a discutere di una delega al Governo della quale, oggettivamente, non si comprendeva la questione


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fondamentale della copertura e della possibilità finanziaria di sostenerla.
Volevo rivolgere un appello, a lei anzitutto, signor Presidente, ed al Governo (qui autorevolmente rappresentato dal viceministro Possa e dai sottosegretari). Stamane in Commissione abbiamo riscontrato l'impossibilità di procedere e dunque questo appello si estende anche ai colleghi della maggioranza. Si presenta, ora, una questione seria; mi riferisco al problema di avviare la trattazione di iniziative legislative, che tra l'altro attengono ad un problema strategico come quello del futuro delle giovani generazioni (parlo dunque della scuola, della ricerca, dell'università), e di farlo in maniera logica, come compete ad un'Assemblea legislativa che anzitutto si sincera di essere nella possibilità di procedere.
Pensiamo, oggi, 12 febbraio, allo scivolone che questa mattina si è verificato in Commissione bilancio su questo provvedimento (che da ieri ci vede impegnati) e pensiamo al fatto che fra pochi minuti, di fronte al palazzo Montecitorio, si riuniranno esponenti e rappresentanti del mondo della ricerca scientifica per protestare sul modo, perlomeno brusco - per non dire irrituale -, con cui è stata affrontata la questione del Centro nazionale delle ricerche (questione che tra l'altro dal livello del Governo e del Parlamento è finita già nelle aule dei tribunali amministrativi), con scorno perlomeno di tutta la classe dirigente del nostro paese. Ancora, guardiamo alla discussione strozzata e asfittica che si è svolta su questi stessi problemi nella sessione di bilancio, se ricordiamo come titolarono i giornali dopo la riunione del Consiglio dei ministri nella quale vi fu la ripartizione delle risorse, alla fine dello scorso anno, in particolare per quanto concerne il distinguo e le differenti valutazioni tra il ministro Moratti ed il ministro dell'economia e delle finanze Tremonti,
Poiché qui sono in gioco, come dicevo prima, gli interessi delle future generazioni e, quindi, anche della competitività del nostro paese che tutti amiamo, sia maggioranza sia opposizione, chiedo a coloro a cui mi sono rivolto - a lei Presidente, al Governo, ai parlamentari della maggioranza - di fare un chiarimento su questa vicenda. Da parte mia ritengo che si debba portare in Assemblea quello di cui si è in grado di discutere e per il quale esistono le risorse finalizzate a realizzare degli obiettivi definiti; ciò al fine di evitare questa vergogna - che domani sarà nuovamente riportata dagli organi di stampa - e cioè che quando si discute di scuola, ricerca, e università, questo Governo si imballa in una maniera che dire scandalosa è dire poco (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

FERDINANDO ADORNATO, Presidente della VII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERDINANDO ADORNATO, Presidente della VII Commissione. Signor Presidente, da parte mia lascerei fuori le questioni relative al Consiglio nazionale delle ricerche anche perché esse non attengono all'odierna discussione. Non parlerei nemmeno di scivolone della Commissione bilancio perché l'ordine del giorno odierno prevede l'esame di un disegno di legge assai importante con il quale la maggioranza vuole realizzare una di quelle grandi riforme che segni il cammino del 2003. È particolarmente importante, pertanto, che si cominci con la riforma della scuola che, peraltro, sta a cuore a tutto il paese.
Da un punto di vista logico e anche procedurale il parere della Commissione bilancio su questo disegno di legge delega è importante, soprattutto per l'articolo 7 dell'articolato. Pertanto, da un punto di vista logico e procedurale potremmo anche iniziare l'esame di questo provvedimento. Tuttavia, ritengo sia ragionevole quanto è stato poc'anzi richiesto, vale a dire iniziare l'esame di questo disegno di legge delega soltanto una volta acquisito il parere della Commissione bilancio. Conseguentemente, pur non condividendo il modo, il tono e alcuni giudizi espressi, ritengo che questa richiesta, ripeto, sia ragionevole e, pertanto, anche l'Assemblea dovrebbe concordare


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nel richiedere la sospensione dell'esame di questo provvedimento in attesa che la Commissione bilancio esprima il proprio parere.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, ritengo saggia la proposta avanzata dal presidente della VII Commissione, onorevole Adornato. Come si ricorderà, ieri noi abbiamo posto il problema della copertura e l'onorevole Elio Vito disse (si veda il resoconto stenografico della seduta di ieri): credo che la questione proposta dal presidente Violante potrà essere considerata di nuovo domani nel momento in cui inizieremo l'esame del provvedimento stesso.
Oggi, siamo sul punto di esaminare il provvedimento ma manca il parere della Commissione bilancio. Pertanto, ritengo sia saggio attendere il parere della V Commissione e poi riprendere l'esame del provvedimento. Detto ciò, concordiamo con la richiesta formulata dal presidente della VII Commissione.

PRESIDENTE. Ci sarebbero altri colleghi deputati che chiedono di parlare, tuttavia, per la Presidenza la decisione può considerarsi assunta nel senso appena suggerito.
Ieri abbiamo assunto una decisione che comportava una qualche forzatura politica ma che rispettava il regolamento. Oggi mi sembra ragionevole che non si proceda alla discussione del provvedimento in mancanza del parere della Commissione bilancio.
Ritengo, a questo punto, di sospendere l'esame del provvedimento, in tema di delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, e di passare al successivo punto posto all'ordine del giorno.

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