Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 262 del 10/2/2003
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(Repliche dei relatori e del Governo - A.C. 3605)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per l'VIII Commissione, onorevole Germanà.

BASILIO GERMANÀ, Relatore per la VIII Commissione. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione i colleghi dell'opposizione i quali, giustamente, hanno rilevato che il problema non riguarda questo Governo (come ha affermato poc'anzi il collega Lion); esso riguarda, collega Lion, non 13 anni, ma ben 15 anni. Facciamo riferimento alla legge del 1988. Se oggi ci troviamo in tali condizioni - ha ragione Lion - la colpa non è di questo o di quel Governo ma di tutti coloro che dal 1988 al 2002 purtroppo hanno avuto la sfortuna di vedere queste tre centrali continuare ad inquinare. Questo è il primo aspetto.
Il collega Quartiani ha fatto riferimento a dati ed informazioni di quadro. Giustamente, egli afferma che non si può sfuggire ai problemi; ma questi quadri, collega Quartiani, ancora non li abbiamo. Premesso che vengano presentati dei progetti, è chiaro che gli stessi dovrebbero essere seguiti passo passo con attenzione dal Governo. Infatti io, in quanto gestore, potrei presentare un progetto ed essere, in base al decreto-legge, in un certo senso, a posto. Tuttavia, credo che la tutela della salute dei cittadini che non ha né sinistra né destra riguardi noi tutti. Mi fa piacere vedere che non vi sottraete ad un atteggiamento propositivo nei riguardi qualsivoglia provvedimento.
Il collega Frigato ha fatto riferimento alla responsabilità delle varie regioni, in particolare al Veneto. Io non ho voluto fare riferimento alla responsabilità della regione Sicilia che quattro anni fa, con un governo di un altro colore politico (lo rilevo in questo momento per compensare non per accusare) addirittura consentì con decreto di proseguire la produzione di energia di San Filippo del Mela in quantità quattro volte superiore rispetto a quella prevista dalla legge. Ma non è questo il problema. Non possiamo litigare oggi se questa o quella regione abbia sbagliato in passato. Certamente, in questo momento dobbiamo trovare un punto di unità per migliorare, laddove è possibile, questo provvedimento, come diceva giustamente il collega Grotto, ed andare avanti. Questo è ciò che dovremo fare.
Il collega Alfonso Gianni faceva riferimento al nucleare. No, collega Gianni, io non volevo difendere il nucleare, io dico che oggi siamo nell'Unione europea e non è possibile che andiamo a pagare con valuta estera, che diamo ai francesi un grosso contributo, che perdiamo ore di lavoro. I rischi per l'Italia sono perfettamente uguali se c'è il nucleare in Francia o, peggio ancora, in alcune nazioni dell'est, dove i nuclei non sono protetti. Infatti, il disastro di Chernobyl si è verificato, ha ragione lei, ma se ne potrebbero verificare uno, due, tre, quattro di questi Chernobyl. Non capisco come mai questi 15 paesi dell'Unione europea non comincino a pensare veramente di dire ai paesi dell'est: noi andiamo a proteggere i nostri nuclei, che oggi sono mal combinati e che sono ad alto rischio, e di contro ci date una parte dell'energia.
Quindi, io non difendo il nucleare, difendo la politica di questi ultimi vent'anni; dal 1980 ad oggi non c'è stato alcun danno energetico in Italia. Bene fa il ministro Marzano nel momento in cui dice che facciamo questo decreto «sblocca centrali» per non dipendere dai ricatti dei vari gestori. Noi vogliamo tutelare il lavoro, vogliamo tutelare i gestori, non possiamo cedere ai ricatti continui dell'occupazione in relazione ai quali all'improvviso si dice: no, mandiamo a casa tutti quanti. Questo si è verificato nei collegi di tutti i parlamentari. Noi abbiamo avuto i nostri


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400 lavoratori della Sicilia che per circa 20 giorni sono rimasti dietro alle porte della regione Sicilia a protestare.
Ora noi non dobbiamo cedere al ricatto, ma dobbiamo salvaguardare la salute dei cittadini. Lei faceva riferimento a all'orimulsion, io non sono contro l'orimulsion, per carità, me ne guarderei bene, perché possono bruciare qualsiasi cosa. A me, a noi della maggioranza, a voi dell'opposizione, a tutti quanti interessa che venga tutelata la salute dei cittadini. Su questo siamo tutti d'accordo. Qual è il problema di quella zona, che, senza dubbio, oggi non solo ha dei pregi dal punto di vista ambientale, ma ha anche l'unica industria che Dio ci ha dato (il sole ed il mare)? Circa un mese fa, a causa del crollo di quel costone dello Stromboli, c'è stata un'onda anomala; ebbene, le navi che erano ormeggiate e stavano scaricando alla raffineria hanno rotto gli ormeggi; queste condutture che dalle navi andavano alla raffineria hanno versato in acqua quel prodotto. Ma se quel prodotto anziché essere del greggio fosse stato orimulsion, che cosa sarebbe successo in quella zona? Quindi, me ne guardo bene dal dire: questo prodotto «sì», quel prodotto «no». Non è compito mio.
Credo che, insieme, dobbiamo trovare le soluzioni per migliorare, se possibile, il provvedimento e, ripeto, per tutelare anche i gestori, che hanno i loro diritti (e anche i loro torti, perché non è possibile che dopo 15 anni non riescano ad «ambientalizzare»). Ricordo che l'ENEL voleva comprare l'acquedotto pugliese, e che l'ENI reinvestiva - come qualcuno diceva - in telefonini; poi ha venduto a terzi e noi oggi ci troviamo di fronte a grossi problemi. Questa è la realtà. Certamente, dobbiamo cercare di guardare avanti, e guardare avanti significa programmare, essere competitivi sui mercati, dare l'energia ai nostri produttori, agli artigiani, ai commercianti, alle famiglie, come la pagano tutti gli altri. Non credo di dover aggiungere altro. Mi auguro che si riesca in tempi brevissimi a mandare il provvedimento al Senato, anche perché il 22 scade il termine per la conversione del decreto. Credo che dovremmo al più presto trovare un'intesa per migliorare il provvedimento nelle parti dove è possibile migliorarlo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per la X Commissione, onorevole Saglia.

STEFANO SAGLIA, Relatore per la X Commissione. Signor Presidente, condivido le considerazioni fatte dal collega Germanà, quindi non mi dilungo oltre. Voglio solo sottolineare il fatto che, vista la scadenza del 22 febbraio, la maggioranza e i relatori sono disponibili a valutare nella giornata di domani proposte emendative migliorative, a patto che ci sia un rapporto politicamente corretto che ci consenta di rispettare i tempi e quindi consenta l'ulteriore passaggio al Senato, perché, altrimenti ci dovremmo rassegnare a convertire il decreto così com'è.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare è rappresentante il Governo.

GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, rinuncio alla replica.

PRESIDENTE. Sta bene.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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