Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 262 del 10/2/2003
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PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

La seduta comincia alle 16,10.

TEODORO BUONTEMPO, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 3 febbraio 2003.
(È approvato).

In occasione della giornata della memoria dell'esilio delle popolazioni italiane dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia (ore 16,12).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati - saluto una sua delegazione, oggi presente in aula (Generali applausi, a cui si associano i membri del Governo) - celebra oggi la prima giornata della memoria dell'esilio delle popolazioni istriane italiane dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. La drammatica vicenda di questi italiani è rimasta per troppo tempo confinata nelle pieghe nascoste della nostra storia. Solo in questi ultimi anni essa è stata pienamente riconosciuta nella sua tragicità ed ha acquisito uno spazio finalmente adeguato nella memoria della nostra nazione.
L'Italia intera si è finalmente riconciliata con questi suoi figli, non perché si siano risolte tutte le pendenze che ancora mantengono aperte le ferite di quei giorni, ma perché è stata finalmente restituita all'esodo degli istriani quella centralità nelle vicende nazionali dello scorso secolo che essa meritava per le grandi sofferenze che gli esuli dovettero sopportare.
La fine delle ideologie che si sono combattute nel corso del novecento ha svelato tutto intero il dramma dei nostri esuli. La costruzione della grande famiglia europea consente di guardare oggi con fiducia al destino futuro di quelle terre di confine, rendendo sempre più sfuocato il ricordo del sanguinoso contrasto tra nazionalità che ha attraversato il periodo del fascismo e poi gli anni delle persecuzioni antitaliane del regime di Tito.
Onorevoli colleghi, oggi la Camera dei deputati ricorda il doloroso esodo di migliaia di nostri concittadini, costretti a lasciare l'Istria, Fiume e la Dalmazia, strappati dalle loro radici e privati per lunghi anni, nella loro stessa patria, della solidarietà morale cui invece avevano pienamente diritto.

MIRKO TREMAGLIA, Ministro per gli italiani nel mondo. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MIRKO TREMAGLIA, Ministro per gli italiani nel mondo. Signor Presidente, la ringrazio per quanto lei ha detto, per questo atto d'amore nei confronti degli esuli da Fiume, Istria e la Dalmazia - centinaia di migliaia - cacciati allora dalle loro terre e che io ho ritrovato in ogni parte del mondo. Lo dico con profonda commozione, nello stesso tempo in cui il ricordo va ai caduti, agli italiani che sono stati massacrati dalla barbarie nelle foibe ed ai quali rivolgiamo il nostro pensiero, un nostro atto di omaggio e di devozione.
Questo è un riconoscimento ma, nello stesso tempo, un impegno, un impegno per la memoria, in modo che i ragazzi possano sapere e che la storia ritorni ad essere in mezzo a noi al di fuori di qualsiasi strumentalizzazione politica, nel rispetto totale della verità e della giustizia.


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Per cui, atto d'amore, atto di devozione assoluta a voi che li rappresentate ed onore e gloria a tutti i nostri caduti martiri per l'Italia (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania).

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