![]() |
![]() |
![]() |
GIUSEPPE GIULIETTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, quando, ieri sera, l'onorevole Elio Vito mi ha dato del bugiardo sulla vicenda delle videocassette (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia), la cosa mi ha molto addolorato e, soprattutto, ha mortificato i miei famigliari (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Per queste ragioni - ho un animo sensibile come il presidente Elio Vito (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia) - vorrei verbalizzare un passo tratto da Il Giornale, che non è un quotidiano - come a lei sarà noto - ancora soffocato dal comunismo, a differenza dei quotidiani inglesi. Il Giornale ad un certo punto dice in modo molto corretto, parlando di un comunicato del comitato di redazione del Tg1 (perché ieri si è parlato qui di giornalisti sofferenti): riteniamo gravissimo ed inaccettabile quanto è accaduto ad Arcore; ai cronisti è stato di fatto impedito di svolgere il loro ruolo professionale. Il Presidente si è poi sottratto alle specifiche domande dei cronisti sulla Cassazione rinviandole alla dichiarazione filmata. Se prima c'era il sospetto che Berlusconi confondesse i giornalisti con la buca delle lettere, adesso il rischio è che pretenda di utilizzarli come postini.
Non è una mia dichiarazione, che sarebbe troppo forte, ma viene dal Cdr del Tg1. Potrei ricordare quello del Tg2, altri comunicati o il bel corsivo che c'è in prima pagina su La Stampa di oggi, ma sarebbe eccessivo e ingeneroso. Mi auguro solo che anche l'onorevole Elio Vito voglia riflettere nel fine settimana.
Una sola precisazione. In questo caso, e in ogni caso, il bugiardo non sono io (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Prendo atto della sua dichiarazione, porti parole di conforto ai suoi familiari anche da parte mia.
WALTER TOCCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
WALTER TOCCI. Signor Presidente, un gruppo di scienziati ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica. Ne ha dato notizia oggi con ampio spazio il Corriere della Sera. Gli scienziati hanno protestato contro i propositi del Governo che vuole mettere commissari politici a capo degli istituti di ricerca, della ricerca pubblica italiana. Si vuole trasformare il CNR e gli altri enti con la stessa lottizzazione che ha
caratterizzato la RAI. Non era mai successo prima che il comando politico arrivasse fin nei laboratori della ricerca scientifica. Se andranno avanti questi propositi, se domani il Consiglio dei ministri dovesse approvare i decreti legislativi che contengono queste gravissime norme, si darebbe un altro colpo alla ricerca italiana.
In questo modo, si costringerebbero tanti altri scienziati ad abbandonare il nostro paese. La preoccupazione per queste gravi misure si è già propagata a livello internazionale. Già questa mattina la più prestigiosa rivista scientifica, Nature, contiene un articolo che denuncia i programmi del ministro Moratti. Sempre oggi, sulla stampa, la Repubblica ha dato notizia di un importantissimo esperimento sul teletrasporto dei fotoni, che è una ricerca all'avanguardia per la realizzazione di una nuova generazione di computer, che si basano sui fenomeni della fisica quantistica. Bene, su queste attività di ricerca i laboratori italiani sono all'avanguardia, in particolare, i laboratori dell'Istituto nazionale di fisica della materia, proprio quell'istituto che nel decreto legislativo il ministro Moratti vuole semplicemente sopprimere.
Signor Presidente, ho fatto questi richiami, che oggi sono all'attenzione dell'opinione pubblica, per ricordare una questione molto semplice: la Camera dei deputati, raccogliendo la preoccupazione degli scienziati italiani, ha deliberato di avviare un'indagine conoscitiva presso le Commissioni VII e X sullo stato della ricerca in Italia.
Secondo alcune notizie ufficiose domani il Consiglio dei ministri si appresta, come ho detto prima, ad adottare i decreti legislativi e questo sarebbe uno sgarbo verso il Parlamento. Sarebbe, invece, molto più utile che il Governo attendesse con rispetto l'espletamento dell'indagine conoscitiva da parte della VII e della X Commissione e, dopo aver acquisito i pareri, gli indirizzi, i risultati di questa ricerca, adottasse i decreti legislativi per poi sottoporli, secondo le procedure stabilite dalla legge, all'espressione dei pareri parlamentari.
Quindi, Presidente, le chiedo di rappresentare al Governo l'inopportunità di adottare, domani, questi decreti legislativi proponendo di soprassedere per il tempo necessario a svolgere l'indagine conoscitiva. Già i presidenti Adornato e Tabacci si sono impegnati a concludere l'indagine entro 2 o 3 mesi; poiché la delega di cui dispone il Governo è lunga almeno tre anni, non succederebbe nulla, dunque, se il Governo attendesse altri tre mesi prima di adottare questi decreti legislativi. Nel frattempo, potrebbe consultare in modo tranquillo e sereno la comunità scientifica, come il ministro Moratti si era impegnata a fare e come non ha fatto perché ha semplicemente consegnato alcuni documenti molto generici (non le bozze dei decreti legislativi) pochi giorni fa.
Dunque, signor Presidente, le chiedo di farsi rappresentante delle prerogative del Parlamento e chiedere al Governo di non procedere, domani, all'adozione dei decreti legislativi, perché sarebbe offensiva del Parlamento medesimo.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Tocci, la questione da lei sollevata è di grandissima portata, sarà adeguatamente rappresentata al Presidente della Camera.
GIUSEPPE COSSIGA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE COSSIGA. Signor Presidente, domani mattina inizia il trasferimento del principale contingente di alpini italiani che dovrà recarsi in Afghanistan nel quadro dell'operazione Enduring freedom, sulla quale questo Parlamento ha discusso e deliberato con una significativa maggioranza. Al di là delle diverse posizioni espresse dai componenti dell'Assemblea su tale missione, penso che la Camera si possa associare in un augurio ed in un saluto a questi soldati italiani, che partono per una missione difficile e pericolosa a tutela della pace ed in rappresentanza del nostro paese (Applausi).
PRESIDENTE. Onorevole Cossiga, come lei sa, in questa Assemblea sono state espresse opinioni diverse, che riguardano, però, una decisione dei politici. A questi nostri concittadini, che corrono rischi seri facendo il loro dovere, va ovviamente tutto il nostro augurio. Mi associo pertanto alle sue parole (Applausi).
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 con lo svolgimento di interpellanze urgenti.
![]() |
![]() |
![]() |