Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 256 del 30/1/2003
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...
Sull'ordine dei lavori (ore 10,45).

LINO DUILIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Signor Presidente, innanzitutto mi scuso se sono intervenuto durante lo svolgimento delle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento, ma era stato motivato «a caldo» in quanto in Assemblea si stava per svolgere la nona votazione.
Questa mattina, a partire dalle ore 8,15, io ed altri colleghi eravamo impegnati in


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una Commissione bicamerale, dove si è svolta un'importante audizione, quella del commissario straordinario dell'Istituto nazionale di previdenza sociale. Segnalo ciò poiché non è la prima volta che accade e poiché non si è verificato solo con riferimento a questa Commissione. Credo che tale problema attenga ad un'organizzazione dei lavori della Camera che costringe tutti noi ad un modo di lavorare che reputo sinceramente poco civile ed anche poco produttivo. Infatti, io ed altri colleghi questa mattina non abbiamo potuto prendere parte ad otto votazioni. A parte ciò, credo che le modalità con cui vengono organizzati i nostri lavori debbano essere stigmatizzate. Pertanto, mi rivolgo alla Presidenza, affinché in qualche modo si possa finalmente uscire da questa situazione.

PIETRO GASPERONI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO GASPERONI. Signor Presidente, trovandomi accomunato con la stessa situazione ora evidenziata dal collega Duilio, mi associo alle sollecitazioni che egli ha rivolto alla Presidenza.

ANTONINO LO PRESTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, anch'io, quale componente della Commissione bicamerale, stamani mi trovavo in quella sede per audire il commissario straordinario dell'INPS. Mi trovo, quindi, nelle stesse condizioni dei colleghi che sono intervenuti in precedenza.

PRESIDENTE. Illustri colleghi, la questione non è nuova. Tuttavia vorrei far osservare che i lavori di una Commissione bicamerale non sono interna corporis della Camera. Come dice la parola stessa, si tratta di una Commissione bicamerale di cui fanno parte deputati e senatori. In questo caso mi sembra che la Commissione sia presieduta da un collega deputato.
Tuttavia, l'organizzazione dei lavori non dipende solo dalla Camera dei deputati. È una questione che non può avere una soluzione assoluta ed astratta, ma che ha bisogno di interventi pragmatici. Onorevole Duilio, di volta in volta, se venisse segnalato per tempo, la Presidenza, come è già accaduto, potrebbe intervenire per modificare l'orario delle sedute. Tuttavia, ciò non dipende solo da noi. In altri termini, come Presidenza della Camera, non potevamo sconvocare la Commissione bicamerale e, naturalmente, non potevamo sospendere i lavori dell'Assemblea. Avremmo potuto tentare di modificare l'orario della seduta d'intesa con la Presidenza del Senato.

LINO DUILIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Signor Presidente, mi permetto solo di osservare che non si intendeva riprendere la Presidenza della Camera, ma soltanto segnalare un problema oggettivo. Innanzitutto, la Commissione bicamerale era convocata alle ore 8,15 di questa mattina e, quindi, non vi era concomitanza con i lavori dell'Assemblea. In secondo luogo, non vorrei giungere al paradosso che i deputati, alla fine, non debbano considerarsi interna corporis del Parlamento italiano, nel senso che, facendo parte di una Commissione bicamerale, gli stessi debbano scegliere di andare da una parte o dall'altra. Questo mi sembra un modo di argomentare sinceramente poco comprensibile e - lo ribadisco - non funzionale per quanto riguarda l'economia dei lavori sia dell'Assemblea della Camera sia delle Commissioni bicamerali.

PRESIDENTE. Onorevole Duilio, andiamo al concreto. La Commissione bicamerale è stata convocata alle ore 8,15; l'Assemblea è stata convocata alle ore 9,30. Se dalla Commissione, alle ore 9,25, si fosse avvertito che i lavori non erano


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ancora conclusi, la Presidenza avrebbe potuto chiedere gentilmente al presidente della Commissione che i lavori venissero sospesi o rinviati. Qualcuno doveva informarla: io apprendo ciò che è accaduto a cose fatte. In questi casi, inviterei vivamente ad informare la Presidenza.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, tale questione ne richiama una più generale e mi dispiace rivolgermi a lei...

PRESIDENTE. Per carità, molti onori, molti oneri!

ANTONIO BOCCIA. ...perché mi ero riservato di interpellare il Presidente Casini, avendo già interloquito più volte con lei sulla materia ed avendo già acquisito il suo parere, secondo cui le mie argomentazioni alla fine hanno qualche fondamento.
Signor Presidente, dall'inizio di questa legislatura stiamo lavorando male e uno dei motivi per cui ciò accade è la cattiva organizzazione dei tempi di lavoro. Sottoporrò la questione più in generale al Presidente Casini, non volendo adesso metterla in difficoltà.
Tuttavia, la sua risposta - mi consenta - rientra in questa discussione più generale. Iniziamo i nostri lavori ogni mattina alle 9,30. Non ci vuole molto a raggiungere un'intesa tra Camera e Senato affinché le Commissioni bicamerali non si possano riunire dopo le 9,30. Se sapessimo a che ora si concludono le nostre sedute antimeridiane, potremmo stabilire un orario per le Commissioni bicamerali. Poiché non sappiamo a che ora terminano i lavori della Camera la mattina, non siamo in condizioni di fare ciò. Dunque, o ci si dà un'organizzazione dei lavori oppure avremo sempre tali disfunzioni (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, gli orari di inizio delle sedute sono sempre noti e puntualmente rispettati, salvo qualche eccezione segnalataci dal collega Giachetti. Gli orari di chiusura, se lei controlla, da un po' di tempo a questa parte sono più rigorosamente rispettati. Mi dicono, tra l'altro, che la Commissione bicamerale stamane è stata sconvocata quando sono cominciate le votazioni in aula. È un'informazione che mi danno gli uffici, la controlleremo.

LINO DUILIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Signor Presidente, vorrei chiudere la questione perché non voglio tediare nessuno, ma poiché ero presente insieme ad altri colleghi, vorrei segnalare che non è stato sconvocato un bel niente. Abbiamo svolto i nostri interventi e ad un certo punto siamo dovuti venire via, tra l'altro interrompendo l'audizione del presidente dell'INPS. Anche su questo possiamo dire che, in quanto a correttezza dei rapporti tra le istituzioni, non siamo proprio al massimo. Comunque, a prescindere da ciò, siamo venuti via quando la Commissione è stata sconvocata. Dunque, non mettiamo nella nostra discussione elementi che non corrispondono al vero. Vi è un problema oggettivo che segnalo e la pregherei di adoperarsi affinché venga risolto. Dopo di che ci si faccia sapere cosa si decide.

PRESIDENTE. Onorevole Duilio, la seduta della Commissione bicamerale è terminata alle 9,55 e le votazioni in aula sono cominciate alle 10: ciò risulta dagli atti parlamentari. La questione vale in generale e vedremo di affrontarla nuovamente per risolverla in via definitiva. Tuttavia, stamane le cose sono andate come le ho detto e ciò è verificabile dagli atti. Registriamo le sue osservazioni e speriamo, con soddisfazione di tutti, di arrivare ad una conclusione sugli orari più convincente di ciò che attualmente è in opera.

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