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PRESIDENTE. Vorrei far notare ai colleghi della Lega nord Padania e all'onorevole Cè che userò nei loro confronti il criterio di disponibilità istituzionale che ho sempre utilizzato nei confronti dell'opposizione. Mi sembrerebbe, infatti, assai
disdicevole per la Presidenza se ricorressi ad un metodo diverso. Naturalmente, come rivolgo appelli al buon cuore dell'opposizione, li rivolgo anche a lei, che dovrebbe essere più disponibile all'accoglienza degli stessi, affinché si vogliano stringere i tempi dell'esame del provvedimento. Da questo momento, i suoi colleghi dovranno chiedere la parola a titolo personale perché il tempo a disposizione del gruppo è terminato.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito a ritirare gli emendamenti Rava 2.3 e Vascon 2.28 e che l'emendamento Ascierto 2.27 è stato ritirato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 2.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 397
Maggioranza 199
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 211).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vascon 2.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 395
Astenuti 5
Maggioranza 198
Hanno votato sì 49
Hanno votato no 346).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Preda 2.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.
ALDO PREDA. Signor Presidente, per quanto riguarda le funzioni previste dall'articolo 2, il mio emendamento 2.4, che viene proposto da diverse regioni, ha la funzione di chiarire i limiti delle competenze del Corpo forestale sulla vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente, con specifico riferimento alla tutela del patrimonio naturalistico nazionale.
Queste funzioni di cui all'articolo 2 dimostrano la grande confusione che rischiamo di avere con l'approvazione di questo provvedimento e quale profilo di Governo rischiamo di dare alle questioni agricole, forestali ed ambientali.
La preoccupazione che hanno più volte espresso regioni con maggioranze e con governi diversi riguarda la confusione di funzioni fra le regioni ed i vari ministeri, soprattutto tra i ministeri dell'interno, dell'ambiente e delle politiche agricole. Tutto questo aveva portato alla sottoscrizione di un protocollo di intesa, prima del provvedimento sul federalismo, tra la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell'ambiente ed il Ministero delle politiche agricole rilevando l'estrema confusione di competenze che vi era.
Le regioni chiedono che sia chiarito lo spazio di autonomia legislativa che residua alle regioni stesse dal punto di vista delle compatibilità con il nuovo impianto costituzionale e su questo abbiamo presentato una serie di emendamenti. Le regioni hanno rilevato come l'articolo 2, riguardante le funzioni, susciti forti perplessità con riferimento all'impianto costituzionale. Le regioni sollevano il problema delle loro competenze nelle varie funzioni assegnate al Corpo forestale dello Stato. Se si voleva compiere una ricognizione delle funzioni da assegnare al Corpo forestale dello Stato la strada, ovviamente, era diversa.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento
Preda 2.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 372
Astenuti 19
Maggioranza 187
Hanno votato sì 158
Hanno votato no 214).
Prendo atto che l'emendamento Ascierto 2.29 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vascon 2.32, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 388
Astenuti 3
Maggioranza 195
Hanno votato sì 377
Hanno votato no 11).
Prendo atto che l'emendamento Ascierto 2.33 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vascon 2.34, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 399
Votanti 393
Astenuti 6
Maggioranza 197
Hanno votato sì 231
Hanno votato no 162).
Avverto che gli emendamenti Rava 2.5 e Lucidi 2.68 sono preclusi dall'approvazione dell'emendamento Vascon 2.34.
Prendo atto che i presentatori dell'emendamento Rava 2.6 non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 2.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 382
Astenuti 3
Maggioranza 192
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 219).
Chiedo all'onorevole Vascon se acceda all'invito al ritiro del suo emendamento 2.36 formulato dal relatore.
LUIGINO VASCON. No, signor Presidente. Con l'emendamento in esame si chiede la soppressione delle parole da: «e attività volte» fino alla fine della lettera. Ciò perché ancora una volta ci troviamo ad avere una sovrapposizione di competenze ed una confusione istituzionale. Infatti, vi sono diversi soggetti che verificano e controllano la stessa identica cosa. In poche parole, vi sono soggetti che concorrono tra loro nella medesima materia con una dispersione di risorse. Ciò, a mio avviso, è dannoso dato che tali risorse vengono sottratte altrove nel controllo, nella vigilanza e nella prevenzione. Con questo provvedimento si vuole arrivare al controllo ossessionante ed ossessivo in forma poliziesca di qualsiasi genere di attività. Al contrario, bisognerebbe considerare maggiormente la prevenzione, la tutela e la salvaguardia.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vascon 2.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 394
Astenuti 1
Maggioranza 198
Hanno votato sì 50
Hanno votato no 344).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 2.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 378
Astenuti 19
Maggioranza 190
Hanno votato sì 159
Hanno votato no 219).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Rava 2.8, Marcora 2.41, Scaltritti 2.42, Vascon 2.43, D'Alia 2.44 e Catanoso 2.45.
GIAMPIERO D'ALIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMPIERO D'ALIA. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 2.44.
PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Fra i compiti storicamente affidati al Corpo forestale dello Stato vi è quello della polizia venatoria e tale attività è preminente all'interno dei parchi e delle riserve naturali, perché le aree protette rappresentano in alcuni casi l'estremo rifugio per molte specie di fauna pregiata che attirano inevitabilmente il bracconaggio. Vengono organizzate così periodicamente dal Corpo forestale dello Stato operazioni antibracconaggio, soprattutto nei luoghi dove più forte è questo problema. Limitare - come vorrebbe l'articolo 2, comma 1, lettera f) - la vigilanza venatoria effettuata dal Corpo forestale dello Stato solo alle province in cui non sono istituiti servizi di polizia venatoria significherebbe svuotare questo Corpo di una fondamentale funzione, ma soprattutto significherebbe vedere diminuita la sorveglianza venatoria in quanto la polizia venatoria, presente peraltro in tutte le province, è complessivamente insufficiente perché dotata di poche unità e risulterebbe sicuramente insufficiente la vigilanza occorrente nei periodi di migrazione di uccelli e di riproduzione degli stessi.
Inoltre apparirebbe inverosimile limitare i compiti attribuiti a una forza di polizia dello Stato all'esercizio effettivo dei propri compiti solo in alcune parti del paese, dove non sia presente un altro corpo. I due corpi possono lavorare contemporaneamente, così come avviene per tutte le forze di polizia che lavorano sullo stesso territorio. La lettera f), così com'è stata formulata, contrasta con la natura giuridica e i compiti istituzionali che abbiamo attribuito con l'articolo 1 al Corpo forestale dello Stato, che sono anche compiti di attività di polizia giudiziaria e di vigilanza sul rispetto della normativa nazionale e internazionale concernente la tutela del patrimonio naturalistico nazionale, nonché di repressione dei reati connessi.
Per questo avevamo presentato l'emendamento Pecoraro Scanio 2.1, finalizzato a sopprimere l'inciso «, nonché nelle province in cui non sono istituiti servizi di polizia venatoria», su cui avevo sentito che anche il Governo era favorevole. Tuttavia, poiché gli emendamenti in votazione risultano
per certi versi di contenuto analogo a quello del nostro emendamento Pecoraro Scanio 2.1 e tendono a sopprimere l'intera seconda parte della lettera f) (e quindi a sopprimere questa limitazione rispetto alla vigilanza venatoria che è comunque attribuita al Corpo forestale dello Stato) e poiché il nostro emendamento Pecoraro Scanio 2.1, come il Presidente di turno ha prima detto, verrebbe assorbito dall'approvazione degli emendamenti in oggetto, preannuncio allora che voteremo a favore di questi emendamenti che sopprimono questa limitazione assurda alla responsabilità del Corpo forestale dello Stato in materia di vigilanza venatoria (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.
LUCA MARCORA. L'emendamento da me presentato mira ad evitare una palese incongruenza ordinamentale, in quanto le qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza attribuite per legge al Corpo forestale dello Stato hanno chiaramente valenza generale permanente e quindi si esplicano su tutto il territorio nazionale. Non è quindi possibile che per reati connessi alle attività venatorie vengano limitate le competenze solo ad alcune province. Questa sarebbe evidentemente un'incongruenza, anche perché vi è il dovere di reprimere gli illeciti penali da parte del Corpo forestale dello Stato (che altrimenti incorrerebbe nel reato di omissione).
D'altra parte abbiamo anche recentemente assistito a una sentenza della Corte costituzionale, che condannava la regione Sardegna per avere modificato il calendario venatorio, sulla base del principio per cui la tutela ambientale (e quindi la tutela del patrimonio faunistico) rappresenta una competenza dello Stato e quindi non può essere normata dalle regioni.
La legge venatoria attualmente in vigore assegna alla polizia venatoria e al Corpo forestale dello Stato le funzioni di polizia venatoria. Quindi queste devono essere espletate su tutto il territorio nazionale, anche secondo una collaudata esperienza di collaborazione che ha dato sicuramente ottimi frutti fino ad oggi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.
ALDO PREDA. L'estrema confusione di questa lettera f), che viene contestata - lo sottolineo - anche dalle regioni, deriva dal fatto che si fanno affermazioni di carattere generale e poi si correggono. Si interviene sulle aree naturali protette, di rilevanza nazionale ed internazionale, poi sulle altre aree protette, poi nelle province in cui non sono istituiti i servizi di polizia venatoria, fermi restando gli altri compiti, e così via.
Dunque, creiamo ulteriore confusione; in particolare, creiamo confusione tra competenze generali dello Stato, del Ministero dell'ambiente o del Ministero delle politiche agricole e forestali e le regioni e le province. Cioè, si aumenta la confusione!
Non so, alla fine, cosa scaturirà da questo provvedimento. Ma, visto che questa proposta di legge sarà approvata, sarebbe opportuno avere almeno il coraggio di sottoporla alla Conferenza Stato-regioni e di avere un incontro con le regioni, al fine di chiarire i punti di contrasto. Io chiedo almeno questo!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Rava 2.8, Marcora 2.41, Scaltritti 2.42, Vascon 2.43 e Catanoso 2.45, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 396
Astenuti 1
Maggioranza 199
Hanno votato sì 395
Hanno votato no 1).
Ricordo che l'emendamento Pecoraro Scanio 2.1 risulta assorbito.
Passiamo all'emendamento Rava 2.9.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
LUIGI BORRELLI. No, signor Presidente, insistiamo per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUIGI BORRELLI. Signor Presidente, con questo emendamento, chiediamo la soppressione della lettera g).
Il Corpo forestale dello Stato, all'articolo 1, è stato definito come forza di polizia, con competenze specifiche nella vigilanza, nel controllo e nella repressione dei reati ambientali.
Con questo provvedimento il Corpo forestale cessa di essere un corpo tecnico, come invece è stato per cento anni, salvo il periodo fascista in cui fu trasformato in milizia forestale fascista; oggi, torna ad essere un corpo di polizia, con competenze in materia ambientale.
In questo modo, si ritorna nell'ambiguità in quanto, se ad esso si attribuiscono funzioni di tutela e di salvaguardia delle aree protette, in questo concetto rientra anche quello della gestione di tali aree. E un corpo di polizia non ha quale mansione quella di gestire le aree protette, bensì quella di vigilare su di esse.
Se le aree protette sono di interesse dello Stato, saranno gestite dallo Stato attraverso gli ordinari strumenti di gestione; se le aree protette sono di interesse regionale, saranno gestite dalle regioni secondo le forme che esse sceglieranno, senza intromissioni da parte dello Stato. Anche le riserve biogenetiche rientrano nelle competenze regionali, anzi il passaggio di queste aree alle regioni doveva essere già avvenuto da molto tempo per effetto del quadro legislativo esistente.
Dunque, non si può tornare indietro, togliendo delle competenze alle regioni e riproponendo una situazione di ambiguità che questo provvedimento avrebbe dovuto superare. Per questa ragione chiediamo la soppressione della suddetta lettera g).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vascon. Ne ha facoltà.
LUIGINO VASCON. Signor Presidente, noi invece siamo nettamente contrari a questa posizione in quanto, se esistono riserve naturali statali, peraltro riconosciute di importanza nazionale e internazionale, è evidente che qualcuno dovrà pur tutelarle.
Dunque, se togliamo questa competenza al Corpo forestale dello Stato, dovranno essere istituiti specifici corpi - chiamiamoli come vogliamo - o, comunque, dovranno essere assunte altre persone per svolgere il compito al quale è preposto il Corpo forestale.
Non vedo il nesso: si distoglie il Corpo forestale dello Stato da queste mansioni, lasciando un vuoto che tale non può rimanere, per cui lo si riempie attraverso nuove assunzioni. Francamente, non lo consideriamo di certo producente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 2.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato sì 151
Hanno votato no 223).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vascon 2.46, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 379
Astenuti 6
Maggioranza 190
Hanno votato sì 222
Hanno votato no 157).
Avverto che gli emendamenti Ascierto 2.50 e 2.51 sono stati ritirati dal presentatore.
Passiamo all'emendamento Franci 2.10.
Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione.
CLAUDIO FRANCI. Sì, signor Presidente. Intervengo su questo emendamento, richiedendo anche l'attenzione del Governo e della Commissione che si sono espressi in senso contrario alla sua approvazione.
La lettera l) dell'articolo 2 del provvedimento, ad un certo punto, recita così: «con riferimento anche al coordinamento e al pronto intervento nella lotta attiva contro gli incendi boschivi, alla prevenzione e allo spegnimento con mezzi aerei degli stessi». Proponiamo di sostituire la parte che va dalle parole «anche al coordinamento» fino alle parole «alla prevenzione» con la seguente espressione: «al concorso con le regioni nella lotta attiva agli incendi boschivi».
Se la lettera l) dovesse rimanere invariata, rispetto al testo sottoposto alla nostra attenzione, il provvedimento entrerebbe in conflitto con la legge 21 novembre 2000, n. 353, che attribuisce alle regioni il compito primario negli interventi contro gli incendi boschivi. Se il Governo e la Commissione scorressero il testo della legge n. 353 del 2000, a partire dall'articolo 3, che individua nelle regioni coloro che approvano il piano regionale per la programmazione delle attività di prevenzione e di spegnimento degli incendi boschivi, troverebbero menzionate anche le funzioni prioritarie e primarie attribuite, nell'opera di coordinamento, alle regioni che sono chiamate ad individuare tutte le azioni relative al piano di spegnimento degli incendi e di intervento sui boschi. Queste norme vengono rafforzate e riaffermate all'articolo 4, comma 3, della stessa legge, dove si dice che le regioni programmano le attività di previsione e di prevenzione, ai sensi dell'articolo 3, in materia di incendi boschivi sulle aree boscate e via dicendo.
Perché ho richiesto l'attenzione sia del Governo sia della Commissione, invitandoli ad esprimere parere favorevole su questa proposta? Come hanno sottolineato in molte occasioni i colleghi che mi hanno preceduto, siamo di fronte ad un testo - vorrei dire - affrettato, che, in molti punti, entra in rotta di collisione con le autonomie regionali, con i compiti che queste devono assolvere sulla base dell'articolo 117 del titolo V della Costituzione e con un'azione di attribuzione di compiti e di funzioni al sistema regionale.
Come ha detto il collega Preda, non so quale testo uscirà dal nostro esame. Non so se riusciremo a migliorarlo nel corso della discussione. Credo che, quanto meno, potremmo provare a fare il minor numero possibile di danni in materie così delicate, non rinunciando, peraltro, a costruire quegli appuntamenti con le regioni che consentano di gestire questo testo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.
ERMETE REALACCI. Signor Presidente, le considerazioni svolte dal collega Franci sono convincenti. Vorrei apporre la mia firma a questo emendamento e dire che, a mio avviso, in effetti il provvedimento presenta molti punti di confusione. Capisco l'esigenza di dare certezze e prospettive al Corpo forestale dello Stato che, altrimenti, rischia di andare allo sbando; tuttavia, molti dei compiti assegnati dal provvedimento dovrebbero ricadere nelle
competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, piuttosto che in quelle del Ministero delle politiche agricole. In effetti, una buona parte di questi compiti ricadono nelle competenze delle regioni. E in questo do ragione anche ai colleghi della Lega per alcune delle obiezioni da loro sollevate.
Quindi, questo provvedimento richiederebbe forme di coordinamento molto più spinte di quelle previste in alcuni suoi articoli. Io penso che sia necessario approvare il provvedimento per non lasciare nell'incertezza questo corpo. Tuttavia, il fatto di creare confusione in quanto si va a configurare una nuova forza di polizia, anziché un corpo tecnico che opera in relazione con le istituzioni esistenti, sia con gli altri ministeri, che con le regioni, può presentare problemi per il futuro. Anche per quanto riguarda l'evoluzione del Ministero delle politiche agricole e forestali, sarebbe preferibile puntare ad un ragionamento in cui questo ministero assuma competenze più estese nel campo dell'alimentazione, prendendo una parte delle competenze del Ministero della salute e di quello delle attività produttive, e dotandosi di una missione certa, perché, altrimenti, ho paura che questa commistione di ruoli possa creare confusione anche a livello della struttura ministeriale.
Per questi motivi, sottoscrivo e voterò a favore dell'emendamento illustrato dal collega Franci.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
LUIGI BORRELLI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per far notare su questo emendamento come, in effetti, questa proposta di legge è arrivata in aula senza che la concertazione con le regioni avesse raggiunto un livello accettabile. Infatti, come ricordava il collega Franci, stiamo parlando di competenze che la legge già assegna alle regioni non solo in materia di forestazione, ma anche di incendi boschivi. A questo punto, ritornare nuovamente a fare confusione in questo campo sicuramente non porterà beneficio a nessuno.
Voglio anche ricordare, signor Presidente, per la mia passata esperienza, che in materia di incendi boschivi già prima del decreto legislativo n. 300 del 1999 erano le regioni che, addirittura, si sobbarcavano le spese necessarie perfino per pagare la benzina per le camionette del Corpo forestale dello Stato che andavano a spegnere gli incendi. Ora, non si può con un tratto di penna annullare le competenze che le regioni hanno esercitato e sostenuto, anche sul piano finanziario, e ritornare decisamente indietro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vascon. Ne ha facoltà.
LUIGINO VASCON. Signor Presidente, innanzitutto intervengo per aggiungere la mia firma a questo emendamento, perché ritengo che, se non altro, i colleghi che lo hanno formulato hanno avuto il buon gusto di ricordare i compiti importanti delle regioni. Peraltro, come abbiamo sentito, esse già da tempo hanno concorso e attualmente concorrono per quanto concerne la funzionalità medesima.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.
LINO RAVA. Signor Presidente, intanto voglio dire che ho apprezzato moltissimo le parole del collega Realacci perché, in sostanza, hanno sintetizzato la posizione che il nostro gruppo ha sostenuto a lungo in Commissione. Voglio ancora ribadirlo, perché queste cose possono essere di insegnamento per i provvedimenti futuri ed anche per quelli che a breve esamineremo in Commissione agricoltura.
Con delle leggi approvate da questo Parlamento noi abbiamo stabilito che la competenza in materia di incendi boschivi è delle regioni: lo abbiamo deciso noi. Oggi non possiamo in questo modo, come prevede il testo di legge in discussione, mettere questa competenza in capo al Corpo
forestale dello Stato. Allora, non voglio fare polemiche e recriminare su quanto avvenuto in Commissione, però in questa sede abbiamo la possibilità di apportare una correzione che è ragionevole, che ci vede interpreti di una posizione espressa da tutte le regioni, non soltanto da quelle governate dal centrosinistra, ma anche da quelle governate dalla Casa delle libertà. Credo che un po' di saggezza e di capacità di lettura del contenuto degli emendamenti non possa non portare il sottosegretario ed il relatore a formare un parere che esprima attenzione nei confronti di questo emendamento. Prego davvero di verificarlo nuovamente.
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