Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 254 del 28/1/2003
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(Esame dell'articolo 2 - A.C. 559)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 559 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

STEFANO LOSURDO, Relatore. Il parere della Commissione è favorevole sugli emendamenti Vascon 2.32, 2.34 e 2.46, nonché sugli identici emendamenti Rava 2.8, Marcora 2.41, Scaltritti 2.42, Vascon 2.43, D'Alia 2.44 e Catanoso 2.45. Per tutti gli altri emendamenti vi è un invito al ritiro, altrimenti il parere della Commissione è contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

TERESIO DELFINO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Avverto che l'emendamento Pecoraro Scanio 2.1 si intende assorbito dai precedenti identici emendamenti Rava 2.8, Marcora 2.41, Scaltritti 2.42, Vascon 2.43, D'Alia 2.44 e Catanoso 2.45 e che gli emendamenti Ascierto 2.15 e 2.18 sono stati ritirati.
Prendo atto che l'onorevole Vascon non accede all'invito al ritiro del suo emendamento 2.23.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Vascon 2.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.

LUCA MARCORA. Signor Presidente, il mio intervento si riferisce ai precedenti emendamenti dell'onorevole Vascon che sono stati ritirati.

PRESIDENTE. Onorevole Marcora, gli emendamenti dell'onorevole Vascon non sono stati ritirati, ma, semplicemente, non sono stati segnalati per la discussione: non è la stessa cosa.


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LUCA MARCORA. Scusi, signor Presidente: comunque, si tratta di emendamenti importanti. In particolare, l'emendamento Vascon 2.14 è così formulato: «Fatte salve le competenze assegnate in via esclusiva alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, il Corpo forestale dello Stato svolge funzioni in materia di:». Ci sembrava importante mantenere questi emendamenti perché chiariscono il senso di questo provvedimento del quale noi siamo perfettamente convinti, e cioè che sia in completa sintonia con la riforma del titolo V della Costituzione.
Le funzioni svolte dal Corpo forestale dello Stato nell'ambito della sicurezza pubblica, vigilanza e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente, sicurezza alimentare e verifica dell'attuazione delle convenzioni internazionali in materia ambientale riguardano tutte materie compatibili con la competenza dello Stato. Quindi, non capiamo perché la Lega abbia voluto ritirare questi emendamenti, tanto più che avevamo manifestato, anche apertamente, la disponibilità ad esprimere su di essi un voto favorevole.
Pertanto, la Lega sta compiendo una sceneggiata: non è interessata veramente alla correzione di questo testo in senso migliorativo, quindi ad apportare un miglioramento anche in senso più federalista del suddetto provvedimento. Ben diversa è la posizione dell'Ulivo: avete visto, per quanto riguarda gli emendamenti precedentemente accolti, come ci siamo sforzati per far sì che il provvedimento in esame venga licenziato nel migliore dei modi. La Lega, pertanto, invece di fare ostruzionismo, badi ad affrontare i problemi, cercando di risolverli. In questo caso ha dato dimostrazione di voler fare il contrario.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, le considerazioni svolte in apertura di seduta si sono di fatto concretizzate nell'intervento dell'onorevole Marcora che fa dell'ostruzionismo politico a se stesso quando si riferisce al fatto che la Lega non sceglie alcuni emendamenti rispetto ad altri, visto che è esattamente la procedura che siamo obbligati a seguire. Preciso, pertanto, che la posizione del gruppo era quella annunciata all'inizio della seduta: la volontà era quella di potersi esprimere su tutti gli emendamenti, ma vi sono alcune disposizioni regolamentari che portano ad alcune interpretazioni politiche assolutamente fuori dalla volontà che il gruppo ha espresso.

PRESIDENTE. Onorevole Gibelli, non si tratta di un richiamo al regolamento. È una valutazione che io stesso avevo fatto presente al collega Marcora quando ho detto che non si è trattato di un ritiro, ma di una selezione dovuta alle modalità con le quali si deve procedere.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, condividiamo la sua valutazione sull'applicazione corretta del regolamento. Vorrei, inoltre, segnalare che già in altre occasioni è avvenuto, con riferimento ad emendamenti segnalati dai gruppi (magari spesso ciò avviene in maniera frettolosa, senza ponderare sufficientemente gli emendamenti che venivano in qualche modo ritirati dai gruppi per adempiere alle disposizioni regolamentari), che vi sia stata una sostituzione tra di essi, mantenendo il numero complessivo delle proposte emendative presentate dai gruppi, per garantire il rispetto delle disposizioni regolamentari (nel corso della seduta sono stati così modificati gli emendamenti non segnalati).
Inviterei, pertanto, il gruppo della Lega a riflettere in merito all'emendamento Vascon 2.14, poiché anche il nostro gruppo è disponibile ad esprimere su di esso un voto favorevole: lo riteniamo, infatti, un


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emendamento assolutamente centrale nell'economia del provvedimento perché, fatte salve le competenze oggi affidate alle regioni, le premette rispetto alle funzioni che, invece, vengono assegnate a livello centrale.
Pertanto, spero vi sia disponibilità da parte del gruppo della Lega a sostituire un emendamento, che comunque non verrebbe accolto dall'Assemblea, con l'emendamento Vascon 2.14 (il gruppo della Margherita ha espresso al riguardo un suo punto di vista e la stessa opinione è stata espressa dal gruppo dei Democratici di sinistra) in merito al quale noi voteremo sicuramente a favore, perché teniamo ad un provvedimento che salvaguardi le competenze delle regioni. Ritenevamo che questa dovesse essere una preoccupazione di tutta l'Assemblea, ma ci accorgiamo che l'istinto di gran parte della maggioranza, è, invece, quello di centralizzare nuovamente le competenze che, invece, precedentemente erano state assegnate alle regioni.

PRESIDENTE. Faccio presente al collega Ruzzante che stiamo esaminando l'emendamento Vascon 2.23. L'emendamento Vascon 2.14 è stato superato, è precedente. Non è il gioco dell'oca che permette di tornare indietro. Quindi, non si può tornare indietro.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, poiché su tale questione si è aperta una discussione anche volta all'interpretazione della norma regolamentare (l'intervento di poco fa del collega Ruzzante pone in qualche modo il problema) e poiché, inoltre, è lei l'interlocutore privilegiato e costante di questa argomentazione, vorrei aggiungere qualche riflessione.
Al comma 8 dell'articolo 85 del regolamento si prevede espressamente che, qualora il Presidente ritenga opportuno consultare l'Assemblea, questa decide, senza discussione, per alzata di mano. Occorrerebbe comprendere cosa significhi esattamente questo periodo. È evidente, a mio avviso, che esso si riferisce al periodo precedente, ovvero, a quello in cui si prevede che nella determinazione degli emendamenti da porre in votazione il Presidente terrà conto dell'entità delle differenze fra gli emendamenti proposti e della rilevanza delle variazioni a scalare in relazione alla materia oggetto degli emendamenti.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, è un'altra parrocchia; quella che attiene agli emendamenti a scalare.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vorrei dire che, qualora, come in questo caso, vi sia un gruppo che esplicitamente abbia chiesto di discutere di un'emendamento, si pongono due problemi: il primo in relazione all'argomentazione che svolgeva il collega della Lega nord Padania, nel senso che, se l'emendamento Vascon 2.14 non si discute, ciò è dovuto al fatto che il presentatore della Lega nord Padania non ha chiesto di discuterlo, perché, se questo fosse stato indicato ai sensi dell'articolo 85-bis, probabilmente avremmo potuto esaminarlo.

PRESIDENTE. Ad esempio, l'avreste anche potuto fare vostro.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, è la questione che intendevo porre. Se l'applicazione dell'articolo 85-bis è riservata, come lei può leggere, quando si dice «presentati dai deputati appartenenti a ciascuno dei gruppi che abbiano provveduto a segnalarli a norma del periodo precedente», sembra che il regolamento intenda riservare ai gruppi dei presentatori la possibilità di segnalare proposte emendative sino ad un numero pari ad un decimo del numero dei componenti del gruppo stesso. Lei ha anticipato la questione che intendevo porre: come si esercita in questo caso il diritto di far proprio l'emendamento, quando il gruppo cui appartiene il collega che lo ha presentato ha


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deciso di non includerlo tra quelli segnalati e pertanto questo non fa parte degli emendamenti che possono essere discussi e che quindi possono essere, nel caso non siano segnalati, fatti propri da altri gruppi? Nel nostro caso, come faccio a sapere quali siano stati gli emendamenti segnalati dal gruppo della Lega nord Padania e quindi, in secondo luogo, non essendo l'emendamento ricompreso tra quelli segnalati dalla Lega nord Padania e non essendo un emendamento che rientra nel mio decimo, ho il diritto di includere l'emendamento dell'altro gruppo nel decimo spettante al mio gruppo? Prima domanda!
La seconda domanda è la seguente: in questo caso i colleghi della Lega nord Padania non hanno segnalato l'emendamento e pertanto non è stato possibile esaminarlo. Probabilmente però avremmo potuto ottenere dal Presidente in questo caso un pronunciamento dell'Assemblea, qualora lei lo avesse ritenuto opportuno. A seguito dell'intervento del collega Marcora, noi potremmo ancora prendere in considerazione, se lei lo ritiene e se l'Assemblea a maggioranza lo ritiene, la possibilità di votare l'emendamento in discussione.
Lei comprenderà che personalmente non intervengo tanto e soltanto per una questione di specie, ma, siccome lei cortesemente ha aperto un dibattito sull'interpretazione degli articoli 85 e 85-bis, le chiederei di specificare, non so se in questa sede o in sede di Giunta per il regolamento, quando e come si eserciti il potere del Presidente di chiedere all'Assemblea se debba essere modificato l'ordine delle decisioni che sono state assunte.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, mentre mi associo alle considerazioni che ha espresso poco fa il collega Boccia e che non ripeterò, vorrei porre in questa sede - ma, alla prima occasione, lo farò anche in Giunta per il regolamento - un problema di carattere più generale che riguarda l'applicazione dell'articolo 85, ottavo comma, e conseguentemente dell'articolo 85-bis del regolamento, perché noi, in questo caso, a prescindere dal consenso o dissenso con gli emendamenti presentati dalla Lega, non siamo di fronte ad emendamenti o articoli aggiuntivi tra loro differenti esclusivamente per variazione a scalare di cifre o dati o espressioni altrimenti graduate. A me pare che, da parecchio tempo a questa parte, si stia verificando un'interpretazione rigida e al tempo stesso troppo estensiva di quanto previsto dall'ottavo comma dell'articolo 85 e, quindi, chiederò - adesso tramite lei e poi anche direttamente - al Presidente della Camera di affrontare la questione nella Giunta per il regolamento.
Visto che mi ha concesso la parola, aggiungo solamente un'osservazione di merito che ci può comunque aiutare. Ciò che è previsto nell'emendamento che non è stato segnalato, l'emendamento Vascon 2.14, se fosse messo in votazione - il collega Boccia ha già ipotizzato la strada -, troverebbe il nostro consenso. Però vorrei anche dire che questa è comunque una norma che non può consentire ad una legge ordinaria, qual è quella che è al nostro esame, di violare competenze che sono scritte, per quanto riguarda le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, nella Costituzione o negli statuti, che sono leggi costituzionali, o nelle norme di attuazione che sono considerate norme subcostituzionali. Quindi, in ogni caso, la legge ordinaria che stiamo discutendo non può invadere competenze previste dalla Costituzione o da leggi costituzionali.

PRESIDENTE. Avevo già risposto al collega Boccia, a suo tempo, ed anche al collega Gibelli, che era intervenuto poco prima, che l'orientamento della Presidenza, nella prassi con cui si è sempre regolata e che non sta a me modificare - ma che, se dovrà essere modificata, lo sarà, come forse è stato opportunamente richiesto, dalla Giunta per il regolamento, perché l'estensione o il restringimento della portata di un articolo non si può fare


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a seconda delle giornate in cui viene posto il problema -, è quello di non mettere mai in discussione con un'azione meramente potestativa, esercitando cioè una facoltà diretta, la scelta degli emendamenti che viene operata da coloro che ne devono restringere l'entità. Quindi, gli emendamenti non segnalati non possono essere fatti propri da altri. Tuttavia essi, se avessero ritenuto rilevanti emendamenti presentati da colleghi, anche di altri gruppi, avrebbero potuto farli propri, non nel senso di farli propri dopo, ma di presentarli prima.
Comunque, io ritengo che le richieste che sono state avanzate sulla base di una motivazione seria, tanto dai colleghi che sono intervenuti sul punto quanto da quelli, come l'onorevole Gibelli, che hanno posto il problema precedentemente, siano degne di essere sottoposte alla Giunta per il regolamento ed io mi farò personalmente carico di riferire al Presidente della Camera, poiché questo problema si è presentato più volte e, anche in chi in buona fede - come io credo di fare - interpreta le intenzioni dei singoli e dei gruppi nasce l'idea che non si dovrebbe stabilire un criterio così rigido; nello stesso tempo però non si può neanche permettere che avvenga una dilatazione «a pelle di leopardo», quanto piuttosto secondo un criterio che deve essere scelto dalla Giunta per il regolamento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, dopo l'incidente regolamentare, tornerei all'emendamento Vascon 2.23 per dichiarare il voto favorevole del mio gruppo.
Anche se, in sede di esame dell'articolo 1, abbiamo discusso della natura giuridica e dei compiti istituzionali, mentre qui parliamo delle funzioni del Corpo forestale dello Stato, a noi pare che porre al primo punto dell'elenco delle funzioni una dilatazione dei compiti di ordine e di sicurezza pubblica del Corpo medesimo in qualche modo - pongo il problema, signor Presidente, anche sul piano regolamentare - finisca con il contrastare la stessa approvazione, già avvenuta, dell'emendamento Minniti 1.23.
Ad ogni modo, il nostro gruppo voterà a favore dell'emendamento Vascon 2.23.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vascon. Ne ha facoltà.

LUIGINO VASCON. Signor Presidente, a prescindere da ciò che pensa il collega Marcora, il quale non perde occasione per fare il primo della classe e, invece, non ha ancora capito che, probabilmente, non è il caso di mettere il becco in casa d'altri ed è convinto di conoscere...

PRESIDENTE. Onorevole Vascon, per la verità, questa è proprio la sede nella quale ognuno mette il becco in casa d'altri!

LUIGINO VASCON. Probabilmente, signor Presidente, il collega confonde la sala mungitura con l'aula; oppure crede di essere nella sala conferenze del suo caseificio e non in una sede parlamentare nella quale si sta esaminando un importante provvedimento legislativo. Sa com'è: dev'essere rimasto folgorato sulla via ... Lattea anziché su quella di Damasco! Talvolta, lo zelo porta il collega Marcora a limitarsi a criticare l'operato degli altri ed a fargli perdere di vista il merito specifico: se l'emendamento era così buono, così di sostanza e così importante, per quale motivo non ne ha presentato uno uguale anche lui? Probabilmente, per risparmiare sull'inchiostro o sulla carta!
Ma basta rivolgere epiteti al collega Marcora! Con il mio emendamento 2.23 chiedo di sopprimere la lettera a) del comma 1 dell'articolo 2. Per quale ragione? In essa si parla di «concorso al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica con particolare riferimento alle aree rurali e montane». Ora, a meno che non siano organizzate manifestazioni da vaccai, caprai, pecorai e quant'altro, non ho mai visto svilupparsi tanta pericolosità nelle aree montane e rurali!


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Francamente, signor Presidente, credo che la soppressione da me proposta sia ispirata a buonsenso, anche perché, come ho detto nei miei precedenti interventi, si deve evitare, anche quando si ha a che fare con le piccole cose, di sovrapporre competenze: ne deriverebbero soltanto disguidi, procedimenti inutili e, sicuramente, molti fastidi per persone le quali hanno bisogno di lavorare e di essere lasciate tranquille (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, ovviamente, anch'io voterò a favore di questo emendamento perché, come abbiamo già detto, la guardia forestale non deve essere assolutamente trasformata in un corpo di polizia aggiunto. Ricordo che, in Italia, abbiamo già un grande numero di persone in divisa tra carabinieri, poliziotti e finanzieri: quasi il doppio, in percentuale rispetto alla popolazione, di quello degli altri paesi europei, nei quali, peraltro, l'ordine pubblico funziona certamente meglio.
Detto questo, noi vorremmo che la guardia forestale diventasse di competenza regionale e svolgesse le sue funzioni il più possibile nel campo della tutela del territorio da tutto ciò che può arrecare ad esso danno.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 17,21)

DARIO GALLI. Non abbiamo certo bisogno che i contadini o le persone che lavorano nelle foreste per la produzione del legno od altro, oltre ai controlli cui sono assoggettati oggi da parte di corpi od organismi dello Stato, subiscano anche quelli della guardia forestale, la quale, anziché fare un lavoro di collaborazione e di prevenzione, andrebbe a fare, in tal caso, il guardiano aggiunto!
Siamo assolutamente favorevoli a questo emendamento e contrari a trasformare la guardia forestale in un altro corpo di polizia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, non posso che ribadire le motivazioni che già sono state espresse dai colleghi che mi hanno preceduto. È veramente paradossale pensare ad un corpo di polizia con le vesti della guardia forestale. Io vorrei buttarla così sull'ironia: mi sembra di ritornare al medioevo; immagino i nostri contadini come servi della gleba con un nuovo esercito moderno, un esercito Alemanno, che, ancora una volta, andrà a vessarli.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gibelli. Ne ha facoltà.

ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, intervengo per evidenziare che vi è la necessità di votare l'emendamento Vascon perché, con la soppressione della lettera a), al comma 1, sostanzialmente si riporta l'articolato all'interno di un percorso che ha visto la Casa delle libertà impegnata in campagna elettorale, caratterizzato da una proposta di riforma esattamente opposta alla proposta che viene evidenziata nel testo.
Noi tutti ci siamo impegnati su una riforma dello Stato che consentisse di decentrare o di devolvere le competenze dal centro alla periferia. Con questo dispositivo, invece, si aggiunge un corpo di polizia (poi non si capisce il motivo per cui, rispetto alla pianura in montagna ci sia bisogno di un corpo aggiunto che abbia dei compiti specifici). Quindi, invito l'Assemblea a votare l'emendamento Vascon, perché tutti i componenti della Camera che fanno parte della Casa delle libertà si sono impegnati in quella direzione. Invito a riflettere, perché penso che tornare indietro di dieci o vent'anni non faccia


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onore agli elettori, visto che siamo stati votati con un programma elettorale; non si fa un servizio al paese prendendo i voti in un modo e governando in un altro (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ercole. Ne ha facoltà.

CESARE ERCOLE. Signor Presidente, intervengo per associarmi a quanto hanno già detto i miei colleghi. Vorrei porre in evidenza l'incongruenza soprattutto di questo articolo 2, nel quale l'ingegneria genetica e strutturale di questa legge Alemanno raggiunge il massimo della sua nefandezza, a mio parere. Si vanno a cercare delle funzioni del corpo forestale dello Stato, che nulla hanno a che vedere con il Ministero delle politiche agricole e forestali. Ricordo che il Ministero delle politiche agricole e forestali è diviso in due dipartimenti: da una parte l'agricoltura e la pesca, dall'altro la qualità del prodotto naturale. Bene, in questi punti, dalla a) fino alla p), non c'è una sola parola che ricordi sia l'agricoltura sia la pesca.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sergio Rossi. Ne ha facoltà.

SERGIO ROSSI. Signor Presidente, intervengo a favore di questo emendamento. Noi siamo contro l'interferenza dello Stato in materia di politiche territoriali, che sono di competenza delle regioni. Vorrei rammentare al sottosegretario di Stato che la poltrona che occupa è quella di un ministero che non è classificabile di serie A, neanche di serie B, ma forse di serie C, considerato che in passato sono già stati indetti due referendum per la sua soppressione. Ogni volta, invece, lo Stato, il Parlamento, ha aggirato questo risultato elettorale, ripristinando il ministero con competenze diverse, però sempre centralizzate e sempre sottratte alle regioni. Dobbiamo chiederci allora quante volte l'elettorato deve dire «no».

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Didonè. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DIDONÈ. Signor Presidente, anche io esprimo un parere favorevole a questo emendamento. Volevo fare alcune considerazioni. Questa è una proposta di legge nata male: oltre a non considerare le iniziative legislative già presentate (come il disegno di legge Bossi e il disegno di legge La Loggia), se non sarà approvato questo emendamento verranno conferite funzioni di polizia ad un ulteriore corpo dello Stato: il corpo forestale, appunto.
Tra le funzioni dei vari corpi addetti alla sicurezza dovrebbe esserci maggior coordinamento e noi, invece di andare verso la regionalizzazione, dunque verso un sistema più efficiente ed efficace, creiamo un ulteriore corpo la cui attività finirà per interferire con quella degli altri che già operano sul territorio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, abbiamo posto delle domande e non abbiamo avuto risposte; abbiamo chiesto quanti sono i forestali e non abbiamo avuto i numeri. Qualcuno dice 10 mila, qualcun altro 30 mila, qualcun altro ancora, 15 mila. Certo, un Parlamento in cui si danno i numeri fa pensare!
Certamente, a tutte queste funzioni bisognerà, tra poco, aggiungere altre: arriviamo alla lettera p), e la prossima volta arriveremo alla z); l'unico punto fermo è che dobbiamo mantenere un determinato numero di forestali, dunque dobbiamo ideare delle funzioni da assegnare loro. La prossima volta assegneremo loro il compito di aiutare le mamme a far attraversare la strada ai bambini.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucidi. Ne ha facoltà.


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MARCELLA LUCIDI. Signor Presidente, il nostro gruppo voterà contro l'emendamento Vascon 2.23 in coerenza con quanto detto poco fa, relativamente all'articolo 1, ed in coerenza con quanto dichiarato in occasione del voto sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata su questo testo dal gruppo della Lega nord Padania.
Ricordiamo che tra gli obiettivi della Lega c'è anche quello di portare l'approvazione di questo testo ad un momento successivo alla discussione e alla votazione da parte dell'Assemblea parlamentare della cosiddetta devolution, al fine di ricomprendere anche eventuali competenze di polizia nelle competenze regionali. Noi siamo fortemente contrari a questa indicazione, a questa soluzione normativa di carattere costituzionale e siamo dell'idea che in questa legge, invece, e particolarmente nell'articolo 2, ci sia una ricognizione delle competenze che attualmente il corpo forestale dello Stato sta svolgendo. È una ricognizione che, oltretutto, è dovuta per non correre il rischio che la normativa relativa al Corpo forestale dello Stato sia confusa.
È pacifico nell'ordinamento del Corpo forestale dello Stato che questo concorra all'ordine e alla sicurezza pubblica; lo abbiamo già affermato con riferimento all'articolo 1, crediamo che anche nell'articolo 2 possa essere confermata, tra le altre, questa competenza del corpo forestale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bricolo. Ne ha facoltà.

FEDERICO BRICOLO. Signor Presidente, devo dire che oggi con questo provvedimento stiamo compiendo un'incredibile inversione di marcia rispetto al programma presentato in campagna elettorale. Già la scorsa settimana con l'indultino abbiamo visto che la Casa delle libertà si è spaccata e, con voto bipartisan con l'ulivo, si è schierata contro il programma elettorale; oggi vediamo, addirittura, che una delle proposte di legge che stiamo discutendo è stata presentata, come primo firmatario, dal capogruppo dell'UDC, l'onorevole Volontè. Dico ciò per far capire come, evidentemente, nella Casa delle libertà le idee non sono ancora chiare; non si capisce come mai si voglia, in questo modo, andare contro le promesse fatte ai cittadini che ci hanno premiati votando il nostro programma.
Mi appello anche ai colleghi che sono stati eletti nei collegi del nord, in Padania, in Veneto, in Lombardia, in quanto non solo la Lega è contraria a questo provvedimento; tanti governatori, quelli della Lombardia e del Veneto, Galan, Formigoni, i gruppi consiliari che ci rappresentano sul territorio, ci domandano il perché del presente provvedimento. Non si capisce, dunque, questa incredibile retromarcia, questo voltafaccia a discapito degli elettori.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vascon 2.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 387
Astenuti 4
Maggioranza 194
Hanno votato
37
Hanno votato
no 350).

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