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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Santelli, ha facoltà di
JOLE SANTELLI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione in oggetto si rappresenta che le percentuali di incremento delle denunce per estorsione registrate nel primo semestre 2001 rispetto al 2000, significative sia per l'estorsione (18,34 per cento) sia per l'usura (35 per cento), costituiscono un positivo progresso nel contrasto di questi fenomeni criminali, considerato che nell'usura la collaborazione delle vittime consente, in tutti i casi, di pervenire all'identificazione dei criminali e che anche nelle fattispecie estorsive i responsabili, a fronte di una dettagliata denuncia, nel 95 per cento dei casi vengono assicurati alla giustizia.
mappa delle estorsioni e dell'usura sul territorio svincolata dalla sola rilevazione statistica del numero delle denunce.
dalle vittime, nella convinzione che una risposta tempestiva, sia di accoglimento sia di rigetto, contribuisca concretamente all'efficacia dello strumento risarcitorio ed all'accrescimento della fiducia nelle istituzioni.
PRESIDENTE. La Presidenza lo consente sulla base dei consueti criteri.
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, l'ampiezza della sua risposta è la migliore testimonianza della consapevolezza da parte del Governo non soltanto della gravità del fenomeno dell'estorsione e dell'usura, ma anche e soprattutto dell'esigenza di contrastarlo nel modo più efficace.
siano particolarmente significativi, importanti ed inducano ad un ragionevole ottimismo.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento di interpellanze e interrogazioni all'ordine del giorno.
Tuttavia, si deve considerare, per un realistico apprezzamento della fenomenologia criminale in argomento, che l'informazione statistica fornisce una prima indicazione grezza che deve essere completata con l'esame delle situazioni ambientali che rallentano la piena emersione dell'estorsione e dell'usura. Infatti, le estorsioni che vengono iscritte nel registro generale delle notizie di reato rappresentano tutti i comportamenti che configurano la fattispecie di cui all'articolo 629 del codice penale e non solo quelle relative alla cosiddetta esazione del pizzo ai danni degli imprenditori.
Inoltre, in determinati contesti sociali, tali reati beneficiano dell'esistenza di saldature tra criminalità e frange della società civile. Il pizzo rappresenta lo strumento attraverso il quale le organizzazioni di stampo mafioso affermano la loro forza intimidatrice sul territorio e da cui ricavano i proventi da investire in altre attività illecite, secondo una matrice criminale sconosciuta negli altri paesi del mondo occidentale. L'imprenditore vittima del racket, che conosce quasi sempre i propri estorsori, ha frequentemente timore di esporsi a ritorsioni con la propria denuncia mentre, in altri casi, considera quasi conveniente sottostare all'imposizione per garantire la propria tranquillità. Nel fenomeno usura, invece, la vittima conosce i propri usurai ma è spesso restia a denunciare le vessazioni che subisce in quanto nutre la speranza di riuscire a salvare la propria azienda dal dissesto economico, nonostante il pesante carico degli illeciti interessi.
In ogni caso, l'aumento generale delle denunce registrato nel paese deve essere valutato positivamente anche se è opportuno che il dato sia poi analizzato con riferimento ad ambiti territoriali più ristretti ove, anche alla luce di acquisizioni investigative, riesce a riflettere situazioni molto differenti tra loro.
Peraltro, per una migliore conoscenza delle fenomenologie criminali, è in corso di realizzazione, a cura del commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, un monitoraggio dei fenomeni che, anche sulla base di indicatori indiretti, di informazioni giudiziarie e di acquisizioni investigative, delinei realisticamente una
Con riferimento poi ai risultati concreti dell'applicazione della normativa antiusura si rappresenta che il numero di istanze delle vittime di usura per l'accesso al fondo di solidarietà di cui alla legge n. 4 del 1999, sono state 236 nel 1999, 296 nel 2000 e 303 nel 2001. Al conseguimento di tali livelli numerici ha contribuito significativamente la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di ristoro, a prescindere dal decorso del termine fissato dalla legge. A tal proposito, si fa presente che la prima apertura dei termini è avvenuta con l'entrata in vigore della legge n. 44 del 1999, che ha fissato il termine di riammissione delle istanze di estorsione e di usura al giorno 11 luglio 2000, ed al 14 novembre 2000 per la presentazione delle domande di intimidazione ambientale; una seconda apertura dei termini è avvenuta con la legge finanziaria 2001, nella quale è stato previsto che tutte le istanze di usura potessero essere presentate entro il 31 agosto 2001, mentre i casi di estorsione e di usura verificatesi dopo l'entrata in vigore della legge n. 44 del 1999 potevano essere nuovamente proposti entro aprile 2001, per estorsione, ed entro maggio 2001, per usura.
Per la valutazione dei risultati concreti di applicazione della legge antiusura si rappresenta che, nel biennio 1999-2000, sono state erogate, per usura, lire 5.048.471.065; nel 2001 sono state erogate lire 6.772.146.071 per usura e lire 110.000.000 per estorsione ed usura. Dal 1o gennaio al 31 dicembre 2002 sono stati erogati, per usura, 8.240.668 euro, cioè il 135 per cento in più di quanto attribuito nell'anno precedente. Risultati analoghi per le erogazioni a vittime di estorsione, alle quali, nel biennio 1999-2000, sono state attribuite lire 20.783.179.023, nel 2001 lire 8.369.509.918 e nel 2002 euro 11.482.782, con un aumento del 168 per cento rispetto al 2001.
I risultati dell'applicazione della legge n. 44 del 1999 e della legge n. 108 del 1996 dipendono significativamente dalla sussistenza di un rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni.
In relazione al fenomeno del «pizzo», come già accennato, si ritiene necessario sviluppare iniziative che consentano di stimolare la collaborazione delle vittime (cui si deve dimostrare la convenienza delle denunce) e di realizzare interventi che permettano di infrangere quelle saldature tra settori della collettività e della criminalità in funzione delle quali le manifestazioni delle organizzazioni mafiose vengono spesso accettate da alcune parti della società civile.
Nel contrasto al fenomeno dell'usura, la strategia sopra indicata deve essere accompagnata anche da un'azione di prevenzione che si realizzi attraverso l'educazione all'uso del denaro, la facilitazione dell'accesso al credito, e si esprima a fianco degli strumenti normativi esistenti di sostegno agli imprenditori che denunciano.
Sebbene il monitoraggio dei fenomeni criminali, come accennato, sia in fase di definizione, l'impegno del commissario straordinario è orientato ad esprimersi con maggior forza nelle aree dove, dalle prime rilevazioni, i due fenomeni appaiono più radicati e, in particolare, per quello che concerne l'estorsione, nella Sicilia occidentale, a Napoli, Caserta, Bari, Lecce, Reggio Calabria e Catanzaro. L'usura, che appare più diffusa nel territorio, ha espressioni più significative in regioni come il Lazio, la Lombardia, il Piemonte, la Liguria, la Puglia, la Campania e la Sicilia. La regione nella quale complessivamente è stata erogata la somma più alta è la Sicilia, seguita dalla Campania e della Calabria.
Un ulteriore miglioramento dei risultati si ritiene potrà essere conseguito dopo il completamento del monitoraggio e della campagna di informazione, ad accrescere la fiducia nelle istituzioni attraverso il perseguimento di obiettivi a breve, medio e lungo termine.
In particolare, nel breve periodo sono state avviate iniziative tese alla riduzione dei tempi di definizione delle istanze avanzate
All'atto dell'insediamento del commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, avvenuto il 2 novembre 2001, residuavano, non ancora definite, 535 istanze (95 delle quali antecedenti al 2000). Attualmente, ne rimangono in attesa di definizione 145 con un indice di smaltimento delle stesse del 75 per cento.
Contestualmente, sebbene alcune istanze siano sensibilmente rallentate dai tempi di definizione dei relativi procedimenti penali, è stato ridotto l'arco di tempo necessario alla conclusione delle istruttorie, tanto che, in alcuni casi, si è dato riscontro positivo alle domande delle vittime in 40 giorni circa dalla loro presentazione.
Chiedo alla Presidenza di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna di una tabella in cui sono indicati, divisi per regioni, i dati relativi alle denunce iscritte nel registro generale delle notizie di reato negli anni 1998, 1999, 2000 e 2001, per i reati di estorsione ed usura.
L'onorevole Delmastro Delle Vedove, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di
Credo che una risposta così articolata sia significativa; vorrei, soprattutto, sottolineare taluni dati da lei forniti, che testimoniano come il Governo del Presidente Berlusconi si stia muovendo in modo efficace. Vorrei rilevare e sottolineare che nell'anno 2002, rispetto all'anno precedente, vi è stata un'effettiva erogazione, per l'usura, pari al 135 per cento in più rispetto all'anno precedente e, per quanto riguarda le vittime di estorsione, le erogazioni hanno registrato un aumento del 168 per cento rispetto al 2001. Le statistiche, infatti, spesso sono bugiarde: una superficiale lettura dei dati secondo i quali corso del 2001 le denunce per estorsione ed usura sono aumentate rispettivamente del 18,34 per cento e del 35 per cento rispetto al 2000 potrebbe apparire come un elemento preoccupante e negativo. In realtà, onorevole sottosegretario, anche alla luce della sua risposta, ritengo che probabilmente sia il dato più significativo e positivo. Infatti, come ella ha affermato, ciò testimonia un nuovo e rinnovato rapporto di fiducia fra i cittadini e le istituzioni, fra i cittadini ed il Governo, fra i cittadini ed un'amministrazione che, evidentemente, rispetto alla precedente amministrazione governativa, dimostra di saper comprendere la gravità del fenomeno e di intervenire con tempestività.
Onorevole sottosegretario, ho apprezzato anche il fatto che lei abbia sottolineato (poiché si tratta di un elemento assolutamente qualificante e probabilmente decisivo) la necessità di una riduzione dei tempi di definizione delle istanze avanzate dalle vittime. È evidente che il momento della disperazione - che normalmente fa sì che il soggetto vittima di usura o di estorsione si rivolga finalmente alla pubblica autorità, superando quella strana, anche se comprensibile, complicità con gli autori del delitto - coincide con quello dello straordinario disagio per le proprie finanze e per le finanze della propria impresa (perché di ciò spesso si tratta), sicché le scadenze sono imminenti, l'indebitamento è ormai insostenibile e, dunque, l'attività imprenditoriale spesso e volentieri dipende, quanto alla sua sopravvivenza, dalla tempestività della definizione delle istanze.
Sotto questo profilo mi è parso che i dati formalmente offerti dal sottosegretario
Credo, infine, che debba essere sottolineata anche la sostanziale inefficienza del precedente Governo se è vero, com'è vero, che il sottosegretario ci ha segnalato che al momento dell'insediamento del commissario straordinario di Governo risultavano non definite ben 535 istanze, 95 delle quali addirittura antecedenti al 2000, e parliamo di un insediamento avvenuto il 2 novembre 2001. Sotto tale profilo, tenuto conto che si dà ormai riscontro positivo alle domande delle vittime in 40 giorni circa dalla loro presentazione, mi fa piacere rilevare, come deputato di Alleanza nazionale, facente parte della maggioranza che sostiene il Governo, questa straordinaria snellezza che non rende neppure proponibile il confronto in termini di efficienza tra l'attuale Governo ed il Governo della legislatura precedente. Mi dichiaro, dunque, del tutto soddisfatto della sua risposta.


