Allegato A
Seduta n. 254 del 28/1/2003


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(Sezione 7 - Iniziative per incentivare il ricorso a procedure arbitrali e conciliative in campo civilistico)

G) Interrogazione

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il potenziamento del ricorso a strumenti di giustizia alternativa nel campo civilistico, quali l'arbitrato e la conciliazione, costituisce certamente uno dei mezzi più efficaci per rendere più europea, nei tempi, la nostra giustizia civile, sì da evitare la vergogna delle continue condanne della Corte di Strasburgo e sì da restituire fiducia ai cittadini incapaci di comprendere una tempistica assurda, qual è quella del processo civile, pur dopo le importanti e strutturali riforme degli anni novanta;
le previsioni contenute nella legge 29 dicembre 1993, n. 580, avente ad oggetto il riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, segnatamente all'articolo 2, quarto comma, lettera a), attribuiscono a questi organismi la facoltà di «promuovere la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e tra imprese e consumatori»;
l'esperienza sin qui compiuta, ancorché, forse, meno diffusa di quanto fosse lecito prevedere, è da considerarsi comunque positiva, sia per la qualità del lavoro svolto, sia per la grande potenzialità manifestata dal punto di vista della riduzione del carico di lavoro degli uffici giudiziari;
il Ministro interrogato ha ufficialmente affermato di ritenere che si debba dare ulteriore sviluppo a quanto previsto dalla legge 29 dicembre 1993, n. 580 -:
quali iniziative abbia assunto o intenda assumere in concreto per favorire il ricorso, non solo nelle controversie che abbiano come parte le imprese, a procedure arbitrali e conciliative. (3-01068)
(11 giugno 2002)