Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 253 del 27/1/2003
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(Repliche dei relatori e del Governo - A.C. 2788)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per la I Commissione, onorevole Oricchio, anche in sostituzione del relatore per la III Commissione.

ANTONIO ORICCHIO, Relatore per la I Commissione. Signor Presidente, intervengo brevemente e non affronterò i problemi di maggior peso sollevati nel corso della discussione. Stiamo esaminando un disegno di legge e gli aspetti concernenti la guerra e la necessità di riferire in Parlamento da parte del titolare del Ministero degli affari esteri costituiscono questioni che, a mio avviso, esulano, per un verso, dal dibattito che stiamo svolgendo e, per altro verso, dalle competenza del relatore.
Quanto al problema dei topolini, ritengo che siamo in Parlamento e non in un negozio di animali. Vorrei soltanto sottolineare con piacere come anche i rappresentanti delle forze di opposizione abbiano rilevato che l'inserimento degli istituti italiani di cultura all'estero, la creazione delle sezioni distaccate delle sedi diplomatiche, le particolare agevolazioni di carriera per coloro che intendono approfondire materie particolari, le indennità previste per chi si dedica allo studio di lingue di difficile apprendimento che comunque sono necessarie per l'amministrazione degli affari esteri, nonché la possibilità di ridisegnare gli stessi organi di vertice dell'amministrazione e dei consigli di amministrazione del Ministero degli affari esteri, siano tutte iniziative necessarie. Bisogna prendere atto che esse sono state attuate da questo Governo ed in questo momento non è possibile valutare fino a che punto rientrino o meno in un ulteriore progetto riformatore del Ministero degli affari esteri. Tuttavia, mi sembra che, se queste importanti innovazioni si apprestano a diventare legge anche con il voto dell'opposizione, il merito di ciò vada attribuito all'attuale Governo e non ad altri.


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Probabilmente, chi è stato al Governo - e forse rimpiange di non esservi più - dovrebbe porsi il problema del motivo per cui queste innovazioni non siano state attuate prima. Peraltro, le istituzioni delle sezioni diplomatiche all'estero in tutti i paesi potevano essere già necessarie quando l'Italia si apprestava ad avere un proprio componente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ci si dovrebbe chiedere il motivo per cui nei mesi scorsi questa possibilità, che, ad un certo momento, sembrava ovvia per il nostro paese (che è il terzo contributore per apporti economici delle Nazioni Unite), si è leggermente incrinata, se non vanificata.
Ritengo che, anche per effetto di provvedimenti di cui gli altri si dichiarano fautori ma che questo Governo rende oggi possibili, il futuro delle nostre rappresentanze diplomatiche all'estero sarà migliore e più all'altezza del ruolo del nostro paese, che mi sembra mai come oggi abbia assunto nel novero internazionale una posizione di rispetto e di dignità, che forse prima non ha mai avuto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, ringrazio gli onorevoli Ranieri e Bressa che, come opposizione, hanno fatto la loro parte con l'onestà intellettuale che li contraddistingue. Posso assicurare che anche il Governo farà bene la sua parte.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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