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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 41 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3200-bis-B sezione 34).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
ANGELINO ALFANO, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 41.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore per la maggioranza.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Cordoni 41.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nigra, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
ALBERTO NIGRA. Cercherò in un minuto di dire rapidamente qual è il senso del nostro emendamento, ma anche di quelli successivi. In realtà tentiamo di fare ciò che questo Governo non ha fatto, pur avendolo promesso in molte occasioni. In relazione ad esempio ad una crisi importante, come quella della FIAT e del settore dell'auto, occorrono provvedimenti tesi ad estendere gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori di quelle imprese che oggi ne sono escluse. Il ministro Maroni accorse a Torino, all'inizio della crisi del settore auto, annunciando che vi sarebbe stata un'estensione degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori delle imprese al di sotto dei 15 dipendenti. Così invece non è avvenuto, come non è avvenuto che in questa finanziaria si prevedano provvedimenti per quei settori non strettamente correlati al concetto di indotto, ma che comunque entrano all'interno della crisi del settore auto e ne sono ampiamente coinvolti. Dunque, anche settori come quelli commerciali o settori che offrono servizi che si utilizzano all'interno delle imprese che registrano la crisi.
Con questi nostri emendamenti si tenta quindi di fare ciò che l'attuale Governo ha promesso, ma non ha mantenuto. È una delle tante occasioni nelle quali questa opposizione tenta un approccio per così dire costruttivo, ma viene contrastata nella propria attività di iniziativa politica. Sostanzialmente si respinge da parte del Governo - anche se ovviamente speriamo che l'Assemblea imponga una decisione diversa - la nostra proposta, volta ad estendere questi ammortizzatori sociali anche a quei lavoratori e a quelle lavoratrici delle imprese che oggi ne sono escluse (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morgando. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO MORGANDO. Il mio intervento sarà molto breve. Vorrei svolgere una riflessione su questo tema, che mi consentirà di non intervenire successivamente.
Questo articolo affronta la questione di un'anticipazione della riforma degli ammortizzatori sociali, con evidente riferimento a delle situazioni di crisi di particolare emergenza. Condivido l'emendamento testé illustrato dal collega Nigra. Peraltro vi era anche un emendamento a mia firma, che però non trovo nel fascicolo - probabilmente perché ritenuto inammissibile - che aveva lo stesso significato, ma in più introduceva la questione relativa all'agevolazione della cassa integrazione guadagni a rotazione.
Anch'io credo che sarebbe importante approvare questo emendamento, diretto ad estendere la possibilità di utilizzo di ammortizzatori sociali ad imprese che, oggi, ne sono escluse e che sono particolarmente in difficoltà per effetto di una crisi come quella della FIAT.
Tuttavia, vorrei richiamare una questione. Questo articolo è significativo di due limiti molto gravi con i quali il Governo, nella finanziaria, affronta il problema di questa grave emergenza industriale. Il primo è relativo alla modalità con cui vengono reperite le risorse finanziarie per la copertura di questo articolo; è la nota questione - già più volte sollevata - dell'utilizzo delle risorse del patto per l'Italia. Siamo fermamente contrari - e lo abbiamo già sottolineato - a questa modalità di copertura finanziaria.
La seconda questione, a mio avviso, è ancora più grave. Diamo la sensazione di affrontare il problema di una grave crisi industriale soltanto sul versante degli ammortizzatori sociali, mentre il problema va, certo, affrontato sotto questo aspetto, ma anche sotto l'aspetto di una strategia di politica industriale. Faccio solo un esempio: dal mondo torinese - a partire dall'Unione industriale fino a tutte le organizzazioni sociali, rappresentative dell'economia e delle istituzioni - c'è stata la richiesta di un intervento che favorisse la possibilità di accesso al credito delle piccole e medie imprese dell'indotto gravemente a rischio.
In questa finanziaria, nonostante le assicurazioni fornite, nulla si fa su questo fronte. Ciò mi sembra significativo di un approccio sbagliato a questo tema, che è presente in tutta la finanziaria e che vogliamo contestare con forza.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 41.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 419
Maggioranza 210
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 256).
Prendo atto che l'onorevole Pinto non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando 41.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 406
Maggioranza 204
Hanno votato sì 158
Hanno votato no 248).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Nieddu 41.5 e 41.6, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 404
Maggioranza 203
Hanno votato sì 158
Hanno votato no 246).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 41.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 405
Astenuti 1
Maggioranza 203
Hanno votato sì 157
Hanno votato no 248).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Russo Spena 41.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, ho già detto in sede di discussione sulle linee generali che, ovviamente, la questione della FIAT non si risolve sul terreno degli ammortizzatori sociali, in quanto tale questione riguarda la politica industriale
del Governo, la sua collocazione all'interno del processo di globalizzazione, un problema di intervento pubblico negli assetti proprietari e la progettazione di nuovi modelli, che riguardano la mobilità delle persone e delle cose.
Detto ciò, che costituisce un precedente dal punto di vista concettuale e - vorremmo - anche fattuale e, fermo restando che invece il Governo va in una direzione opposta, vale a dire quella di lasciare che la FIAT come una margherita venga sfogliata e che la proprietà e l'accordo di cointeressenza strategica tra GM e FIAT si risolva in una finanziarizzazione della partecipazione a GM di FIAT e dunque in una collocazione dell'industria automobilistica nazionale nelle mani dell'impero americano - finanziario da un lato e industriale dall'altro -, naturalmente vi è il problema dell'emergenza. Infatti, in ogni caso - dunque anche nel caso in cui il Parlamento accedesse alla nostra idea, vale a dire a quella di un intervento pubblico massiccio negli assetti proprietari, fino a giungere, se necessario, all'acquisizione integrale della proprietà FIAT -, per rivedere il piano industriale, per iniziare nuove prospettive produttive e per riorganizzare il lavoro, ci sarebbe comunque bisogno di ammortizzatori sociali capaci di temperare il disastroso impatto sociale che la crisi, già maturata e già verificatasi, provoca tra le lavoratrici e i lavoratori della FIAT e dell'indotto. Ciò servirebbe anche ad evitare la chiusura di stabilimenti storici come quelli di Arese e di Termini Imerese o di altri meno storici, ma ugualmente importanti.
Allora, l'emergenza, che comunque deve essere finalizzata ad un progetto generale, richiede che ci sia una continuità del reddito per questi lavoratori già decimati da un processo di diminuzione dell'occupazione che, solamente negli stabilimenti torinesi ha visto ridursi l'occupazione di 100 mila unità in dieci anni.
I provvedimenti previsti dal Governo e demagogicamente molto sbandierati dallo stesso al Senato non sono sufficienti: ho chiesto in Commissione lavoro un chiarimento; dal Governo è venuto e non poteva essere che così: qui siamo sul campo della proroga dei provvedimenti di cassa integrazione ordinaria solamente per quei settori che già ne godono, ma l'indotto FIAT non è solamente fatto di imprese industriali stricto sensu, ma è fatto anche di imprese di servizi o di altri settori che entrano nell'universo delle imprese riferite alla FIAT. Questi lavoratori vuoi perché stanno in imprese con meno di 15 dipendenti, vuoi perché fuoriescono dal settore merceologicamente definito come industriale, sono privi di ammortizzatori sociali. Allora, chiediamo almeno con questo emendamento che il Governo abbia il coraggio non di definire semplicemente una proroga dei trattamenti di cassa integrazione per chi li ha già ma, con una misura straordinaria, di estenderli a tutti coloro, imprese lavoratrici e lavoratori che rientrano all'interno dell'indotto FIAT come misura straordinaria che si qualifica necessaria data la drammaticità della situazione (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 41.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 412
Maggioranza 207
Hanno votato sì 158
Hanno votato no 254).
Onorevoli colleghi, i tempi sono esauriti, per cui dovrò intervenire per abbreviare un pochino per i prossimi interventi. Non parlo per lei, onorevole Alfonso Gianni, perché era l'unico ad avere ancora tempo a disposizione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Cordoni 41.10 e Morgando 41.11, di
identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 422
Maggioranza 212
Hanno votato sì 161
Hanno votato no 261).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gasperoni 41.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 423
Maggioranza 212
Hanno votato sì 160
Hanno votato no 263).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 41.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 405
Maggioranza 203
Hanno votato sì 149
Hanno votato no 256).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 41.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 424
Astenuti 2
Maggioranza 213
Hanno votato sì 267
Hanno votato no 157).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
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