Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 245 del 23/12/2002
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Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003) (approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (3200-bis-B) (ore 10,13).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di


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legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003).
Ricordo che nella seduta di ieri è stato approvato, da ultimo, l'articolo 7.

(Esame dell'articolo 8 - A.C. 3200-bis-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3200-bis-B sezione 1).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

ANGELINO ALFANO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, il parere è contrario su tutte le proposte emendative presentate.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo innanzitutto invita gli onorevoli deputati appartenenti alla maggioranza che hanno presentato proposte emendative all'articolo 8 e ad altri articoli a ritirarli, per agevolare la conclusione dell'iter del disegno di legge finanziaria; per quanto riguarda le altre proposte emendative, il parere è contrario.
Per quanto riguarda la questione relativa all'emendamento Dario Galli 8.13, faccio presente che, come forse ormai è tradizione in ogni finanziaria, capita che accada talvolta qualche errore. È stato approvato l'emendamento che costituisce l'attuale comma 2 dell'articolo 8 a seguito di una valutazione non perfettamente corrispondente alla realtà, rispetto alla quale non ho difficoltà ad assumermi ogni responsabilità. Il Governo ha intenzione di rimediare a quello che ritengo essere un errore attraverso un provvedimento normativo, che credo potrà essere adottato nei tempi più brevi.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Mi sembrava avessimo un appuntamento istituzionale questa mattina. Volevo capire se il ministro Tremonti sarà presente sul serio per la discussione sui condoni o se andremo avanti come se ieri non fosse stato posto un problema politico: era solo per orientare i gruppi parlamentari nel loro lavoro. Credo che il collega Innocenti volesse porre lo stesso problema.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Russo Spena. Lei ha sollevato il problema dibattuto ieri sera e le rispondo subito per quanto mi riguarda, perché ho avuto modo anche di effettuare una riflessione a seguito degli interventi svolti ieri sera sul ministro Tremonti.
Ricordo che nella seduta di ieri, a seguito della richiesta avanzata da alcuni gruppi, ho chiesto formalmente al Governo, in particolare al Vicepresidente del Consiglio, di adoperarsi affinché il ministro dell'economia e delle finanze partecipasse all'odierna seduta della Camera.
Ho ricevuto, al riguardo, assicurazione che il ministro Tremonti potrà intervenire questa mattina. Alcuni dei deputati intervenuti hanno formulato rilievi anche nei confronti della Presidenza, invocando a tale riguardo quanto disposto dall'articolo 64, ultimo comma, della Costituzione.
Ritengo pertanto di dover fornire alcune ulteriori precisazioni su tale punto. Indubbiamente, la citata norma costituzionale stabilisce a carico dei membri del Governo un obbligo di partecipazione alla seduta della Camera, quando ne venga fatta richiesta.
È appena il caso di sottolineare, lo dico soprattutto per chiarire il senso ed il valore dell'episodio ai fini dei nostri precedenti, che non ogni richiesta, formulata da singoli deputati o gruppi, è suscettibile di determinare un obbligo di partecipazione nei riguardi di componenti del Governo espressamente individuati; può accadere,


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ovviamente, solo in presenza di richieste che siano o possano ritenersi formulate a nome dell'Assemblea.
Nella fattispecie, la Presidenza ha dato seguito alla richiesta in considerazione dell'ampio arco politico che ha sollecitato l'intervento del ministro dell'economia, Tremonti. Ciò posto, ribadisco quanto ho già avuto modo di affermare ieri in ordine al fatto che l'inosservanza dell'obbligo costituzionale di partecipazione alle sedute può essere sanzionata politicamente, mediante la presentazione di appositi strumenti parlamentari nei confronti del membro del Governo interessato, ovvero dell'intero esecutivo.
Aggiungo, inoltre, che, qualora il suddetto obbligo dovesse rimanere inadempiuto, la Presidenza della Camera non mancherebbe di assumere formali iniziative nei confronti del Governo.
Ribadisco altresì che non è invece possibile far derivare dall'inosservanza del più volte ricordato obbligo costituzionale conseguenze di carattere procedurali. Tali conseguenze verrebbero altrimenti a ricadere in maniera del tutto incongrua sulla Camera stessa e sull'ordinato svolgimento dei suoi lavori; il che, onorevoli colleghi, appare nella fattispecie del tutto inammissibile, in quanto potrebbe pregiudicare l'obbligo per la stessa Camera di esaminare nei tempi dovuti disegni di legge che costituiscono la manovra economica.
Detto ciò, onorevole Russo Spena, le sono grato per aver sollevato nuovamente il problema, perché mi premeva puntualizzare le iniziative assunte dalla Presidenza, le assicurazioni del Governo e il caso generale che ieri è stato posto alla nostra attenzione.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, con molta serenità ritengo opportuno ricondurre la polemica di queste ore, sulla presenza alla Camera del ministro dell'economia durante la finanziaria, alle sue reali dimensioni, anche alla luce dei precedenti e della prassi sulla discussione del disegno di legge finanziaria in Assemblea.
Nella scorsa legislatura, il ministro del Tesoro del Governo Prodi, Carlo Azeglio Ciampi, nelle sue tre finanziarie intervenne in Assemblea una volta soltanto, il 19 dicembre 1997; una volta intervenne durante il Governo D'Alema il ministro del Tesoro, Giuliano Amato, il 7 dicembre 1999, ed il ministro del Tesoro, Visco, intervenne il 6 novembre 2000 ed il 28 dicembre dello stesso anno.
Il ministro Tremonti, com'è noto, è intervenuto lo scorso anno il 19 dicembre e, nell'anno in corso, è stato già in Assemblea il 10 novembre; sarà inoltre presente in mattinata, visto che ieri sera era fuori Roma.
Come tutti i colleghi ricorderanno, la gestione diretta in Assemblea della finanziaria era stata affidata da tutti i governi di centrosinistra nella scorsa legislatura al sottosegretario al tesoro, professore Piero Dino Giarda, che svolse un lavoro encomiabile, garantendo permanentemente la presenza di quei governi, sia nella discussione generale sia nell'esame degli articoli e delle proposte emendative. Lo stesso incarico è stato affidato nell'attuale legislatura al sottosegretario all'economia, senatore Vegas, che ha svolto tale compito con grande abnegazione, durante tutte le fasi della discussione del disegno di legge finanziaria, rispondendo ai colleghi.
Come si è potuto osservare, la presenza del Governo è rispettata, sebbene attualmente il ministro dell'economia sia anche ministro delle finanze e del bilancio, il che vuol dire che ha impegni nazionali ed internazionali triplicati rispetto ai predecessori.
Tuttavia, non sfuggirà ad alcuno che da tutti i precedenti Governi veniva delegato il sottosegretario al tesoro a seguire la finanziaria in Assemblea, per cui rientriamo nel novero della media della presenza


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di tutti i ministri del tesoro alla discussione delle leggi finanziarie di questi anni.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, ringraziamo lei e il ministro Giovanardi, tuttavia, ritengo che sfugga ancora una questione politica (ministro Giovanardi, spero che lei non vada via... mi scusi, va a prendere il ministro Tremonti: può venire anche da solo, volendo).
Come stavo dicendo, ritengo che sfuggano dei particolari politici, che sono diversi dal passato. Il primo particolare politico, ministro Giovanardi, è dato dal fatto che un gruppo della maggioranza ha chiesto la presenza del ministro Tremonti, cosa che non si è mai verificata nel passato.
Seconda questione: il testo del disegno di legge finanziaria è cambiato per circa sette decimi, con 15 nuovi condoni, presentati con il parere favorevole di un Governo il cui ministro dell'economia si è sempre pronunciato contro i condoni. Queste sono le questioni politiche che noi intendiamo affrontare!
Quindi, ritengo sia del tutto superfluo snocciolare dati di tipo burocratico. Il punto politico è che, per quanto riguarda la presenza del ministro Tremonti - eccolo lì, vedo che arriva -, la richiesta è stata inoltrata da un gruppo della maggioranza: è stato sostanzialmente posto un problema di fiducia da parte di un gruppo della maggioranza nei confronti del suddetto ministro ed è bene quindi che il ministro ci sia! Ora c'è, lo accogliamo con un applauso e siamo lieti che sia qui (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Violante.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, il presidente Violante ha già detto tutto, quindi non aggiungo niente sugli aspetti politico-istituzionali, tuttavia, poiché lei questa mattina, accogliendo una mia richiesta, ha praticamente costituito un precedente per la vita della Camera, sciogliendo il nodo in oggetto, interpretando l'articolo 64 della Costituzione (di questo la ringrazio poiché c'era bisogno di un orientamento definitivo), mi permetto di muovere un'osservazione nel merito delle decisioni che ha preso, che comunque condivido pienamente poiché mi appaiono corrette. Infatti, la sua interpretazione, che rispetto, mi sembra corretta, non solo per l'autorevolezza e l'autorità che esprime la Presidenza della Camera, ma anche perché la ritengo giusta (perlomeno questa è la mia opinione).
Tuttavia, signor Presidente, lei correttamente afferma che non ci può essere sanzione, perché quest'ultima finirebbe per rappresentare un danno al funzionamento dello stesso Parlamento. Se, infatti, noi sospendessimo i nostri lavori perché un membro del Governo, obbligato a venire, decide di non farlo, sarebbe un autogol! Tuttavia, il rinvio agli strumenti parlamentari nei confronti di un Governo - o di un ministro - che non adempie ai propri obblighi sic et simpliciter significa un può svuotare la Presidenza della Camera del peso che può esercitare in una situazione di così delicati rapporti, una situazione che non riguarda la richiesta dell'Assemblea, il Governo o il membro del Governo, bensì la Camera dei deputati.
Allora, signor Presidente, ritengo - ma si tratta ovviamente della mia opinione - che si potrebbe in qualche modo intendere, integrare o comunque convenire che, forse, il Presidente della Camera, in presenza di una palese violazione della richiesta da parte dell'Assemblea, della quale si è evidentemente fatto portavoce, assumendola come richiesta della Camera e non di uno o più gruppi, proprio in questo caso, debba almeno convocare la Conferenza dei capigruppo, perché quest'ultima


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possa valutare l'opportunità di attivare i dovuti strumenti parlamentari, non tanto uti singuli ma come fatto istituzionale della Conferenza dei capigruppo e della Camera dei deputati.
Mi pare, questa, un'osservazione che rimette la questione nelle mani di un organo istituzionale e non lasci ad un giudizio politico la sanzione su un'offesa che non riguarda il richiedente o i richiedenti, bensì l'istituto della Camera del deputati!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, anzitutto vorrei ringraziarla per la correttezza di cui ha dato atto al Presidente della Camera. Se devo essere sincero, sono rimasto molto sorpreso dalle parole pronunciate ieri dal capogruppo della Margherita, onorevole Castagnetti, perché mi sono sembrate eccessive ed indirizzate alla Presidenza. Comunque, sono disponibile ad accettare tutte le critiche, evidentemente, anche quelle del presidente del suo gruppo, un gruppo così significativo ed importante all'interno della Camera dei deputati.
La sua meditazione è giusta e aggiungo che si può anche fare di più ovvero approfondire per il futuro in sede di Giunta per il regolamento il tema affrontato ieri perché esiste - è vero - tale obbligo costituzionale ma non esiste, in alcun modo, un connesso obbligo, per la Camera, di fermare i propri lavori.
Peraltro - parlo sul piano non più del diritto ma del buon senso -, ieri sera mi sono messo immediatamente in contatto con il ministro Tremonti che mi aveva assicurato che oggi sarebbe stato in aula ed oggi è in aula. Ieri, dunque, ho affrontato il problema nei termini di buonsenso nei quali mi sembrava giusto affrontarlo.

GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GERARDO BIANCO. Volevo dare il benvenuto al ministro Tremonti esprimendo la nostra soddisfazione per il fatto di averlo tra noi.

PRESIDENTE. Poiché i deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo hanno chiesto la votazione mediante procedimento elettronico, per consentire l'ulteriore decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta fino alle 10,35.

La seduta, sospesa alle 10,30, è ripresa alle 10,35.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Pistone 8.1, Grandi 8.2, Zanella 8.3, Russo Spena 8.4 e Morgando 8.5, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 410
Maggioranza 206
Hanno votato
189
Hanno votato
no 221).

Prendo atto che gli onorevoli Taormina, La Russa e Perrotta non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 418
Astenuti 1
Maggioranza 210
Hanno votato
192
Hanno votato
no 226)

Prendo atto che gli onorevoli Taormina e Perrotta non sono riusciti a votare.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Ciascuno voti per sé.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 412
Maggioranza 207
Hanno votato
191
Hanno votato
no 221).

Prendo atto che l'onorevole Taormina non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 8.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Grazie, Presidente. Un condono, di norma, presuppone che chi non ha pagato ottiene un notevole sconto. L'emendamento in oggetto propone di eliminare un fattore che costituisce un di più rispetto al condono, come nel caso in cui un sostituto di imposta, che raccoglie le imposte e le tasse in nome e per conto dello Stato, le trattenga e non le versi. Si tratta di un condono inaccettabile perché costituisce un vero e proprio scippo: potrebbe essere capitato ad ognuno di noi, oppure a persone che conosciamo, aver versato onestamente le tasse, anzi aver subito la trattenuta, senza che il sostituto di imposta le abbia a sua volta versate. Si tratta di una sorta di condono in conto terzi, in cui il terzo ha il grave difetto di aver pagato le tasse. Questa è la ragione per cui il mio emendamento 8.8 propone di sopprimere l'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 8.
Aggiungo, rispetto ad una discussione che ha affascinato l'Assemblea questa mattina, che i problemi della finanziaria non riguardano il metodo, il percorso, l'iter della legge, ma l'atteggiamento del Governo, la confusione, l'atteggiamento del ministro Tremonti nei confronti del Parlamento, sia alla Camera sia Senato, al punto tale che oggi i deputati della maggioranza sono sostanzialmente sotto ricatto e mi pare siano orientati a respingere anche gli emendamenti più ovvi, più normali, come quello che ho appena illustrato.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grandi.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 412
Astenuti 1
Maggioranza 207
Hanno votato
190
Hanno votato
no 222).

Prendo atto che l'onorevole Taormina non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione degli emendamenti Morgando 8.9 e Zanella 8.45, di identico contenuto normativo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michele Ventura, relatore di minoranza. Ne ha facoltà.

MICHELE VENTURA, Relatore di minoranza. Grazie, Presidente. Intervengo su un punto generale che riguarda la questione dei condoni. Abbiamo sollecitato ieri e stamani più volte la presenza del ministro Tremonti. Siamo in presenza di 15 tra condoni e sanatorie. Sono previste tre sanatorie di base: concordato per gli anni pregressi, dichiarazione integrativa semplice per la regolarizzazione di uno o più periodi di imposta, dichiarazione integrativa per la definizione automatica di tutte le imposte, valida per tutti i periodi di imposta.


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Presidente, credo che sarebbe molto utile avere un parere del ministro Tremonti sulla presentazione di questo complesso di condoni e sanatorie, il che, probabilmente, potrebbe consentire un confronto utile anche per lo svolgimento dei lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevole Michele Ventura, il Governo è presente e, quindi, deciderà autonomamente.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Morgando 8.9 e Zanella 8.45, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 449
Astenuti 1
Maggioranza 225
Hanno votato
198
Hanno votato
no 251).

Prendo atto che l'onorevole Taormina non è riuscito a votare.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, mi rivolgo brevemente al ministro Tremonti. Signor ministro, ieri il capogruppo dell'UDC (CCD-CDU) Volontè ha chiesto la sua presenza in aula, esprimendo un giudizio molto critico sulla legge finanziaria che sta presentando in Parlamento, e dai banchi dell'opposizione è venuta la stessa richiesta. Volevamo che lei fosse qui ma non soltanto per essere presente bensì per esporci le linee e le ragioni delle scelte relative a questi quindici condoni e, più in generale, le questioni di politica economica e finanziaria sottese alla legge finanziaria in esame, visto che non abbiamo avuto il piacere di ascoltarla dopo che al Senato il testo è stato profondamente modificato.
La pregheremmo di prendere la parola per esporre le sue linee, dopodiché credo che ci sarà un breve dibattito da parte del Parlamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando 8.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 458
Votanti 457
Astenuti 1
Maggioranza 229
Hanno votato
201
Hanno votato
no 256).

Prendo atto che l'onorevole Taormina non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando 8.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 457
Votanti 456
Astenuti 1
Maggioranza 229
Hanno votato
200
Hanno votato
no 256).

Prendo atto che l'onorevole Taormina non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione degli emendamenti Milana 8.12 e Dario Galli 8.13, di identico contenuto normativo.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Milana. Ne ha facoltà.

RICCARDO MILANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per richiamare l'attenzione del Parlamento su questa parte del provvedimento che è veramente strana e di contenuto grave. In questo caso si introduce un concetto di sanatoria a fronte di un concorso pubblico per la gestione delle agenzie di scommesse. Con questo provvedimento vengono cancellati gli impegni che i gestori, partecipanti alla gara, presero per versare all'erario la parte di contributo che doveva essere nella sostanza il minimo garantito del CONI.
Con un provvedimento inserito nella legge finanziaria (lo troviamo qui ed anche all'articolo 22), di colpo vengono abbonati circa 300 miliardi di lire ai gestori delle sale scommesse. Inoltre, viene - già questo di per sé costituisce un fatto molto grave - addirittura cancellato questo bonus che era il minimo garantito del CONI. È presente il sottosegretario del ministero vigilante - l'ex presidente del CONI, che vedo distratto dietro ai banchi della destra - per cui, di fronte a questo nuovo attacco all'autonomia dello sport mi aspetto qualche gesto di dignità. Lo chiedo a lui, ad Aracu - il senatore Barelli non l'ha fatto al Senato -, lo chiedo a chi per anni ha gridato, in nome dell'autonomia dello sport, di assumere una posizione chiara, limpida e coerente, a fronte di un'altra iniziativa, che La Gazzetta dello Sport definisce un altro giochetto del ministro Tremonti.
La cancellazione di questi finanziamenti mette nuovamente in discussione la possibilità del CONI di operare e la sua stessa vera autonomia: siamo di fronte ad un'ennesima vergogna. La politica di questo Governo sullo sport è quella dello svuotamento dell'ente e dell'occupazione di tutti gli spazi possibili, dal commissario per lo sport di Rieti, l'ultima provincia per numero di abitanti del Lazio, fino all'agenzia dello sport (CONI Spa), occupata per la prima volta nella storia dello sport italiano con lottizzazioni di tipo politico.
È un altro fatto grave. Sicuramente, questa Camera respingerà tale emendamento, ma almeno avremo la soddisfazione di sollevare la questione e di dire all'opinione pubblica che questa è la politica che state conducendo, ben distante e assai diversa da quella che avevate promesso, e per la quale gli uomini di sport che occupano i banchi della maggioranza dovrebbero avere il coraggio di qualche gesto di dignità invece di far finta di ascoltare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, intervengo brevemente soltanto per sottolineare che anche noi, ovviamente, non possiamo condividere questa impostazione e quindi non riteniamo giusto che, come è stato già detto anche precedentemente, negli scorsi anni, in sede di esame del disegno di legge finanziaria, con un colpo di spugna e pagando semplicemente una multa del 20 o del 30 per cento si onorino i debiti e i mancati pagamenti da parte delle agenzie nei confronti del CONI.
Riteniamo che questa non sia la modalità più corretta di risolvere il problema anche se ci rendiamo conto della sua complessità e siamo consapevoli che quella presentata potrebbe rappresentarne in qualche modo la soluzione. Quindi, noi saremo disponibili a ritirare eventualmente l'emendamento Galli 8.13 ed a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno o, meglio ancora, ritireremmo l'emendamento se da parte del Governo ci fosse una indicazione di volontà, di intervenire, con diverse modalità, in questo settore subito dopo l'approvazione del disegno di legge finanziaria. Quindi, ritiriamo l'emendamento a fronte di questo impegno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Intervengo solo per dire che concordiamo pienamente


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con l'emendamento del collega Milana ed altri e con l'illustrazione che ne è stata fatta. Se l'onorevole Milana è concorde, propongo di sottoscrivere anche questo emendamento che riteniamo importante accogliere, poiché questo condono costituisce un vulnus grave anche dal punto di vista della correttezza istituzionale, la soluzione prevista dalla maggioranza al Senato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO BENVENUTO. Signor presidente, mi rivolgo al ministro Tremonti. È la prima volta che una serie di condoni, potremmo dire un condono a 12 teste, viene promosso per iniziativa parlamentare. È la prima volta che il relatore, il quale presenta al Senato questi condoni, li illustra dicendo che è legittima difesa dei cittadini non pagare le tasse.

ANTONINO LO PRESTI. È la situazione che avete lasciato voi!

GIORGIO BENVENUTO. Ieri, il sottosegretario Vegas ha ammesso che la copertura prevista nel disegno di legge finanziaria in prima lettura alla Camera non è corretta. Tant'è che i condoni presentati al Senato non comportano variazioni per quanto riguarda gli 8 miliardi di entrata.
So che il ministro Tremonti non è stato mai favorevole ai condoni. E non dico dai tempi in cui «Berta filava», dieci anni fa, ma mi riferisco al ministro Tremonti di questo Governo, in questa legislatura che, in sei occasioni, ha dichiarato che i condoni, e in particolare il condono tombale, era fuori dalla politica dell'attuale Governo.
Non dubito che il ministro Tremonti sia persona seria. Se ha dovuto cambiare opinione per iniziativa parlamentare della sua maggioranza, che ha adottato posizioni anche diverse, la situazione dei conti pubblici deve essere estremamente grave, ecco perché chiediamo al ministro di spiegare il perché di questa improvvisa scelta e di tale legittimazione della politica dei condoni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.

LUCA MARCORA. Intervengo brevemente per ricordare che questo vero e proprio scippo compiuto da parte della lobby delle scommesse a danno dello sport italiano, non colpisce soltanto il CONI, ma anche l'UNIRE (Unione nazionale incremento razze equine), che, con il condono e il pagamento del solo 30 per cento dei minimi garantiti, vedrà negata la possibilità di chiudere il bilancio non solo per questo anno e per il prossimo, ma anche per i due anni precedenti.
L'UNIRE, senza queste risorse, condonate con questo vero e proprio colpo di mano, non può chiudere il bilancio di quest'anno. Difatti, tutti i piani allevatoriali e tutte le iniziative a favore del mondo dell'ippica non potranno essere messe in atto proprio per effetto della mancanza di risorse finanziarie. Lo stesso commissario Andriani, che sicuramente è omogeneo a questa maggioranza, ha dichiarato che in questo modo si apre una voragine nei bilanci, passati e futuri, dell'UNIRE che mette a rischio la sopravvivenza di tutto il settore il quale dà occupazione e risorse; è un settore molto vasto che, con questo vero e proprio scippo, da parte delle lobby delle scommesse, vede affossate le possibilità di sviluppo che dovrebbe garantire l'UNIRE.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, desidero ricordare, a tutti i colleghi che sono intervenuti e a quelli che si accingono a farlo in ordine a questo argomento, il comma 2, dell'articolo 8, che fa riferimento ai condoni per i minimi garantiti


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delle agenzie di scommesse e verso UNIRE e CONI. Il sottosegretario Vegas, nel corso dell'attuale seduta, purtroppo in un'aula semideserta, con grande onestà intellettuale, è intervenuto per sostenere che questo in discussione era uno degli errori contenuti, purtroppo, nel testo attuale e che il Governo vi intende porre rimedio, in tempi rapidissimi, per via normativa. Conseguentemente, l'invito che rivolgo, ai colleghi che sono intervenuti e a quelli che si accingono a farlo, è di confidare, relativamente a questo caso specifico, in un intervento del Governo il quale è stato annunciato, nelle forme dovute e con tutta la solennità del caso, dal sottosegretario Vegas.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzuca Poggiolini. Ne ha facoltà.

CARLA MAZZUCA POGGIOLINI. Signor Presidente, prendo atto con sconcerto - di cui mi viene da ridere in modo amaro - di questa ammissione di errore che fa riferimento ad una cosa evidente e lampante e riguarda una situazione molto sentita in tutto il paese; mi riferisco al finanziamento dello sport italiano, che boccheggia e, in tal modo, continuerebbe a farlo ancor più. Quanto avvenuto la dice lunga su tutta una serie di errori contenuti in questo disegno di legge finanziaria.
È sempre antipatico ed odioso autocitarsi, ma proprio ieri ho rivolto un appello alla maggioranza. In particolare, ho chiesto l'onestà di comprendere e di individuare questi tanti errori; tant'è che uno di questi è stato poc'anzi individuato dal Governo al fine di apportare in questa sede i relativi aggiustamenti. In mancanza di ciò, infatti, si produrrebbe un'offesa al Parlamento e alla funzione legislativa da parte dell'esecutivo che, relativamente a settori di così grande importanza, se la canta e se la suona.
Ministro Tremonti, uno degli errori più grandi, è stato quello di aver negato se stesso - lei, infatti, è stato costretto a negare se stesso - dando la stura a 15 condoni che rappresentano sia l'offesa più grande che si può fare a milioni di cittadini onesti sia un cattivo esempio verso tutta la popolazione italiana e, in particolare verso i giovani, di cui voi, il Governo di centrodestra, porterete tutta intera la responsabilità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Masini. Ne ha facoltà.

MARIO MASINI. Signor Presidente, sarò molto breve e proprio per questo entro subito nel merito della questione facendo riferimento al comma 2, dell'articolo 8, concernente il condono fiscale nei confronti delle agenzie ippiche relative all'UNIRE e, per quanto concerne le scommesse sportive, al CONI. Non mi sembra di aver ascoltato dalle parole del sottosegretario Vegas l'ammissione di un errore.
Non credo che si possa parlare di errore ma, piuttosto, che si debba dare a questo articolo la giusta interpretazione. Credo che l'interpretazione del legislatore sia quella di porre attenzione esclusivamente alla materia fiscale e certamente non alla questione dei minimi garantiti che metterebbero in ginocchio non solo il CONI ma certamente anche tutto il comparto ippico. Ciò non soltanto per quanto riguarda gli anni futuri (come hanno già accennato i colleghi intervenuti in precedenza) ma anche per quanto riguarda i bilanci passati.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 11)

MARIO MASINI. A tal proposito quindi ho già presentato - insieme ai colleghi della Commissione agricoltura, della compagine di maggioranza - un ordine del giorno che specifica esattamente quanto il legislatore vuole fare nei termini, escludendo aprioristicamente che questa norma possa riguardare la questione dei minimi garantiti; questione che comunque dovrà essere esaminata e risolta all'interno del decreto interdirigenziale che troverà scadenza nei prossimi mesi e certamente


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attraverso un passaggio legislativo entro il mese di dicembre, se non in quello di gennaio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lolli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI LOLLI. Signor Presidente, vorrei capire meglio quanto ha affermato l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Sostiene che si può rimediare successivamente a questo errore. Ma l'errore è irrimediabile perché i termini della questione sono semplicissimi: c'era una norma che obbligava i gestori di queste scommesse a versare delle fideiussioni e permetteva al CONI di escutere tali fideiussioni per circa 140, 160 miliardi di vecchie lire.
Nel momento in cui avete condonato è chiaro che queste aziende si metteranno al riparo immediatamente da questa possibilità. Dopo di che non ho capito cosa potrete mai più riparare! Vi è un solo modo per riparare: sopprimere questo comma che è palesemente lesivo degli interessi del CONI e dello sport italiano (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-UDEUR-Popolari per l'Europa).

PRESIDENTE. Chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pinza. Ne ha facoltà.

ROBERTO PINZA. Grazie, signor Presidente. Il sottosegretario Vegas ha affermato all'inizio della seduta che si tratta di una norma che presenta un errore: non so a quale e a cosa si riferisca. Noi non condividiamo nulla di questa norma però, signor sottosegretario, a parte l'imprudenza di questo modo di procedere, mentre stiamo discutendo una legge lei afferma che con una norma successiva si apporterà una correzione: è una cosa inusuale. In Parlamento non ho mai visto procedere in questo modo. Ma in ogni caso ci dica subito, per cortesia, come intende correggere questa norma. Perché altrimenti ai mille problemi che questa finanziaria crea se ne aggiungerà un altro: quello dell'incertezza sulle intenzioni del Governo. Non conosciamo gli altri aspetti ma su questo ci dica esattamente cosa intende fare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Santagata. Ne ha facoltà.

GIULIO SANTAGATA. Grazie, signor Presidente. Mi preme ricordare che oltre al danno allo sport italiano va tenuto presente che i minimi garantiti hanno rappresentato la base fondamentale delle gare ad evidenza pubblica con cui sono state assegnate le licenze per le scommesse. Credo che si tratti di una turbativa di mercato di non poco conto e credo che nel momento in cui il Governo - non sappiamo come - si accinge a porre rimedio a questo che viene definito un errore, si debba tener conto anche dei rapporti nei confronti degli altri soggetti privati che sono stati esclusi dalle gare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Arnoldi. Ne ha facoltà.

GIANANTONIO ARNOLDI. Signor Presidente, desidero ricordare che già nella passata legislatura il precedente Governo aveva riconosciuto l'inidoneità dei minimi garantiti attribuiti alle sale scommesse e comunque ai concessionari di scommesse nel nostro paese. Ciò è tanto più vero se si considera che i pagamenti erano stati postergati con la prospettiva di una sanatoria.
Desidero poi sottolineare che è chiaro che se non fosse stata posta in essere una sanatoria al riguardo neanche questi soldi sarebbero mai stati incassati e ci saremmo trovati di fronte al fallimento di queste aziende con una ricaduta sul livello occupazionale.
Voglio infine ricordare che circa cento parlamentari del centrosinistra lo scorso anno formularono una proposta emendativa proponendo quello che oggi viene definito un condono. (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.

LINO RAVA. Grazie, signor Presidente, prendiamo atto delle parole ascoltate poco fa dal collega Masini, però vorrei sottolineare la fortissima inversione di tendenza avvenuta in un giorno. Ho ascoltato le sue dichiarazioni rese ieri in Commissione agricoltura e riportate nel resoconto sommario, in cui afferma che rischia di determinarsi un forte disavanzo in riferimento ai bilanci dell'ente gestore del settore ippico e che questa iniziativa mette a serio rischio la stessa sopravvivenza dell'UNIRE e del settore ippico nel suo complesso.
È avvenuto un ribaltamento improvviso delle precedenti posizioni, collega Masini, come si può leggere nel resoconto sommario della seduta di ieri della Commissione agricoltura. Questa è la realtà!
Prendiamo atto delle dichiarazioni del sottosegretario rispetto al riconoscimento dell'errore, ma non possiamo fare a meno di sottolineare che l'errore è conseguenza di una gestione della finanziaria caratterizzata da una grandissima superficialità e da approssimazione, sistematicamente ribadita da questi errori.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Desidero fare mio l'emendamento Dario Galli 8.13 ritirato dal presentatore.

PRESIDENTE. Sta bene.

ERMETE REALACCI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Chiedo di aggiungere la mia firma all'emendamento 8.13, ritirato dai presentatori e fatto proprio dall'onorevole Ruzzante. Inoltre vorrei chiedere al sottosegretario Vegas come il Governo intenda ovviare al danno che si creerà alle società che operano nel settore. Mi fido della parola del presidente della Commissione bilancio, onorevole Giancarlo Giorgetti, ma non capisco cosa intenda fare, in tempi brevi, il Governo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Milana 8.12 e Dario Galli 8.13, fatto proprio dal gruppo dei Democratici di Sinistra-l'Ulivo, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 479
Votanti 468
Astenuti 11
Maggioranza 235
Hanno votato
208
Hanno votato
no 260).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 478
Votanti 476
Astenuti 2
Maggioranza 239
Hanno votato
205
Hanno votato
no 271).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 476
Votanti 475
Astenuti 1
Maggioranza 238
Hanno votato
205
Hanno votato
no 270).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marcora 8.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 478
Votanti 477
Astenuti 1
Maggioranza 239
Hanno votato
204
Hanno votato
no 273).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 477
Votanti 476
Astenuti 1
Maggioranza 239
Hanno votato
204
Hanno votato
no 272).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
204
Hanno votato
no 265).

Prendo atto che l'onorevole Cialente non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 8.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 468
Votanti 467
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato
200
Hanno votato
no 267).

Prendo atto che l'onorevole Berruti non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Morgando 8.19.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Pennacchi. Ne ha facoltà.

LAURA MARIA PENNACCHI. Chiediamo scusa al ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Tremonti, per la nostra insistenza, ma essa è impari rispetto alla sua pervicacia ed ostinazione. Abbiamo soltanto oggi l'onore di vederla qui con noi al dibattito parlamentare e dobbiamo insistere.
Lei deve a noi alcune spiegazioni sulle sue contraddizioni, sulle sue incoerenze, che a noi fanno effetto fino ad un certo


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punto. Sappiamo che lei è autore di un libro il cui titolo è: Lo Stato criminogeno. Quindi, non dobbiamo troppo sorprenderci per il fatto che ci sia una sorta di incitazione a delinquere rivolta ai cittadini italiani. Tuttavia, le spiegazioni le deve, soprattutto, ai cittadini italiani.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando 8.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 464
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
197
Hanno votato
no 267).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 460
Astenuti 2
Maggioranza 231
Hanno votato
193
Hanno votato
no 267).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Morgando 8.21 e Benvenuto 8.22, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
199
Hanno votato
no 270).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 8.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Onorevole Tremonti, penso che lei dovrebbe ritirare il disegno di legge che reca il suo nome e che ha l'ambizione di riformare il sistema fiscale del paese. Infatti, con la norma che proponiamo di sopprimere, se tale norma fosse approvata, le aliquote fiscali non saranno 5 ma 6, perché in questo caso - non si sa bene perché - si dovrebbe pagare solo il 13 per cento. Quindi, ci sono le 5 aliquote del 2003 e le 5 aliquote che, come già è scritto in un articolo precedente, rimarranno nel 2004. Lei farebbe risparmiare molto tempo alla Camera e al Senato ritirando un disegno di legge che è soltanto nei suoi sogni che, peraltro, si spera non diventino mai realtà.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 464
Astenuti 2
Maggioranza 233
Hanno votato
193
Hanno votato
no 271).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Franciscis 8.44, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 464
Astenuti 2
Maggioranza 233
Hanno votato
192
Hanno votato
no 272).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Grandi 8.24 e Zanella 8.25, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
195
Hanno votato
no 274).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Zanella 8.26 e Grandi 8.27, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 479
Votanti 478
Astenuti 1
Maggioranza 240
Hanno votato
199
Hanno votato
no 279).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 8.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 473
Votanti 472
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato
198
Hanno votato
no 274).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Benvenuto 8.29 e Zanella 8.30, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 464
Astenuti 2
Maggioranza 233
Hanno votato
191
Hanno votato
no 273).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 461
Astenuti 1
Maggioranza 231
Hanno votato
191
Hanno votato
no 270).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Grandi 8.32 e Zanella 8.33, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 461
Astenuti 1
Maggioranza 231
Hanno votato
192
Hanno votato
no 269).

Prendo atto che l'onorevole Gioacchino Alfano non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione degli emendamenti, Grandi 8.34 e Pinza 8.35, di identico contenuto normativo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Su questo emendamento vorrei chiedere una consulenza, perché la norma che si propone di sopprimere riguarda la non punibilità per reati di frode fiscale. In quest'aula c'è qualcuno che lo ha dichiarato pur avendo importanti incarichi, mi riferisco all'onorevole Previti. Vorrei sapere da lui se ritenga che un articolo di questo tipo possa essere effettivamente approvato, se non sia esagerato che una semplice frode fiscale diventi impunibilità per quanto riguarda reati del codice penale e, per la verità, anche reati del codice civile. Non ci sarà qualche esagerazione in una norma di questo tipo?

CESARE PREVITI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CESARE PREVITI. Solo per una precisazione. Io non ho commesso alcun reato e, soprattutto, nessun reato fiscale (Commenti dei deputati del gruppo Democratici di sinistra-l'Ulivo). Zitti, zitti, zitti (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)! Questo richiamarsi al mio nome è un insulto alla dignità (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e Alleanza nazionale), che voi dimostrate di non avere quando fate delle aggressioni di tipo personale e questa sua risata è una vergogna, per lei personalmente e per tutti coloro che le stanno attorno.

MARIO LETTIERI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Ovviamente non ho titolo per dare patente di innocenza o di colpevolezza ad alcuno. Auspico che questo emendamento venga approvato in quanto esso mira a sopprimere la lettera d), che prevede la non punibilità penale per i reati di cui agli articoli: 482, 483, 484, 485, 489, 490 e 491-bis del codice di procedura penale; 2621, 2622, 2623 del codice civile.
Questa norma, voglio ricordarlo, risultava anche peggiore nel testo originario; in seguito, grazie all'attenzione dei colleghi senatori del centrosinistra e all'autorevole intervento dall'alto, è stato migliorato. Resta comunque una norma iniqua che, a mio avviso, va eliminata da questo testo. Se il presidente mi consente, vorrei semplicemente chiedere al ministro dell'economia, che vedo impegnato in una discussione (del resto ne ha facoltà): perché mentre in tante dichiarazioni sulla stampa ha detto al paese di essere contrario ai condoni, ora ci ritroviamo di fronte ad una serie di condoni?

PRESIDENTE. Bene, onorevole Lettieri, Il ministro le risponderà se crede.

MARIO LETTIERI. Deve rispondere non a me, ma al paese ed al Parlamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti


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Grandi 8.34 e Pinza 8.35, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 475
Votanti 473
Astenuti 2
Maggioranza 237
Hanno votato
193
Hanno votato
no 280).

Prendo atto che l'onorevole Cialente non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michele Ventura 8.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 479
Votanti 478
Astenuti 1
Maggioranza 240
Hanno votato
199
Hanno votato
no 279).

Prendo atto che il collega Perrotta non è riuscito a votare.
Passiamo all'esame dell'emendamento Grandi 8.37.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pinza. Ne ha facoltà.

ROBERTO PINZA. Visto che la prima domanda non ha avuto risposta, confido nella seconda. Vorrei sapere che cosa intende fare il sottosegretario Vegas con questa norma. Si tratta di una norma alquanto singolare. Essa, in sostanza, dice che la dichiarazione integrativa viene fatta dal cittadino, tuttavia gli effetti della dichiarazione integrativa, fra cui le condizioni di non punibilità di tutta una serie di reati, si estendono, non soltanto a te, ma anche al possessore effettivo dei maggiori imponibili. In pratica io faccio la dichiarazione, ma automaticamente un altro può giovarsene per la esclusione di tutti i reati a suo carico. È una cosa molto singolare, perché gli effetti della mia dichiarazione si riversano su altri. La norma mi dà quasi la sensazione di essere stata pensata per qualcosa, non dico per qualcuno, per qualche situazione anomala. Perché è stata pensata questa norma, sottosegretario Vegas? Che cosa avete in mente nel momento in cui la fate?

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.37, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 481
Votanti 479
Astenuti 2
Maggioranza 240
Hanno votato
195
Hanno votato
no 284).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.38, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 473
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato
194
Hanno votato
no 279).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.40, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 473
Votanti 472
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato
194
Hanno votato
no 278).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 8.41, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 465
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
196
Hanno votato
no 269).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Grandi 8.42.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Grandi. Ne ha facoltà.

ALFIERO GRANDI. Intervengo per dire che non sono io ma l'onorevole Previti ad aver reso una dichiarazione in tribunale, in cui ha detto che una certa provvista era per ragioni fiscali e non per altri tipi di reato. Non l'ho detto io, ma lui e quindi è inutile che diciate di no. L'ha detto nell'aula del tribunale. Allora, se non era corruzione, era evasione! Ecco la ragione per cui ritengo... (Commenti di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale - Vive proteste di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Colleghi, si può discutere senza che alziate la voce e facciate clamori inutili. Prego, continui.

ALFIERO GRANDI. Ecco la ragione per cui, se non era corruzione, era evasione. Evidentemente di reati che se ne intende. Ecco la ragione per cui una consulenza ce la potrebbe dare (Proteste del deputato Previti).

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Anche Visco!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Dopo l'emendamento Grandi 8.42 era previsto un emendamento che è stato dichiarato inammissibile; si trattava dell'emendamento 8.43 del gruppo dei Verdi, avente come primo firmatario l'onorevole Pecoraro Scanio. Con tale emendamento si prevedeva di concedere qualcosa anche ai contribuenti onesti, visto che con questa legge finanziaria risarciamo in qualche modo i contribuenti disonesti. Si prevedeva con quell'emendamento di concedere una detrazione d'imposta per la dichiarazione dei redditi per il 2003, pari al 30 per cento dell'importo versato nel 2002, per tutti quei contribuenti che per gli anni d'imposta dal 1997 al 2002 risultino essere in regola con i versamenti derivanti da obblighi di natura tributaria. Quell'emendamento aveva come suo senso politico quello di pensare anche ai contribuenti onesti. Voi pensate a quelli disonesti e l'opposizione pensa anche a quelli che sono stati in regola con i pagamenti (Applausi polemici di deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Indagare sui pensieri degli altri è sempre molto difficile. Però,


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siccome è un emendamento dichiarato inammissibile, lei ha compiuto un atto di fede.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 8.42, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 489
Votanti 488
Astenuti 1
Maggioranza 245
Hanno votato
207
Hanno votato
no 281).

Passiamo alla votazione dell'articolo 8.
Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Interveniamo su questo articolo per dichiarare il voto contrario di Rifondazione comunista (peraltro contraria a tutti gli altri articoli). Sia questo articolo sia quelli successivi individuano un tratto di identità discriminante di questa finanziaria, cioè quello dei condoni.
Abbiamo già detto, nel testo della relazione di minoranza presentata dal gruppo di Rifondazione comunista, quali siano gli argomenti per cui siamo contrari a questi condoni.
Vorrei soltanto aggiungere brevemente alcune osservazioni: il ministro Tremonti, presente stamani dopo le nostre insistenze, e lo ringraziamo, contraddice se stesso. Ricordo, oltre ai suoi testi, un'ultima intervista di qualche settimana nella quale si autodefiniva, se ben ricordo, colbertiano. A parte l'assolutismo ed il dispotismo, a nostro avviso, alludeva evidentemente ad una forma di intervento pubblico nell'economia. Noi tale intervento lo pensiamo in ben altro modo, sotto forma di socializzazione e autorganizzazione. Tuttavia, qui mi pare vi sia la negazione di questa ipotesi di intervento pubblico, in quanto, con una torsione anche illegittima, siamo di fronte ad una idea proprietaria dello Stato.
In secondo luogo, vi è anche un degrado sotto il profilo istituzionale. Siamo veramente al gabinetto di guerra: evidentemente, al clima di guerra si ricollegano procedure istituzionali di guerra. Si dice anche che tutte le leggi finanziarie sono state caratterizzate da confusione anche negli anni scorsi. Ebbene, qui vi è un salto di qualità in negativo: lei, signor ministro, annuncia un decreto-legge fiscale, quando ancora non abbiamo approvato la legge finanziaria, che contraddice ciò che voterà con ogni probabilità entro 24 ore la Camera dei deputati. Il 2,5 per cento sullo scudo fiscale non passa al Senato, non passa alla Camera dei deputati e lei annuncia il decreto fiscale. Questo è inammissibile: vorrei che restasse agli atti questo punto, perché si tratta di una illegittimità che non deve costituire un precedente nel regolamento parlamentare, anche perché viene distorto completamente anche il più pallido controllo di legittimità a posteriori che un Parlamento può esercitare sull'azione del Governo.
Parliamo poi dei condoni, che a nostro avviso, sono criminogeni perché mutano il rapporto fra cittadinanza e statualità, abbattono la progressività fissata in Costituzione, costituiscono una zona grigia in cui i processi di accumulazione vedono sfumare i confini fra economia legale ed economia illegale. Ha scritto qualche giorno fa su La Repubblica Ilvo Diamanti: sembra la legge finanziaria dell'Italia amorale, che costruisce un'Italia senza moralità. Non solo è una finanziaria basata sui condoni e sulle misure una tantum, ma, se si analizza il meccanismo tecnico fiscale dei controlli previsti agli articoli 8 e 9, si vede che è strutturato su un principio: chi ha più evaso, meno paga. Non si tratta soltanto del condono: chi ha più evaso, meno paga e si finisce con lo smantellare, in nome dei condoni, interi settori produttivi, cancellando interi settori industriali, la ricerca, la formazione e l'innovazione,


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accettando il modello statunitense che vede, nella nuova divisione internazionale di produzione del lavoro, l'Italia collocata in una posizione degradata. Dentro la globalizzazione liberista, un nuovo modello Timisoara o, come dicono alcuni economisti liberali, un nuovo modello Malesia.
In conclusione, vorrei ricordare che, mentre prendevo visione della legge finanziaria così come licenziata dal Senato, mi è tornata alla mente una lettura di alcuni anni fa, di George Gilder, mediocre economista, ma pur diventato - è la forza dei tempi - uno dei massimi ispiratori teorici del reaganismo. Altra epoca, altro contesto, altra fase politica, certo. Ebbene, in un libro intitolato Wealth and poverty egli scrisse, con illuminante chiarezza (e questo è diventato un manifesto ideologico negli Stati Uniti di allora): siano benedetti coloro che fanno i soldi.
A me sembra che la sua legge finanziaria, signor ministro, si richiami a questo messaggio. I nostri emendamenti soppressivi sono figli di un punto di vista altro rispetto al suo (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gerardo Bianco. Ne ha facoltà.

GERARDO BIANCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che a mio avviso è bene che lo scontro politico non diventi mai personale e che si discuta di problemi quali quelli che noi stiamo affrontando, vorrei soltanto ricordare che ho salutato con gioia l'arrivo del ministro Tremonti, il quale è rimasto qui silenzioso. Vedo il suo volto simpatico, intelligente e, direi, colto. Tuttavia, il ministro Tremonti è rimasto silenzioso, malgrado le sollecitazioni.
Ieri, signor ministro, ho sollevato il dubbio che lei abbia fatto una sorta di disconoscimento di paternità di questa finanziaria. Vorrei che mi sciogliesse questo dubbio, perché una persona così raffinata, come lei, deve riconoscere che questa finanziaria è un «pasticcio». Infatti, lo ha affermato in precedenza il presidente della V Commissione, ed è stato affermato, anche ieri (forse è sfuggito per la stanchezza), in un intervento singolare, ma per certi aspetti divertente, del collega Leone. L'onorevole Leone, riconoscendo praticamente il «pasticcio», ha adoperato il termine schizofrenia legislativa, ed ha finito per imputare tale schizofrenia agli uffici: non vorrei che, nel resoconto stenografico, venisse fuori che questa finanziaria è figlia di uffici e non, invece, del Parlamento, come dovrebbe essere.
Signor ministro, vorrei fare anch'io, se mi permette, una citazione. Un collega intelligente della maggioranza mi ha regalato un libro di Carl Schmitt, intitolato Terra e mare. Ho letto questo libro, e forse qui ho scoperto il segreto della posizione del Governo. Esistevano i cosiddetti «schiumatori del mare»: i bucanieri, i corsari, coloro che, praticamente, creavano ricchezza senza alcuna legge. Non vorrei che, con questo Governo, volessimo avviare tale processo, vale a dire andare davanti senza regolamenti, senza legge, senza chiarezza per tentare il salvabile, in una situazione confusa e senza regole. Alla fine, forse, accanto a quella che è stata la conclusione di un who's who dei pirati, ci fosse anche un who's who degli evasori.
Forse sarebbe questa la nuova maggioranza che ha creato un corso che ci conduce lontano dallo Stato di diritto, dalla chiarezza e dalla buona legge finanziaria. Nei giorni scorsi abbiamo approvato una bella legge, inerente le bufale, che erano produttrici di latte; non vorrei che adesso approvassimo una pessima legge per qualcosa che produce non il latte, ma il niente e la confusione: la bufala della finanziaria (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Berlusconi, in questi giorni, ha sostenuto che il 60 per cento degli italiani e delle italiane sarebbe d'accordo con misure come condoni e sanatorie,


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sostenendo implicitamente che tale sarebbe la percentuale degli evasori. Consiglio al ministro dell'economia e delle finanze di leggere le note delle segreterie dei rappresentanti degli artigiani del Veneto e di prestare attenzione alla nascita di comitati di cittadini e cittadine «tasse uguali per tutti», che chiedono, come ha precedentemente illustrato il collega, la restituzione di una percentuale delle imposte pagate puntualmente per un importo corrispondente a quello che risparmiano gli evasori con condoni e sanatorie.
Il condono e la sanatoria non rappresentano soltanto delle misure incerte, che non possono che essere una tantum, e dunque servire a rastrellare risorse in un momento critico, soprattutto perché il Governo non sa stare alle dinamiche difficili del presente. Ma se leggiamo queste misure, offensive per il paese e distruttive per il sistema fiscale, con le altre, bisogna essere veramente preoccupati. Ricordo all'Assemblea che Renato Brunetta, l'economista citato più volte ieri, ha esaminato, in un articolo de Il Sole 24 Ore del 19 dicembre, il documento di aggiornamento del programma di stabilità presentato da Tremonti in sede europea, in cui il pareggio di bilancio, previsto per il 2006, sarebbe ancorato ad una crescita del PIL del tutto ipotetica.
Viene dall'economista rovesciato il ragionamento di Tremonti: il rallentamento presente non sarebbe transitorio, ma piuttosto eccezionale sarebbe stato il tasso di crescita del 2000, visto che, se si esamina il trend a partire dal 1995, il tasso medio si è aggirato di fatto attorno all'1,5 per cento.
Non è certo che nel 2003 si raggiunga il famoso 2,3 per cento e, nel triennio successivo, il 3 per cento di media, che sono i tassi previsti per garantire la possibilità di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2006. Anche nell'ipotesi di crescita presentata dal ministro Tremonti più pessimistica, l'indebitamento netto sarebbe dell'1 per cento nel 2006; sempre che le misure dei condoni e delle sanatorie garantiscano quanto non è possibile prevedere nel presente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 471
Astenuti 1
Maggioranza 236
Hanno votato
280
Hanno votato
no 191).

Prendo atto che l'onorevole Taormina non è riuscito a votare.

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