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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3200-bis-B sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
ANGELINO ALFANO, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 5.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti Morgando 5.1, Benvenuto 5.2 e Zanella 5.3, di identico contenuto normativo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benvenuto. Ne ha facoltà.
GIORGIO BENVENUTO. Signor Presidente, qui ci troviamo di fronte ad una situazione singolare. I colleghi del Senato hanno praticamente abrogato una norma che era stata approvata in occasione della conversione del decreto-legge del settembre scorso, relativamente alla base imponibile IRAP.
In pratica, ci troviamo di fronte ad una norma approvata nel mese di novembre e che, alla fine di dicembre, viene modificata in senso peggiorativo, in quanto costituisce una norma interpretativa, che ha effetto retroattivo e che colpisce duramente la certezza dei contribuenti.
Signor Presidente, per raggiungere questo obiettivo (ripeto in questa sede quanto già sottolineava l'onorevole Rutelli) al Senato è stato introdotto il comma 3, che recita: «la disposizione contenuta nell'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, secondo la
quale i contributi erogati a norma di legge concorrono alla determinazione della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive, fatta eccezione per quelli correlati a componenti negativi non ammessi in deduzione, deve interpretarsi nel senso che tale concorso si verifica anche in relazione a contributi per i quali sia prevista l'esclusione dalla base imponibile delle imposte sui redditi, sempre che l'esclusione della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive non sia prevista dalle leggi istitutive dei singoli contributi ovvero da altre disposizioni di carattere speciale».
Dedico ciò al senatore Vegas e al ministro Tremonti; alla faccia della chiarezza! Altro che dal complesso al semplice, qui siamo alla confusione normativa e allo stravolgimento del modo di fare le leggi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.
FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, mi soffermo solo su un tipo di applicazione di questo comma reintrodotto.
Con questo comma vengono sottoposti ad IRAP - mentre il ministro Tremonti afferma di voler abolire l'IRAP - i contributi che lo Stato attribuisce alle aziende di trasporto pubblico locale per ripianare i deficit annuali. Quindi, da una parte, lo Stato dà i contributi per ripianare le nostre aziende e, dall'altro, le sottopone ad una tassa. Addirittura, con questa interpretazione autentica, ne fa pagare retroattivamente i contributi; questa somma è pari a 70 milioni di euro.
Volete mettere in ginocchio le nostre aziende di trasporto pubblico locale (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
GIORGIO PANATTONI. Governo, è così?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Leone. Ne ha facoltà.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, al di là di quanto affermato in ordine alla chiarezza legislativa - mi riferisco all'intervento del collega Benvenuto -, non vi è chi non noti, perlomeno per quanto riguarda gli addetti ai lavori, quale sia stato il meccanismo legislativo che ha portato a sopprimere una norma che questa Camera, il Senato e, in terza lettura, nuovamente questo ramo del Parlamento avevano approvato nel decreto-legge n. 209, il cosiddetto decreto fiscale.
I colleghi sanno benissimo di cosa si tratta, comunque invito a ritirare questi emendamenti in quanto, comunque, è pronto un ordine del giorno, sul quale il Governo si esprimerà in seguito, che raccoglierebbe l'ipotesi di ripristino della norma prevista nel decreto-legge n. 209.
Evidentemente, sul piano della tecnica legislativa, emerge una sorta di schizofrenia legislativa non dovuta certamente alle intenzioni del Governo, ma evidentemente a una serie di incomprensioni degli uffici che, nel momento in cui è stato esaminato il decreto-legge, non hanno rilevato l'effettiva portata del provvedimento, che invece è stata evidenziata durante l'esame della finanziaria al Senato. Probabilmente - come ho già rilevato questa mattina ai colleghi della Commissione finanze - deve esservi uno scollamento all'interno degli uffici.
Il problema è evidente: non si può approvare una norma che, con un altro provvedimento, si pone nel nulla a distanza di pochi giorni, senza alcuna motivazione, visto che gli uffici non hanno mai supportato, con motivazioni di carattere tecnico, l'approvazione della norma soppressiva prevista nel decreto fiscale.
È inteso in questo senso l'ordine del giorno che presenterò. È inteso in questo senso l'appello rivolto ai colleghi a ritirare questi tre emendamenti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, il collega Antonio Leone ha appena richiamato
le incongruenze di questo atto legislativo. Questa disposizione era inserita nel testo di un decreto-legge che la Camera ha modificato, sopprimendola. Si tratta un decreto-legge entrato in vigore a settembre e convertito in legge a novembre. Mentre la Camera ha soppresso tale disposizione ed il Senato ha approvato il testo con la soppressione, nello stesso tempo, il Governo ha introdotto la disposizione nel testo della finanziaria al Senato.
Questa vicenda riguarda le aziende pubbliche e private di trasporto pubblico locale che corrono il rischio di chiudere: vi sono aziende che dovranno tirare fuori 12, 15, 20 o 30 miliardi di vecchie lire, con decorrenza retroattiva. Peraltro, non ci possono essere neanche ripiani ulteriori dello Stato né dei comuni, delle province o dei loro consorzi. Quindi, mettiamo in ginocchio decine di imprese, o vogliamo far arricchire qualche avvocato, in presenza di un decreto-legge che è stato modificato dalle Camere e che, quindi, non può essere riportato in vigore con decorrenza retroattiva. Ciò farà ridere e farà divertire molti studi professionali. Quindi, l'invito è...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Duca.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pasetto. Ne ha facoltà.
GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, intervengo a titolo personale. Collega Antonio Leone, non si tratta di un problema di interpretazione o di errori da parte degli uffici. Qui c'è un problema di decisione politica e di indirizzo della finanziaria che sottrae 3 mila 500 miliardi agli enti locali. Si trattava dell'unica misura di sostegno indiretto a favore del trasporto pubblico locale. Abbiamo presentato altri emendamenti durante l'esame della finanziaria da parte della Camera dei deputati. L'unica misura introdotta è stata quella dell'abolizione dell'IRAP in direzione degli investimenti indirizzati dallo Stato a queste aziende. Con le modifiche apportate al Senato l'unico intervento da noi introdotto è un intervento che viene meno, determinando rispetto al comparto del trasporto pubblico locale una situazione di...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pasetto.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Morgando 5.1, Benvenuto 5.2 e Zanella 5.3, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 502
Votanti 499
Astenuti 3
Maggioranza 250
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 293).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 503
Votanti 501
Astenuti 2
Maggioranza 251
Hanno votato sì 292
Hanno votato no 209).
PRESIDENTE. Passiamo ora all'esame dell'articolo 7...
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, mi sembra che con l'articolo 7 inizi una serie di articoli contenenti misure, previste anche nei successivi articoli 8 e 9, concernenti l'intera questione dei condoni,
se non sbaglio. Signor Presidente, visto che trattiamo questo tema per la prima volta alla Camera, riallacciandomi alla richiesta, da noi avanzata all'inizio della seduta, di avere come interlocutore il ministro dell'economia e delle finanze, chiediamo di non passare all'esame di questi articoli.
PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, anzitutto le vorrei dire che mi sono messo in contatto con il ministro Tremonti (Commenti). Non so cosa ci sia da ironizzare. Comunque, mi sono messo in contatto con il ministro, proprio perché era stata formulata una richiesta dal vostro gruppo. Penso che il ministro sarà presente nella giornata di domani. È fuori Roma, per cui non può intervenire adesso (Commenti). Scusate, onorevoli colleghi, non penso che possiamo interrompere l'esame della legge finanziaria perché non c'è il ministro Tremonti. Oltretutto, il Governo è adeguatamente rappresentato al più alto livello. Pertanto, se la Commissione bilancio non ha qualche idea in proposito, non posso far altro che continuare su questa strada (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, le chiediamo, se non può interrompere adesso, di accantonare la parte relativa ai condoni e andare avanti con il resto (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale), perché, lo ripeto, dei condoni qui non ne abbiamo mai parlato: colleghi, non ne abbiamo mai discusso. C'è una posizione espressa tempo fa dal ministro Tremonti contro i condoni e sono stati presentati 15 condoni. Intendiamo conoscere... (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Credo sia nostro diritto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego, non vedo cosa ci sia da interrompere, lasciamo concludere il collega Violante.
LUCIANO VIOLANTE. Credo sia nostro diritto chiedere che il ministro dell'economia sia presente e dica la sua opinione su quelle che noi esprimeremo.
Credo si possa anche chiudere, visto che è l'1.05. Se vuole andare avanti, le chiediamo, per cortesia - come lo chiediamo ai colleghi della Commissione, al suo presidente e al relatore -, di accantonare questa materia e di andare avanti.
Vorrei aggiungere una proposta. Siccome c'è un decreto-legge in bilico, diciamo così; se si vuole, si può sospendere l'esame della legge finanziaria, fare ora la discussione generale sul disegno di legge di conversione del decreto-legge... (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale) e domani riprendere l'esame quando verrà il ministro Tremonti.
PRESIDENTE. Onorevole Violante, sinceramente, visto che siamo a ranghi abbastanza compatti, credo che noi adesso dovremmo andare avanti con le votazioni almeno per un'ora circa: credo che tutti lo sappiate, maggioranza e opposizione, visto che nessuno ha contestato, sul piano dell'opportunità, il fatto di andare avanti.
C'è una richiesta formulata dall'opposizione: accantonare gli articoli relativi al condono per andare avanti nei nostri lavori per un'altra ora circa; credo, vi sia una disponibilità in tal senso. Questa è una scelta che non può assumere il Presidente della Camera; io posso sottoporla all'Assemblea e l'Assemblea decide, a meno che il presidente della Commissione bilancio o la Commissione bilancio stessa non esprimano a loro volta una disponibilità e allora si fa come in altre circostanze.
L'unico problema che intendo far presente è il seguente, onorevoli colleghi: domani mattina, comunque, non possiamo aspettare ad affrontare questa questione; semmai, dovrebbe essere limitato alla seduta in corso, viste anche le condizioni in cui lavoriamo. Tuttavia si tratta di una scelta... (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)... Onorevoli colleghi, cosa c'è da dire in sottofondo? Si tratta di una scelta che io
doverosamente rimetto anche alla valutazione del Governo.
GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, a prescindere da qualunque valutazione nel merito, faccio presente che sarebbe difficile accantonare l'esame di questi articoli, perché questi sono funzionali alla copertura della legge finanziaria, quindi non si potrebbe votare null'altro, se prima non sono esauriti questi. Pertanto, chiedo di andare avanti con l'esame di questi articoli.
PIER PAOLO CENTO. Chiama Tremonti!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, l'onorevole Violante ha avanzato questa proposta. Se l'onorevole Violante, a cui darò la parola, insiste legittimamente perché questa proposta sia esaminata e votata dall'Assemblea, la metto ai voti, com'è doveroso fare.
LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, mi scusi, volevo dire al collega Vegas intervenuto un attimo fa che lui sa benissimo che non è questo problema, perché altrimenti non si potrebbe mai accantonare all'interno della legge finanziaria.
La questione è politica: la maggioranza, poi, voterà comunque a favore dei condoni, quindi non è questo il problema, ma il problema consiste nel confronto su questo tema. L'opposizione chiede un confronto sul tema dei condoni con il Governo e con la massima autorità economica del Governo. Non mi pare impossibile accantonare questi tre articoli, finché il ministro Tremonti non è disponibile: avendo una legge finanziaria di 86 articoli, ne possiamo fare 79 prima che arriva il ministro. Quindi, lo ripeto, insisto su questo punto.
Signor Presidente, vorrei che su una questione che riguarda alcuni diritti dell'opposizione, il presidente della Commissione, il relatore e il Governo valutassero con attenzione la questione, senza rimetterla ad un rapporto fra maggioranza ed opposizione, perché si tratta di una questione politica di confronto tra opposizione e Governo.
Quindi, inviterei alla prudenza e mi appellerei all'esperienza dei colleghi della maggioranza che sono qui pregandoli di valutare con attenzione questo punto perché non si può poi chiedere un confronto con l'opposizione e, poi quando l'opposizione chiede di avere un confronto su un tema di questo genere, dire di «no».
PRESIDENTE. Onorevole Violante, credo che...
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. A questo punto, onorevoli colleghi, consento ad un collega per gruppo di intervenire su questo tema. Ha facoltà di parlare l'onorevole Boccia.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, l'onorevole Violante ha chiesto la presenza del ministro per discutere insieme gli articoli che stiamo per sottoporre all'esame dell'Assemblea. Tale richiesta è stata avanzata per un motivo politico, istituzionale, di opportunità ed anche per il buon andamento dei lavori.
Signor Presidente, nel mio precedente intervento ho richiamato la sua attenzione sul fatto che, nella circostanza di questa sera, ci troviamo di fronte ad una situazione unica. Infatti, la richiesta della presenza del ministro è stata avanzata da un capogruppo di un gruppo appartenente alla maggioranza. Ciò significa che nell'ambito dell'Assemblea vi è una volontà
piuttosto diffusa di avere il ministro Tremonti in aula per affrontare questi argomenti.
Lei, signor Presidente, ha precedentemente tenuto conto della posizione dell'Assemblea ed ha comunicato che riteneva giusto chiedere al ministro Tremonti di essere presente, cosa che - lo abbiamo appreso poc'anzi - diligentemente ha fatto.
Ovviamente, non voglio - per così dire - «tirare la giacca» alla Costituzione, ma, come già ho ricordato in precedenza, l'ultimo comma dell'articolo 64 - della Costituzione stessa, se lei lo leggesse - non ammette possibilità di interpretazione. Infatti esso recita: «I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti, obbligo» - non facoltà, obbligo - «di assistere alle sedute.».
Alla richiesta del Presidente della Camera - fatta propria a seguito di una larga volontà dell'Assemblea - vi è un obbligo del ministro di venire a presenziare alla nostra seduta.
Signor Presidente, in altre occasioni non vi era questa larga convergenza ed una presa di posizione formale del Presidente della Camera nel richiedere la presenza del Governo; è un caso unico ed io, signor Presidente, la prego di portarlo fino in fondo perché è una questione che attiene ai corretti rapporti tra la Camera dei deputati ed il Governo.
MARCO BOATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, il mio intervento sarà brevissimo. Avevo sotto gli occhi l'articolo 64 della Costituzione e, tempestivamente, il collega Boccia ne ha letto l'ultimo comma.
Signor Presidente, credo che lei non possa sottovalutare questo fatto. Forse vi è qualche antico esponente del Senato in quest'aula che si ricorda cosa faceva un ex presidente del Senato - che si chiamava Amintore Fanfani - quando un ministro competente per materia non si presentava: egli sospendeva la seduta finché il ministro non arrivava in aula. Si trattava di un modo per tenere alto il prestigio di un ramo del Parlamento - in quel caso, il Senato - di fronte al Governo, portato avanti da un Presidente che faceva parte della maggioranza di Governo.
Noi abbiamo in aula la presenza della ministra per le pari opportunità Prestigiacomo, del ministro all'interno Pisanu, del ministro all'ambiente Matteoli, del Vicepresidente del Consiglio dei ministri, del ministro alle politiche comunitarie Buttiglione, del ministro alla comunicazione Gasparri, del ministro per i rapporti con il Parlamento Giovanardi. È mai possibile che - con quello che sta succedendo anche dentro la maggioranza e nei rapporti tra maggioranza e Governo e con quello che è successo al Senato nei giorni scorsi quando un ministro si è alzato in aula dai banchi del Governo per contestarlo - il ministro responsabile della politica economica e finanziaria del Governo non si presenti in aula? È mai possibile, signor Presidente, che lei proponga di sottoporre al voto una richiesta del Parlamento e dell'opposizione su questa questione?
Sarebbe grave, signor Presidente, che lei ponesse tale richiesta in votazione perché la maggioranza, per ragioni di disciplina, voterebbe contro. Vi è un ruolo di garanzia istituzionale, nella correttezza dei rapporti tra Governo e Parlamento su questa materia, che compete a lei.
PRESIDENTE. Onorevole Boato, voglio dire con chiarezza - lei stuzzica la mia vanità con il riferimento al Presidente Fanfani che è stato un grande Presidente di Assemblea legislativa - che la richiesta mi è stata formulata un'ora e mezza o due ore fa. Come Presidente della Camera ho inoltrato al Vicepresidente del Consiglio, quindi al Governo, la richiesta formulata dai gruppi di opposizione e, peraltro, mi sono anche messo in contatto con l'interessato. Ora, è legittimo, pienamente legittimo il giudizio politico che i partiti di maggioranza o di opposizione, indifferentemente,
possono avanzare in merito a tale problema. Tuttavia, non sussiste la possibilità che il Presidente della Camera, seppur tirato per la giacca, come sempre, da una parte e dall'altra, si assuma la responsabilità, in presenza di un Governo rappresentato dal Vicepresidente del Consiglio, dal ministro dell'interno, da quasi tutti i ministri e sottosegretari, di bloccare l'esame del disegno di legge finanziaria perché il ministro dell'economia non è presente in aula, onorevoli colleghi. Io non mi assumo questa responsabilità (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, Alleanza nazionale e della Lega nord Padania - Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)! Io non mi assumo questa responsabilità!
Onorevoli colleghi, è legittimo, vi è democrazia. È legittimo che voi dissentiate dalla scelta del Presidente della Camera, ma io ho il dovere, poiché è stata formulata una richiesta dal presidente Violante...
Abbiamo, inoltre, tutti abbastanza esperienza della vita parlamentare e sappiamo che il problema non è nuovo, perché nella mia quasi ventennale esperienza parlamentare si è posto lo stesso problema decine di volte (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale) e la correttezza ha sempre voluto che i Presidenti delle Camere si facessero carico di avanzare la richiesta al Governo.
Oggi, non siamo in presenza di una mancanza istituzionale del Governo perché il Governo è rappresentato ai più alti livelli in quest'aula. Vi è chi, sia per il Ministero dell'economia sia per la Presidenza del Consiglio, per il Governo, è in grado di rispondere. Che voi facciate una polemica politica è più che legittimo, ma che si ponga nei termini in cui è stata prospettata, vale a dire come questione istituzionale, francamente non sono d'accordo.
Mi rivolgo all'onorevole Maura Cossutta che mi segnala di volere intervenire: avevo detto che avrei dato la parola ad un rappresentante per gruppo. Ho dato la parola all'onorevole Boato, in rappresentanza del gruppo misto. Prima di dare la parola a lei sull'ordine dei lavori ho un obbligo che mi deriva dal fatto di presiedere questa Assemblea. Avendo il presidente Violante formulato una proposta, ho l'obbligo di metterla in votazione. Peraltro (Commenti del deputato Violante)... onorevole Violante, non posso sospendere o invertire l'ordine del giorno a mio piacimento.
LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, calma, perché mi sembra che il dibattito si stia svolgendo con la massima correttezza da parte di tutti. Prego, onorevole Violante.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, abbiamo chiesto a chi presiede quest'aula di garantire che vi sia un dibattito tra opposizione e Governo sul tema specifico dei condoni. Abbiamo chiesto a lei di garantire questa possibilità, non abbiamo chiesto che la maggioranza voti.
MARIO LANDOLFI. Ma è già garantita!
PRESIDENTE. Ho già risposto e penso che questa possibilità sia ampiamente assicurata da chi è presente. Vuole che la proposta di accantonamento da lei avanzata venga messa ai voti?
MAURA COSSUTTA. Il presidente della Commissione bilancio può parlare!?
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, non esponiamoci al ridicolo. Io ho chiesto al Presidente della Camera la garanzia di un rapporto corretto tra Governo e opposizione. Lei non lo garantisce, basta così!
PRESIDENTE. Onorevole Violante, penso che le cose non stiano come lei dice. Andiamo avanti.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Chiedo di parlare (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, gran parte del Parlamento si è rivolto a lei. Noi abbiamo appena ricordato, con gli interventi degli onorevoli Boccia e Boato, l'articolo 64, ultimo comma, della Costituzione. Noi chiediamo a lei di essere garante di ciò che è prescritto da tale articolo.
IGNAZIO LA RUSSA. L'hai già detto!
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Non va messa ai voti l'interpretazione di quel comma dell'articolo 64.
Io capisco che lei abbia la preoccupazione di evitare un esercizio provvisorio, ma è una preoccupazione che deve nutrire il ministro dell'economia (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo)! Il ministro dell'economia, che si fa pregare! Il Vicepresidente del Consiglio è stato al telefono un quarto d'ora! Se l'esercizio provvisorio non sta a cuore al ministro dell'economia, a chi deve stare a cuore? Le ha promesso che domani arriverà in quest'aula: si può sapere a che ora pensa di arrivare il signor ministro dell'economia in quest'aula, a parlare di questa finanziaria (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo - Dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo una voce grida: «Vergogna!»)? È questo che noi chiediamo!
Se volete che noi abbandoniamo l'aula, perché volete approvare tutto in cinque minuti, non avete che da comportarvi di conseguenza (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Questa è una finanziaria vostra e potete gestirla in questo modo, ma lei si rende conto, signor Presidente, di come sta gestendo questa fase delicata della votazione di una finanziaria che è all'esame per la prima volta di questo Parlamento (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo - Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciamo parlare l'onorevole Castagnetti...
PIERLUIGI CASTAGNETTI. E non abbiamo neanche la possibilità di entrare nel merito, perché ci manca l'interlocutore del Governo (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Onorevole Castagnetti, i ministri, se richiesti, hanno l'obbligo di intervenire alle sedute della Camera ma, se non lo fanno, il mancato adempimento di questo obbligo non può certo paralizzare i lavori della Camera dei deputati; altrimenti, basterebbe chiedere l'intervento di un ministro che si trova all'estero per bloccare sistematicamente i lavori della Camera (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo) e lei sa benissimo che di precedenti di questo tipo ce ne sono diecimila. Passiamo all'esame dell'articolo 7...
MAURA COSSUTTA. Presidente! Presidente!
PRESIDENTE. Cosa c'è, onorevole Maura Cossutta?
MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURA COSSUTTA. Presidente, noi insistiamo. Già stamattina, in tutte le
Commissioni - i colleghi lo sanno - c'è stata una grande polemica, un grande sconcerto, anche da parte dei colleghi della maggioranza (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Sto dicendo la verità, sto dicendo esattamente la verità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di lasciar parlare l'onorevole Maura Cossutta con serenità.
MAURA COSSUTTA. Si sapeva che saremmo venuti in quest'aula con una tensione politica fortissima e si sapeva che i condoni erano uno dei temi politici fondamentali di questa finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Maura Cossutta, lei è intervenuta sull'ordine dei lavori.
MAURA COSSUTTA. Sì, signor Presidente, sull'ordine dei lavori. Il presidente Violante e tutta l'opposizione hanno avanzato una richiesta politica. Lo ribadisco: si tratta solo di accantonare. Lei ha detto che questo potrebbe essere utilizzato sempre come escamotage; non lo so, potrebbe anche darsi che il ministro abbia dei problemi, di qualunque tipo. Allora io chiedo al Vicepresidente del Consiglio di esplicitare i motivi per cui il ministro Tremonti non è in aula, non essendo all'estero e in missione... È inutile che lei, Vicepresidente del Consiglio, mi mandi al diavolo, perché la potrei mandare al diavolo anch'io, e la manderanno al diavolo gli elettori (Vivi commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale), perché l'arroganza del Vicepresidente Fini...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi...
MAURA COSSUTTA. Lei ha visto il gesto del Vicepresidente Fini nei miei confronti?
PRESIDENTE. No, io non ho visto niente, ma...
MAURA COSSUTTA. Allora prego i segretari di Presidenza...
PRESIDENTE. Non ho visto niente, ma credo che le parole vadano anche misurate. Da parte di tutti (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale - Commenti dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
RENZO INNOCENTI. Anche i gesti!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego...
MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, io ho semplicemente chiesto al Vicepresidente del Consiglio, qualora ve ne fossero i motivi, di esplicitare cortesemente all'Assemblea le ragioni dell'assenza del ministro Tremonti.
PRESIDENTE. Onorevole Maura Cossutta...
MAURA COSSUTTA. A questa mia richiesta, il Vicepresidente del Consiglio Fini mi ha mandato al diavolo (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale - Commenti dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)... È andata esattamente così ed è registrato! Questa è l'arroganza del Vicepresidente...
PRESIDENTE. Onorevole Maura Cossutta, innanzitutto la voglio ringraziare perché lei ha specificato che questa è una richiesta politica. In secondo luogo, evidentemente, il Governo è qui ed io posso benissimo intervenire, se ritiene (Il Vicepresidente del Consiglio si reca presso il banco della deputata Maura Cossutta). Altrimenti, passiamo all'esame dell'articolo 7.
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