Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 242 del 18/12/2002
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Si riprende la discussione del disegno di legge n. 3464.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 3464)

PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione del disegno di legge n. 3464 di conversione del decreto-legge n. 245 del 2002 sulle calamità naturali in Molise e Sicilia.
Ricordo che stamattina è stato respinto, da ultimo, l'emendamento Burtone 1.21.
Passiamo, quindi, alla votazione dell'emendamento Abbondanzieri 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 16,48)

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, prima di entrare nel merito di questo emendamento, vorrei fare una considerazione rispetto al pronunciamento della Commissione bilancio, la quale, su tutta una serie di proposte emendative, che costano e che non costano, ha espresso parere contrario, in quanto esse sarebbero suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza. La prima considerazione che viene da fare, nel caso in cui si guardi esclusivamente alla questione del parere, è relativa al fatto che, davvero, si è espresso parere contrario su emendamenti che non hanno alcuna implicazione di carattere finanziario. Credo che, da questo punto di vista, non si possano comprendere le ragioni sul piano generale, se non considerando che, evidentemente, la Commissione bilancio ha deciso di utilizzare un furore finanziario a prescindere dal contenuto delle proposte.
Però, la questione mi consente di fare una valutazione politica e di questo ringrazio i colleghi. La valutazione politica è la seguente: fondamentalmente, al di là delle quaranta proposte emendative che abbiamo presentato, abbiamo rimproverato


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al Governo di non mettere a disposizione risorse per il Molise. Allora, se la Commissione bilancio ha ragione, noi abbiamo detto la verità: i 130 miliardi, tra l'altro insufficienti, messi a disposizione per il Molise, per la Puglia e per la Sicilia sono destinati esclusivamente all'emergenza. Quindi, nella discussione svoltasi in Commissione e, questa mattina, in aula, non si può dire che non sia vero. E ascolteremo altri argomenti. Nemmeno il Presidente del Consiglio dei ministri può dire, come ha fatto ieri, che per il Molise, per la Sicilia e per la Puglia è stato fatto tutto. Ci torneremo dopo, tra l'altro anche per sottolineare il modo in cui l'ha fatto.
È talmente vero quello che diciamo che il Presidente del Consiglio dei ministri afferma che verrà istituita la tassa di solidarietà. E qualche esponente del Governo, compreso il Presidente del Consiglio dei ministri, dice che il fondo al quale, eventualmente, attingere per affrontare le emergenze sarebbe il fondo della legge obiettivo. Tralascio ogni considerazione sull'argomento, perché - ripeto - ci tornerò. Questi comportamenti dimostrano che il decreto-legge, di fatto, è quasi un'ordinanza che mette a disposizione i fondi per l'emergenza ovvero mette i fondi a disposizione del commissario straordinario Bertolaso. Nessun fondo è a disposizione dei presidenti delle regioni, che diventeranno commissari al momento dell'approvazione del provvedimento.
Credo che anche questo dovrebbe costituire motivo di riflessione. Non facciamo polemiche. Faremmo volentieri a meno di dover dire che si sono dimenticati i terremotati del Molise, in modo particolare. Oltretutto, si tratta di un argomento del quale è difficile parlare senza toccare i cittadini e le questioni nelle quali, in questi giorni, sono coinvolti. Nessuno di noi ha intenzione di far arrivare loro l'idea che in Parlamento stiamo litigando su un decreto-legge. Vogliamo che i cittadini del Molise sappiano che l'Ulivo sta conducendo una battaglia per mettere a disposizione i fondi per la ricostruzione.
Per venire all'emendamento in discussione, questo si prefigge di sostituire, al comma 2 dell'articolo 1, una parte che, di fatto, si riferisce ai sub-commissari. Visto che il decreto-legge è scarno, chi sarebbero i sub-commissari? I soprintendenti ai beni culturali? Alcune figure tecniche del Ministero delle infrastrutture? I sindaci?
Vorremmo sostituire questa parte con quanto contenuto nel mio emendamento 1.2, perché ci sembra che in questo modo gli atti di coordinamento o le intese sarebbero eventualmente meglio supportate.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruta. Ne ha facoltà.

ROBERTO RUTA. Signor Presidente, intervengo per dire su questo argomento poche cose, quelle che purtroppo sembrano necessarie e che avremmo anche voluto evitare di dire. Tuttavia, gli emendamenti presentati su questo provvedimento sostanzialmente hanno una doppia finalità. Pur sapendo che è probabile che ci vorrà una legge che consenta e accompagni la ricostruzione, come si è anche detto in sede di discussione generale, gli obiettivi sono esattamente due: in primo luogo, quello di scolpire in una norma i diritti che debbono essere riconosciuti alle popolazioni molisane colpite dal terremoto, che sono il diritto al risarcimento dei danni e ad avere la possibilità di ricostruire tutti i beni che sono andate persi in pochi secondi con quella spallata. Dico di risarcire i danni perché quel fenomeno ha comportato il fatto che ormai da ben oltre un mese le attività commerciali di quella zona, le libere attività professionali, l'attività economica complessiva, hanno avuto una contrazione che in alcuni casi ha comportato l'estinzione di alcune attività commerciali e in altri ha derminato una contrazione talmente significativa che va ben oltre il dato dei comuni colpiti dal sisma e che riguarda sicuramente tutta la provincia di Campobasso. Alcuni degli emendamenti che sono stati presentati vanno in questa direzione, ossia riconoscere all'intera provincia questa difficoltà.
Il secondo motivo per cui sono stati presentati gli emendamenti è semplice,


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ossia quello di dire qualcos'altro accanto alle norme che devono scolpire i diritti, che nessuno mette in dubbio si vogliano riconoscere. Infatti, sappiamo che tanto la maggioranza quanto l'opposizione, ovviamente, vogliono riconoscere questi diritti, perché riguardano danni che nessuno voleva e nessuno aveva intenzione di procurarsi da solo. In questo senso, accanto a questo tema c'è quello finanziario ed economico, oltre a quello normativo più attinente a questo emendamento. In ogni caso, sull'aspetto finanziario ed economico colgo l'occasione per dire una cosa. Ho letto ieri le affermazioni del Presidente del Consiglio riportate dalle agenzie di stampa il quale, irritato e innervosito, ha dichiarato che sull'emergenza è stata data una risposta esemplare. Ora nessuno sta discutendo l'emergenza: anzi, se serve, sto qui a dire che, al di là di alcune questioni, che pure andranno viste con maggior calma, sull'emergenza c'è stata certamente la risposta dello Stato, come c'è stata anche quella di tutto quel mondo del volontariato e delle istituzioni; questo lo abbiamo visto e lo viviamo ogni giorno nel Molise. Pertanto, su questo punto noi non abbiamo sollevato una questione, ma il problema è stato posto in relazione anche all'andamento dell'esame della legge finanziaria, che ora è nell'altro ramo del Parlamento.
Il tema è un altro e cioè con quali soldi si dovrà iniziare - non completare - la ricostruzione nel 2003. La questione viene posta con forza da sindaci di centrodestra e di centrosinistra. Il Presidente del Consiglio dei ministri non deve confondere il colore politico di un sindaco, nel caso specifico del sindaco di San Giuliano; in questo caso, infatti, interessa poco il colore politico. Bisogna dare la possibilità alle popolazioni di rimanere in quei luoghi concedendo loro la concreta speranza di poter usufruire di un alloggio che li protegga da un rigido inverno. Il patrimonio edilizio deve essere ricostruito in un tempo ragionevole. Nel 2003 si dovrà iniziare la ricostruzione, in caso contrario gli interessati saranno costretti a cambiare residenza andando a vivere altrove.
Il Presidente del Consiglio, senza irritarsi, deve semplicemente dirci dove sono i soldi per iniziare la ricostruzione: in tal caso, nessuno più lo incalzerà e gli darà fastidio (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 371
Maggioranza 186
Hanno votato
169
Hanno votato
no 202).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 364
Maggioranza 183
Hanno votato
167
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 370
Maggioranza 186
Hanno votato
166
Hanno votato
no 204).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Abbondanzieri 1.29.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, il mio emendamento 1.29, che per alcuni versi tratterò insieme ad altri emendamenti da me presentati come - per esempio - l'emendamento 3.2, è uno degli emendamenti che noi consideriamo più importanti insieme alle questioni finanziarie. Lo consideriamo più importante perché crediamo che, visto l'interessamento sulla questione della ricostruzione, abbiamo paura che il Governo non voglia più metterci mano, né in termini finanziari - e ciò sarebbe una tragedia -, né in termini normativi.
L'emendamento in questione vuole contribuire a far sì che in quelle località si possa attuare una ricostruzione di qualità. Ciò, tenuto conto - i componenti dell'Assemblea dovrebbero ricordarlo - che è stata differita di altri sei mesi l'entrata in vigore del testo unico sull'edilizia. Si tratta cioè di quel quadro di riferimento che, nel caso in cui fosse stato in vigore, avrebbe potuto garantire un'utile cornice ai territori del Molise. In ogni caso, l'ultimo provvedimento che è stato approvato dall'Assemblea ha sospeso i termini. Attraverso l'emendamento presentato ci poniamo l'obiettivo di dare un quadro di norme a sostegno degli atti regionali. Il sottosegretario Ventucci in più occasioni ha sostenuto che il titolo V della Costituzione non consente di dare indicazioni e cornici in relazione all'urbanistica ed alle questioni relative ai centri storici.
Credo di poter ribadire quanto affermato in sede di discussione sulle linee generali del provvedimento stesso. Il Governo interviene sulla questione dei tributi comunali e figuriamoci se non può intervenire con riferimento alle linee generali che devono caratterizzare gli atti regionali nel momento in cui le regioni si apprestano a spendere i soldi che lo Stato mette a disposizione per la ricostruzione.
La prima questione posta dall'emendamento è quella relativa al quadro complessivo dei danni. Questa mattina un collega, un deputato siciliano - mi sembra - ha quasi sorriso quando è stato chiesto il motivo per cui sarebbe necessario stimare i danni. È uno strano modo di ragionare perché è la stima del danno che determina il fabbisogno e le priorità e che distingue la ricostruzione leggera da quella pesante. Si potrebbe persino dire che tale stima consenta - noi non siamo d'accordo - la delocalizzazione a Silvio Berlusconi.
È, quindi, un quadro di riferimento che, tra l'altro, per esempio, consente di capire come riconoscere il danno nelle prime e nelle seconde abitazioni. Davvero non vi interessa una valutazione di questo tipo in merito alle risorse che lo Stato mette a disposizione nei territori che hanno subito calamità naturali (in Italia non esiste una legge che fa riferimento alle modalità con cui si quantificano i danni nel caso delle calamità naturali)? Pertanto, si tratta di un emendamento con il quale si chiede alle regioni di provvedere a definire le linee di indirizzo per la pianificazione, la progettazione e la realizzazione degli interventi di ricostruzione, prevedendo l'inserimento di vincoli per i soggetti pubblici e privati. È questa la condizione che consente di attuare una ricostruzione di qualità e che consente agli abitanti del Molise di avere a cuore il loro territorio per rimanerci oggi, nelle difficoltà, e per rimanerci domani, quando il territorio sarà riqualificato nell'interesse, appunto, del Molise.
Queste linee di indirizzo dovrebbero stabilire inoltre i parametri per determinare il costo degli interventi, la perimetrazione dei centri storici, anche con riferimento alle questioni delle microzone sismiche e dei dissesti idrogeologici. Capisco che a qualcuno può sembrare un quadro nel quale si può stare stretti o troppo larghi, con riferimento anche alle azioni da intraprendere e a quanto crescerebbero i costi. Tuttavia, è l'unico quadro che dà certezza alle regioni, allo Stato italiano ed ai cittadini del Molise. È per questo motivo che noi vi chiediamo di


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rifletterci e successivamente valuteremo ciò che accadrà. Riteniamo comunque che le linee di indirizzo dovrebbero essere trasformate - questo è l'orientamento del relatore e del Governo - in una indicazione da inserire almeno nelle ordinanze di protezione civile, considerato il ruolo della protezione civile stessa, del commissario di prima istanza e dei commissari successivi.

PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Abbondanzieri che è stata abbondante anche nell'eloquio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, in primo luogo, chiedo di sottoscrivere l'emendamento in esame che mi sembra davvero puntuale e rispondente all'esigenza di cominciare a porre in essere tutte quelle azioni che sono necessarie anche nella fase di emergenza della ricostruzione post terremoto nelle regioni Molise, Puglia e Sicilia.
Superata la fase dell'emergenza (ovviamente i fondi stanziati nel provvedimento in esame sono esigui), bisogna pensare ad una ricostruzione di qualità; ne discuteremo quando il testo del disegno di legge finanziaria sarà trasmesso nuovamente alla Camera per capire quali fondi il Governo ha deciso di stanziare al fine di avviare, come diceva il collega Ruta, la ricostruzione nel prossimo 2003. Si tratta, tuttavia, di una discussione che faremo fra qualche giorno.
Mi auguro che i colleghi, non soltanto quelli delle regioni direttamente interessate, abbiano letto il testo dell'emendamento presentato dalla collega Abbondanzieri. Infatti, noi, che abbiamo vissuto una fase drammatica legata ai terremoti in Basilicata ed Irpinia - ed in quest'Aula si parla ancora di questi terremoti a distanza di vent'anni, così come quello del Belice, la cui ricostruzione non è stata ancora completata -, sappiamo che i ritardi sono sicuramente dovuti alla mancanza di fondi, alla inadeguatezza degli stessi, nonché al fatto che la normativa non è rispondente ai criteri e alle esigenze di celerità.
Pertanto, se con l'adozione del decreto-legge si fa fronte alle esigenze immediate, dando una risposta anche insufficiente, ma con la quale si cerca comunque di rispondere ai disagi delle popolazioni che stanno per affrontare un inverno particolarmente rigido, abbiamo però il dovere di fissare, per il Governo, alcuni «paletti» all'interno dei quali muoversi per stabilire che occorre attestare la ricostruzione alla competenza esclusiva dei sindaci, perché laddove i sindaci hanno avuto pieni poteri, la ricostruzione è stata più celere.
Occorre una ricostruzione di qualità, fornendo linee-guida per una progettazione di qualità, che tenga conto dell'antisismicità. Tutto l'Appennino meridionale è a rischio sismico e, del resto, periodicamente da una regione all'altra si devono affrontare i danni del terremoto.
Credo che in questo emendamento vi siano le linee-guida che il Parlamento a mio avviso dovrebbe approvare. Non ci sono costi, per cui è una norma che può essere approvata all'unanimità da questa Assemblea (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 1.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 393
Maggioranza 197
Hanno votato
175
Hanno votato
no 218).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Abbondanzieri 1.4 e Lion 1.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaella Mariani. Ne ha facoltà.


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RAFFAELLA MARIANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento pone in pratica un'istanza leggermente inferiore rispetto a quella descritta dalla collega Abbondanzieri, facendo in sostanza riferimento al metodo.
Noi dobbiamo auspicare che nell'organizzazione e nella ripartizione dei fondi destinati alla prima emergenza, per la cosiddetta fase leggera della ricostruzione, le amministrazioni locali e le regioni possano individuare un metodo per l'inquadramento complessivo del danno, nonché per la ripartizione finanziaria delle prime risorse.
Pensavamo che questo tipo di emendamento, senza prevedere alcun aggravio di carattere finanziario, e limitandosi a dare esclusivamente una «regolata» al metodo, in un quadro più organico degli interventi che i vari enti locali e le regioni dovranno prevedere, consentisse una migliore organizzazione.
Ciò rappresenta parte delle esperienze di numerose altre zone d'Italia che già hanno avuto a che fare con gravi calamità e che hanno impiegato il tempo (durante il quale si è prevista l'auspicata e rapida erogazione delle risorse), nella organizzazione, divisione ed individuazione delle priorità per gli interventi di recupero.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Abbondanzieri 1.4 e Lion 1.15, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 399
Astenuti 3
Maggioranza 200
Hanno votato
184
Hanno votato
no 215).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vendola 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 394
Astenuti 1
Maggioranza 198
Hanno votato
183
Hanno votato
no 211).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vendola 1.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 409
Maggioranza 205
Hanno votato
186
Hanno votato
no 223).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vendola 1.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 404
Maggioranza 203
Hanno votato
185
Hanno votato
no 219).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vendola 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 402
Maggioranza 202
Hanno votato
184
Hanno votato
no 218).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 396
Maggioranza 199
Hanno votato
177
Hanno votato
no 219).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 410
Maggioranza 206
Hanno votato
190
Hanno votato
no 220).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Abbondanzieri 1.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Abbondanzieri (Commenti del deputato Lupi). Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, dedicherò eventualmente l'intervento all'onorevole Lupi, perché mi potrebbe dissuadere... Poiché il comma 3 dell'articolo 1 recita: «Gli interventi sul patrimonio immobiliare sono effettuati, per quanto di competenza, sotto la vigilanza dei Ministeri (...)», per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, vi sono tre possibilità: o si intende tutto il patrimonio, pubblico e privato, e non c'è scritto; o si intende il patrimonio immobiliare pubblico, ma non essendoci il termine «pubblico», non vuol dire niente; oppure ci si riferisce soltanto al patrimonio immobiliare privato, ma questo neanche c'è scritto! L'emendamento, quindi, serve a precisare a quale patrimonio si riferisce il comma 3 dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 407
Maggioranza 204
Hanno votato
188
Hanno votato
no 219).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 404
Votanti 402
Astenuti 2
Maggioranza 202
Hanno votato
183
Hanno votato
no 219).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Drago non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Abbondanzieri 1.6 e Lion 1.19, non accettati dalla Commissione né


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dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 409
Maggioranza 205
Hanno votato
187
Hanno votato
no 222).

Prendo atto che l'onorevole Perrotta non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vendola 1.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 406
Maggioranza 204
Hanno votato
184
Hanno votato
no 222).

Passiamo all'emendamento Di Gioia 1.22.

PIETRO FOLENA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO FOLENA. Signor Presidente, abbiamo deciso di trasfondere il contenuto dell'emendamento Di Gioia 1.22 in un ordine del giorno, quindi, lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Abbondanzieri 1.02.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, questa è una delle proposte emendative sulle quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, perché si sostiene che comportano costi. Io davvero non ho capito dove siano questi costi e mi piacerebbe che qualcuno me lo spiegasse; oppure, evidentemente, qualche cautela non guasterebbe.
Si tratta dell'articolo aggiuntivo relativo alla stima del danno, la quale è calcolata dalle strutture degli enti locali. Lo dice anche il testo dell'articolo aggiuntivo: «(...) è costituito un comitato presieduto dal commissario delegato e composto dai rappresentanti delle regioni, delle province e dai sindaci dei comuni interessati dal sisma».
Non capisco dove stia la valutazione finanziaria. Tra l'altro, anche per le ragioni che, in questi giorni, sono state evidenziate nei pronunciamenti dei sindaci con riferimento al loro ruolo nell'ambito di tale questione, ciò restituirebbe un minimo di giusto protagonismo agli enti locali che, evidentemente, non solo sono interessati, ma devono partecipare alla stima del danno, altrimenti non si capisce sulla base di quali ragionamenti si possa trovare un punto di contatto ed un modo ragionevole di lavorare con le realtà locali che rappresentano un fatto positivo. Una ricostruzione gestita con il pieno consenso dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni offre la garanzia che qualcuno difenda gli atti e le scelte che si compiono. Non sarà possibile che il sindaco dica: io non ne so nulla. Vi pare poco (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)?

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Abbondanzieri 1.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


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(Presenti e Votanti 413
Maggioranza 207
Hanno votato
187
Hanno votato
no 226).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Gioia 2.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 411
Maggioranza 206
Hanno votato
184
Hanno votato
no 227).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vendola 2.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 405
Astenuti 1
Maggioranza 203
Hanno votato
186
Hanno votato
no 219).

Prendo atto che l'onorevole Perrotta non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 2.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 412
Astenuti 1
Maggioranza 207
Hanno votato
188
Hanno votato
no 224).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Abbondanzieri 3.1 e Lion 3.4, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 413
Maggioranza 207
Hanno votato
188
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 3.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione)

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 415
Maggioranza 208
Hanno votato
190
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 3.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 418
Astenuti 1
Maggioranza 210
Hanno votato
190
Hanno votato
no 228).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ruta 4.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 413
Maggioranza 207
Hanno votato
192
Hanno votato
no 221).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vendola 4.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 413
Maggioranza 207
Hanno votato
189
Hanno votato
no 224).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 4.5 non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione)

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 414
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato
188
Hanno votato
no 226).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Burtone 4.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 413
Astenuti 1
Maggioranza 207
Hanno votato
191
Hanno votato
no 222).

Passiamo all'emendamento Di Gioia 4.14.

PIETRO FOLENA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO FOLENA. Signor Presidente, vorrei per un momento l'attenzione del Governo. In questo caso, si propone di estendere la sospensione di tutti i termini anche a cambiali e contributi agrari. Se il Governo non cambiasse parere sull'emendamento in esame, vorrei sapere quale atteggiamento potrebbe assumere di fronte ad un ordine del giorno vincolante in questo senso. Nel caso in cui vi fosse un'opinione favorevole, ritireremmo l'emendamento Gioia 4.14, trasfondendone il contenuto in un ordine del giorno.


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PRESIDENTE. Sta bene, l'emendamento si intende ritirato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Ruta 4.6 e Abbondanzieri 4.20, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 418
Maggioranza 210
Hanno votato
192
Hanno votato
no 226).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Abbondanzieri 4.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Signor Presidente, l'emendamento è tecnico, non ha valore politico, completa l'articolo 4, perché i problemi che vengono descritti nell'emendamento si verificheranno e l'emendamento servirebbe ad ovviarli, infatti, tra l'altro, la materia fiscale, la materia relativa alla sospensione dei tributi, è molto particolare. La maggioranza lo sa bene, perché non solo l'anno scorso con la finanziaria ha differito i termini per la Sicilia, ma quei termini, che sono stati differiti l'anno scorso dopo 12 anni, vengono previsti nel pacchetto sul condono presentato al Senato, dimenticandosi che identiche situazioni ci sono in altre parti dell'Italia, nord compreso (si vuole evidentemente riservare un trattamento particolare alla Sicilia). Capisco quale sia il momento, ma mentre il differimento l'anno scorso l'avete fatto solo per loro, quest'anno, nonostante la restituzione dei tributi partirebbe dopo 12 anni per un periodo che va oltre i 15 anni, lo mettete nel pacchetto condoni e affini. Quindi, l'emendamento meriterebbe un minimo di attenzione (Applausi dei deputati del gruppo Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 4.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

NINO STRANO. Presidente, avevo chiesto di parlare!

PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare? Bisognerebbe controllare anche dall'altra parte.

NINO STRANO. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Maggioranza 205
Hanno votato
191
Hanno votato
no 217).

Onorevole Strano, ora ha facoltà di parlare.

NINO STRANO. Signor Presidente, solo per capire, siccome sono un neofita della politica, cosa succede se uno vuole parlare? Cosa deve fare? Un gesto, un urlo o cos'altro per far capire alla Presidenza? Perché lei ha detto di controllare, ma chi è l'elemento, il soggetto giuridico, la persona? Lo chiedo solo per capire, per il futuro.
Lei non mi ha dato la parola e sono sicuro della sua buona fede nella maniera più assoluta, perché volevo parlare sul problema del terremoto. Il gesto mi sembra antipatico, l'urlo volgare. Quindi, qual è il modo attraverso il quale si può richiedere la parola?


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PRESIDENTE. Il sistema è quello di alzare la mano tempestivamente.

NINO STRANO. Bisogna trovare un metodo!

PRESIDENTE. Se uno immagina di alzare la mano strada facendo, stando seduto, per intervenire sugli argomenti dell'avversario, può anche avvertire la difficoltà per chi sta da questa parte di vedere tutto quello che accade. Mi rimetto alla stranezza della sua considerazione (Applausi).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Realacci 4.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, è chiaro che stiamo per convertire questo decreto-legge senza modifiche anche per via dei tempi ristretti a nostra disposizione; credo sia chiaro a tutti che le risorse sono molto scarse e che non vengono considerate le altre geografiche colpite da calamità naturali. Dunque, sappiamo che si tratta di un decreto-legge, in qualche maniera, «monco», ma, i due emendamenti che quest'Assemblea si appresta a bocciare con le prossime votazioni pongono un problema che prego tutti i colleghi di tenere bene a mente in futuro. Il nostro è un territorio altamente sismico ed è, pertanto, molto difficile che i rischi corsi dalle nostre popolazioni possano essere risolti con un colpo di bacchetta magica o con un intervento pubblico che dovrebbe avere un'entità veramente straordinaria. Allora, è assolutamente necessario piegare gli strumenti di politica corrente al fine di ridare sicurezza alle varie aree del nostro paese.
Fra le tante misure adottate nella scorsa legislatura dal Governo dell'Ulivo ce n'è una che, a mio avviso, aveva una sua efficacia notevole, quella degli sgravi fiscali per la manutenzione e per il recupero del patrimonio edilizio esistente; sgravi che, come sapete, sono stati prorogati solo per poco tempo nel corso di questa legislatura. Questa norma ben si presterebbe, se prolungata nel tempo e vincolata al risanamento antisismico, a permettere ai singoli cittadini, ai privati ed anche alle organizzazioni economiche di contribuire, facendo il proprio interesse, cioè rimettendo in ordine il proprio patrimonio edilizio, ad una messa in sicurezza che rappresenta una garanzia anche per gli interessi generali del paese. So che queste misure non potranno essere introdotte con questo decreto-legge ma invito tutti i colleghi che hanno a cuore la sicurezza antisismica del nostro paese a valutare seriamente questa potenzialità come una potenzialità da introdurre in futuro perché questo, nel giro di un certo numero di anni, potrà portare più sicurezza ad un paese che, come sappiamo, sarà chiamato ad affrontare catastrofi di questa natura anche nei prossimi decenni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 4.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 429
Maggioranza 215
Hanno votato
193
Hanno votato
no 236).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 4.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


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(Presenti e Votanti 418
Maggioranza 210
Hanno votato
190
Hanno votato
no228).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 4.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 419
Astenuti 1
Maggioranza 210
Hanno votato
185
Hanno votato
no234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 4.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 417
Astenuti 4
Maggioranza 209
Hanno votato
185
Hanno votato
no 232).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Abbondanzieri 4.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 428
Maggioranza 215
Hanno votato
194
Hanno votato
no 234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 4.07, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 431
Maggioranza 216
Hanno votato
194
Hanno votato
no 237).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Abbondanzieri 4.03.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaella Mariani. Ne ha facoltà.

RAFFAELLA MARIANI. Signor Presidente, l'articolo aggiuntivo Abbondanzieri 4.03 fa riferimento alla possibilità per il Governo di reperire le risorse necessarie attingendo al fondo europeo per le catastrofi.
Vorremmo chiedere al sottosegretario qui presente di spiegarci quali siano le possibilità di attingere a questi fondi europei. Sappiamo che nell'ambito della discussione relativa alla definizione dell'ammontare della quota minima utilizzabile da questo fondo per le catastrofi, anche con il parere positivo del nostro Governo, non è stata definita una soglia nella quale potessero rientrare i danni verificatisi nel nostro paese e quindi ci chiediamo se, in qualche modo, è diminuita la potenzialità di attingere ad un fondo così importante.


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Rimane, tuttavia, da quanto ci dicono i parlamentari europei, la possibilità di attingere a quel 7,5 per cento di dotazione finanziaria del fondo complessivo che rimane nella disponibilità della Commissione europea per l'assegnazione ai paesi danneggiati. Vorremmo sapere quali provvedimenti il Governo stia prendendo per aumentare queste risorse.
Quindi, si tratta di una proposta emendativa con la quale, nella scarsità di risorse che in questo momento siamo in grado di inserire in questo provvedimento, si potrebbe attingere a fondi ulteriori e sulla stessa vorremmo una risposta dal sottosegretario.

FABRIZIO VIGNI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Vigni, lei ha già parlato sul complesso degli emendamenti e, quindi, a che titolo vuole intervenire?

FABRIZIO VIGNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Abbiamo capito che il Governo e la maggioranza non esprimono alcun parere favorevole sugli emendamenti, tuttavia l'onorevole Raffaella Mariani ha appena formulato una domanda sulla quale sarebbe utile per l'intera Assemblea avere una risposta dall'esecutivo: cosa si sta facendo per avere contributi dal fondo di solidarietà europeo?

PRESIDENTE. Il Governo ascolta e può intervenire ma, se non lo fa, vuol dire che è un silenzio rifiuto.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Abbondanzieri 4.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 430
Maggioranza 216
Hanno votato
197
Hanno votato
no 233).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Realacci 4.04, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 429
Maggioranza 215
Hanno votato
197
Hanno votato
no 232).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Mereu 4.05, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 431
Astenuti 1
Maggioranza 216
Hanno votato
204
Hanno votato
no 227).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Burtone 4.08.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, intervengo sul


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mio articolo aggiuntivo 4.08 ma faccio riferimento anche ai miei articoli aggiuntivi 4.015 e 4.09 perché sono proposte emendative che prevedono alcune risorse per affrontare le emergenze che si sono determinate a seguito delle calamità naturali derivanti dalla caduta di cenere lavica. Ne abbiamo parlato ampiamente stamani ed abbiamo avuto il voto contrario della maggioranza; quindi, ripieghiamo in una serie di proposte emendative che dovrebbero far riflettere anche i parlamentari del Polo, in particolare quelli siciliani.
Tali proposte emendative cercano di fornire delle risposte per una ripresa produttiva e il mio articolo aggiuntivo 4.08 si riferisce particolarmente all'agricoltura che è il settore più danneggiato; purtroppo, i danni si sono verificati non soltanto in Sicilia orientale ma anche nel comprensorio di Reggio Calabria. Prevediamo degli interventi anche perché le produzioni orticole sono andate totalmente azzerate ma sussiste anche il rischio di vedere ulteriormente ridimensionata la produzione agrumicola. Nei giorni scorsi il collega Strano ha presentato un'interrogazione a risposta immediata nel corso del question time ed ha posto questo stesso tema con grande energia e con grande passione: il ministro dell'agricoltura ha risposto che più avanti sarà attivata la legge n. 185 del 1992.
È come se non si volesse fare nulla, perché conosciamo i tempi lunghi previsti da questa normativa. Invece, gli altri articoli aggiuntivi non riguardano il settore agricolo, bensì quello industriale, artigianale e commerciale. Si tratta di settori danneggiati non soltanto dalla caduta della cenere vulcanica (infatti, secondo quanto riferito da industrie che operano nel catanese, si sono determinati alcuni danni nei filtri che emettono i fumi), perché vi sono rilevanti danni soprattutto conseguenti alla chiusura dell'aeroporto.
Pertanto, vogliamo rivolgere un invito ai parlamentari del Polo, in modo particolare a quelli siciliani, che nelle nostre realtà rendono dichiarazioni di grande disponibilità e di grande impegno, ma che stasera esprimeranno tutti un voto contrario sulle proposte emendative che abbiamo presentato e che hanno l'obiettivo di fornire solo alcune risposte in relazione alla drammaticità della situazione economica che si è determinata nell'isola.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.

NINO STRANO. Signor Presidente, grazie per l'amabilità con la quale ha accolto la mia umile richiesta di poter intervenire. Vorrei dire all'onorevole Burtone che, evidentemente, egli vuole portare in polemica soltanto ciò che, invece, andrebbe realizzato in positivo. L'onorevole Burtone, i colleghi della Margherita, l'onorevole Enzo Bianco, che vedo assente durante la discussione di una legge che riguarda la Sicilia (vorrei farlo notare, anche se probabilmente si sarà recato al Quirinale: l'onorevole Enzo Bianco, mio amico, è assente), sanno perfettamente che in questo momento al Senato si sta discutendo - mi rivolgo anche all'onorevole Abbondanzieri - su un emendamento che non vuole determinare una guerra fra poveri o il successo di una regione su un'altra, ma il riconoscimento di un enorme stato di difficoltà, nel quale - come sa l'onorevole Burtone - molte categorie siciliane si trovano dal 1990 ad oggi. Peraltro, la proposta emendativa in esame quasi raccoglie la proposta del 10 per cento avanzata dall'onorevole Burtone, al quale do atto di aver proposto alla Camera questa percentuale che fu bocciata, mentre la nostra proposta emendativa fu ritirata. Pertanto, non si tratta di una guerra fra poveri. Vorrei dire all'onorevole Burtone che tutto ciò che poteva essere realizzato nelle more è stato fatto.
Per quanto riguarda il question time, allora abbiamo affermato di essere soddisfatti, perché sapevamo che le risposte potevano essere positive. Certamente, per quanto riguarda il settore agricolo ci aspettiamo di più ed i deputati siciliani esprimeranno il loro voto con riferimento ad ogni singolo emendamento; almeno io


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lo farò ed esprimerò un voto favorevole o contrario, a seconda del mio pensiero. Tuttavia, onorevole Burtone, lei sa perfettamente che il problema endemico della città di Catania, sfortunatamente, non è soltanto determinato dalla cenere, ma è dato da un'amministrazione che, ad oggi, non riesce a portare avanti i grandi progetti che riguardano questa città.
Tuttavia, siamo soddisfatti di quanto il Governo, ad oggi, ha realizzato. Proprio ieri, in un incontro che si è tenuto tra i parlamentari ed il Presidente del Consiglio Berlusconi, abbiamo ricevuto rassicurazioni (vogliamo e dobbiamo fidarci), nel senso che sarà realizzata una legge d'intervento ad hoc (alla quale credo la Lega nord Padania si opponga per motivi di principio e non specifici) per la città di Catania che da 51 giorni soffre l'isolamento.
Tuttavia, non vorrei parlare soltanto di Catania, ma anche delle provincie di Siracusa, di Ragusa, di Messina e di Reggio Calabria che, a seguito di queste drammatiche vicende, hanno attraversato notevoli difficoltà. Onorevole Burtone, voterò a favore del suo articolo aggiuntivo e chiederò di aggiungere la mia firma allo stesso, perché voglio rendere una testimonianza, anche a nome dell'onorevole Giuseppe Gianni, sul modo in cui si possa essere vicini al di là delle bandiere. Si tratta di una testimonianza soltanto ideale, perché il Governo ha già realizzato ciò che in queste condizioni poteva fare. Esso, infatti, con la proposta emendativa che speriamo sarà approvata al Senato realizzerà un disegno che i governi passati di centrosinistra non sono riusciti ad attuare: chiudere la vicenda del terremoto di Santa Lucia.
La nostra è una posizione seria, responsabile, non ideologica che vuole portare attenzione sui problemi della Sicilia, ma anche delle popolazioni molisane a noi vicine. Non vogliamo instaurare una guerra fra poveri o fra ricchi, ma vogliamo che vi siano provvedimenti per tutti e speriamo che questi possano essere portati avanti anche nel corso della legislatura dall'attuale Governo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giuseppe Gianni. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE GIANNI. Signor Presidente, intervengo solo per sottoscrivere l'articolo aggiuntivo in esame e per confermare quanto detto dall'onorevole Strano. Aggiungo che ritengo assolutamente vergognoso quanto è accaduto in questi giorni per l'aeroporto di Catania. Ciò fa parte di quel quadro che tende ad emarginare l'isola ed a produrre ancora più danni di quelli che già abbiamo avuto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gerardo Bianco. Ne ha facoltà.

GERARDO BIANCO. Signor Presidente, ho apprezzato moltissimo l'atteggiamento dei colleghi della maggioranza rispetto a questo articolo aggiuntivo presentato dall'onorevole Burtone. Mi permetto di rivolgere un'osservazione all'onorevole Strano: la questione non riguarda soltanto i siciliani, ma tutto il Parlamento perché siamo politicamente interessati alla ripresa ed al rilancio di tutta l'economia siciliana. Vorrei, però, ricordare che le famose leggi speciali portate avanti immediatamente dopo la riunificazione del paese e nel primo novecento furono giudicate nefaste da tutta la letteratura meridionalista. Forse sarebbe opportuno rivedere quegli scritti di Nitti, di Giustino Fortunato e dei grandi meridionalisti. La questione del Mezzogiorno deve riprendere una sua dimensione in un quadro di politica nazionale così come ci hanno insegnato i veri grandi scrittori e coloro che hanno concepito il Mezzogiorno come una questione nazionale. Se vi è un'opposizione da parte della Lega bisogna che su tale aspetto la maggioranza chiarisca i termini della propria concezione della politica (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 4.08, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 404
Astenuti 1
Maggioranza 203
Hanno votato
182
Hanno votato
no 222).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 4.015, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 407
Maggioranza 204
Hanno votato
181
Hanno votato
no 226).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 4.09, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 393
Maggioranza 197
Hanno votato
172
Hanno votato
no 221).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Burtone 4.011.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, durante la discussione sulle linee generali abbiamo dato atto degli interventi predisposti per l'emergenza ed abbiamo ringraziato il dipartimento di protezione civile per il modo con cui ha operato in Sicilia e nel Molise. Però, non vogliamo fermarci alla fase dell'emergenza e presentiamo questa proposta emendativa perché pensiamo sia giusto ed opportuno dare un primo segnale per l'avvio della ricostruzione.
Le popolazioni della Sicilia e del Molise chiedono un ritorno alla normalità e sarebbe necessario che in questo provvedimento vi fosse anche un primo intervento per una ripresa dell'attività produttiva e ricostruttiva dei territori danneggiati dall'evento sismico. Certo, qualcuno già fa riferimento alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio che ha parlato, addirittura, di una legge di solidarietà per Catania, come diceva il collega Strano, ma non conosciamo i contorni di tale legge. Abbiamo avuto modo di leggere le dichiarazioni trancianti del capogruppo della Lega.
Però non vogliamo aprire una polemica, perché siamo convinti che la legge che viene promessa avrà lo stesso risultato delle navi con i dissalatori incorporati, che dovevano arrivare in Sicilia per risolvere i problemi della siccità. La legge promessa sarà appunto soltanto una promessa che nel tempo svanirà.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.

NINO STRANO. Signor Presidente, intervengo soltanto per dire all'onorevole Gerardo Bianco che la sua ricostruzione sulla questione meridionale - che interessa questo emendamento - è una ricostruzione molto parziale perché parte dall'unità d'Italia. Ritengo infatti, onorevole


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Gerardo Bianco, che questa sua ricostruzione - molto sintetica, fascinosa, che si rifà agli scritti di Nitti e alle polemiche del pensiero meridionale - sia molto ridotta e imperfetta, perché non credo vi sia stata solo un'intelligenza che diceva «no» a quelle leggi speciali di ricostruzione. Vi è stato un grande assenso del quale ha beneficiato poi negli anni successivi la Democrazia cristiana, ma sfortunatamente sono state leggi speciali imperfette, perché basta girare per la Sicilia per rendersi conto che la ricostruzione è stata monca ed imperfetta. Basta anche guardare al piano idrico, al territorio, allo sfascio dell'ambiente e a ciò che oggi sono la Campania e la Puglia. Magari dedicheremo un pomeriggio intellettuale - intellettuale non io, ma lei; io soltanto per apprendere e cercare di replicarle - per capire quali sono state le motivazioni della questione meridionale e qual è oggi invece la volontà del Governo Berlusconi e del centrodestra di riedificare il meridione non sotto l'aspetto assistenziale, ma sotto quello produttivo.
Onorevole Burtone, lascio agli atti una dichiarazione. Ho saputo che l'onorevole Enzo Bianco, anche se oggi è intervenuto in aula per il question time, ora è impegnato in missione. Dato il suo impegno sempre fervido per la città di Catania, è quindi come se fosse presente (anche se è fuori per missione). Vorrei, quindi, dare atto all'onorevole Enzo Bianco, mio personale amico, del suo interessamento, anche se su sponde opposte, per la città di Catania.

PRESIDENTE. La ringrazio anche per questa leale indicazione, che fa piacere ascoltare.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Catanoso. Ne ha facoltà.

BASILIO CATANOSO. Intervengo a titolo personale da parlamentare che viene dalle zone terremotate. Vorrei dire che non sono disponibile, come parlamentare siciliano e terremotato, ad approvare emendamenti che sono esclusivamente di natura populista. Si può immaginare di non sapere quello che è già stato detto al Senato. La tecnica per trovare i fondi per la ricostruzione sappiamo tutti che già esiste: basta fare riferimento all'articolo 20 della finanziaria in discussione al Senato, in particolare alle rubriche relative ai lavori pubblici.
Con le assicurazioni del Governo nel corso degli interventi precedenti credo si possa tranquillamente votare questo decreto-legge così com'è. Con riferimento alla problematica, alla quale prima si accennava, della cenere lavica, è ovvio che occorrerà un provvedimento ad hoc per tutto ciò che riguarda la cenere lavica. Peraltro si tratta di problemi che non riguardano soltanto le zone terremotate, ma zone molto più vaste.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 4.011, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato
161
Hanno votato
no 223).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Burtone 4.013, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


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(Presenti 380
Votanti 378
Astenuti 2
Maggioranza 190
Hanno votato
166
Hanno votato
no 212).

Prendo atto che l'onorevole Gerardo Bianco non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che avrebbe voluto esprimerne uno favorevole.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Di Gioia 4.014.

PIETRO FOLENA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO FOLENA. Intervengo, signor Presidente, per ritirare, a nome dei presentatori, questo emendamento, preannunciando la volontà di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Abbondanzieri 5.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.

MARISA ABBONDANZIERI. Intervengo, signor Presidente, per dichiarazione di voto sul mio emendamento 5.1 e sugli articoli aggiuntivi 5.01 e 5.02, a mia firma, facendo la seguente premessa.
Il ministro Lunardi, probabilmente, non si è accorto che, via via, incominciano ad accadergli delle cose. Un giorno si ritrova commissariato, almeno il lunedì, in quanto il Primo ministro afferma: andrò a dargli una mano. L'altro ieri, ieri ed oggi si ritrova scippato, perché i fondi della legge n. 443 e della legge n. 166 oramai servono per tutti. Tra un po' di mesi o alla fine della legislatura si ritroverà pure illuso e/o disilluso perché le grandi opere, se le cose vanno avanti così, non si realizzeranno. Perché dico ciò? Lo affermo anche rispetto alle dichiarazioni rese poco fa in ordine all'articolo 20 della tabella della finanziaria ed altre questioni.
Tuttavia, ieri, il Presidente Berlusconi, rispondendo ad un giornalista de l'Unità, lo ha trattato sempre in base al complesso che ha nei confronti di coloro che egli chiama i comunisti e, figuratevi, i comunisti giornalisti!

FEDERICO BRICOLO. Ha fatto bene!

MARISA ABBONDANZIERI. Cioè, ha parlato di mistificazioni, affermando che il Governo ha fatto tutto. Credo che il Presidente del Consiglio dei ministri sarebbe dovuto essere più cauto. Per quanto riguarda la questione dello stile, sono fatti suoi, ne risponderà a qualcuno, ma doveva essere più cauto per una questione molto semplice, quella alla quale ho fatto riferimento in precedenza quando ho parlato sul mio emendamento 1.2: se è vero che è stato fatto tutto, non ci sarebbe bisogno di prevedere la tassa di scopo, non ci sarebbe bisogno di prenotare o imputare alla legge n. 443 i fondi per le calamità naturali. Delle tre, una può essere!
Tra l'altro, il Presidente del Consiglio dei ministri dimentica che egli è responsabile politico della protezione civile e non in ragione del fatto che è Presidente del Consiglio dei ministri, ma in quanto la legge n. 401 ha posto alle sue dipendenze la protezione civile. Quindi, egli risponde anche di una fase che va un po' oltre, nel senso che, volendo, ne risponde fin nei dettagli e non solo sul piano generale in quanto Presidente del Consiglio.
È il caso di ricordare che la questione finanziaria è delicata perché, nella legge n. 443, sono state già inserite le scuole e abbiamo già previsto che sarà emanata un'altra delibera CIPE, che introdurrà quanto contenuto nelle intese istituzionali di programma e che non era compreso nella delibera n. 121 del 2001.
Quindi, prima di rispondere ai giornalisti - e, se potesse farlo, anche alla sottoscritta e a molti di noi - che per il Molise e le zone terremotate è stato fatto tutto, ritengo debba usare una discreta cautela. Anche perché la legge n. 443 ha subito la decurtazione del decreto Tremonti, il decreto taglia spese, che opera


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anche sulla suddetta legge e sulla delibera n. 121 del 2001, in quanto i residui non spesi fanno riferimento a piani triennali dell'ANAS, delle Ferrovie e quant'altro. Quindi, i 662 milioni di tagli già sono stati effettuati attraverso il decreto Tremonti. Dunque, non abbiamo nessuna intenzione di mistificare.
Quando si dice che bisogna aspettare per mettere i soldi a disposizione della Sicilia, in quanto questo è un momento di difficoltà, non si dice la verità, perché questo Governo, pur in un momento di difficoltà, non ha rinunciato ad adottare il provvedimento sulla detassazione per coloro che frequentano le scuole private.
Se non lo si fosse fatto, per esempio, quei 180 miliardi avrebbero potuto essere aggiunti ai 130 che il provvedimento mette a disposizione.

PRESIDENTE. Onorevole Abbondanzieri...

MARISA ABBONDANZIERI. Quindi, non si cerchino alibi e si risolva la questione (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Abbondanzieri 5.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 388
Maggioranza 195
Hanno votato
165
Hanno votato
no 223).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Di Gioia 5.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Folena. Ne ha facoltà.

PIETRO FOLENA. Signor Presidente, in realtà l'articolo 5 è un po' il punto chiave del provvedimento, perché, al di là di tutte le altre considerazioni e delle proposte respinte dal Governo e dalla maggioranza su altri aspetti, l'assoluta irrilevanza ed esiguità di fondi e di finanziamenti, a tutt'oggi, 18 dicembre, un mese e mezzo dopo gli eventi sismici e a due mesi dall'inizio dell'eruzione dell'Etna, è qualcosa che non può non suscitare un enorme allarme. Nei giorni passati, gli amministratori comunali hanno minacciato le dimissioni in massa, a prescindere dai colori politici delle amministrazioni locali.
Signor sottosegretario, vorrei dire che la vicenda di questo terremoto è stata, davvero, un po' kafkiana: nelle ore immediatamente successive, - devo dire - con apprezzabile tempestività, il Presidente del Consiglio si è recato a San Giuliano, non a San Giuliano milanese, ma a San Giuliano di Puglia, perché in quel momento non si è sbagliato. Lì si è lasciato andare a dichiarazioni sinceramente un po' comiche e grottesche a proposito della ricostruzione, promettendo una Milano 2. In quelle stesse ore, gli uffici del Governo lavoravano ad un provvedimento che tagliava fuori i comuni della provincia di Foggia, anch'essi gravemente terremotati. Abbiamo impiegato una quindicina di giorni di fatica collegiale, anche con alcuni colleghi della maggioranza - bisogna riconoscerlo -, per far inserire i comuni della provincia di Foggia all'interno di questi interventi. Nelle settimane successive, il consiglio comunale di Catania e tanti colleghi della Sicilia orientale, della maggioranza oltre che dell'opposizione, hanno protestato in modo molto energico e molto duro. Risultato al 18 dicembre: i finanziamenti sono quelli previsti in questo decreto-legge; in finanziaria non c'è una lira.
Signor sottosegretario, non possiamo prendere in giro le popolazioni che sono state colpite da questi eventi, perché c'è poco da fare, se non si interviene contestualmente in finanziaria, reperendo le risorse al Senato e, poi, alla Camera, quando il provvedimento tornerà al nostro


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esame. Rimarranno, infatti, soltanto le risorse ampiamente già spese per i primi provvedimenti di emergenza stabiliti all'interno di questo decreto-legge.
Signor sottosegretario, vorrei un suo impegno. La invito ad intervenire e a darci rassicurazioni, perché, nei mesi passati, anziché pensare alla protezione civile, ai gravissimi rischi sismici e ai problemi del territorio - in finanziaria, in ultimo, è stata inserita una manciata di risorse per le alluvioni che hanno colpito il nord -, il Governo Berlusconi ha provveduto a smantellare la protezione civile. E abbiamo cominciato a vedere qualche effetto già durante queste vicende, se è vero che, soltanto qualche giorno prima del terremoto, è stato licenziato il responsabile del servizio sismico nazionale, sulla base della logica dello spoils system, e che, per lunghi mesi, l'attuale direttore della protezione civile, persona competentissima e capace, il dottor Bertolaso, ha rilasciato interviste compiaciute. E il Presidente Berlusconi era altrettanto compiaciuto del fatto che il capo della protezione civile, con gli strumenti legislativi propri della protezione civile, intervenisse per il vertice della FAO, intervenisse per Pratica di mare, quando si è firmato il nuovo accordo della NATO, intervenisse per preparare il semestre di Presidenza italiana dell'Unione europea dell'anno prossimo.
Sono tutte cose che non c'entrano niente con i problemi dell'assetto del territorio e che hanno ingenerato in qualcuno di noi un sospetto sulla volontà di costruire un sistema di appalti al di fuori di un controllo trasparente. Allora, cambiamo logica, cambiamo strada.
Dobbiamo potenziare questo strumento essenziale della protezione civile e mettere le risorse a disposizione. Questi emendamenti servono a migliorare le risorse di questo decreto-legge per l'emergenza, ma è essenziale che da parte del Governo avvengano oggi rassicurazioni per quanto concerne i finanziamenti che nella legge finanziaria per il 2003 saranno messi a disposizione delle popolazioni colpite da questi eventi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Gioia 5.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 379
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato
162
Hanno votato
no 217).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ruta 5.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 381
Maggioranza 191
Hanno votato
164
Hanno votato
no 217).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Gioia 5.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 376
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato
158
Hanno votato
no 218).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Gioia 5.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato
162
Hanno votato
no 218).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Abbondanzieri 5.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 375
Votanti 374
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato
161
Hanno votato
no 213).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Abbondanzieri 5.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato
164
Hanno votato
no 219).

Poiché il disegno di legge consiste in un articolo unico, si procederà direttamente alla votazione finale.

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