Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 242 del 18/12/2002
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(Blocco di strutture pubbliche per manifestazioni sindacali - n. 3-01742)

PRESIDENTE. L'onorevole Rizzi ha facoltà di illustrare l'interrogazione Cè n. 3-01742 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5), di cui è cofirmatario.

CESARE RIZZI. Signor Presidente, signor ministro, la grave situazione del gruppo FIAT auto genera particolare preoccupazione in tutto il paese sia per le ricadute economiche sia per i problemi occupazionali ad essa collegati. Tutti i cittadini italiani sono vicini alle famiglie dei lavoratori interessati e confidano in una soluzione rapida della crisi che possa ridare certezza al futuro dell'azienda. Si approvano le iniziative che il Governo ed i ministeri interessati stanno portando avanti per cercare di ridurre i disagi e per assicurare un nuovo sviluppo al settore auto e si condivide la preoccupazione dei dipendenti FIAT auto ed il giusto diritto alla protesta.
Nondimeno, si rileva una recrudescenza delle manifestazioni sindacali nelle ultime settimane, con il blocco di importanti strutture pubbliche, quali stazioni ferroviarie, autostrade ed altre, con gravi disagi per tutti gli utenti e gli operatori economici.
Vorrei chiedere a lei, signor ministro, quali iniziative si intendano assumere per prevenire manifestazioni estreme che possano cagionare l'interruzione di servizi pubblici.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Rizzi, generalmente le manifestazioni dei lavoratori della FIAT, anche quelle estemporanee e spontanee, si sono svolte in modo pacifico, anche grazie all'efficace ed equilibrato intervento delle forze dell'ordine che hanno contribuito a


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riportare la situazione nella normalità quando c'erano preoccupazioni per l'ordine pubblico.
È anche vero, però, che ci sono stati casi di blocchi stradali o ferroviari che hanno caratterizzato alcune di queste manifestazioni. Il Ministero dell'interno ha disposto, allora, l'invio di cospicui contingenti di rinforzo nelle province che sono state interessate da tali forme di protesta e, considerata la delicatezza della problematica, ha impartito alle autorità provinciali di pubblica sicurezza precise direttive, volte a garantire che l'azione delle forze di polizia impiegate nei servizi di vigilanza sia improntata ad un assoluto equilibrio, per tutelare la sicurezza dei dimostranti e dei cittadini coinvolti nelle manifestazioni e per prevenire atti di illegalità e turbative dell'ordine pubblico, con il doveroso, quando necessario, successivo perseguimento di eventuali reati commessi.
Concludo ricordando le parole del Presidente del Consiglio - credo sagge, se valutate serenamente -, tese a garantire due valori, entrambi fondamentali. Uno è il diritto di scioperare e di dimostrare pacificamente le proprie opinioni in una logica sindacale come quella dei lavoratori della FIAT che, come ha ricordato l'interrogante, hanno la solidarietà delle famiglie e dei lavoratori italiani, come chiunque lotti per mantenere il posto di lavoro. Quindi, si conferma il diritto di sciopero e di libera manifestazione ma, nel contempo, si ricorda anche che il diritto di sciopero non può ledere i diritti di altri cittadini, bloccare le comunicazioni, occupare o interrompere le vie di comunicazione ferroviarie o autostradali o gli aeroporti. In questo caso, infatti, nulla di buono viene alla lotta dei manifestanti e alle agitazioni sindacali, perché si danneggiano altre attività economiche e si producono danni a cittadini terzi che non hanno alcuna colpa di ciò che sta accadendo.
Credo che questo giusto equilibrio debba essere tenuto in considerazione in via politica generale, come ha ricordato il Presidente del Consiglio, e anche nell'azione delle forze dell'ordine che, come ricordo, hanno avuto proprio queste precise disposizioni di muoversi con grande equilibrio e con grande oculatezza.

PRESIDENTE. L'onorevole Rizzi, al quale ricordo che ha due minuti a disposizione, ha facoltà di replicare.

CESARE RIZZI. Signor Presidente, una volta tanto un ministro dà delle risposte precise e ben adeguate. Le volevo dire, signor ministro, che la gravissima situazione della Fiat auto non esiste solo da oggi e non è certo responsabilità del Governo Berlusconi o della Casa delle libertà. Negli ultimi 20 anni la FIAT è passata da più di 200 mila dipendenti a meno di 50 mila. Anche negli anni di Governo di centrosinistra l'emorragia di personale è continuata costante senza, però, che i sindacati facessero la minima manifestazione di protesta contro la maggioranza del momento. Il problema occupazionale nasce dalla grave crisi del prodotto dovuta alla scarsità di investimenti, dell'innovazione tecnologica e del rinnovo dei modelli. Negli ultimi 10 anni la FIAT ha investito esattamente la metà rispetto ai concorrenti stranieri, che oggi non hanno nessun problema né occupazionale, né industriale. La proprietà e la dirigenza hanno preferito diversificare, abbandonando il core business e investendo il profitto dell'auto nella finanza, nelle assicurazioni, nell'energia e nell'informazione. Oggi la galassia FIAT è composta da moltissime aziende che fanno utili che restano nella proprietà, mentre il settore auto perde e le sue perdite si vorrebbero far ricadere sulle spalle dei lavoratori e della collettività nazionale. Quindi, è inaccettabile l'atteggiamento del sindacato che non spiega minimamente ai lavoratori queste cose, ma semplicemente approfitta della situazione di crisi da un punto di vista politico per attaccare l'attuale maggioranza, utilizzando a questo fine la giusta esasperazione dei dipendenti che rischiano il posto di lavoro.
Se veramente si vuol risolvere il problema e ridare un futuro certo all'industria


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dell'auto, il sindacato, soprattutto la sua parte più estrema, dovrebbe collaborare con il Governo e aiutare i ministri interessati nello sforzo che stanno compiendo con la proprietà per arrivare a una situazione sostenibile che abbia dentro di sé la forza di prendere uno sviluppo industriale autonomo. I girotondi intorno alla casa dell'onorevole Berlusconi, il blocco delle stazioni ferroviarie, il blocco della Milano-Laghi o della Milano-Brescia non aiutano certo la FIAT. Vorrei ricordare che il blocco stradale è stato depenalizzato all'epoca del Governo D'Alema: lo stesso D'Alema depenalizzò i blocchi stradali. Tuttavia, in questo modo si esasperano semplicemente centinaia di migliaia di cittadini e di lavoratori, che già hanno per conto loro problemi economici e con le loro tasse contribuiranno a pagare gli interventi sociali anche per i lavoratori FIAT. La Lega nord Padania è quindi vicina ai lavoratori in difficoltà come a tutti i cittadini italiani...

PRESIDENTE. Onorevole Rizzi, la prego di concludere.

CESARE RIZZI. Ho finito, signor Presidente.
Tuttavia, si è sempre voluto manifestare in maniera eclatante. Allora, lo si faccia intorno alle ville della famiglia Agnelli, facciano vendere i gioielli della famiglia Agnelli, con i «girotondini» o come si vuole. Ci si sforzi a fare gli imprenditori seri e ad agire con la stessa responsabilità delle loro precedenti generazioni.

PRESIDENTE. Detesto interrompere i colleghi perché so che è spiacevole per chi parla e anche per chi ascolta. Tuttavia, vi pregherei di stare ai tempi che sono contingentati per motivi che esulano dalla volontà della Presidenza in quanto sono affidati al regolamento.

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