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PRESIDENTE. L'onorevole Mantovani ha facoltà di
RAMON MANTOVANI. La Repubblica bolivariana del Venezuela ha visto un tentativo di colpo di Stato, l'incarcerazione del Presidente della Repubblica e di diversi ministri. Ha visto anche il capo della Confindustria venezuelana presentarsi in televisione, annunciare lo scioglimento del
Parlamento e di tutte le altre istituzioni. Tuttavia una mobilitazione popolare ha sconfitto questo colpo di Stato.
PRESIDENTE. Ancora il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. L'Italia continua a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della situazione interna al Venezuela e ciò in ragione dei tradizionali vincoli di amicizia tra i due paesi, cementati dalla presenza di una numerosa collettività italiana, nonché da una crescente presenza imprenditoriale in numerosi settori di quel paese.
PRESIDENTE. L'onorevole Mantovani ha facoltà di
RAMON MANTOVANI. Signor ministro, mi dichiaro soddisfatto della sua risposta soprattutto per due motivi. In primo luogo, perché lei non pone in questione la democraticità del Governo di Hugo Chavez, come invece fanno le opposizioni più o meno democratiche venezuelane e come fanno anche altri Governi alleati dell'Italia. In secondo luogo perché lei giustamente spiega che la posizione del Governo italiano e quella dell'Unione europea sono a sostegno dell'iniziativa di mediazione di Gaviria, il quale anche
riconosce la democraticità del Governo di Hugo Chavez e non può venire a mediazione se non all'interno della Costituzione e delle leggi venezuelane.
Da quel momento in poi è però iniziata la destabilizzazione del paese, anche eterodiretta - lo dico sapendo di dire una cosa grave, ma dal mio punto di vista inconfutabile - da alcune ambasciate, che hanno interessi a colpire il Governo di Hugo Chavez, non tanto per la natura di quel Governo, quanto per le scelte che esso ha compiuto relativamente alla rivitalizzazione del sindacato dei paesi produttori di petrolio, l'OPEC, e per la scelta di inserire nella Costituzione la non possibilità di privatizzare la risorsa petrolifera del paese.
Vorrei quindi sapere quale sia l'opinione del Governo italiano in merito al progetto di destabilizzazione della democrazia venezuelana.
Le notizie che riceviamo rivelano una situazione di crescente tensione: prosegue da due settimane lo sciopero generale; nuovi settori si sommano alle proteste in atto e cominciano a scarseggiare alcuni beni di prima necessità; marce di protesta si succedono per la città con il rischio di nuovi violenti scontri. Si tratta di una situazione molto preoccupante ed è per tale ragione che assieme ai partner europei abbiamo in più occasioni reiterato il nostro sostegno agli sforzi in atto da parte del Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani, Gaviria, per individuare una soluzione negoziata della crisi che, salvaguardando il pieno rispetto dei principi democratici, consenta al paese di arrestare una pericolosissima spirale di violenza e di evitare ulteriori perdite di vite umane, nonché di riprendere un cammino di sviluppo economico e di progresso sociale.
Riteniamo che la soluzione debba essere individuata, utilizzando i meccanismi previsti dall'attuale Costituzione. Il Presidente Chavez è stato democraticamente eletto ed un'eventuale evoluzione della situazione politica e costituzionale del paese non potrà prescindere da un accordo fra il Governo e l'opposizione. Spetta naturalmente ai venezuelani individuare una soluzione ad un problema che è di carattere interno. Ogni pressione che provenga dall'esterno sia sul piano bilaterale, sia su quello multilaterale, dovrà tenere conto della delicatissima situazione.
Ovviamente nel contempo manterremo un contatto sempre più stretto con i nostri connazionali; ciò che l'ambasciata sta continuando a fare, per assisterli laddove sia necessario. Riteniamo altresì nostro dovere, nella fase attuale, continuare ad invitare le parti ad utilizzare lo strumento negoziale messo a loro disposizione dall'Organizzazione degli Stati americani, sottolineando peraltro in ogni circostanza che soluzioni improntate alla violenza o individuate al di fuori delle regole democratiche o di una grande intesa nazionale non potranno essere accolte dalla comunità internazionale.
È l'opposizione che sta fuoriuscendo dalla Costituzione e delle leggi. Basti pensare ai generali che hanno tentato un colpo di Stato, i quali quotidianamente dalle televisioni private incitano l'esercito a ribellarsi nei confronti della Repubblica e delle sue istituzioni.
Speriamo che le parole del Governo corrispondano a fatti concreti nel momento in cui l'Unione europea e l'Italia saranno chiamate a svolgere un ruolo attivo a sostegno del processo democratico del Governo di Hugo Chavez.


