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i vettori nazionali, tra i quali l'Alitalia, hanno trasferito i voli diretti a Catania su altri scali, assumendo a giustificazione motivi di sicurezza del volo dovuti alle condizioni ambientali determinate dall'eruzione dell'Etna;altri vettori europei, al contrario, operano su Catania non ravvisando analoghe condizioni di rischio;addirittura atterrano e decollano da Catania voli organizzati da operatori privati per ridurre il disagio degli utenti causato dal dirottamento di voli Alitalia e di altri vettori nazionali;il Governo non ha disposto la chiusura dell'aeroporto: provvedimento che sarebbe obbligatorio solo ove mancassero le necessarie condizioni di sicurezza;le condizioni di sicurezza di un aeroporto dovrebbero essere valutate dal Governo in termini assoluti e non dai singoli vettori in termini soggettivi;la decisione dei vettori nazionali sembra basarsi solo su valutazioni economiche, per annullare i costi che deriverebbero dall'obbligo di trasportare i passeggeri allo scalo di destinazione nei casi in cui il volo venisse dirottato su altro scalo;pertanto, la decisione assunta, senza produrre alcuna maggiore sicurezza, provoca solo danno ingiustificato agli utenti -:
se il Governo non intenda intervenire per far cessare l'incredibile iniziativa operata da alcuni vettori, che si risolve, ad avviso degli interroganti, in un boicottaggio a danno degli utenti e dell'economia dell'intera Sicilia orientale, e se non possa ipotizzarsi anche la sospensione della concessione per chi perdurasse nell'atteggiameno in questione.(3-01745)(17 dicembre 2002)