Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 238 dell'11/12/2002
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2122-bis-B)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Sarò telegrafico, signor Presidente. Vorrei preannunciare, a nome dei Verdi, il voto contrario su questo disegno di legge. Per le motivazioni mi richiamo agli interventi già svolti durante l'esame degli articoli e dei relativi emendamenti ed anche agli interventi che gli altri colleghi dell'Ulivo - insieme ai quali abbiamo presentato tutti gli emendamenti - hanno svolto durante il dibattito che ha accompagnato l'iter di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.

SESA AMICI. Signor Presidente, anche la mia dichiarazione di voto sarà abbastanza stringata. Effettivamente, questo collegato è alla Camera in terza lettura e sarebbe semplice, da parte dell'opposizione, dire che eravamo stati facili profeti fin dalla prima lettura. Ci siamo trovati di fronte ad un collegato alla finanziaria che tutto conteneva tranne elementi di finanza pubblica. Si tratta di un collegato che invece disciplina una eterogeneità di materie, alcune di rango normativo, altre di tipo legislativo, con un'accentuazione, una pesantezza, derivante dalle modifiche apportate al Senato che hanno comportato, anche nel dibattito di oggi, alcuni elementi sui quali forse è opportuno che insieme, maggioranza e minoranza, riflettano.
L'ipotesi un po' ideologica, sottosegretario Cursi - la fretta di approvare un collegato alla finanziaria già scaduto (perché è dell'anno precedente) per non farlo ritornare al Senato -, ha portato, di fatto, a non accogliere alcuni emendamenti che erano semplicemente correttivi di una pessima tecnica legislativa. Non abbiamo tempo di argomentare, ma basterebbe rileggersi il parere del Comitato per la legislazione per capire quanto questo provvedimento, in termini di tecnica legislativa, ponga problemi seri anche alla serietà dell'istituzione del Parlamento.
Vorrei svolgere un'ultimissima riflessione di ordine politico generale. Credo che questa materia sia abbastanza complessa; la difficoltà di averla tenuta insieme in un treno fumoso cui sono stati agganciati vagoni ci ha impedito di tener conto che, l'idea dello spezzettamento e l'azione del Governo di spezzettare importanti punti normativi, nascondano, di fatto, una serie di elementi che stanno modificando il rapporto tra Governo e Parlamento. Questo concetto è fortemente ribadito dalla seguente circostanza: la settimana scorsa abbiamo discusso sulla semplificazione amministrativa; oggi, votiamo il collegato concernente disposizioni ordinamentali; domani, voteremo le proroghe dei termini in scadenza. Tali questioni (i cui rilievi dell'opposizione attengono alle deleghe concesse al Governo: scadono i termini e si chiedono ulteriori deleghe) pongono un problema di serietà, anche con riferimento all'azione legislativa, soprattutto del Governo.
Per tutti questi motivi e per le proposte emendative di merito che abbiamo discusso e votato, il voto contrario, non solo è legittimato dalla discussione, ma è implicito nella discussione che finora abbiamo svolto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Alia. Ne ha facoltà.

GIAMPIERO D'ALIA. Signor Presidente, chiedo alla Presidenza l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto


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stenografico della seduta odierna della mia dichiarazione di voto finale.

PRESIDENTE. La Presidenza lo autorizza sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, sarò brevissimo, anche perché abbiamo discusso molto a lungo di tali questioni. Credo che il sottosegretario Saporito avesse perfettamente ragione, nella sua relazione introduttiva, nell'augurarsi che questa sarebbe stata l'ultima volta in cui la Camera avrebbe votato un provvedimento di tal genere.
La consapevolezza del Governo (è stata anche la consapevolezza del relatore) di stare per approvare un brutto disegno di legge è confermata dall'andamento dei nostri lavori. In estrema sintesi, ricordo gli aspetti più salienti. All'articolo 10 (codice unico di progetto degli investimenti pubblici) vi è la famosa questione riguardante la data del 30 settembre; vi è questa formula innovativa che riordina il sistema delle fonti del diritto italiano: con un ordine del giorno correggiamo una norma di legge. Con riferimento all'articolo 26 riguardante disposizioni in materia di innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione, si è posta la gravissima questione della soppressione di un'authority di regolazione e la sua sostituzione con un'agenzia di gestione. Per quanto riguarda l'articolo 39, concernente la revisione delle sanzioni disciplinari per la polizia di Stato, vi è il fenomeno gravissimo, ma, ahimè, non nuovo, messo in atto da questo Governo, di utilizzare lo strumento della delega in un collegato finanziario, per di più prevedendo criteri e principi direttivi assolutamente vacui, privi di ogni senso politico e di un indirizzo politico autentico. All'articolo 41 si prevede un'ulteriore delega per il riordino degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, palesemente incostituzionale poiché contraddice gli articoli 76 e 117, terzo comma, della Costituzione. Infine, l'articolo 50, seppur mosso da intenti meritori, ha dimostrato come fosse più appropriato discutere un tema di questo genere nella Commissione competente e non in un carrozzone, in qualche modo, sgangherato come il provvedimento che avete sottoposto all'esame di questa Assemblea.
Temo, tuttavia, che non sarà l'ultima volta in cui si affronterà tale argomento. Noi tutti ce lo auguriamo, ma è probabile che gli incidenti incorsi quest'oggi alla Camera possano verificarsi anche al Senato. Temo, quindi, per tutti noi, che vi sarà un'altra puntata di questa tristissima storia relativa a questo collegato alla legge finanziaria dello scorso anno sulla pubblica amministrazione. Per tutti questi motivi, il nostro voto non può che essere contrario (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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