Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 238 dell'11/12/2002
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(Iniziative a sostegno del settore agricolo danneggiato dall'eruzione dell'Etna - n. 3-01705)

PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01705 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).

GIUSEPPE GIANNI. Signor Presidente, signor ministro, dopo l'intervento dell'onorevole Strano, tutto diventa difficile, perché di fatto ha quasi coperto per intero la motivazione del mio intervento.
Del resto, però, la situazione, dalla presentazione della mia interrogazione, è fortemente peggiorata nella campagna della Sicilia orientale; ed ha fatto bene a ricordare il ministro come dal punto di vista commerciale esista un blocco totale sia a causa della situazione dell'aeroporto di Catania, che è chiuso, ma anche perché i prodotti agricoli, come le arance ed i limoni, macchiati dalla cenere, non sono più commerciabili.
Nella sola fascia del Siracusano quasi l'80 per cento della produzione di ortaggi è andata perduta; e si registra una alta perdita di arance e limoni. A Catania, l'accertamento dei danni è in continua evoluzione, e lo è altrettanto per Ragusa.
Il ministro ha risposto che, per quanto riguarda i precedenti danni della siccità, si è già provveduto, sebbene ciò non risulti ancora. Sarebbe perciò opportuno che lei fosse più puntuale e preciso; tuttavia, non andando oltre le mie possibilità di intervento, la legge n. 185, del 1992, o qualsiasi altro provvedimento legislativo, agisce bene se avviene ciò che è stato fatto già nelle regioni del nord, come in Lombardia, dove si è operato benissimo, con interventi urgenti ed immediati, attraverso l'adozione di provvedimenti, il che non è avvenuto nel meridione, ed in particolare per le province di Catania, Ragusa, e così via.

PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole e forestali, onorevole Alemanno, ha facoltà di rispondere.

GIOVANNI ALEMANNO, Ministro delle politiche agricole e forestali. Signor Presidente, senza riprendere le argomentazioni già svolte, preciso i seguenti argomenti.
Durante l'anno che si sta concludendo, siamo già intervenuti sia sul versante delle alluvioni delle regioni del nord sia per quanto riguarda la siccità delle regioni meridionali.
L'intervento riguardante la siccità è più complesso ed esaustivo di quello delle regioni del nord, in quanto si tratta di aree depresse e sottoutilizzate, che richiedono una maggiore azione per il sostegno dello sviluppo economico.
Certamente tra l'approvazione delle leggi, l'emanazione dei relativi decreti a livello governativo e l'applicazione effettiva sul territorio vi sono degli adempimenti di carattere territoriale di competenza delle regioni che possono registrare ritardi, se questi provvedimenti non vengono immediatamente recepiti e tradotti in interventi sul territorio. Quindi, se vi sono segnalazioni specifiche di ritardi rispetto a provvedimenti già fatti, noi siamo pronti ad intervenire e a sollecitare gli uffici regionali che sono rimasti indietro su questo versante.
Vorrei aggiungere, inoltre, che nell'ultimo provvedimento in materia di calamità naturali è stata introdotta anche una riforma relativa alle assicurazioni, rafforzando la possibilità, da parte degli agricoltori, di accedere a polizze multirischio proprio per fronteggiare le calamità naturali non solo ex post, ma anche per quanto riguarda la prevenzione e la creazione di un'effettiva rete di sicurezza rispetto a realtà che sono imprevedibili.
Noi siamo convinti che, terminato il periodo di sperimentazione su questo versante, le assicurazioni possano costituire un'utile integrazione dei provvedimenti previsti dalla legge n. 185, proprio per permettere agli agricoltori di difendersi dalle calamità naturali che, purtroppo, aumentano, come numero ed entità, in tutto il nostro paese.

PRESIDENTE. L'onorevole Giuseppe Gianni ha facoltà di replicare.


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GIUSEPPE GIANNI. La ringrazio, signor ministro, e sono contento che lei abbia riferito con puntualità anche in ordine ai problemi della siccità. So che lei è molto attento ai problemi dell'agricoltura e, quindi, sa che il meridione sta attraversando un momento difficilissimo. Senza «ascarismi», signor ministro, ma con grande fermezza, siamo convinti che lei interverrà con tempestività - come è solito fare - in ordine ai problemi dell'erogazione finanziaria che tutti stanno attendendo.

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