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PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di
TITTI DE SIMONE. L'assistenza di base agli alunni disabili è parte fondamentale del processo di integrazione scolastica e del diritto allo studio. Nel contesto dell'attuale normativa, queste mansioni di assistenza sono state trasferite dagli enti
locali alle scuole, gravandole di un impegno finanziario che spesso gli istituti - soprattutto a fronte dei tagli che l'attuale Governo sta portando avanti su tutto il settore della formazione e della scuola pubblica - non sono in grado di sostenere, a discapito ovviamente del diritto all'assistenza degli alunni portatori di handicap.
PRESIDENTE. Onorevole Titti De Simone, è necessario che lei metta un punto interrogativo.
TITTI DE SIMONE. ...di dequalificazione.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Grazie, Presidente. Va ricordato innanzitutto che nel nostro sistema si tende, dove possibile (perché vi sono anche situazioni particolari: penso ad esempio agli audiolesi che necessitano di un concorso specializzato, continuo e costante di attenzione per un recupero anche precoce), a privilegiare l'integrazione dell'allievo in situazione di handicap nelle classi ordinarie, con il suo pieno inserimento nella rete relazionale della stessa classe e dell'intera comunità scolastica.
PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di
TITTI DE SIMONE. Siamo assolutamente insoddisfatti in quanto, ancora una volta - a parte l'assenza, che anche noi continuiamo a notare, del ministro Moratti allo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata...
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. È malata!
TITTI DE SIMONE. Il fatto è che, tutte le volte che vi è lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, il ministro non si presenta.
Al fine di assicurare un servizio qualificato, vista anche la delicatezza della mansione, erano stati previsti dei corsi di formazione per i collaboratori scolastici, anche per attribuire loro una specifica professionalità nell'ambito di queste competenze ad essi spettanti. Ma questi corsi di formazione, sbandierati più volte da questo Governo, non sono stati mai attivati e le scuole oggi non sono in grado di assicurare questa parte di assistenza così importante e fondamentale.
I tagli di questo Governo alla scuola pubblica, i tagli apportati dal cosiddetto decreto salva deficit (che riguardano appunto i fondi del bilancio del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) e poi, invece, il recupero di risorse (nella finanziaria) per le scuole private, davvero ci mettono di fronte ad una situazione...
Vogliamo quindi sapere quali siano le intenzioni del Governo con riferimento a questa problematica.
A tal fine, sono state previste anche specifiche iniziative di supporto, tra le quali quelle all'attenzione dell'interrogante. Ricordo che si tratta di iniziative che non riguardano gli insegnanti, ma i bidelli e tutto il personale ausiliario della scuola.
In tale quadro, le norme del contratto collettivo nazionale integrativo del comparto scuola, relativo al periodo 1998-2001, in materia di formazione, per l'attribuzione di funzioni aggiuntive ai collaboratori scolastici, rivestono particolare importanza, in quanto riguardano specificamente i compiti connessi all'assistenza degli allievi portatori di handicap.
I finanziamenti complessivamente destinati alla formazione di questo personale amministrativo, tecnico ed ausiliario non sono stati interessati dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 29 novembre, recante limitazioni agli impegni e alle emissioni dei titoli di pagamento per le amministrazioni centrali dello Stato, in quanto al momento dell'emanazione dello stesso decreto erano già stati assegnati alle istituzioni scolastiche.
È vero che, rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro 1998-2001, vi è un ritardo con riferimento all'attivazione dei corsi. Devo dire che si tratta di un ritardo antico, in quanto è dal 1998 che questi corsi si sarebbero dovuti attivare; sono passati il 1998, il 1999, il 2000, il 2001 e, finalmente, nel 2003, sulla base di un approfondimento che verrà svolto, all'inizio del 2003, presso l'IRRE (Istituto regionale ricerca educativa) della Lombardia, in un apposito seminario, verranno inquadrati e formalizzati i meccanismi di questo vasto e complesso sistema di formazione e di ambiente che riguarda i collaboratori, al fine di dare corso a quanto previsto nel contratto di lavoro del 1998.
In ogni caso, ancora una volta le rassicurazioni fornite dal Governo ci sembrano del tutto flebili; infatti, davanti al paese, non vi impegnate mai su una questione relativa al diritto allo studio. Vendete fumo e continuate a farlo ma poi, nei fatti, quando dovete investire le risorse, puntualmente tali risorse non ci sono.
Vi è una finanziaria all'interno della quale dovevano essere previsti anche questi investimenti, ma questo provvedimento, in realtà, parla di tutt'altro. Ad esempio, nei prossimi 3 anni, vengono dimezzati i docenti di sostegno, non sono previsti, ancora una volta, i corsi di formazione per l'assistenza e, in questa sede, viene fatta un'ennesima promessa. Vedremo, continueremo ad insistere, perché le promesse di questo Governo vengono continuamente disattese.
La finanziaria prevede uno svuotamento di risorse per la scuola pubblica e per il personale ATA e vi è un attacco concentrico delle politiche di questo Governo alla parte più debole della scuola: il precariato, i docenti di sostegno, gli alunni portatori di handicap e il personale ATA. Ci si spinge ad un livello estremo, fino al licenziamento, in un quadro complessivo di dequalificazione e mortificazione del diritto allo studio. Questo è il punto fondamentale.
Dall'altra parte notiamo, invece, che questo Governo è sollecito con riferimento ad altre iniziative riguardanti la scuola, che evidentemente sono previste all'interno della finanziaria. Tali iniziative, tuttavia, non riguardano i diritti degli studenti e degli insegnanti o la qualità della scuola pubblica, ma il reperimento di risorse per la scuola privata.
Apprendiamo dai giornali - ma anche dal dibattito che si sta svolgendo al Senato - che questo Governo non si è impegnato per i lavoratori socialmente utili della scuola, continua a non impegnarsi per quanto riguarda la scuola pubblica mentre, attraverso un bonus di 90 milioni di euro, ottiene risorse per le scuole private. È un'operazione indecente, che contrasteremo fortemente nel Parlamento e nel paese, al fine di ostacolare questa politica di smantellamento della scuola pubblica.


