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G)
attuazione della legge n. 508 del 1999, legge di riforma del settore dell'alta formazione artistica e musicale;
di ritirare tale schema e di presentarne un ennesimo che viene approvato dal Consiglio dei ministri il 28 marzo 2002;
non c'è stata nessuna proposta di regolamento che sia pervenuta per la cosiddetta
come si evince dall'articolo 2, comma 7, della suddetta legge, i regolamenti o il regolamento da emanare avrebbe dovuto disciplinare notevoli questioni, fino ad ora rimaste sospese, quali: a) i requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica delle istituzioni e dei docenti; b) i requisiti di idoneità delle sedi; c) le modalità di convenzionamento; d) le procedure di reclutamento del personale; e) i criteri per l'adozione degli statuti di autonomia; f) le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione; g) il riequilibrio e lo sviluppo dell'offerta didattica nel settore;
tale ritardo penalizza un settore che, per troppi versi, è ai margini all'interno del settore dell'alta formazione e che invece è importantissimo per la vita culturale del nostro Paese;
è necessario e quanto mai opportuno dare avvio ad una concreta trasformazione delle attuali accademie e conservatori in istituzioni superiori di grado universitario;
solo attraverso questa trasformazione si potrà pensare di rilanciare realmente il futuro di queste istituzioni che, al momento, sia per quanto riguarda la condizione dei docenti che per quella degli studenti, è pericolosamente penalizzante rispetto al resto dell'Europa, dove esistono analoghe istituzioni di grado universitario -:
quale sia la linea che intenda adottare nei confronti del settore dell'alta formazione artistica e musicale, considerata pure l'agitazione che si sta avendo all'interno del settore, con diverse istituzioni accademiche occupate, tra cui la stessa Accademia di belle arti di Roma, i cui studenti chiedono insistentemente il riconoscimento di laurea per il titolo finale e i cui docenti chiedono con altrettanta insistenza per sé il ruolo universitario.(3-01039)
(5 giugno 2002)
gli studenti dell'Accademia delle belle arti di Roma e di tutta Italia dal mese di maggio 2002 stanno occupando la sede dei loro istituti per protestare affinché venga finalmente e ufficialmente riconosciuto a questi istituti un ruolo centrale nel panorama culturale del nostro Paese;
la legge n. 508 del 1999, recante «Riforma delle accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati», è la prima dopo 70 anni ad essere stata approvata in questa materia, ma resta disattesa per la mancanza dei regolamenti ministeriali che la attuino, poiché la stessa, all'articolo 2, comma 7, demanda ad uno o più regolamenti la disciplina dell'organizzazione amministrativa e didattica delle istituzioni in oggetto;
ad agosto 2001 le competenti commissioni di Camera e Senato si trovarono ad esprimere parere favorevole allo schema di decreto del Presidente della Repubblica, recante «Regolamento in materia di autonomia statutaria e regolamentare delle istituzioni di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508», già peraltro passato al vaglio del Consiglio di Stato e del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale;
a novembre 2001 il Ministro interrogato presentò una nuova versione, ampiamente modificata, dello schema presentato nel mese di agosto 2001, ricevendo il parere assolutamente negativo del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale;
a febbraio 2002 il Ministro interrogato ha presentato un'ulteriore nuova versione del regolamento, che riceve dal Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale alcune osservazioni, ma il Ministro interrogato decide successivamente
anche in quest'ultimo caso il Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale esprime parere fortemente negativo, poiché, ed è questa la cosa più grave, si impone addirittura un presidente del consiglio di amministrazione di nomina ministeriale, in palese contraddizione con lo spirito della legge n. 508 del 1999 e con i pareri espressi precedentemente dal Parlamento e in violazione del principio di autonomia stabilito dall'articolo 33 della Costituzione;
nessun altro dei diversi regolamenti previsti dall'articolo 2, comma 7, della legge n. 508 del 1999 è stato fino ad oggi emanato;
gli studenti vogliono denunciare una situazione giuridica inaccettabile e pertanto manifestano l'esigenza improrogabile che gli istituti di alta formazione artistica e musicale siano riformati a livello strutturale, didattico e amministrativo in senso universitario, che possano cioè rilasciare titoli di laurea a tutti i livelli, nonché rilasciare le relative specializzazioni e dottorati di ricerca, che le modalità di finanziamento, alle suddette istituzioni, siano uguali a quelle riservate all'università e che venga immediatamente ritirato il regolamento annesso alla legge n. 508 del 1999, approvato già dal Consiglio dei ministri in data 28 marzo 2002 -:
quali iniziative intenda intraprendere affinché il Governo possa procedere al più presto all'elaborazione di un nuovo schema di regolamento attuativo previsto dalla legge n. 508 del 1999 e da presentare al Parlamento, di modo che le commissioni competenti possano valutarne la rispondenza ai principi della stessa legge e a quelli della Costituzione, ridando così dignità alle Accademie delle belle arti di tutta Italia e, soprattutto, ai loro studenti che già dal prossimo anno accademico potrebbero, con l'attuazione della riforma, finalmente ottenere titoli di studio assolutamente equiparati a quelli rilasciati dalle istituzioni universitarie, italiane ed estere;
quali provvedimenti intenda intraprendere per far sì che venga ritirato al più presto lo schema di regolamento annesso alla legge n. 508 del 1999 approvato dal Consiglio dei ministri il 28 marzo 2002, perché esso, se giungesse a fine iter, determinerebbe il definitivo annullamento dell'autonomia garantita alle istituzioni riformate dall'articolo 33 della Costituzione italiana e dalla nuova configurazione del sistema dell'alta formazione artistica e musicale, espressa appunto dalla legge n. 508 del 1999.(3-01693)
(9 dicembre 2002)
(ex 4 -03157 dell'11 giugno 2002)
con la legge n. 508 del 1999 si sono posti i principi di una generale riforma dell'Accademia di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche (Isia), dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati. Con tale riforma i suddetti vengono a configurarsi come istituti di alta cultura e in tal modo l'Italia si avvicina a standard più congrui con l'attuale scenario europeo;
nella seduta del 3 agosto 2001, la VII Commissione (Cultura, scienza ed istruzione) della Camera dei deputati ha approvato lo schema del primo regolamento, quello fondamentale, che definisce l'autonomia statutaria e regolamentare delle Accademie e dei Conservatori, dando finalmente il via ad un processo di crescita e differenziazione dei suddetti istituti. La stessa riforma, in virtù dell'articolo 2, conferisce compiti di «alta formazione» e specializzazione artistica e musicale a tali istituti, collocandoli in una posizione di pari dignità rispetto agli atenei;
il suddetto regolamento, previsto dall'articolo 2, comma 7, lettera f), della legge e posto anche in attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, attribuisce a queste «istituzioni di alta cultura il diritto di darsi ordinamenti autonomi»;
il Consiglio di Stato, in data 26 febbraio 2001, aveva, del resto, richiesto al Ministro interrogato precisazioni, sollecitando «un piano dell'intero sistema dell'attuazione della riforma», ed anche indicazioni circa i regolamenti da emanare, la loro successione temporale, gli specifici principi e i criteri direttivi sui quali ciascuno schema dovrà essere principalmente basato;
il Governo aveva quindi predisposto tale piano impegnandosi formalmente in Commissione ad emanare i cinque regolamenti attuativi del comma 7 dell'articolo 2. Ricordando che, secondo il parere del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (Cnam), dovrebbe essere consentito alle Accademie ed ai Conservatori l'esercizio del potere statutario prima della relativa trasformazione, tali istituti, pur apprezzando la disponibilità e le intenzioni espresse dal Governo, sono vivamente preoccupati per il complicato iter attuativo, irto di ostacoli che spesso confliggono con lo spirito e la lettera della legge di riforma;
tale situazione di stasi, infatti, compromette lo sviluppo delle istituzioni di alta cultura, nonché nuoce ai nostri studenti, impossibilitati all'acquisizione di quei titoli paritari e spendibili in Europa, previsti dalla legge 508 del 1999, diversamente dai loro colleghi europei -:
quali misure intenda adottare per predisporre, conseguentemente con gli impegni assunti, in un arco di tempo ristretto, gli schemi di regolamento attuativi della legge 508 del 1999, colmando il vuoto normativo che penalizza l'autonomia e l'attività stessa degli istituti interessati.(3-01694)
(9 dicembre 2002)
(ex 4 -01123 del 23 ottobre 2001)