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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, i due atti di indirizzo in questione toccano numerose problematiche di politica economica di carattere generale che investono il nostro paese nella sua interezza e, in modo particolare, le regioni del Mezzogiorno rispetto alle quali questo Governo mostra particolare attenzione e sensibilità da quando è in carica e non ha certo bisogno di qualche telefonata per sapere come stanno le cose, né replicare al gossip scatenato da una battuta del Presidente del Consiglio che non fa certo onore quando la si vuole utilizzare con gli scopi di chi accantona la propria onestà intellettuale.
In via preliminare, occorre evidenziare che intere aree svantaggiate del Mezzogiorno hanno usufruito nel passato di consistenti risorse finanziarie, sia attraverso la legislazione riguardante l'intervento straordinario sia attraverso leggi ordinarie (a decorrere dal 1993) per le aree depresse. Nonostante tali aiuti, è ancora assai sentita l'esigenza di appoggiare le migliori politiche di incentivazione e di investimento. A tale proposito, ricordo la legge n. 488 del 1992, che reca modifiche
alla legge n. 64 del 1986 (parliamo quindi di 16 anni fa) in tema di disciplina organica dell'intervento straordinario per il Mezzogiorno e norme per l'agevolazione delle attività produttive ed è stata (ed è ancora) uno degli strumenti più incisivi per favorire la crescita e lo sviluppo delle attività produttive delle cosiddette aree depresse. Infatti, la suddetta legge, come noto, pur conservando la peculiarità di intervento a carattere nazionale, è attuata a misura delle diverse situazioni che si riscontrano nelle regioni del paese ed inoltre, più in particolare, l'ambito di applicazione è riferito alle aree regionali riconosciute come economicamente depresse.
Tale normativa, operante dal 1995, prevede la concessione di contributi a favore di imprese che realizzino programmi di investimenti produttivi nelle suddette aree. L'intervento previsto ha investito e investe il settore dell'industria (comprendendo le imprese manifatturiere), il settore dei servizi, il settore delle costruzioni, quello della produzione e della distribuzione dell'energia elettrica, il settore turistico e alberghiero e infine il settore del commercio, comprendente l'esercizio di vendita al dettaglio e all'ingrosso, nonché il commercio elettronico.
Per quanto attiene all'emergenza idrica, ricordo che il Ministero delle politiche agricole e forestali ha programmato numerosi interventi per un importo complessivo di circa 234 milioni e 890 mila euro. Tale importo, con l'individuazione delle opere per le singole regioni, è riportato nel programma nazionale per l'approvvigionamento idrico in agricoltura e per lo sviluppo dell'irrigazione, inviato al CIPE in data 29 novembre ultimo scorso.
Con il collegato in materia di infrastrutture e trasporti, sono previste specifiche azioni rivolte al recupero del deficit infrastrutturale del Mezzogiorno. In particolare, l'articolo 13 quantifica le risorse da destinare alla progettazione e alla realizzazione di opere strategiche di preminente interesse nazionale (ricomprese nel primo programma delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPI), nonché ad opere di captazione e di adduzione di risorse idriche necessarie a garantire continuità dell'approvvigionamento idrico, di cui il 30 per cento destinato al Mezzogiorno, unitamente alle risorse provenienti dai rimborsi comunitari.
In ordine al potenziamento e all'adeguamento del sistema infrastrutturale meridionale, assoluto rilievo riveste il programma operativo nazionale trasporti 2000-2006, attuativo del quadro comunitario di sostegno riguardante le regioni Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna, per un complessivo finanziamento di opere pari a 4.242 milioni di euro. Inoltre, il vigente programma triennale ANAS 2002-2004 prevede un finanziamento per un totale di 1.277 milioni di euro per il miglioramento della rete stradale delle regioni meridionali, pari a circa il 40,8 per cento dell'investimento complessivo (3.130 milioni di euro per l'intera rete nazionale). Il programma medesimo prevede anche un apposito stanziamento aggiuntivo pari a 465 milioni di euro per l'ammodernamento e l'adeguamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Infine, in merito agli interventi ferroviari previsti dal piano di priorità, approvato con delibera CIPE del 29 settembre 2002, particolare importanza è attribuita allo sviluppo della rete nel Mezzogiorno. Sul totale degli investimenti previsti, al Mezzogiorno è destinato il 37 per cento del valore dell'intero sistema nazionale, grazie anche all'importante esborso previsto dalla legge obiettivo, che destina al sud il 65 per cento delle opere ferroviarie.
Infine, per quanto riguarda la normativa per il credito d'imposta, ricordo che le modifiche alle quali gli onorevoli presentatori delle mozioni si riferiscono (e che sono state introdotte con il decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138) rispondono alla duplice necessità di programmare in anticipo le spese in conto capitale destinate allo strumento (senza correre il rischio di tagli in corso d'anno a carico di altri strumenti) e di assicurare l'effettivo utilizzo delle
risorse, vista la tendenza di molte imprese a conservare il diritto di credito senza esercitarlo.
Quindi, poiché la mozione di Gioia ed altri n. 1-00100 impegna il Governo a presentare, al più presto, una relazione al Parlamento e considerato che nella premessa della medesima vengono citate una serie di attività di competenza dei Ministeri delle politiche agricole e forestali, delle attività produttive, delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e finanze, il Governo si impegna, entro la prima metà del mese di febbraio, a presentare una relazione che evidenzi nel dettaglio quanto disposto in merito agli argomenti affrontati nella suddetta mozione.
La mozione presentata dall'onorevole Bocchino evidenzia notevoli analogie con quella dell'onorevole Di Gioia, pur sottolineando il gap infrastrutturale del Mezzogiorno rispetto alle regioni del nord e mettendo in luce come i problemi di sviluppo riguardino non solo il Mezzogiorno, ma anche altre aree del territorio nazionale, riconosciute dalla stessa Unione europea come afflitte da difficoltà strutturali (aree di obiettivo 2).
Pertanto, il Governo, accettando quanto richiesto nelle mozioni, si impegna a presentare al Parlamento una relazione annuale sullo stato di avanzamento delle politiche intraprese per la riduzione del disagio economico nel meridione e nelle altre aree svantaggiate del paese.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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