Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 235 del 5/12/2002
Back Index

Pag. 98


...
TESTO INTEGRALE DELLE DICHIARAZIONI DI VOTO DEI DEPUTATI ANTONIO LEONE E LINO RAVA SULLE RISOLUZIONI PRESENTATE IN SEDE DI COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SUI TEMI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI COPENAGHEN

ANTONIO LEONE. Il prossimo Consiglio europeo di Copenaghen, che definirà le residue modalità procedurali e negoziali relative all'adesione di dieci paesi (prevalentemente dell'est) nell'Unione europea, rappresenta una tappa fondamentale di quel processo di riunificazione fra Europa occidentale ed Europa dell'est con cui si supera finalmente la storica divisione che si era prodotta alla fine della seconda guerra mondiale.
La cortina di ferro, il cui elemento emblematico era costituito dal muro di Berlino, era calata nel 1945 a dividere in modo innaturale il continente europeo, separando nazioni che avevano ed hanno in comune radici storiche, culturali e religiose.
I cittadini dell'Europa dell'est hanno vissuto questa separazione come un'odiosa imposizione, anche perché essa rappresentava solo uno dei tanti aspetti della privazione delle libertà civili attuata dai regimi dittatoriali imposti dall'occupante sovietico. Per tali ragioni l'ingresso dei paesi dell'est nell'Unione europea, cui dovrà seguire nel 2007 anche l'ingresso della Romania e della Bulgaria, provvisoriamente escluse in quanto le loro economie sono ancora troppo lontane dai parametri dell'Unione,


Pag. 99

rappresenta per i paesi dell'Europa occidentale l'assolvimento di un preciso obbligo morale, civile e politico.
Questi cittadini dell'Europa dell'est, nei duri anni della dittatura comunista, hanno guardato all'Europa libera come ad un obiettivo da raggiungere ed è quindi assolutamente necessario, dopo la caduta delle dittature ed il ripristino delle libertà democratiche, accogliere questi paesi nel novero dei paesi dell'Unione.
Come ha più volte sottolineato il Presidente del Consiglio, onorevole Berlusconi, l'allargamento ad est dell'Unione non si pone assolutamente in modo ostile rispetto alla nuova Russia che ha ritrovato la democrazia, ma è aperto alle forme più ampie possibili di collaborazione con questa grande nazione che costituisce parte integrante dell'Europa sia sotto il profilo culturale, sia sotto il profilo economico. L'economia della Russia, in particolare, si integra perfettamente con quella dell'Europa, e noi auspichiamo in prospettiva che si arrivi a forme di associazione e, perché no, di adesione.
È importante comunque che l'allargamento dell'Unione europea si coniughi con un approfondimento dell'Unione medesima e soprattutto con una revisione dei meccanismi decisionali, che devono essere resi più funzionali ed efficienti considerato l'alto e crescente numero dei paesi aderenti.
Dobbiamo evitare a tutti i costi il rischio della paralisi e della lentezza decisionale perché altrimenti il grande progetto politico e culturale della riunificazione del continente europeo potrebbe perdere gran parte del suo appeal.
È inoltre importante, per quanto riguarda gli interessi specifici del nostro paese, che le aree economicamente più deboli non perdano i sostegni di cui attualmente godono, in quanto non devono essere queste a pagare il prezzo economico dell'integrazione dei paesi dell'est.
Un'Unione europea rafforzata nella sua dimensione e nella sua coesione è un protagonista essenziale nella scena politica ed economica mondiale.
Il nostro paese, che ha avuto fin dall'inizio un ruolo propulsivo nella costituzione del primo nucleo dell'Unione europea con il Trattato di Roma del 1957 fortemente voluto dall'allora ministro degli affari esteri Gaetano Martino, deve continuare a svolgere un ruolo trainante nel rafforzamento e nell'ampliamento dell'unione. Questo perché il raggiungimento di tale storico obiettivo è interesse sia dei cittadini italiani sia di tutti i cittadini d'Europa che devono ritrovarsi quanto prima una solida casa comune fondata sulle radici ideali e culturali che ne caratterizzano 1'identità da oltre un millennio.
Colgo l'occasione per rivolgere gli auguri al ministro Frattini, che sono certo proseguirà tutto il lavoro svolto dal Presidente del Consiglio Berlusconi. Voglio altresì ringraziarlo per l'attenzione che egli ha già posto, e che sono sicuro porrà, al ruolo del Parlamento italiano e - data la sua professionalità - per lo sforzo volto alla ricerca del consenso all'interno dello stesso.
I deputati del gruppo di Forza Italia esprimeranno un voto favorevole sulla risoluzione presentata dalla maggioranza, un voto contrario sulla risoluzione proposta da Rifondazione comunista e si asterranno sulla risoluzione dei colleghi dell'opposizione. Si parla di Europa e dalle dichiarazioni del ministro Frattini e dalla risoluzione presentata dalla maggioranza colgo che non si parla solo di integrazione europea, bensì di riunificazione del continente europeo, che ritengo sarà fondata anche sui principi posti alla base della risoluzione proposta dall'opposizione, su principi che coinvolgono tutto questo Parlamento, ossia su principi di libertà, di democrazia e di rispetto dei diritti dell'uomo. Questa è l'Europa che tutti vogliamo.

LINO RAVA. L'allargamento dell'Unione europea è un evento storico.
E storico sarà anche l'impatto che esso avrà sulla politica agricola; questo ci spinge a sostenere la straordinaria necessità di un equilibrato negoziato e della


Pag. 100

revisione sostanziale di medio termine della politica agricola comunitaria.
Come stiamo verificando e come sostenuto dal ministro Alemanno incertezze o eccessivi attendismi rischierebbero di determinare ritardi incolmabili. Lo diciamo con preoccupazione, non per spirito polemico.
Vede, signor ministro Frattini, noi condividiamo quanto lei ha affermato circa le quote latte, ma come coniughiamo questa possibile battaglia se sosteniamo ora il superamento del sistema delle quote?
Queste incertezze e molte altre non fanno bene e sono frutto di visioni diverse all'interno alla maggioranza che devono essere superate rapidamente, nell'interesse del paese.
Occorre riempire di contenuti le affermazioni di principio.
L'Ulivo è disponibile ad un confronto serio improntato a chiarezza ed a sostenere posizioni utili al nostro mondo agricolo.
Abbiamo esplicitato le nostre proposte, inserendole in una risoluzione nel contesto di politica nazionale! Aspettiamo che anche il Governo e la maggioranza espongano con chiarezza e senza equivoci le proprie proposte!
Mi riconosco nella dichiarazione dell'onorevole Ranieri.

Back Index