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PRESIDENTE. Il sottosegretario per l'ambiente e la tutela del territorio, onorevole Tortoli, ha facoltà di ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, in riferimento all'interrogazione parlamentare n. 3-00856 presentata dagli onorevoli Cabras e Maurandi, si riferisce che il servizio difesa mare, in qualità di organo del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio competente al rilascio delle autorizzazioni allo scarico in mare di sedimenti marini ai fini di ripascimento, avvalendosi della consulenza scientifica dell'ICRAM, ha valutato, nell'ambito delle riunioni del 29 ottobre 2001 e del 14 novembre 2001 del gruppo di valutazione tecnico-operativo, istituito con decreto dirigenziale n. 159301 del 28 giugno 2001, gli eventuali impatti connessi alle attività di ripascimento in oggetto, nonché alle modalità di attuazione delle stesse.
con quelle di progetto; l'assenza di orizzonti pelitici (fango o strati argillosi); la coincidenza tra le caratteristiche mineralogiche delle sabbie di ripascimento con quelle rilevate nel giacimento nell'ambito dello studio approvato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. Nel corso dei suddetti controlli la commissione avrebbe, inoltre, rilevato che le caratteristiche dei materiali apportati sono tali da non destare preoccupazione o allarme.
PRESIDENTE. L'onorevole Maurandi, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, vorrei ricordare al sottosegretario che la spiaggia del Poetto di Cagliari era un gioiello della natura per il colore e per la finezza della sabbia, per la trasparenza dell'acqua e per il declino dolce verso il mare, tutti caratteri che sono stati sconvolti dal ripascimento effettuato dalla provincia di Cagliari nei mesi di marzo e di aprile del 2002.
le opportune iniziative al fine di valutare con precisione il danno e le responsabilità e al fine di predisporre interventi correttivi per il ripristino di un'area di alto valore ambientale. Fino a quando il ministero non fornirà assicurazioni nella direzione della volontà di assumere questa iniziativa, non posso che dichiararmi profondamente insoddisfatto.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sono stati pertanto attentamente valutati tutti gli aspetti ai fini della preservazione delle caratteristiche qualitative del corpo idrico connessi con l'istruttoria prevista dal decreto ministeriale del 24 gennaio 1996, ivi compresi gli impatti sulle comunità bentoniche presenti nell'area di prelievo dei sedimenti e sulla vicina posidonia oceanica e non soltanto i possibili danni alle specie ittiche o alle attività di pesca locali. È stata inoltre valutata, come previsto dal richiamato decreto ministeriale dal 24 gennaio 1996, la compatibilità dal punto di vista granulometrico dei sedimenti provenienti dall'area di prelievo con quelli presenti sull'arenile da sottoporre a ripascimento; al contrario, nessuna valutazione delle caratteristiche mineralogiche dei sedimenti era dovuta, in quanto non prevista dalla legislazione vigente, in materia di movimentazione di sedimenti marini.
Si osserva che l'autorizzazione alle operazioni di ripascimento del litorale del Poetto, come anche le prescrizioni in essa contenute, sono state rilasciate dal servizio difesa mare nell'ottica delle finalità espresse nell'articolo 1 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, circa la tutela del corpo idrico coinvolto nelle operazioni.
Le iniziative volte al recupero delle condizioni paesaggistiche preesistenti nel litorale del Poetto attengono alle attribuzioni della regione, secondo quanto previsto dall'articolo 70 del decreto-legge 31 marzo 1998, n. 112, che assegna a questa compiti di protezione e di osservazione delle zone costiere. Da informazioni assunte dalla prefettura di Cagliari si desume che durante i lavori sono stati effettuati tutti i controlli sia da parte della direzione lavori e dei suoi esperti di settore sia da parte della commissione scientifica di monitoraggio. In particolare, la commissione, con apposita riunione in corso d'opera, convocata alla presenza del comandante della capitaneria di porto, ha affermato: l'esatta corrispondenza tra le sabbie di ripascimento e quelle descritte nello studio approvato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio; la conformità delle caratteristiche granulometriche
Infine, per quanto riguarda il controllo sul rispetto dell'area in esame, il decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio pone tale compito in capo alla capitaneria di porto che, per quanto risulta alla provincia, avrebbe effettuato tutti i controlli previsti dal ministero.
Dopo l'intervento, i caratteri cromatici, mineralogici e granulometrici sono del tutto diversi da quelli originari e da quelli previsti nel capitolato d'appalto. Per fare qualche esempio, la presenza di quarzo era pari al 74 per cento per unità di peso ed ora è ridotta al 26 per cento. Per la granulometria, la presenza di elementi di dimensioni inferiori a 0,25 millimetri era pari all'80 per cento ed ora è ridotta al 50 per cento. Il risultato è che la sabbia è scura, grossolana, piena di residui provenienti dal fondo marino, piena di ciottoli e di pietrisco; inoltre, l'acqua ha perso la sua originale trasparenza. In più, l'avanzamento della linea della battigia di ben 65 metri ha prodotto un effetto gradino che, con le recenti mareggiate, ha dato luogo ad una sorta di diga che ha impedito un deflusso rapido delle acque che avevano allagato l'arenile.
All'origine di questi risultati ci sono alcune circostanze precise. Non è stato rispettato il progetto originale che prevedeva di prelevare sabbia da cave o dal mare purché avesse le caratteristiche cromatiche, granulometriche e chimiche della sabbia preesistente, che erano previste e quantificate dal capitolato d'appalto. Il lavoro è stato eseguito in due mesi anziché in due anni, come previsto dal progetto e, quindi, senza la gradualità e la modularità dell'intervento che avrebbe consentito un monitoraggio efficace ed eventuali interventi correttivi. Il risultato è un vero e proprio disastro ambientale che ha compromesso uno straordinario patrimonio ed un'area di rilevante valore.
Allora, non bisogna fare confusione tra due problemi. Uno è quello della corrispondenza fra le sabbie del ripascimento e i sedimenti dell'area di prelievo, che sono quelli descritti nello studio approvato dal ministero; ma non è questo in questione, perché c'è un altro problema, quello del confronto tra i caratteri delle sabbie impiegate rispetto a quelle preesistenti e richieste dal capitolato: è la non corrispondenza tra questi due caratteri che sta all'origine del disastro ambientale. Quest'ultima analisi non è demandata alla commissione scientifica di controllo, ma è demandata alla commissione di collaudo; ci sono studi che sono stati già fatti da singoli ricercatori dell'università di Cagliari e da aziende specializzante che riportano i dati che ho richiamato rapidamente.
Pertanto, quello che noi chiediamo al ministero è di seguire con particolare attenzione questa vicenda, cosa che finora non è stata fatta, e di affidarsi a fonti che non siano soltanto quelle provenienti dalla provincia di Cagliari, che è quella che ha curato l'operazione e che ha prodotto questo risultato, ma anche ad altre. Infatti, in presenza di un disastro di questa gravità e dimensione, il Ministero dell'ambiente deve intervenire, certamente in accordo con la regione Sardegna, per prendere
Sospendo la seduta che riprenderà alle ore 18.


