Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 234 del 4/12/2002
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(Misure per rilanciare le attività produttive del Mezzogiorno - n. 3-01676)

PRESIDENTE. L'onorevole Lettieri ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01676 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, signor ministro, la scelta del Governo di bloccare il credito di imposta alle imprese nel Mezzogiorno è molto grave. È l'ultimo atto di una politica antimeridionalistica fatta dal Governo in questi 500 giorni di attività.
Se non si vogliono penalizzare ulteriormente le imprese che operano o hanno intenzione di investire nelle regioni meridionali, va eliminato subito il blocco e ripristinata la normativa della legge n. 388 del 2000. Sappiamo bene che vi è una situazione di crisi a livello internazionale ed in Europa, ma i conti pubblici italiani non vanno bene soprattutto per la politica economica del Governo.
Continuate a proporre tagli e blocchi indiscriminati alla spesa pubblica, ma bloccando l'unica legge efficace per il sostegno agli investimenti nel Mezzogiorno, a mio avviso, si dà un colpo al cuore delle imprese che hanno puntato sul credito di imposta. Ora molte rischiano il fallimento, signor ministro, perché il blocco colpisce anche gli investimenti avviati e non completati. Perciò, la vostra decisione, a mio avviso, è devastante per l'economia meridionale oggi, tra l'altro, aggravata dalla crisi FIAT che coinvolge anche molti stabilimenti dell'indotto.

PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Tremonti, ha facoltà di rispondere.

GIULIO TREMONTI, Ministro dell'economia e delle finanze. I dati dicono che nel 2001 le risorse utilizzate per gli strumenti sono state pari a 571 milioni di euro; nel 2002 l'assorbimento è stato pari a 1.648 milioni di euro; fra il luglio e l'ottobre del 2002 sono stati stanziati dal Governo ulteriori 870 milioni di euro. Tutti gli interventi del Governo sono stati mirati a coprire questa forma di spesa pubblica e a definirla nei criteri di erogazione in base


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ai principi costituzionali. Tutta la legislazione successiva, e da ultimo la legge finanziaria, è stata mirata a garantire agli imprenditori i diritti attribuiti dalla legge. Di tale materia già ci siamo occupati tante volte e credo che questi dati siano indicativi dell'impegno del Governo a finanziare tali strumenti.
Mi consenta di notare che un conto è fare promesse senza copertura, un conto è governare nell'interesse delle imprese del sud e garantire l'effettività dei diritti che voi avete promesso solo in termini di campagna elettorale. Se aveste vinto non solo avreste ritirato tali strumenti, ma avreste aumentato le imposte. Noi abbiamo fatto l'opposto.

PRESIDENTE. L'onorevole Lettieri ha facoltà di replicare.

MARIO LETTIERI. Credo che la risposta del ministro circa le promesse elettorali vada rivolta al Presidente Berlusconi con il quale, evidentemente, egli parla d'altro. Le proposte del Governo, ad esempio quella di risolvere il problema della FIAT cambiando il nome all'azienda fatta ieri sera dal Presidente del Consiglio, mi sembrano davvero assurde. Il ministro Tremonti, purtroppo, ne segue le scie.
Sono convinto, invece, che nei confronti del Mezzogiorno il Governo stia continuando a giocare in maniera assai pesante: ne dichiara la priorità ma, quotidianamente, adotta provvedimenti di segno opposto e il blocco del credito di imposta è uno di questi. Infatti, dopo i sorrisi e le promesse di Berlusconi e del Vicepresidente Fini alla manifestazione di Crotone, ha decretato il blocco del credito agli imprenditori che ne avevano già acquisito il diritto entro la data dell'8 luglio 2002. Nella finanziaria per il 2003, signor ministro, si riducono, poi, drasticamente i fondi per il 2003 e si aumenta la discrezionalità nell'erogazione degli stessi.
Il Fondo unico per il Mezzogiorno di fatto formalizza il ritorno ad un uso politico delle risorse. Si indebolisce la legge n. 388, si depotenzia la promozione dell'imprenditorialità giovanile e femminile e si estende il credito di imposta alle regioni del nord. Poi, fatto ancor più grave, nottetempo, il 12 novembre 2002, con il decreto-legge n. 253 si blocca il credito di imposta, colpendo appunto le imprese. Sia chiaro che quello che dico non vuole evidenziare alcuna contrapposizione con il nord; al riguardo ho preso atto volentieri della risposta del ministro all'interrogazione del collega che mi ha preceduto, con riferimento alle agevolazioni per il nord a seguito degli eventi alluvionali. Le popolazioni del nord hanno infatti subito dei danni e dunque hanno diritto in questo caso di poter usufruire di agevolazioni per risolvere i problemi del dopo alluvione; siamo dunque solidali con loro.
Ma i problemi del sud non sono in contrasto con quelli del nord. Il centrodestra e il Governo devono avere la consapevolezza che il Mezzogiorno non è solo una questione che riguarda i meridionali, bensì l'Italia intera. Se non si affronta tale questione con decisione e tempestività, credo che non si risolveranno mai i problemi dell'intera economia del nostro paese.
Perciò, signor ministro, ravvedetevi. Ripristinate le norme e le procedure previste dalla legge n. 388 del 2000. Revocate altresì il blocco del credito di imposta, perché esso rappresenta una vera pugnalata alle spalle degli operatori (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

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